Primo segno di un animo equilibrato è la capacità di starsene tranquilli in un posto e in compagnia di se stessi ( Lucio Anneo Seneca). Si scrive in qualsiasi modo perché scrivere è fondamentalmente lasciare un segno, un’incisione nel tempo! Si scrive camminando tra gli alberi, annusando gli effluvi della natura mentre la mente gocciola pensieri. Tutto per poi sentirsi crescere, vedersi crescere ma sentire anche di voler fermare il tempo. Il tempo che non conosce misure, non conosce confini, il tempo che ti dà la possibilità di provarti, metterti in discussione, conoscerti. Perchè il tempo migliore è il tempo della conoscenza. Tra segmenti di passato e memorie, sensazioni ed emozioni presenti, si muove il nostro stato d’ animo che, se lasciato libero di essere, dà frutti di verità e conoscenza. Quella conoscenza che ti fa scoprire gli strati e i substrati della tua personalità, ti fa capire chi sei e dove vuoi andare. Se insieme a tutto ciò abbiamo il richiamo, il conforto e il dialogo con la natura, con quella fetta di terra, di cielo e di orizzonte che ci appartiene e che al solo guardarli ci fa vibrare l’anima, se amiamo le nostre radici, il nostro selciato, i nostri sentieri e aspiriamo a scoprire tutto ciò che ci circonda, si libera quell’ energia positiva impossibile da trattenere. Energia vitale che sicuramente ci condurrà a qualcosa di buono e di bello, qualcosa che sia arte ancor prima che la nostra mente la pensi, qualcosa che sia bellezza nella materia che scegliamo essere la nostra compagna di vita. Tutto ciò si può fare se si riesce a vedere il mondo sotto un’ altra luce, da un altro punto di vista. Tutto ciò si può fare quando il tempo non ci è nemico ma amico. Quell’ amico che ti prende per mano e ti porta in spazi illimitati, in quella corrente di pensieri che ci travolge e avvolge fino a farci sconfinare dentro, a incidere la nostra storia insieme alla luce di emozioni infinite. E per tutto questo dire grazie alla vita anche per aver individuato la propria strada tra retaggi familiari ed esperienze passate. Come ha fatto Fabrizio Viola che ha individuato la sua strada attraverso l’arte della pirografia. Trentadue anni, originario di Battipaglia, carico del profumo e sapore della sua terra, non ama definirsi un artista ma un apprendista di tale tecnica artistica. Fabrizio continua a vivere a contatto con la natura e con quel modo semplice di vivere dettato anche dalla sua famiglia di origine. Il padre Pasquale aveva una falegnameria dove Fabrizio vi ha trascorso parte della sua infanzia e adolescenza quando assisteva incantato alle opere realizzate, quando dalle mani dei maestri artigiani uscivano pezzi assoluti di artigianato locale. Il nostro pirografo è vissuto tra la polvere dei trucioli di legno all’ interno della bottega artigiana dove si immergeva e stava ad osservare per ore la magia di quelle mani laboriose ed incallite dai segni del tempo. Proprio da qui, da queste radici, da questo rifugio, da questo antro familiare è nata la sua forza, motivazione ed aspirazione: voler fermare in qualche modo i segni del tempo, calandosi tra le trame, i nodi e le fibre di un materiale naturale come il legno, un materiale semplice e umile che la natura regala e diffonde. Fabrizio da qui ha sentito la sua vocazione. Ha sentito altri suoni, ha intuito altri segnali e modi ad approcciarsi a quella che è l’ arte della pirografia. Un’ arte antica quanto l’uomo perché praticata anche in passato. Dal greco antico sta a significare scrittura con fuoco; una tecnica affascinante questa della pirografia, ricca di suggestioni, una tecnica di incisione per mezzo di questa fonte naturale che è il fuoco. In primis Fabrizio ha ascoltato e continua ad ascoltare il richiamo della natura, di quando ancora oggi come da ragazzino sente l’ esigenza di stare sotto un albero di olivo ma questa volta per pensare