“Tutti i bambini sono degli artisti nati; il difficile sta nel fatto di restarlo da grandi.” (Pablo Picasso).
Vai. Apri il cancello. Dietro c’ è un giardino ad aspettarti, il giardino di quando eri bambina. Un giardino di rose e glicini, un quadro d’ autore, uno spettacolo della natura. Poi sogna, poi sorridi, continua a sorridere alla vita. Poi vivila fino in fondo in tutte le sue avversità e gioie. Poi siediti a riflettere. Guarda il cielo sopra di te, così bello che vorresti farci qualcosa, sì magari un quadro, proprio un quadro. All’inizio resti interdetta da cotanta bellezza, poi, crescendo, non ce la fai proprio a resistere. La respiri poco alla volta ma col tempo vorresti racchiuderla, fermarla, quasi imprigionarla. L’ importante è andare, volere, volere andare nel tempo e col tempo, grande amico se sappiamo conoscerlo e amarlo. Noi donne, poi, siamo sempre abituate ad entrare dalla porta principale, affrontando ogni cosa. Sentiamo tutto il silenzio e tutto il rumore in una volta sola, forse per questa capacità intrinseca di essere fluttuanti, ma anche e soprattutto per questa capacità intrinseca di non mollare e di andare avanti. L’ universo femminile è una scuola dalla quale apprendere le lettere dei sentimenti, l’ abc della forza delle parola e delle immagini. Noi donne osserviamo e ci osserviamo, abbiamo sempre gli occhi spalancati per far fluire tutte le emozioni, i sentimenti, le sensazioni. Ecco perché crescendo, si dà tanta importanza al silenzio, al capirsi e al comprendersi ma anche a ciò che si ascolta o si vede, una musica lontana o un’ immagine. Ecco perché crescendo si ha più consapevolezza di sé e si riesce ad analizzarsi di più, a scoprirsi e a scoprire quella bambina che è in noi che non va mai tradita, anzi, va accompagnata per mano, sempre. Il giardino dell’infanzia, poi, è quell’ opera di sentimenti e umanità alla quale attingere sempre, quel tesoro, quello scrigno di emozioni, sensazioni di un vissuto, di quella leggenda personale che è unica come è unica la persona. Abbandonarsi al fato, salire in sella alla luna e farsi trasportare dalle stelle: c’ è chi davvero vive seguendo il proprio destino. E c’ è anche chi dà importanza ai sogni e nel contempo, viaggia con la mente sognandoli. Il sogno è un motore importante nella vita di ognuno di noi, sognare vuol dire credere in ciò che si vuole e si pensa, addirittura sognare vuol dire avere stima di sé e credere che arriverà il nostro giorno, il nostro giorno fortunato. Sognare è amare un po’ di più la vita. Jana Šipošová è una bella donna di trentacinque anni, di origine slovacca e precisamente di Bratislava con la passione infinita per la pittura. Oggi vive a Recanati con la famiglia che si è formata. Intanto la passione per la pittura l’ha dissetata e maturata nel tempo mentre continua ancora oggi ad assistere alle sue metamorfosi che la stupiscono e meravigliano sempre più. L’arte in genere è fatta per emozionare e meravigliare perché sono i colori, uniti ai soggetti, ai pensieri e ai sentimenti che alla fine emozionano. Jana riesce ad entrare nell’ anima del soggetto, che sia un animale o un ritratto, tutto questo per qualità intrinseca, per talento innato e potenzialità. Oltre a sentire di dare un’ anima alle sue rappresentazioni, che hanno movimenti e sguardi parlanti, Jana dà l’ idea di parlare con se stessa mentre dipinge, di isolarsi per capirsi e per dipingere prima dentro se stessa attraverso colori, sfumature e, naturalmente, la scelta dei soggetti. Ogni artista ha uno sguardo particolare sul mondo. La nostra pittrice autodidatta ammette di avvertire le sue immagini pittoriche interiorizzandole come per magia, quindi le viene spontaneo entrare nell’anima del soggetto e renderlo vivo. Perché è proprio lei, Jana, una persona viva, una donna che non si arrende e che dice: “ Non provarci non appartiene alla mia lista di