Le condizioni per la creatività si devono intrecciare: bisogna concentrarsi. Accettare conflitti e tensioni. Rinascere ogni giorno. Provare un senso di sé ( Erich Fromm).
In riva al mare ascoltiamo le onde infrangersi sulla battigia, in un prato ascoltiamo il vento tra gli alberi che sembra sussurrarci qualcosa, qualcosa di bello. Anche tra le mura di casa c’ è sempre un rumore, un suono, un sibilo da ascoltare. Siamo sempre in attesa di suoni e colori perché siamo noi stessi suono e colore. Da piccoli magari i suoni erano più confusi, mescolati alla nostra psiche; da adulti sono più chiari, magari solo perché si riesce prima a scindere il bene dal male. Anche se forse il difficile per tutti resta orientarsi verso il futuro, un futuro che sia dalla nostra parte, un futuro che possa aprirci il sipario sul nostro vero io, la nostra più profonda essenza. “Nosce te ipsum”, diceva Socrate. Oggi non c’è monito più valido e pertinente ai tempi che viviamo perché il mondo pullula di immagini, suoni, rumori che non sempre ci calzano a pennello, ma tendono anche a frastornarci, ad imbrattarci la mente. Le immagini hanno la loro potenza così come le parole, tendendo a far bene e a far male. Dipende dall’ uso che se ne fa delle cose, dal nostro comportamento e tessuto interiore. Dipende anche da noi rendere facile o difficile il cammino, disfacendoci di ciò che non può essere in sintonia con la nostra personalità, costume o abitudini. Ecco perché diventa di fondamentale importanza ascoltare e ascoltarsi per arrivare dove si vuole, alla meta prefissata. Ecco perché è importante anche il bagaglio culturale che ci portiamo dietro come anche il bagaglio di parole e lettere…e musica. Ecco perché diventa importante quel fil rouge che ci accompagnerà nell’ infanzia fino all’ adolescenza e all’ età adulta. Quasi inavvertitamente andremo sempre a scovare quel nastro, quel pezzo di carta, quel bastoncino di legno, quel quid così semplice ma così intenso di significato. Tra il caos della materia, servirà sempre trovare un punto d’ accordo con la chiarezza, la semplicità e la fluidità delle cose. Saranno proprio le cose semplici quelle più vere che permetteranno il passaggio verso la luce e la conoscenza di sé. Tutto il resto lo fa l’ arte e il nostro spirito creativo, il nostro sentire, la nostra manualità. Faranno il resto le nostre mani, i nostri occhi, il nostro sorriso, più bello una volta che ci saremo ritrovati. Ed ecco che c’ è chi ricorda con aria sognante quei quaderni di una volta, quei libri, quegli astucci dei primi giorni di scuola. Ricordi di quelle mani tremolanti che prendevano in mano le penne per scrivere e le matite per disegnare, in tutto l’ incanto e la poesia che ne derivava. Le nostre mani insieme al nostro cuore sono capaci di tutto. Mani tenere di bambina, affusolate di musicista e piene di calli del falegname, le mani hanno una forza creatrice di indiscutibile valore. Le mani unite alle parole e alle lettere chiudono un cerchio, esaltano un tempo prezioso: permettono di sognare, uniscono, creano legami indelebili. Le lettere si scrivono, si dipingono ma soprattutto suggellano un patto di fede e fiducia reciproca con colui o colei che le scrive, un segno, un’ impronta che lascia la sua traccia nel tempo. Ecco che cosa ha affascinato Federica Giardina. Originaria di Augusta, in Sicilia, ha ventisette anni ed è un architetto con la passione per il graphic design e per quanto oggi viene definito lettering creativo. Dotata di spiccate doti comunicative, Federica ha una personalità fluida e scorrevole proprio come l’ inchiostro sulla carta. Concreta e sensibile, dallo spirito libero e attenta ai cambiamenti del suo tempo, è una di quelle persone che usano