Roma non è una città come le altre. E’ un grande museo, un salotto da attraversare in punta di piedi ( Alberto Sordi)
Non c’ è tempo, non esiste un tempo preciso per vestirsi e rivestirsi di arte ed infinito. Perchè chi ne subisce il fascino, corre sempre lì dove c’ è luce, grazia, bellezza. E l’ arte è come se rendesse giustizia alla vita, come se la racchiudesse tutta per proteggerla nei sentimenti migliori, lasciando segni visibili nella storia e nell’ umanità. Ed è proprio la storia che affascina di più, è proprio quel voler rendere eterna la nostra vita negli aspetti più puri, più sentiti, più veri, nello sguardo e nella mente. E ci sono davvero menti portate all’ arte, alla celebrazione quasi nostalgica e poetica di tempi e dimensioni magiche di altri tempi. Pino Vastarella dà l’ impressione di essere un poeta dell’ arte, di andare così oltre perchè profondamente calato nei ruoli che ha scelto di rappresentare. Pino Vastarella vive a Roma, città che è sua grande fonte di ispirazione, città che è la “grande bellezza”. Pino Vastarella è architetto, pittore, fotografo e attore teatrale. Tutto converge in un’ anima poliedrica, sensibile, attenta e protesa alla bellezza e all’arte in tutte le sue forme. L’ artista ama lasciare tracce di sé in giro, ama lasciare quei segni che solcano la terra e la storia, irrorandola con momenti alti, celebrando il più possibile la sua città eterna attraverso l’arte del passato. Attraverso spunti storici come può essere la rappresentazione della colonna traiana, del Pantheon o della Basilica della Minerva. Roma, poi, è così profondamente antica e bella da non aver bisogno di ulteriori presentazioni. Partendo da questo incanto eterno, l’ artista Pino Vastarella si è sentito come in dovere di omaggiarla, celebrarla poiché non riesce soltanto ad ammirarla senza esercitare quell’ atto di gratitudine profonda. Pino Vastarella, nella sua arte pittorica, sembra fotografare l’ anima delle cose e della storia. Nelle sue opere, dunque, prevale come una lirica poetica, un modo solenne che dà un’ impronta forte e prestigiosa a ciò che rappresenta. Molte le sue esposizioni nel suo stesso atelier che ha sede a Roma e le mostre che hanno avuto un grande successo di pubblico in Italia e all’ estero. Questo perchè l’ artista Vastarella in tutta la sua gentilezza e affabilità, riesce davvero a catturare lo sguardo dello spettatore attraverso lo stesso sguardo della sua città eterna. Un suo antico amore è l’ astratto materico ma ha voluto proseguire con lo stile figurato, difatti oggi si sofferma particolarmente sulla rappresentazione di teste michelangiolesche come sulle cupole di Roma. Momenti lirici, segni e simboli della città eterna che seguono un passaggio sotterraneo dell’ anima, gettando un ponte tra passato, presente e futuro. Perchè ciò che affascina l’ artista Vastarella è proprio la storia di Roma e la sua vastità nella storia. Una città così grande e così eterna dalla quale non si sa davvero da dove iniziare. Intanto per la realizzazione delle sue teste d’ autore, teste con venature dorate, prosegue in maniera gestuale, istintiva, graffiando la tela con delicatezza, aggiungendo e togliendo a seconda dell’ idea da sviluppare. Per primo ammette di sentire tutto il pathos dell’ opera che andrà ad immortalare, seguendo una certa tensione-distensione, in quello che è l’ approccio materico tra rigore e passione. Le opere sono connotate da atmosfere auliche, dimensioni mitologiche che lanciano squarci onirici nel tempo. Un tempo antico che Pino Vastarella cerca di smuovere, di riportare in vita. Attraverso quel pneuma, quel soffio vitale che guarda al panta rei, al lento fluire delle cose del mondo. Le sue opere destano meraviglia, nelle trame di un’ arte che tende un eterno sguardo sull’ infinito. In un rinvenimento archeologico come a voler scavare egli stesso con le mani e il cuore per evocare e portare a galla la storia e la storia dell’ arte. Tutto con amore e passione per la sua città eterna. Pino Vastarella nasce nel 1957 a Roma dove vive ed opera, avendo però iniziato la sua attività professionale in Emilia dove ha trascorso più di venti anni. Si è interessato di progettazione, grafica, moda, fotografia, partecipando anche a spettacoli reading. Pino Vastarella racchiude e porta con sé tutte queste arti con versatilità, spessore e lungimiranza. Opere che sembrano pezzi di fotografia, tale ne è il talento e la precisione artistica. Di alto livello culturale e spirituale, tra mito, epoca classica, aspetti ancestrali, la sua arte segue il movimento della storia, in una voce narrante che arriva a svegliare le coscienze. Tra innovazione ed esperienza passata, la voce dell’ arte è senza tempo. Sempre viva, presente, è sempre all’ altezza dei momenti che vive, nella vastità dello spazio e del tempo.
