Il colore è il tasto, l’ occhio è il martelletto, l’ anima il pianoforte con molte corde. L’ artista è la mano che suona e che con questo o quel tasto fa vibrare l’ anima (V. Kandinsky)
Nello spazio e nel tempo, mentre il vento ci accarezza l’ anima, sentiamo che c’ è qualcosa in più, qualcosa in più da dire, qualcosa in più da dare. Nel silenzio delle nostre parole e dei nostri pensieri, ci ritroviamo travolti dalle nuvole, dalla pioggia, dal sole. Tutto è fuori di noi ma anche dentro di noi. Semplicemente non ci resta che contemplare l’ assoluto che è in noi. Per poi arrivare, quando si riesce, in quel contesto abitativo che è l’ arte. E tutto viene facile, come quei fiori che sbocciano dietro la roccia. Come le pennellate di azzurro e di violetto al crepuscolo. Percorrendo strade e andando per vicoli, sfogliamo le pagine della nostra vita. Fremiamo e parliamo a noi stessi come il vento tra gli alberi. E ci scopriamo ogni giorno diversi e scopriamo che la vita è arte, solo se lo vogliamo. Rachele Deborah Materiale vive a Castrocielo, in provincia di Frosinone. Parliamo di una giovane artista che ha saputo ascoltarsi, ha saputo viversi e vivere d’ arte. Sempre in continuo fermento artistico e creativo, lì dove i confini tra arte e artigianato sono davvero labili. Rachele Deborah Materiale, versatile e poliedrica ma anche attenta, empatica e comunicativa, può considerarsi un’ artista a tutto tondo. Difatti riesce a passare dalla realizzazione di oggetti con la tecnica della sublimazione ai ritratti in grafite e alla pittura su tela. Questo anche grazie agli studi e alla laurea conseguita presso l’ Accademia di Belle Arti di Frosinone. Intanto Da poco si è tenuta la sua prima mostra sul tema del “filo rosso”, coinvolgendo gli spettatori con la sua proverbiale generosità e potenziale condivisione. Tra un’ opera e l’ altra, in stile introspettivo ed etereo, ha voluto inserire un filo rosso a dimostrazione di come l’ arte potesse unirci e gratificarci in bellezza e salvezza. Un filo rosso che ci unisce, difatti lo spettatore piccolo o grande che sia, ha potuto inserire un biglietto, per testimoniare la sua presenza e attenzione al tema della condivisione. Di grande impatto emotivo, dunque, la mostra ha visto un bel numero di spettatori che si sono uniti al suo filo rosso. Perché è proprio così che Rachele Deborah intende operare, con l’ auspicio che traccia del suo senso artistico possa attecchire in ognuno di noi. L’ artista difatti ha posto l’ accento sull’ essenza del legame e attraverso un filo conduttore invita ognuno di noi a dire e a dare qualcosa. Perché c’ è sempre un legame che unisce una parola all’ altra, una storia all’ altra. Di questo è fermamente convinta. Sempre operosa e solidale, continua il suo cammino in una svariata progettualità. Intanto è un’ artista completa perché ha anche studiato presso il conservatorio musicale Licinio Refice di Frosinone. Ed insegnante di pianoforte, come se non bastasse, ha avvertito anche l’ impulso alla creatività. A tutt’ oggi realizza oggetti con la tecnica della sublimazione ( n.d.r. tecnica di stampa che permette di trasferire immagini su oggetti con il calore della pressatura per poi ottenerne il fissaggio al raffreddamento). Durante il periodo della pandemia, ha avvertito questo nuovo impulso alla creatività riuscendo a sviluppare anche quest’ altra potenzialità. Partendo sempre dal disegno che le viene commissionato. E seguendo quel filo conduttore che è arte, parola, solidarietà, anima, luce, passione infinita. Rachele Deborah Materiale colpisce per la sua grande vis artistica ma anche per la sua forza emotiva. Amando il confronto, la sperimentazione, la conoscenza, si sente in ogni posto del mondo, in un mondo che pone le basi al profilo umano, in maniera controcorrente ad una società sempre più tecnologica. Ma quando c’ è un cuore pulsante votato alla bellezza, niente potrà fermare la sua corsa verso l’ arte e la creatività. Ed ecco che per restare uniti e creare connessioni, volgendosi alla bellezza, ovunque essa sia, bisogna necessariamente ricondursi ad un legame vero, fatto di storie vere e…a quel filo rosso che ci unisce.
