Nadia Festuccia, riflessi interiori

Nadia Festuccia, riflessi interiori

Mi piacciono le persone trasparenti. Quelle che puoi indovinare il fragile percorso delle vene del corpo, quelle che ogni rossore sul viso segnala un’ emozione… ( F. Caramagna)

La trasparenza è una mappa per i sentimenti, un tesoro da inseguire. Perchè riflette ciò che si ha dentro. Nella grande abilità del mantenersi sospesi, In questa vita, tra terra e cielo. Nella soffitta del cuore, c’ è tutto per poter connettersi alla vita, ci sono risorse infinite che, una volta tradotte in gestualità e segni di appartenenza, si connotano da sé. Nel tragitto della nostra esistenza, talvolta il destino è come segnato. Come se qualcosa ci venisse dettata dall’ alto ad indicarci la strada da percorrere. Nadia Festuccia vive a Testa di Lepre, tra Roma e Civitavecchia nella sua casa-bottega che prende il suggestivo nome di Vetromaghie. Intanto galeotto è stato il suo viaggio in Scozia, dove ha scoperto l’ arte del vetro soffiato, un’arte antica di grande fascino e laboriosità. Indipendente, libera, naturale, nel senso più ampio del termine, ossia a contatto con la natura e la spiritualità della natura stessa, Nadia Festuccia è una donna dalle mille risorse. Oltre a sentire la pace dell’acqua, la forza del fuoco, è collegata spiritualmente con l’ essenza del sacro e del divino femminile. La sua è una fonte di ispirazione costante come l’ acqua che sgorga dal ruscello e non poteva che dedicarsi all’ arte antica del vetro, del vetro soffiato. Un’ arte che ha tenuto dentro senza accorgersene sin da piccola perchè suo nonno era un appassionato di vetrini, boccette e fermacarte di vetro di Murano. Nadia Festuccia quindi muove i primi passi a Edimburgo, una city alla quale sarà sempre grata, fino poi ad arrivare nella campagna romana dove, a contatto con la natura, si rigenera ogni volta. In cerca di nuove idee, di nuovi impulsi ed energia, per vivere pienamente questo dono con la massima dedizione e partecipazione emotiva. Le sue non sono soltanto creazioni ma sono creazioni dell’ anima. Un legame tra natura, spiritualità, femminilità e memoria. Un passaggio umano il suo, ancora prima che imprenditoriale. La natura per Nadia è il punto in cui tutto si ricompone, vivendo poi di elementi naturali come la terra, il fuoco, l’aria e l’acqua. Nadia Festuccia ha ancora gli occhi grandi pieni di meraviglia nel veder sciogliersi il vetro nella fornace, imparando dal vetro e restando in simbiosi con l’ elemento per ore, diventandone un tutt’ uno. Ed è in quei momenti di lavorazione che si crea come un transfert, qualcosa di straordinariamente divino, qualcosa che trascende la realtà. Sono opere le sue che custodiscono l’ essenza della divinità pagana, opere antiche incentrate sul divino femminile, divinità come la dea curda, la dea dell’acqua, del fuoco…Tant’ è che oltre a creazioni ordinarie come bicchieri e vasi, realizza brocche con le ali e le “Lase”, angeli, archtetipi antichi della divinità femminile etrusca. Questo perchè non solo ricerca sul corpo della dea riproducendo alcune forme ma intende continuare su questa linea perchè vuole valorizzare l’importanza dell’energia femminile, in un mondo maschile e competitivo come il nostro… Di questo e altro ancora, Nadia Festuccia ne fa una mission, se pur tutto delicatamente sotteso in un messaggio che si rinnova e che per prima contempla nella meravigliosa alchimia che il vetro le restituisce. Non a caso, da tutto ciò il nome Vetromaghie. Del vetro continua ad attirare la sua attenzione la rifrazione della luce perchè ne riflette la realtà e perchè poi è un materiale che riesce a custodire le cose. Nadia Festuccia è una donna di altri tempi, una donna fuori dalle righe e fuori da quel mondo che tende ad imprigionare nella sua omologazione e piattezza. Una donna unica nel suo genere, Nadia lancia messaggi importanti attraverso una passione che ha saputo prima custodire e meditare per poi liberare nel tempo. Tanto che il suo non è soltanto un vetro soffiato ma un soffio vitale, un po’ come il “pneuma” che anima ogni cosa. Perchè in lei si legge la volontà di trascendere la materia. E tra arte e artigianato, poi, il confine è labile. E tra terra e cielo, materia e spirito, non lascia niente di intentato. Perchè poi i suoi sono tutti riflessi, riflessi interiori.

Raccontati tra esperienze di vita, passioni, lavoro…

Sono stata in Scozia, a Edimbrugo dopo un liceo scientifico sperimentale in lingue, Qui ho frequentato l’ accademia d’ arte per tre anni diplomandomi in design e arti applicate con la specializzazione in vetro. Poi sono tornata e ho aperto bottega…

Quali sono stati gli input ancor prima, ossia quando ti sei accorta di avere del potenziale?

Un amico di mia madre aveva un laboratorio di vetrate artistiche, mi disse che ero brava, e mi incoraggiò a proseguire… A Roma ho frequentato un corso di vetrofusione, poi, prima di andare in Scozia mi sono occupata di ristrutturazione di vetrate, frequentando anche corsi di ceramica…

Le fasi di lavorazione del vetro soffiato?

Si sciogli la bottiglia di vetro nella fornace a centoventi gradi, poi la si rilavora prelevandola con un asse di acciaio per poi temperarla a centosessanta gradi. Più gli oggetti si raffreddano e più sono resistenti…con il vetro soffiato bisogna avere una gestualità votata all’ immediatezza, anche perchè la prima soffiata è forte e bisogna trattenere l’ aria all’ interno…Si tratta di una danza con l’ elemento con il quale bisogna essere in simbiosi…

Che cosa racconta il vetro?

La trasparenza, racconta la trasparenza e la leggerezza. Il vetro è terra, il fuoco lo scalda, l’ aria lo raffredda e l’ aria lo soffia.

Altre passioni di vita?

L’ astrologia,la natura…

Il tuo luogo del cuore?

L’ eremo di Poggio Conte…

Come ti definiresti come donna e come artista?

Mi sento sia artigiana che un’ artista, è strano tutto ciò…penso di essere una donna sensibile, trasparente, istintiva, empatica, selvatica, mischio la saggezza della natura con la spiritualità.

Prossimi progetti?

Organizzerò una stagione di corsi da ottobre ad aprile prossimo…poi è ho in programma di organizzare un “capodanno artistico-spirituale” per un lavoro interiore.

I sentimenti che ti raccontano: che cosa ti fa star bene e rasserena e che cosa ti rattrista?

Mi rasserena trovare giovani che si preoccupano della sorte della terra e dell’ umanità. Mi rasserena trovare originalità ed autenticità. Mi fanno star male l’ egoismo, il materialismo, l’ individualismo, l’ omologazione.

Tre fotogrammi importanti per essere oggi la donna che sei…

L’ esperienza in Scozia, quando ho scelto di vivere in campagna, la nascita di mia figlia Alice, la creazione più riuscita e più amata!

Un tuo motto di vita?

La separazione è un’ illusione!

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Per info: cell: 377-2303728 ; instagram vetromaghie_ ; facebook Vetromaghie

www.vetromaghie.com

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