parole”. Del reso si dice anche: “ Punta alla luna, male che va, atterrerai sulle stelle”. Jana, intanto, ha lasciato la sua terra d’ origine così per gioco, per avventura, ma anche per una volontà di riscatto. Per voler mettersi alla prova, per tentare un futuro migliore. Soprattutto Jana ha saputo ascoltarsi e ha ripreso il suo filo conduttore con l’ infanzia, un filo che ha saputo tenere sempre saldo, sempre vivo, nella consapevolezza che prima o poi l’ avrebbe tirato fuori dal grande armadio della memoria. E così è stato. Dopo essere arrivata in Italia e essersi sentita avvolta da un’ aura particolare, si è presto innamorata del nostro bel Paese perché si è sentita circondata da un’ atmosfera di profumi, colori e magia, lì dove si è sentita subito a casa. Il fato, in questo modo, l’ ha aiutata a ritrovarsi ancor di più. Ha trovato Giacomo, l’ amore della sua vita, un uomo di origine napoletana, un uomo che continua ad incoraggiarla nella sua passione e che continua ad appoggiarla e a farla sorridere grazie all’ humor tutto napoletano.. . Di suo marito che ha conosciuto tramite facebook, parla spesso nell’arco dell’intervista. A completare la sua felicità è sua figlia Sofia Piera, una meravigliosa bimba di quattro anni, frutto del loro amore. Oramai Jana ha messo radici in Italia, anche se serba ricordi bellissimi della sua terra, ma oggi, più che mai, vuole scoprire confini diversi attraverso la sua passione per la pittura, viatico di nuove esperienze interiori e non solo, un modo per conoscere gli altri e il mondo. Oggi più che mai crede nei suoi sogni. Jana è positiva, solare, semplice e persona che ama le cose semplici e propende per la sostanza più che per la forma. Intelligente, comunicativa, sensibile, Jana ha tutta la vita davanti che coglie e colora tra i pennelli e le sue dita, la sua mente e il suo cuore. Una vita che vuole esplorare con il coraggio e la tenerezza che la contraddistinguono, doti vincenti che fanno davvero volare sulle ali dei sogni. Sogni che alla fine vinceranno.
Qual è stato il tuo approccio al mondo del lavoro prima di scoprire la passione per la pittura?
Dopo aver conseguito il diploma commerciale a Bratislava, mi sono impiegata come commessa in un negozio, poi… sono arrivata in Italia e ho iniziato a lavorare presso un agriturismo a Recanati. Qui, da quando ho conosciuto mio marito, lavoro oramai da nove anni soprattutto nei weekend e nelle festività, poi lavoro anche come baby sitter e collaboratrice domestica…
Come mai sei arrivata in Italia? Ci racconti la tua storia?
-Sorride dolcemente nel ricordare passaggi della sua vita e stati d’ animo, passaggi che segnano cambiamenti-.
Questa volta hanno giocato molto i sentimenti… Quando stavo nel mio Paese, avevo un compagno ma il nostro era un amore tormentato. Sembrerà strano ma sono andata via per scappare e dare un taglio a questo rapporto che non avrebbe potuto avere un futuro. Un giorno squilla il cellulare, era una mia amica che stava in Italia per lavoro ed era tornata momentaneamente a casa, le dissi: – Mi porti con te in Italia anche per una vacanza? Ho bisogno di cambiare aria!-. Naturalmente mia mamma vedendomi sprovveduta, non era d’accordo ma la mia determinazione ebbe la meglio su tutto. Anche se non conoscevo la lingua e tutto quanto, volli partire insieme alla mia amica. Arrivammo a San Severino Marche, era maggio, e devo dire che fui presto colpita da una piazza meravigliosa piena di luce e profumi. Pensai subito: questo è un sogno ad occhi aperti, devo fermarmi qui! Mi sono così innamorata del posto da sentirmi subito a casa e devo dire che non mi sono mai sentita straniera!
Che cosa ti è piaciuto dell’ Italia?
Dell’ Italia mi è piaciuta la gente, calorosa, sorridente; mi è piaciuto il cibo italiano, soprattutto la pizza: io adoro cucinare e organizzare cene con amici…
Quali sono le tue passioni di vita?