ai suoi ritratti, ai suoi soggetti da rappresentare o semplicemente a far vagare la mente, accorgersi di sensazioni e angoli di paradiso reali e surreali da interiorizzare. Poi sentire il calore del legno che brucia e che lo riporta alla vita di campagna, alle serate invernali trascorse davanti al caminetto a veder bruciare la legna… Sentire anche il profumo del mosto quando è tempo di vendemmia, sentire il sussurro del vento che muove le foglie mentre i grandi tronchi d’ albero stanno a guardare maestosi. Tutto questo dolce sentire non può che tramutarsi in bellezza quando si portano le radici addosso come i vestiti più belli da indossare, quando tutto quel pensare diventa musica della mente e necessariamente arte da riprodursi, da incidersi, da imparare costantemente. Questo colpisce di Fabrizio: il voler imparare da se stesso e dagli altri, colpisce la sua versatilità, apertura e tranquillità, il suo atteggiamento maturo e responsabile, la sua calma nel raccontarsi, la sua voglia di inseguire un sogno tra le venature, sfumature e trame del legno. Trame che raccontano storie di vita, esperienze, atmosfere che vengono ritratte nelle sue opere attraverso uno sguardo curioso e attento. Quando si pensa a momenti di frustrazione che vivono i giovani di oggi alla ricerca di un’ occupazione, persone come Fabrizio possono elargire spunti di riflessione ed essere da monito ed incoraggiamento perché egli stesso ha voluto scavalcare questi ostacoli ammettendo di voler imparare qualsiasi tipo di lavoro che si potesse affiancare all’arte della pirografia. Intanto da sempre in sintonia con la natura, dopo aver appreso dunque alcune tecniche basilari presso la falegnameria paterna, Fabrizio ha sentito il bisogno di distaccarsene per creare qualcosa di personale, sperimentando e sperimentandosi. Difatti nel campo della pirografia è un autodidatta e oggi le sue opere parlano di sé tra segni e punteggiature, bruciature di pensiero, tra immagini incise con la fonte vitale del fuoco, un elemento che ridona bellezza ed intensità durante l’affascinante ed elegante percorso della lavorazione. Attraverso un volto, uno stato d’ animo che sia espressione più pura della fantasia ed immaginazione, l’ incontro diretto con la natura o esperienze provate sulla pelle come tatuaggi che restano a lungo nella mente, Fabrizio ha voluto parlare di sé. E lo fa con consapevolezza, espressività e una punta di saggezza che non guasta mai. Questo suo voler farcela da solo è quanto di più assordante possa esserci. Difatti ben presto esperti del settore ed appassionati d’ arte si sono accorti delle sue potenzialità e talento conducendolo in eventi artistici che gli stanno attribuendo il giusto riconoscimento. Non si definisce dunque un artista ma uno che vuole imparare incessantemente. Di Fabrizio colpisce la sua storia scritta tra le trame del legno, la sua scrittura col fuoco! Colpisce l’ aver saputo ascoltare il fruscio degli alberi nella natura circostante la sua casa di campagna, l’ aver saputo cogliere la ricchezza del silenzio che dona la conoscenza di sé fino a trasportarti in luoghi e tempi dove non avresti mai immaginato essere. Ma quando si crede in se stessi, questi miracoli possono avvenire, tra i sogni che iniziano all’ alba tra scoperte infinite.
Quali sono stati i tuoi studi e le tue esperienze lavorative?
Dopo la maturità scientifica, ho gestito l’ attività di famiglia, la falegnameria di mio padre che adesso ha chiuso bottega…poi devo dire che ho fatto di tutto, dal bagnino all’ operatore in un call center, mi piace scoprire lavori e mondi nuovi tenendo sempre presente la pirografia, una passione che si sta concretizzando pian piano …Sono dieci anni che mi occupo di pirografia realizzando perlopiù quadri su commissione. Il mio obiettivo è quello di aprire un laboratorio che sia anche spazio espositivo per le mie opere!
