La natura dipinge per noi, giorno dopo giorno, immagini di infinita bellezza (J. Ruskin)
Siamo appesi ad un filo. Questa vita bella e dolorosa ha l’ intrinseca capacità di lasciarci comunque liberi, liberi di amare, di osare, di essere forti e fragili nello stesso tempo. Un mistero, la vita, che ci accompagna. E se ci soffermiamo su ciò che siamo veramente, siamo assaliti da dubbi, incertezze ma anche da amore, un costante sentimento di amore che ci attraversa cuore e pelle. Perchè è così, la vita ci invita a tutto questo, e crea dei sentimenti nei quali rifugiarci, ci indica la strada. Poi d’ improvviso, capita che tutto ciò che sembrava certo, diventa incerto. Ma la vita è sempre bella e provocante. Perchè provoca emozioni in noi, emozioni sempre vive, in un crogiuolo incandescente di memorie e di leggenda personale. L’ artista Cecilia Flumian racconta la trasformazione del dolore in opera d’ arte, attraverso il percorso della guarigione, un po’ come è riuscita a fare l’ artista Frida Kahlo. Se si riesce a trasformare il dolore in gioia di vivere, in qualcosa di buono, di bello e di vero che possa accompagnarci fedelmente, saremo salvi davvero. Se si riesce a sublimare il dolore in bellezza, poesia e arte, avremo quel quid in più, quel fiore all’ occhiello che ci aiuterà a vedere il mondo con occhi diversi. Cecilia Flumian è una bella artista pugliese, bella dentro e fuori. Vive a Mesagne, in provincia di Brindisi. Dati i suoi studi artistici, si è sempre occupata di grafica, illustrazione e pittura. A Grottaglie, paese della ceramica, ha frequentato l’ istituto d’ arte diplomandosi poi in decorazione e pittura. Un percorso artistico, il suo, che l’ ha portata alla maggiore conoscenza di sé. Sensibile, profonda, empatica ma anche indipendente e controcorrente, si definisce una visionaria del’ invisibile. Nelle sue opere tende a rappresentare ciò che non si vede ma si sente. Come diceva A. De Saint Exupery “ l’ essenziale è invisibile agli occhi”. Difatti per l’ artista Flumian, gli occhi, lo sguardo sono il punto di partenza per osservare il mondo e la bellezza di cui è composto. Dipinge il mondo per donargli quel colore che probabilmente in futuro potrà non esserci più. La sua è una tensione-distensione nei confronti della vita stessa e dell’ arte, elevando il suo sguardo al cielo, altra sua fonte di ispirazione. Ma la vita, i percorsi ad ostacolo che ha dovuto affrontare, sono stati la sua linfa vitale, quel brivido che l’ ha attraversata tutta, quel dolore tangibile che poi ha sublimato attraverso l’ arte. Difatti Cecilia ha dovuto affrontare un percorso di malattia, dovendo fare i conti anche con alcuni traumi infantili, ma poi l’ energia vitale, la forza della vita l’ha condotta in alto, seguendo sempre i sui sogni ed il suo istinto. Forte anche delle memorie familiari, di un grande legame con suo padre che poi è venuto a mancare ma che è stato un faro e che le ha permesso di conoscere mondi nuovi. Ma resta molto legata anche a sua madre che definisce una roccia, e che è stata una cantante lirica, trasmettendole la sua vena artistica. Bellissimo anche il suo rapporto con sua sorella Chiara, anch’ ella scrittrice. Nel tempo Cecilia Flumian ha seguito il suo fil rouge: il ricordo vivo di un padre che l’ ha amata e protetta, la ricerca e la scoperta di sé. La natura, attraverso le sue sfumature, l’ ha resa e la rende sempre di più una persona nuova, connessa con ciò che va oltre la superficie delle cose, con la propria essenza che oggi riesce ad abitare con maggiore consapevolezza. Nel tempo si è conosciuta, anche attraverso passaggi obbligati come la sua malattia che è diventata una compagna quotidiana e la scoperta di un amore che l’ ha salvata e l’ ha riportata a se stessa. Le opere in pittura di Cecilia Flumian parlano da sole perchè sono un vero e proprio inno alla vita e alla natura. Il suo percorso di illustratrice ha affinato ancor più il suo potenziale artistico che ha scelto appunto il campo pittorico per poter esprimersi al meglio in tutta la sua prorompente ricerca del bello e del vero. Sì, perchè Cecilia ama la verità, la semplicità delle piccole cose che diventano grandi. E riesce a ringraziare i giorni proprio per la sua capacità di arrivare alla fierezza e purezza di uno sguardo. Opere, le sue, che hanno un aspetto onirico che ti conducono in un mondo parallelo, un mondo immaginario, lì dove è possibile sognare. Dove l’ essenza si posa come una farfalla su un fiore di hibiscus, mentre la natura apre il suo sguardo e le radici di un albero ne colgono il mistero tutt’ intorno. Attraverso quel filo della memoria che si è cucita addosso, l’ artista Flumian è riuscita a creare un mondo con cuore e mani, un mondo che trascende la materia per una volontà e una forza concatenata al suo essere donna che non riesce a stare nei ranghi ma che sente appunto il bisogno di trascendere e andare oltre. Magari anche oltre se stessa se ciò può servire a vedere il mondo come un buon posto da abitare, se ciò può servire a guarirci, a correggerci e arrivare al centro della nostra essenza. Con la certezza che ci sarà sempre qualcuno pronto a liberarci davvero. Per Cecilia, questi eroi, questi guerrieri della luce si chiamano Arte e Vita, Arte e Amore, in una simbiosi e in un incanto perfetto che ci permette di continuare il nostro viaggio. Nella sintesi di ciò che c’ è di più profondo.
