Debora Benfenati, creare in sintonia con la natura

Debora Benfenati, creare in sintonia con la natura

 

La bellezza delle cose esiste nella mente che le contempla (David Hume). Una passeggiata nel bosco, in campagna, in riva al mare, ascoltando il silenzio o le voci della natura. Suoni, richiami, luci e colori della natura non possono che assorbirsi in noi per crearne bellezza. Restare su un prato d’erba a piedi nudi e contemplare il viaggio delle nuvole in cielo o una falce di luna nelle sere d’estate è un modo per incamminarsi dentro di noi, rigenerarsi, scoprirsi persone migliori. Un giorno al mare per sentire il rumore delle onde che si infrangono sugli scogli e la sensazione della sabbia calda sotto i piedi oppure immergersi nel mondo sottomarino, sono sensazioni che restano sulla pelle e nell’ anima. La natura è nostra amica e confidente solo se lo vogliamo, solo se ne accogliamo la sua armonia, il suo lento fluire dei passaggi. E se solo ci lasciamo andare ai ricordi di gite al lago, in montagna o al mare, non possiamo che trarne un senso di benessere, come se la tensione si allentasse. Ci si sente come ridestati, entrando in comunione con la parte più profonda di noi, quella che sovente mettiamo da parte a causa della routine quotidiana che può anche farci sentire soli. Ma sono pochi coloro che possono sentirsi veramente soli a contatto con la natura. Aristotele scriveva che “il medico cura, la natura guarisce”, e oggi anche la scienza, prima scettica, riconosce che coltivare un rapporto costante con la natura aiuta a riscoprire il nostro lato più autentico e naturale, predisponendoci all’ascolto di noi stessi e degli altri e facilitando il ripristino dell’armonia interiore. Ci sono persone che oltre ad intuire tutto ciò, ne fanno una filosofia di vita. Se poi lo stare a contatto con la natura aiuta anche a creare, allora sì che si è ad un passo dall’essere appagati e felici! Come felice e sorridente appare la nostra Debora Benfenati, la quale, proprio dalla natura, coglie il suo lato migliore dando vita alle sue creazioni. Debora ha seguito il suo istinto, ha ascoltato la sua voce interiore, rimettendosi in gioco ogni volta ma sempre con positività ed ottimismo, che è il profumo della vita, come diceva il noto poeta Tonino Guerra. E proprio questo ascoltare, assaporare i giorni, sentirne il profumo, sono quei tasselli emotivi che alla fine premiano chi vuole vivere nella semplicità e naturalezza della vita stessa. Debora Benfenati, originaria di Bologna, vive a Ozzano dell’ Emilia, un comune di circa tredicimila abitanti. Ha quarant’ anni e, con un curriculum artistico alle spalle, ha guardato le stelle, ha sentito il fruscio del vento, si è immersa tra le onde del mare e ha iniziato a creare. Ha affidato alla creatività tutto il suo sentire, tutte le sue emozioni, i suoi pensieri, magari alle volte anche i dubbi e le perplessità. Ma il concerto della natura l’ha sempre aiutata ad avere nuove idee e a risalire la china. Debora sembra raccontare un mondo fiabesco o, dopo averle ascoltate a fondo, sembra raccontare storie che si intingono nei colori, nei fili di canapa, nelle intelaiature. Una giovane donna che, come si suol dire, si è inventata un mestiere, questo, un po’ per necessità, un po’ per sentirsi libera di dare sfogo alla sua creatività. Ha, dalla sua, intelligenza e fantasia. Briosa di quel brio che coinvolge e saggia di quella saggezza antica che non fa mai male, anzi. ti proietta meglio nel futuro. Orgogliosa delle sue origini e dei suoi genitori operai che le hanno trasmesso quei valori unici che l’hanno aiutata in percorsi vari nei quali si è vista protagonista. Debora dà molta importanza alla comunicazione e all’ essere positivi, fonte di forza per andare avanti e per attraversare tempi più oscuri. Ed è così che il suo handmade è prezioso ai suoi occhi, perché frutto della sua mente, che pensa i soggetti, e delle sue mani che li cuce, li arrotola, li confeziona. Versatile, dolce, tenace, aperta al dialogo, Debora è l’ esempio di una donna che può farcela da sola, con i propri mezzi, insieme all’affetto dei suoi cari e del bello di cui sa circondarsi. “Ho imparato a nuotare a trent’anni…quando per la prima volta ho indossato maschera e boccaglio ero in Grecia…da allora non ho più smesso e ho deciso di rendere tangibili le mie emozioni”, questo dice Debora nel suo sito http://www.debocrea.jimdo.com. A sentirla parlare è davvero trasparente come le onde del mare e così fresca, semplice, gioiosa e libera di agire e volare sulle ali dei suoi sogni!…

Come è nata la tua passione per l’handmade e quali sono stati i tuoi studi?

Da ragazzina amavo tantissimo disegnare, amavo i colori…crescendo ho comunicato la volontà di iscrivermi ad un istituto d’arte. I miei genitori, intuendo la mia vena artistica, non mi hanno ostacolato, anzi…Ed è così che mi sono iscritta all’ Istituto d’ arte di Bologna con indirizzo di decorazione pittorica. Dopo il diploma, sono state svariate le esperienze di lavoro. Ho lavorato in un centro dedicato alla comunicazione d’ epoca: ho restaurato materiale pubblicitario d’ epoca: locandine, manifesti, lattine… Per dieci anni sono stata un’orafa (pulitrice e cerista). Ho frequentato corsi di prototripatrice, ossia un nuovo metodo di fare oreficeria attraverso macchinari e attrezzature come le stampanti in 3d…

Complimenti per le tue esperienze pregresse e poi…cosa è successo?