poche parole ma solo perché vogliono che si trasformino in fatti. Molto determinata, molto versatile ma soprattutto perspicace nell’ individuare il suo cammino, il suo terreno di espansione. Perchè oggi è così, bisogna ascoltarsi, capirsi, individuare la propria rotta, la propria scelta di vita, quella scelta che ne segnerà il cammino futuro. Non bisogna neanche essere precipitosi ma appunto saper ascoltarsi e osservare intorno la vita che ci circonda. Federica dopo gli studi di Architettura presso l’ Università degli studi di Catania, non ha avuto quel riscontro positivo nel campo del lavoro come si aspettava. Oggi è davvero difficile inserirsi in un contesto lavorativo, ma agli studi, al titolo di laurea conseguito, Federica ci ha sempre creduto. Ed ecco che proprio la scelta della facoltà di architettura le ha portato a frequentare un corso di graphic design all’ interno dell’ Università. Da lì le si è aperto un mondo, ha iniziato a perfezionarsi nell’ arte del lettering, un’ arte in continua crescita e che ha origini americane. ll lettering (in italiano anche letterizzazione) è lo studio di nuovi caratteri (lettere, numeri, punteggiatura), con una particolare forma. In pubblicità e in editoria, scelta o progettazione dei caratteri tipografici da usare in un testo. Lettere strette, lettere larghe, lettere accucciate le une sulle altre a formare uno stile proprio che lascia uno spiraglio ai sogni e all’inventiva tutta in una traccia indelebile. Federica incide lettere su legno e carta, realizzando loghi e coordinati cartacei per matrimoni ma scrive lettere anche su una maglietta o una tela di juta. Oggi Federica è sempre più intenzionata a fare del suo meglio, volendo approdare anche in altre spiagge del settore, volendo scoprire e sperimentare. Ma restando sempre fedele a se stessa, nella coerenza e padronanza di sé. Federica, intanto, si studia, si legge, si rilegge, si sperimenta, si accartoccia anche ma si mette alla prova, volendo andare avanti con coraggio e tenacia. Ha tre gatti: Romeo, Clio e Arya che la tengono compagnia. Bella, mediterranea, ha dentro il sole della sua Sicilia che aspira ad espandere in altri ambiti, in altri territori. Perché la conoscenza come la cultura è bella e autentica quando viene condivisa. E questo Federica sembra averlo intuito molto presto.
Quale è stato il tuo percorso di studi?
Dopo il liceo scientifico, ho frequentato la facoltà di architettura di Catania con sede distaccata a Siracusa laureandomi nel marzo del 2017.
Perché la scelta di questo indirizzo di studi e in che cosa ti ha aiutata?
Ho scelto la facoltà di architettura perché sono una persona alla quale piace la praticità e la progettazione. Fondamentalmente mi piace vedere realizzato ciò che ho disegnato su carta. Intanto penso che il percorso universitario mi abbia aiutato per l’ organizzazione, la progettazione in genere e per la programmazione del tempo. Naturalmente questo indirizzo di studi mi ha aiutata a sviluppare la mia creatività, ampliando la mia conoscenza e esplorando nuovi confini. Ho cercato sempre di non fermarmi alla semplice progettazione della casa ma ho pensato di ispirarmi ad altri architetti, conoscerli, studiarne il concept…Tutto questo mi ha portato poi a conoscere il mondo del graphic design, e in special modo del lettering creativo, cosa di cui mi occupo ora. Dopo la laurea in architettura non si trova il giusto posto nel campo lavorativo per cui mi sono guardata intorno e ho frequentato un corso facoltativo all’ interno del percorso universitario e oggi sono contenta della scelta perché mi sento sempre più motivata ed intenzionata a fare del mio meglio in campo grafico.
Intanto che cosa ti sarebbe piaciuto fare da grande?