Quando nasce la tua passione per la pirografia?
Il mio primo maestro è stato mio padre Pasquale, trascorrevo ore a guardarlo e ad apprendere le tecniche della lavorazione del legno insieme agli amici artigiani. Poi però ho sentito l’ esigenza di scoprire ancor più una materia come il legno attraverso l’ arte della pirografia che sento sempre più come mia modalità di espressione e comunicazione, come mio spazio personale, fuori dai condizionamenti esterni. Mi ha sempre affascinato come un elemento come il fuoco, per certi versi distruttivo, potesse invece essere costruttivo! Il legno che brucia mi riporta alla vita di campagna, alle serate passate davanti al caminetto…
Qual è la tua fonte di ispirazione?
La natura, in particolar modo alberi, paesaggi, notturni, simboli ed immagini…mi piace raccontare particolari in chiave surrealista!
Che cosa ti piace del legno?
Mi piace che è materia vivente e che passa attraverso la natura avendo un ruolo importante!
E nell’ arte della pirografia che cosa ti piace del legno?
Mi piace il fatto che il legno non bruci allo stesso modo! Anche le opere sono diverse a seconda del supporto di legno, con il ciliegio e il pioppo si avrà un supporto neutro da cui uscirà più luce per le creazioni a differenza dell’ olivo con venature chiare e scure insieme…
Prossimi progetti?
Studiare e perfezionare altri tipi di tecnica come può essere l’ intarsio che viene ad essere una specie di mosaico, dove taglio e incollo i pezzi oppure imparare diverse tecniche di decorazione del legno.
Eventi artistici che ti hanno visto protagonista?
Intanto ho sempre partecipato a mostre in giro per l’ Italia…Nel 2014 ho partecipato all’ evento “Punti di vista” tenutosi a Roma presso il Complesso dei Dioscuri al Quirinale. Evento che ha visto la collaborazione di Amedeo Fusco (ndr promotore d’ arte, attore e regista teatrale) e al quale ho partecipato con un quadro carico di elementi perché non avevo ancor chiara la strada da percorrere…Di recente poi ho partecipato all’ evento “Omaggio a Frida” sempre con la collaborazione di Amedeo Fusco e questa volta anche dell’ ex calciatore e dirigente sportivo Vittorio Tosto, appassionato d’ arte. La prima tappa di questo evento si è tenuta presso l’Orto botanico di Lucca per poi presentarsi a Bergamo presso la Sala Manzù, a Roma presso il Palazzo della Cancelleria e a Milano presso l’ Istituto Cervantes. Dal primo giugno l’evento sarà a Ragusa presso il Centro di aggregazione culturale dello stesso Amedeo Fusco. Io ho partecipato con l’opera “L’eredità di Frida”: mi ha ispirato un ragazzo che aveva un tatuaggio di Frida Kahlo sul collo, mi ha impressionato cosi tanto in positivo che ho capito quanto fosse importante il messaggio di Frida Kahlo…
Altre passioni di vita?
Mi piace leggere, scrivere, viaggiare, mi piace lavorare nella vigna come la potatura, tutte tradizioni che mi hanno tramandato i miei nonni…
Come ti definiresti come persona e dal punto di vista artistico?
Sono una persona curiosa, critico ma maniera positiva, mi comprendo e mi induco serenità. Dal punto di vista artistico parlano i miei quadri al posto mio e poi non voglio diventare necessariamente qualcuno ma tendo soprattutto a star bene con me stesso. Credo nella costruttività e crescita graduale senza impormi particolari scadenze.
In che cosa credi ancora?
Credo nella creazione dell’ universo, in Dio, ma ho un rapporto tutto mio con la fede, non credo nella casualità delle cose…
Un tuo motto quindi?
Non c’è mai un punto di arrivo, bisogna migliorare sempre…
Per info: Fabrizio Viola cell: 320/2784153; pagina Facebook FabrizioViola Pirografia