Com’ è la tua vita attualmente?
Sono soddisfatta, ho qualcosina ancora da sistemare, ho superato alcune difficoltà, ho altri sogni da realizzare…
Raccontati tra esperienze di vita, passioni, lavoro…
Ho origini friulane da parte di papà, mi definisco multietnica, a detta degli altri, ho tratti somatici asiatici, così dicono… La mia infanzia ha conosciuto la magia del viaggio, papà si spostava per lavoro e ha sempre amato l’ avventura, la montagna, la geografia e tutto ciò lo ha trasmesso a me e mia sorella. Ci ha fatto scoprire la bussola …Mia mamma invece è stata una cantante lirica, non ci è mancato il mondo artistico e quel senso di libertà in più…
Come nasce la tua passione artistica?
Ho sempre camminato scalza, mi è sempre piaciuto pasticciare, da piccola ho iniziato a disegnare sui muri di casa, i miei mi hanno sempre lasciata libera, sono cresciuta con la volontà di approfondire questo talento. Ho frequentato l’ istituto d’ arte a Grottaglie, diplomandomi in decorazione pittorica. Per me è stato importante questo percorso perchè ho potuto conoscere me stessa. Ho poi lavorato come illustratrice, disegnavo caricature digitalizzandole, con le decorazioni creavo gli elementi grafici di una pagina web… Ho avuto il primo contratto lavorativo con il comune di Sanremo, sempre come illustratrice per la stampa di manifesti…Poi tutto è partito dalll’ illustrazione del blog “ L’ ora del libro” di mia sorella Chiara, in arte Anita Book. C’ è sempre stata una bella alchimia tra noi due. Ho poi imparato programmi di impaginazione e illustrazione…Mi sono sempre dedicata all’ illustrazione, adesso però mi sto dedicando alla pittura…è la mia vera essenza!
La tua fonte di ispirazione?
La vita stessa, Ho attraversato un tunnel, ho avuto una malattia, un diabete di tipo 1, già verso i dodici anni, Una malattia perenne, una malattia non addomesticabile, questo mi ha segnato molto… La vita, poi, mi ha aiutata a superare tutto, il contatto con la natura, la bellezza della vita stessa… Attraverso la mia pittura racconto un percorso di guarigione.
Come ti definiresti come donna e come artista?
Come persona sono passionale, solidale, dinamica, alternativa, fuori le righe; come artista, mi ritengo una visionaria dell’invisibile: mi piace portare nei disegni e nella pittura ciò che non si vede ma si sente perchè legato alla materia.
Prossimi progetti?
Parteciperò alla collettiva “Nuovi sguardi” a Milano da 13 al 25 ottobre…mi piacerebbe farmi conoscere all’ estero, sto concludendo una nuova opera…
Altre passioni di vita?
Mi occupo di pet terapy, faccio parte dell’ associazione Wish Aps, che si occupa di progetti legati alla sostenibilità e al benessere animale.
La stagione dell’ anno che più ti assomiglia?
La primavera! Mi sento piena in primavera, riesco a percepire più colori!
Un tuo luogo del cuore?
Il santuario della Madonna della Misericordia a Mesagne, un posto che parla nel silenzio e che mi permette di dialogare con me stessa per ritrovarmi.
Uno dei momenti più belli della tua vita?
La vita in campagna da mia nonna Anna, a nove anni, mi sono sentita connessa con la vita e con la natura.
I sentimenti che ti raccontano: che cosa ti fa star bene e rasserena e che cosa ti rattrista?
Mi nutro d’ amore, amore per la vita; mi spaventa la paura ma ho imparato a parlarci. L’ ipocrisia e la falsità mi destabilizzano e rattristano.
Un tuo motto di vita?
Amiamo finchè possiamo!
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