Il disegno è la radice dell’ arte ( Vincent van Gogh)
Bisognerebbe fidarsi di più dei propri passi, dei nostri passaggi interiori e degli stessi sentimenti che ci animano. Tenendo stretta tra le mani una matita o una penna, il resto lo fa la vita. La vita stessa conduce il gioco e si sazia e ci sazia ogni volta di nuovi elementi, nuovi colori, emozioni, avventure. Dobbiamo abbandonarci per un po’ a ciò che è il panta rei, a ciò che scorre ineluttabilmente. E così, soltanto così, vedremo realizzato un disegno della nostra vita tra le nostre mani. E non è importante soltanto disegnare, dettare i profili della nostra vita ma anche intravederne un senso, un significato che la stessa può inoltrare, come un messaggio importante da cogliere. Luca D’ Anna, a soli trent’ anni, ha già una sua filosofia di vita, un qualcosa che si sta delineando nel tempo attraverso le esperienze sul campo. E quando si parla di esperienze, non si intendono soltanto le esperienze di lavoro o le esperienze di vita ma qualcosa che va oltre. La propria consapevolezza è la migliore esperienza che si possa fare! Le cose nella vita accadono in maniera travolgente e fare arte è qualcosa di istintivo, un impulso primordiale, un’ esperienza emotiva nel lasciare un segno. Luca D’ Anna è un giovane artista che lavora nella ditta di famiglia che si occupa di pasticceria da tempo. Siciliano, originario di Palermo, una città alla quale resta molto legato, per esigenze lavorative, ha dovuto trasferirsi con la famiglia a Tradate, in provincia di Varese. L’ intervista, così, acquista toni velatamente nostalgici per la mancanza della propria terra che si fa sentire. Una nostalgia che il più delle volte prende il sopravvento. Luca è un artista in evoluzione. La sua è una personalità empatica ma anche controllata e la sua passione più grande è parlare delle sue emozioni e della sua terra attraverso le sue mani. Dopo gli studi di ingegneria, Luca D’ Anna ha avvertito l’esigenza di dare un nome e una forma alle sue emozioni. Luca ha iniziato a disegnare già verso i quattro anni, poi ha iniziato a disegnare Dragon Ball prima a matita poi con penna biro. E da qui parte un ricordo della sua maestra che, in seconda elementare, propose di realizzare disegni sulla guerra in Afghanistan Morale della favola, il suo disegno piacque e fu pubblicato. Ed ecco che tutto è scritto, disegnato e che tutto è un segno del destino…Difatti Luca ha iniziato a disegnare meravigliose opere con la biro. Senza sapere che questa è davvero un’ arte del disegno realizzato con penna biro, alla quale poi si sono aggiunte penne colorate tanto da sembrare pittura, tale ne è la maestria e il talento. Difatti Luca D’ Anna, quando disegna, ammette di essere in pace con se stesso e sembra proprio che sia la penna a condurre la sua mano e il suo cuore d’ artista. (n.d.r. Veniamo a scoprire che la parola biro deriva dal suo inventore, il giornalista ungherese L. J. Birò che la brevettò nel 1938). La fonte di ispirazione dell’ artista, intanto, resta l’ universo femminile tratteggiato nei particolari e nella cura dei dettagli come nelle espressioni del volto. Lì dove il disegno, il tratteggio sembra appunto una pittura tale ne è l’ intensità. Tant’ è che poi alcune opere sono realizzate anche in pittura digitale. Luca offre anche molti spunti di riflessione e messaggi importanti da lanciare ai più giovani riguardo l’ importanza dell’ arte e della creatività. Nelle sue opere c’è tanto della sua terra siciliana, difatti non mancano simboli e suggestioni che inserisce di volta in volta. Come a tratteggiare ed immortalare una terra, la sua terra, che è ricca di colore, bellezza, luce e tradizioni. L’ artista D’ Anna continua determinato nel voler continuare il suo percorso artistico iniziato quindici anni fa. Oggi cerca di inserirsi in mostre ed aventi. Difatti nel giro di un anno, ha partecipato a Milano ad una mostra di arte contemporanea, esponendo poi anche in una galleria. Ma, legato com’ è alla sua terra, ha partecipato di recente a mostre come al Festival d’ arte 23 Est a Capri Leone, un borgo che diventa una galleria permanente di arte contemporanea. Portandosi dietro immagini che ha bisogno di interiorizzare, l’ artista segue il suo percorso con devozione, rispetto ed emozione. Nelle memorie passate che sono fonte di valori dai quali attingere costantemente, oggi come allora, si ritroverà ancora con…una penna tra le mani e nel cuore.