-Sorride- come si fa a dirlo? Quando si è ragazzi, si cambiano spesso idee anche a seconda delle proprie attitudini e a seconda di ciò che assorbiamo dalla vita che ci circonda e dalle persone… Beh forse, mi sarebbe piaciuto fare la maestra: mia nonna era una insegnante e quando era possibile, mi portava con lei in classe…
Quali sono le tue passioni in genere?
Mi piace il disegno, la lettura, lo sport. Ho praticato per anni nuoto a livello agonistico, oggi comunque mi tengo in forma con la corsa e andando in palestra!
La tua passione più grande?
Il disegno e sin da piccola ho avuto l’ interesse e la propensione per la decorazione e per le lettere. Intorno ai dieci anni trascorrevo il mio tempo libero a disegnare mentre ho praticato sport dai quattro anni ai diciotto. Ho praticato ginnastica artistica dai quattro agli otto anni e poi nuoto fino ai diciotto anni! Lo sport aiuta la mente sin da piccoli, adesso posso dirlo che è un toccasana per sentirsi bene con se stessi e con gli altri!
E invece come ti sei sentita quando hai scoperto di avere una vena creativa nel mondo della grafica?
Mi sono sentita bene, senz’ altro bene, è come se si accendesse una lampadina nella testa, mi sono sentita motivata, incoraggiata e in pace con me stessa. Come dicevo, l’ innamoramento è scattato seguendo un corso ai tempi dell’ università e da lì ho voluto sempre approfondire l’ argomento attraverso i libri e internet. Il mondo delle lettere lo avevo custodito dentro di me da sempre insieme al disegno! Quindi dopo l’università, ho iniziato a disegnare le lettere e ad avvicinarmi al lettering, scoprendo su instagram molti artisti americani…Ho iniziato a comprare penne e pennarelli e a perfezionarmi nella scrittura e nel disegno!
Quali sono le fasi del lettering e che cosa realizzi esattamente?
All’inizio c’è la scrittura a mano, poi fotografo, scannerizzo e passo al digitale! Mi occupo di coordinati cartacei per matrimonio: dal segnaposto al tableau alla partecipazione! Mi occupo di coordinati cartacei anche per nascite e compleanni. Realizzo loghi ma anche complementi di arredo e oggettistica artigianale: tavole decorative, album con copertina in legno, dipinte o scritte a mano. Ad esempio ho realizzato armadietti in legno per info point e una insegna in legno pitturata a mano per una caffetteria. Attualmente ho in corso tre progetti: una partecipazione di nozze e due loghi…
Che cosa senti che accadrà nel tuo futuro lavorativo?
Intanto sento che tutto questo mi porterà ad unire l’ambito grafico all’architettura, un percorso quello dell’ architettura che mi ha aperto gli orizzonti e che naturalmente resterà aperto per nuovi progetti e idee da sviluppare!
Come ti definiresti caratterialmente tra pregi e difetti?
Partiamo dai difetti: sono testarda, forse troppo, autocritica quanto basta, voglio sempre molto da me stessa, non so se può essere un pregio o un difetto…per quanto riguarda i pregi sono molto curiosa di ciò che mi circonda e questo aspetto del mio carattere mi piace molto. Intanto penso di avere una mente aperta, sono comunicativa, ascolto gli altri…
Quali sono i sentimenti che ti raccontano? Che cosa ti infonde gioia e che cosa ti infastidisce?
La lealtà, la disponibilità, la generosità, mi dà fastidio l’ ipocrisia e la falsità…carta
Autori preferiti e libri letti nel corso degli anni?
Siddhartha di Hermann Hesse e l’ Alchimista di Paulo Coelho.
Un tuo motto di vita o una frase di un autore celebre che hai spesso presente e che ti aiuta nel tuo percorso di vita e lavoro?
Sembra un giro di parole ma io credo molto nel credere in se stessi…Samuel Beckett ne “Il Teatro dell’assurdo” diceva pressappoco così: Prova, prova sempre e fallisci, fallisci sempre finchè ce la farai!
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