La cucina, la lettura, il cucito, la creatività in genere. Cucio vestiti per la mia bambina, realizzo cuscini, copridivani, mi piace pitturare e rimodernare mobili, insomma, mi piace sperimentarmi e imparare cose nuove…Naturalmente la mia passione principale è la pittura, una passione che mi sta aiutando a conoscermi, a crescere…
Come nasce, dunque, la tua passione per la pittura?
Da piccola mi piaceva disegnare, mio padre Anton sapeva disegnare, disegnava ritratti e animali e io mi incantavo a guardarlo…Una volta arrivata in Italia, mi sono voluta sperimentare e ho iniziato a disegnare, da qui ho voluto provarmi nella pittura ad acrilico, poi ho iniziato a comprare riviste d’ arte per apprendere la tecnica. Intanto ho iniziato a frequentare dei corsi tenuti dal maestro Sandro Fabbri presso l’ Università della terza età di Recanati. Da tale maestro ho appreso molto, soprattutto le tecniche sulle ombre e la luce…Da qui ho iniziato a realizzare quadri su commissione, i miei soggetti sono in particolar modo ritratti, cose, animali…
Quali sono i sentimenti che ti raccontano: che cosa ti rende felice e che cosa ti infastidisce nella vita di tutti i giorni?
La felicità delle mia famiglia e le piccole cose mi rendono felice: mio marito che suona la chitarra, lo stare insieme alla mia famiglia, mia figlia che dice: “Mamma da grande voglio dipingere come te!”. Mi infastidisce la mancanza di correttezza, la mancanza di puntualità delle persone e… -sorride di gusto-il disordine di mio marito… ma devo dire che compensa la sua magagna aiutandomi e incoraggiandomi tanto nel mio percorso con la pittura…
Hai intitolato la tua pagina “ Le mie emozioni sulla tela”: quali sono le emozioni che avverti quando dipingi e in che modo la pittura ti ha aiutata?
Intanto il nome l’ha inventato mio marito…devo dire che mi piace isolarmi e nel momento topico metto su la musica classica che mi aiuta a rilassarmi e concentrami meglio sul soggetto, la pittura bisogna sentirla… Poi è la passione che guida la mia mano, entro in simbiosi con il soggetto, e cerco di entrare nello sguardo e renderlo vivo, dargli un’anima, è qui che mi emoziono di più, sentendomi anche responsabile dei miei sentimenti. Ma devo dire che assorbo anche emozioni dalla vita di tutti i giorni, lì dove colgo i particolari insieme alla vasta gamma di colori e sfumature…Per adesso mi dedico alla pittura realistica ma mi piacerebbe sperimentarmi anche nella pittura astratta… Intanto, grazie a questa mia passione, sono più sicura di me, sono più aperta e tollerante, faccio cose che non pensavo di fare e ho un maggiore spirito di osservazione e volontà di ricerca.
Che ricordi hai della tua terra d’ origine?
Ricordo gli inverni con tanta neve, il mio passo che scricchiolava nella neve, l’ atmosfera del Natale e poi le gite in bici nei weekend a primavera. I miei sono ricordi dolci, non ho forte nostalgia per la mia terra perché ho costruito qui la mia vita…
I tuoi sogni?
Sono sogni semplici… Vorrei un lavoro più stabile, una casetta magari in campagna per meditare e fare delle grigliate con gli amici, realizzarmi nel campo della pittura, organizzare delle mostre e crescere come pittrice…
Per info: pagina facebook Le mie emozioni sulla tela; cell : 389/1835930
Grande Jana … un’amicizia nata a quella scuola di Pittura dell’Universita’ Permanente di Recanati con il prof Fabbri …. tu avevi qualcosa in più … e sei andata avanti … io sono sempre lì a cercare di fare del mio meglio … ( pennellate liberatorie … ma non sarò mai pittrice)… ero anche al tuo matrimonio con grande Giacomo, mi sono divertita , e poi la nascita della tua Contessa Sofia … e qualche incontro a passeggio c ke mura con carrozzino e cane al seguito , ma ora ci incontriamo sempre più di rado … hai una ottima famiglia, lavori, dipingi, crei, ti sei realizzata …,… e io ti auguro, anzi auguro a te e Giacomo e Sofia tutto il bene del mondo ! Un grande abbraccio
Marisa