Raccontati tra esperienze di vita, passioni, lavoro…
Sono nato creativo…sono principalmente un architetto e poi un artista. Prima di vivere a Roma, ho lavorato per venti anni tra Modena e Bologna. I miei sono stati studi classici, ho una formazione umanistica, con principale attenzione per la lettura, la storia e l’ arte. Tutto ciò l’ ho portato avanti anche in architettura poichè all’ interno ho sviluppato comunque un discorso letterario e artistico. Sono stato un responsabile della comunicazione all’ interno di aziende… A Carpi, negli anni ’80, ho poi aperto uno studio di stilista, mi occupavo di maglieria da uomo… Arrivato a Roma, ho aperto un concept store, quando ero ancora uno stilista di moda… mi sono sempre piaciuti gli spazi, quindi si è trattato di uno store che apriva al design con annessi una libreria di moda, design, architettura e arte. Poi ho deciso di portare avanti soltanto un discorso artistico, affinandolo e sviluppandolo nel tempo. Adesso ho un atelier d’ arte che ho aperto a Roma nel giugno del 2025, faccio arte e la “consumo”, guardo arte dalla mattina alla sera.
Gli anni migliori della tua vita?
Penso che gli anni migliori debbano ancora arrivare, sarà che mi sento sempre un eterno ragazzo…
Architetto, pittore, fotografo, attore teatrale, quale di queste anime è quella che più ti appartiene?
L’ artista è la sintesi di tutto questo.
Che cos’ è l’ arte per te?
L’ arte è un progetto, l’ arte nasce da un’ idea che è la parte vincente di ogni cosa.
Come nasce invece la tua passione pittorica?
Nasce da sé, alle scuole medie mi piaceva molto disegnare, lavoravo con i pastelli a cera, mi piaceva tanto.
Come definiresti il tuo stile pittorico?
Il mio è un figurato materico, sono partito comunque dall’ astratto per arrivare al figurato attraverso opere tridimensionali.
Materiale di utilizzo?
Dalla formazione iniziale su pietra, marmi, yuta, adesso lavoro la tela con sabbie, reti, garze… Lavoro anche su carta come la Lokta paper proveniente dal Nepal. Amo particolarmente il mondo della carta, realizzo anche art book, sono opere d’ arte a forma di libro!
La tua fonte di ispirazione?
Mi ispira molto il primo e l’ ultimo Michelangelo, il mondo classico, romano e greco, l’ arte, l’ architettura, la filosofia della vita romana… Mi sento un archeologo mancato. Mi ispirano artisti come Alberto Burri e Anselm Kiefer. Mi piace sottolineare la differenza tra quello che può essere l’ otium romano architettonico e il negotium, quando si trova spazio per sé attraverso le proprie passioni e ideali. Mi piace reinterpretare l’ arte romana, cercando di togliere la polvere dei secoli…
Che cosa ti emoziona veramente?
Ciò che è brutto ed incompleto per me è bello, come può essere un cantiere aperto che per me è una meraviglia perchè ti predispone al dopo. Quindi mi emoziona il non finito, perchè il finale, il finito lo decidiamo sempre noi attraverso la nostra fantasia ed immaginazione.
Quali sono i tuoi artisti di riferimento che nel tempo hanno accompagnato la tua formazione artistica?
Sono quattro i miei artisti dannati, le mie anime dolorose – sorride-: Caravaggio in primis, Munch, Pollock, Rothko.
Come ti definiresti come persona e come artista?
Mi sento un buon artigiano, un appassionato d’arte dall’ anima gotica, ombrosa, noir.
Prossimi progetti?
Sto lavorando ad “Angeli metropolitani” dove rappresento la statuaria classica all’ interno dell’ architettura.
Quale spazio di Roma attira maggiormente la tua attenzione?
Mi piace molto l’ Aventino, l’ affaccio del Gianicolo e Castel Sant’ Angelo. Mi piacciono i luoghi di Roma non battuti molto dai flussi turistici.
Un tuo motto di vita?
Prendo a prestito la celebre frase di Nietzsche: “Devi avere un caos dentro di te per partorire una stella danzante”.
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Per info: instagram pino_vastarella ; www.pinovastarella.it