Raccontati tra esperienze di vita, passioni, lavoro…
Ho seguito sia il percorso artistico che musicale contemporaneamente. All’ età di dieci anni sono entrata in conservatorio e poi ho frequentato il liceo artistico a Cassino. Sono entrata in Accademia di Belle Arti a Frosinone con indirizzo scenografia laureandomi in regia teatrale. Mi laureo poi in pianoforte specializzandomi in musica da camera. Oggi sono insegnante di pianoforte con la passione per l’arte e la creatività… Ho origini brasiliane, sono stata adottata da una meravigliosa famiglia che ha fatto di tutto per rendermi una persona autonoma in relazione alle mie vere propensioni e percorsi da voler seguire.
Quando e come nasce poi la tua passione creativa?
Durante la pandemia, ho iniziato a disegnare, ho iniziato con un ritratto di Massimo Troisi, poi attraverso i social si è creata una rete e ho avuto modo di farmi conoscere e apprezzare. Da qui ho avuto la prima commissione e ho conosciuto intanto la tecnica della sublimazione, mi è piaciuta molto e ho iniziato a sperimentarla realizzando oggetti come tazze, orologi e quant’ altro. Ho sperimentato anche la resina, realizzando lampade e creazioni per Natale…
Come definiresti la tua maniera artistica?
Mi piace suscitare meraviglia, quindi la definirei un’ arte introspettiva e comunicativa.
La tua fonte di ispirazione?
La vita stessa mi ispira, tutto ciò che mi circonda…da un paesaggio alle persone, dagli animali ai bambini che sono per me grande fonte di ispirazione.
Parliamo della tua mostra che ha avuto un bel successo di pubblico…
Sì, dal 22 al 24 maggio si è tenuta la mostra sul tema del filo rosso con il quale parte il simbolismo per trasmettere un messaggio e creare un collegamento tra le persone, tutto dal punto di vista introspettivo.
Dove si è tenuta?
La mostra si è tenuta a Castrocielo sotto il criptoportico ipogeo del monacato di Villa Euchelia.
Perché il filo rosso?
Nelle due opere ho inserito il filo rosso della tradizione giapponese intrecciandolo nelle mani delle due donne che ho rappresentato, una sommersa dall’ acqua e l’ altra che sta per uscire dall’ acqua, come a rinascere. Anche nell’ opera nella quale rappresento le mie mani, la mia mano di persona adulta e quella di quando ero piccola, ho inserito un filo rosso dove chiunque ha potuto unire dei bigliettini per lasciare un segno del loro legame più forte. Ci tengo a dire che la mostra è stata voluta da Mario Santopietro, presidente dell’ associazione Borgo Accogliente ODV di Castrocielo.
Come ti definiresti come persona e come artista?
Mi definisco una persona che vuole lasciare un’ impronta…
Che rapporto hai con te stessa?
Un buon rapporto ma devo mettere ancora insieme dei tasselli che appartengono alla mia storia passata.
Il tuo luogo del cuore?
Lo devo ancora trovare…
Prossimi progetti?
Restando sempre in zona, l’ 11 luglio parteciperò ad un progetto sul tema del bullismo, poi il 22 giugno si organizzeranno campus sul tema dei supereroi, invitando vigili del fuoco, medici e… hanno invitato anche me poiché anche l’ arte ha questo potere salvifico…Poi il 20 giugno sarò presente a Pennellate di lavanda, un aperitivo artistico insieme ad altre donne con le quali si dipingerà in un campo di lavanda…
I sentimenti che ti raccontano: che cosa ti fa star bene e rasserena e che cosa ti rattrista?
La gentilezza e la purezza nei bambini e negli animali è qualcosa che mi rasserena, il contrario mi rattrista come anche la mancanza di passione e amore nelle persone.
Un tuo motto di vita?
La sensibilità non è debolezza ma la forza più grande che un essere umano possa possedere!
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