Giorgio Somma e Valentina Giorgio raccontano l’ Italian Bistrot

Giorgio Somma e Valentina Giorgio raccontano l’ Italian Bistrot

“Il carciofo dal tenero cuore si vestì da guerriero, ispida edificò una piccola cupola,si mantenne all’asciutto sotto le sue squame, vicino a lui i vegetali impazziti si arricciarono, divennero viticci, infiorescenze, commoventi rizomi; sotterranea dormì la carota dai baffi rossi, la vigna inaridì i suoi rami dai quali sale il vino, la verza si mise a provar gonne, l’origano a profumare il mondo, e il dolce carciofo lì nell’orto vestito da guerriero, brunito come bomba a mano…” (Pablo Neruda in Ode al Carciofo).
La natura è il sorriso dei suoi frutti, semplici frutti della terra che nascono a seconda dell’ alternarsi delle stagioni. Il contadino da Aristotele era considerato un filosofo. Il contadino conosce i segreti della terra, annusa il passaggio delle stagioni, talvolta sa anche dire se verrà a piovere o se splenderà il sole o quando ci sarà la luna piena. I cambiamenti stagionali sono il suo pane quotidiano. Così accade per un buon ristoratore e ad uno chef che si rispetti. Costoro altrettanto aspettano l’ alternarsi delle stagioni e attendono i frutti della terra per preparare e cucinare i propri piatti che di questi tempi primaverili sanno di basilico, menta, ma anche di erba cipollina, dragoncello e quanti altri aromi perenni o relativi al tempo. Tutto ciò vale anche per i prodotti del mare, ovvero il pescato che viene scelto con dedizione e impegno quotidiano. Se è vero, intanto, che ci sono persone che finiscono con l’assomigliare al luogo in cui abitano e quasi al lavoro che svolgono, la titolare Valentina Giorgio e lo chef Giorgio Somma ci aprono le porte di un mondo che assomiglia ad entrambi, quello della ristorazione. Insieme si sentono una famiglia, così si definiscono spesso e volentieri nel corso dell’intervista. Hanno cordialità e gentilezza da vendere, lo chef Giorgio e Valentina, titolare dell’Italian Bistrot insieme al marito Nello Vicidomini. E hanno tanta voglia di raccontarsi e di raccontare del loro locale, il loro luogo del cuore, dove i sentimenti e le emozioni si mescolano alla cucina e ai prodotti di ogni giorno. Il ristorante Italian Bistrot si trova a Nocera Inferiore, immerso in una stradina suggestiva, precisamente in Via Gustavo Origlia, 41. Il locale propone piatti a base di pesce della tradizione marinara locale, ma non solo, anche piatti di carne, contorni e i famosi “burger fish”, panini con pesce di vario genere (nel corso dell’intervista ne scopriremo l’ originalità e le caratteristiche intrinseche). Intanto allo chef si illuminano gli occhi nel ricordare le tappe di una carriera che l’ hanno condotto oggi all’Italian Bistrot. Ciò che colpisce dello chef Giorgio ( originario di Castellamare di Stabia, vive a Corbara) è la sua estrema educazione. Non soltanto dal punto di vista comportamentale, ma anche la sua educazione alimentare e culinaria nel rispetto della stagionalità della natura. Dà davvero l’impressione di uno che prende il cibo tra le mani, lo accarezza e l’odora, per averne la consapevolezza e la convinzione dell’origine, della bontà, freschezza e genuinità. Valentina, trentatrè anni, ci racconta di aver studiato comunicazione e marketing nel campo della moda, del design e del fashion design e devo dire che tutto splende di luce riflessa e che il suo gusto, la cultura, il tocco magico si avvertono all’interno del locale. La titolare ci mostra gentilmente la struttura che ha una sessantina di posti a sedere. Lo staff, intanto, si completa con la collaborazione delle sorelle di Valentina, Roberta e Maria Lucia, le quali hanno le loro specifiche mansioni: la prima aiuta in cucina, la seconda è addetta per lo più alla sala ristorante e alla comunicazione con il pubblico. Appena entrati nell’Italian Bistrot, si resta avvolti da un’aura magica di raffinatezza e cura dei particolari. Dallo splendore dei bicchieri sulle tavole apparecchiate ai tocchi di rosso della tovaglieria, dai contenitori in legno chiaro, alle mattonelle in gres porcellanato, ma si resta colpiti anche e soprattutto dalla pulizia e cura dei dettagli, premura e affabilità dello staff al completo. Intanto una minuziosa carta dei vini e un menù particolareggiato e variegato nel suo genere fanno il resto. Già il nome Italian Bistrot evoca non soltanto un comune ristorante, ma anche un bistrot appunto, come un antico caffè parigino dove si possono consumare spuntini e contorni, ma anche una sorta di osteria dove poter assaggiare le peculiarità gastronomiche. Il nome detta la sua legge oltra a sancirne la italianità, le nostre vive tradizioni: l’Italian Bistrot, infatti, è un locale che guarda alle vecchie tradizioni culinarie passate ma si volge anche alle esigenze di una clientela attuale alla ricerca di stimoli e nuovi percorsi gastronomici ed emozionali. Tutto nel segno dell’ appartenenza e delle radici locali.

Quando e come nasce l’Italian Bistrot?