Naturalmente tutti lavori hanno visto la fine …La crisi, che ha colpito un po’ tutti qui in Italia, mi ha fatto riflettere e, come si suol dire, : “Impara l’ arte e mettila da parte”, mi ha spinta a provarmi in un settore nuovo ma comunque vicino alle mie potenzialità. Ho iniziato così a rispolverare tecniche e a creare oggetti di ogni tipo e dimensione partecipando a mercatini e fiere…

Un tuo pensiero sull’artigianato?

Purtroppo siamo circondati dalla serialità delle cose e da un appiattimento dovuto alle grandi firme…questo lo approvo fino ad un cero punto poiché in questo modo non si ha davvero spazio per la creatività e la manualità. Noi creativi ci sforziamo di andare avanti ma è dura distinguersi dalla massa.

Che cosa può fare la differenza?

La cura dei dettagli, la qualità del materiale e soprattutto lo stile che dai alle creazioni insieme all’ idea vincente, unica, originale.

Che cosa realizzi precisamente?

In particolar modo oggetti decorativi, dalle bomboniere alle lampade.

Hai una predilezione per le barche a vela, per pesci e gatti che esprimi tutta nelle tue bellissime creazioni. Perché prediligi questi soggetti e quali sono i materiali che utilizzi?

Adoro gli animali e in particolar modo i gatti, di cui mi circondo, ma anche il mare, che negli anni è diventata una bella sfida! Ho imparato a nuotare tardi, si può dire che lo guardavo da lontano restandone completamente affascinata. Poi, in una memorabile vacanza in Grecia, ho imparato a nuotare facendo snorkeling. Da qui ho iniziato ad innamorarmi dell’universo sottomarino. Sono tornata dal viaggio in Grecia con gli occhi carichi di meraviglia per una terra che ho subito amato e dalla quale io e il mio compagno Alessandro abbiamo pensato di portarci dietro legni e legnetti, in ricordo di questo viaggio insieme. Una volta tornati a casa ci siamo guardati e capiti al volo: così è successo che abbiamo iniziato a costruire barche a vela! I materiali che preferisco sono filati o tessuti di canapa: cerco nei mercatini i vecchi “torcelli”, ossia rotoli di tessuto che hanno una larghezza non più di un metro…Per i gatti, che sono la mia passione, utilizzo il cotone e lane diverse con certificati di lana biologica (per l’attenzione che rivolgo ai bambini) e intelaiature con filo di ferro.

Si assomiglia un po’ a ciò che si fa: i tuoi manufatti ti assomigliano? Pensi che possano essere l’essenza della tua personalità?

-Sorride dolcemente-. Sì, credo proprio che mi assomiglino…sorrido spesso, sono una persona socievole, autoironica, empatica…I miei animaletti risentono dei miei umori mattutini. Attraverso le mie creazioni riesco a sciogliere i miei dubbi, dando ad esse e a me stessa la giusta positività!

In che modo la natura è stata ed è tua fonte di ispirazione?

Nelle mie creazioni c’è di tutto: foglie, farfalle, pesci, lumache, tartarughe, meduse, granchi…Adoro la natura. Spesso vado a ritrovarmi nell’oasi faunistica di Verona…Intanto sono cresciuta a pane e Quark: da bambina ma ancora adesso guardo i documentari sulla natura e gli animali. Nella mia casa con giardino mi sono circondata di gatti, pesci, una famiglia di ricci, delle gazze ladre, insomma una vera arca di Noè!

Chi ti appoggia nella tua attività?

A mio papà Enrico va un ringraziamento speciale per le sue splendide intelaiature in metallo, adesso il passaggio di testimone va al mio compagno Alessandro, che mi aiuta e incoraggia in questa attività. Un altro ringraziamento va a mia mamma Grazia che con pazienza tinge gli spaghi e i panni per ricoprire i miei oggetti…

Che cosa ti hanno insegnato i tuoi genitori?

Sono profondamente grata a loro…mi hanno insegnato i valori dell’onestà, del rispetto di tutti e di me stessa, la sincerità, la generosità e la solidarietà.

Prossimi progetti?

Dal 2 al 4 giugno, con le mie creazioni, sarò a Grazzano Visconti in provincia di Piacenza in occasione di una fiera tematica sui gufi e, per fine ottobre, al “Pet Festival di Piacenza”, una fiera dedicata agli amici a quattro zampe.

Che cosa provi quando vedi crescere un manufatto sotto i tuoi occhi?

Mi emoziono nel veder prendere forma l’idea che ho pensato…

Che cosa ti piacerebbe realizzare in futuro?

Ho già realizzato una lampada che rappresenta una razza… – ci pensa un po’- mi piacerebbe molto realizzare un lampadario a forma di medusa, che, quando si muove nell’acqua, sembra una ballerina di flamenco…

Un tuo motto?

La vita è come uno specchio, ti sorride se la guardi sorridendo…

Per info: consultare pagina facebook debocrea e http://www.debocrea.jimdo.com.

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