Raccontati tra esperienze di vita, passioni, lavoro…
La mia famiglia ha una pasticceria siciliana da dieci anni, si è trasferita per questioni lavorative da Palermo a Tradate, in provincia di Varese. Ho studiato ingegneria presso il Politecnico di Milano però poi non ho proseguito per questa strada perchè non era quello che volevo fare… Mi piace disegnare, mi piace far parte del campo dell’ arte anche se non si può vivere solo di questo.
Come nasce la passione per il disegno con la biro?
Quindici anni fa ho disegnato con la biro senza saperlo, poi senza saperlo prima, mi sono accorto che esiste l’ arte del disegno con biro, i tatuatori, per esempio, disegnano con la penna.
Tecnica di utilizzo?
Il tratteggio è la tecnica, in questo modo si ottengono volumi e forme, poi utilizzo la biro blu, la preferisco alla nera, proseguendo anche con penne colorate che ho sperimentato da poco. Intanto utilizzo la biro blu perchè mi aiuta ad avere sfumature maggiori.
Che cosa provi quando disegni?
Quando disegno, avverto una sensazione di benessere interiore. Quando guardo quella figura che si sta creando è come se guardassi me stesso, è un discorso artistico ed introspettivo insieme al quale non riesco a rinunciare. Dell’ inchiostro mi piace la fluidità e la precisione…
La tua fonte di ispirazione?
L’ universo femminile mi affascina, in particolare mi affascina lo sguardo delle donne come anche i volti cinematografici… Sono ispirato dalla musica che mi dà una spinta in più a disegnare e della musica non so proprio farne a meno. La mia Sicilia, intanto, mi manca molto, è una presenza costante nella mia vita e grande fonte di ispirazione. Mi mancano i colori, la gente, i luoghi, la natura, l’ entroterra ancora più del mare.
Il tuo luogo del cuore?
Palermo è la mia città del cuore.
Come ti definiresti come persona e come artista?
Sono una persona pacata, controllata, empatica, mi piace confrontarmi…
Qual è il tuo colore e la tua stagione preferita?
Amo il nero e amo l’ estate, sono un po’ contraddittorio.
Prossimi progetti?
Vorrei creare molto per una mostra personale.
I sentimenti che ti raccontano: che cosa ti fa star bene e rasserena e che cosa ti rattrista?
Mi rattristano l’ipocrisia, la falsità, l’arroganza. Mi rasserenano la sincerità, la trasparenza, la condivisione.
Una tua considerazione sulla creatività e i giovani…
Per arrivare alla creatività, dovremmo togliere di mezzo tutta la tecnologia che ci circonda e che appiattisce la mente dei più giovani. Ci dovrebbe essere un’ educazione ai sentimenti, un tornare all’ antico, una rivoluzione anche didattica: l’ educazione ai sentimenti dovrebbe essere materia di studio. Tutto dipende nell’ avere uno sguardo autentico e genuino nei confronti della vita.
Che cosa ricordi della tua infanzia e adolescenza?
Ricordo i giochi per strada, ci inventavamo i giochi, ci raccontavamo storie inventate giocando…
Un tuo motto di vita?
Bisogna lasciare andare le cose per come devono andare.
Per info: cell 328-1710400 ; Instagram luca_echoes