L’Italian Bistrot nasce nel giugno del 2015, invece il nostro chef è approdato da noi a febbraio dello scorso anno. Io e mio marito abbiamo ristrutturato il locale a nostra immagine e somiglianza, impiegandovi il nostro tempo migliore. Ha la peculiarità di un’ osteria che si presta alle varie esigenze della clientela. Tutto questo dettato anche dal fatto che amiamo cambiare i menù, evitando menù fissi e convenzionali. Questa scelta è dettata dalla stagionalità del prodotto e soprattutto del pescato che deve essere scelto con la cura quotidiana che richiede.

Valentina, chi ha trasmesso a te e a tuo marito questa passione per la ristorazione?

La passione per la ristorazione mi è stata trasmessa dalla mia famiglia, in particolar modo dal mio papà Luigi ma anche dalla mia nonna Maria. La mia bisnonna Sisina aveva un’osteria…Mio marito, invece, proviene da una famiglia di ristoratori che hanno lavorato per tanti anni in Emilia Romagna. Devo dire che questo è un lavoro che ci ha scelti e che abbiamo scelto. Intanto, ora come ora, ad occuparci della spesa siamo io e mio marito, il quale è molto puntiglioso soprattutto con il pescato…Ama cambiare e soprattutto ne richiede freschezza e genuinità.

Che cosa si trova all’Italian Bistrot?

Cura per il cliente, accoglienza, un ventaglio di scelta, dalla carta dei menù ai vini e… prodotti di qualità.

Una novità targata Italian Bistrot?

Oltre al pane e alla pasta fatta in casa dal nostro chef, abbiamo serate a tema come quella del giovedì sera ideata da mia sorella Roberta e dedicata al “burger gourmet”, ossia al panino. Il fish burger è la nostra novità in assoluto. Proponiamo panini con pesce vario come gamberone scottato, insalata, speck e guacamole, oppure panini con seppia fritta, cipolle rosse in agrodolce o con alici marinate, fior di latte, insalata e salsa di peperoni. Oppure panini con il più comune hamburger, quindi, a scelta, panini con pesce o carne. Naturalmente, in occasione di eventi particolari e cerimonie, inventiamo anche altri menù a tema.

Quale sarà il menù di Pasqua dello chef?

Antipasto di prosciutto, pancetta, salame, bocconcino e ricotta salata, sfizioserie al centro tavola (bruschetta, casatiello, frittelle, crocchè e parmigiana di melanzane). Primo a scelta tra lasagne ai carciofi, salsiccia e provola o candele al ragù di salsiccione. Secondo a scelta tra misto di carne alla brace con patate al forno o scaloppine sempre con patate al forno. E per finire l’immancabile dessert con dolci tipici pasquali.

La carta dei vini?

La carta dei vini è molto ampia, comprende bianchi, rossi e rosè. Tra i bianchi abbiamo vini come il Campanaro, il Cutizzi, il Serrocielo, tutti dei Feudi di San Gregorio. Tra i vini rossi campeggiano soprattutto il Trigaio, l’Irpinia Doc Aglianico Rubrato, il Taurasi Docg ma anche ottimi e prestigiosi vini toscani, umbri, siciliani…

Il piatto più gettonato?

Il risotto alla pescatora con gamberoni, zenzero, limone e olio di vaniglia, ma anche il più semplice primo di cortecce con vongole e broccoli.

E invece gli ingredienti giusti per essere uno staff affiatato come il vostro?

Ci definiamo una famiglia, perché lavoriamo nel rispetto e affetto reciproco. Siamo persone solari, per niente suscettibili e soprattutto aperte al dialogo. D’ altronde dobbiamo essere persone flessibili per andare incontro alle continue esigenze della clientela. Ma devo dire che ci viene spontaneo.

Si dice che cucinare è un po’ come amare…siete d’ accordo con questa affermazione “gourmet” che si recita spesso?

Assolutamente, non potrebbe essere diversamente. Anche se la nostra è un’ attività che richiede molto impegno, restando uniti si riesce, soprattutto perché si ama la buona cucina e si mette passione in tutto. Poi tra noi vige un clima d’ armonia e aiuto reciproco che non è poco…

E per te, Giorgio, quali esperienze nel campo della ristorazione si sono rivelate formative a tutt’oggi?

-Giorgio ha un sorriso contagioso e si entusiasma come un bambino nel ricordare le tappe della sua carriera da chef-

Ho iniziato la mia carriera frequentando la scuola alberghiera a Vico Equense. Da lì in poi, è maturata la mia formazione: sono stato due anni in Germania, sei anni a Roma presso l’hotel a quattro stelle che è il Palazzo Carpegna. Devo dire che quest’ ultima esperienza è stata altamente formativa. Sono stato a Napoli, al Royal Continental, e all’hotel Cetus, in costiera amalfitana. Nel corso degli anni, ho capito che non ero portato troppo per la banchettistica ma avrei voluto creare piatti, apportando continue variazioni per migliorare e continuare ad imparare.

Un incontro importante nel tuo campo?

L’incontro con il grande chef Andrea Cannavacciuolo, papà di Antonino Cannavacciuolo.

Chi ti ha trasmesso la passione per la cucina?

Ho degli zii pizzaioli…ma devo dire che mia mamma Rosa mi ha trasmesso questo entusiasmo per la cucina…I suoi piatti, come la pasta e fagioli o il risotto con la verza, da ragazzo, li richiedevo persino il giorno del mio compleanno!

E a te, Valentina, quale piatto ti riporta all’infanzia o all’adolescenza?

Il pollo con le patate, che cucinava mia nonna Maria, e la parmigiana “alla poverella”. Piatti così genuini e dai sapori inconfondibili non si trovano più, nemmeno a volerli ricreare, sono unici!

Per info: Italian Bistrot: 081/18897444

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