Lorena Macchiavelli, un restyling lungo un sogno

Lorena Macchiavelli, un restyling lungo un sogno

Chiamiamo artisti non solamente i creatori, ma anche coloro che godono dell’arte, che sono cioè capaci di rivivere e valutare con i propri sensi ricettivi le creazioni artistiche (G. Klimt). Molte volte ci chiediamo se ciò che facciamo sia la cosa giusta, nel lavoro, nella famiglia, nella società. Fortunatamente può capitare che ciò che ci chiediamo possa segnare naturalmente il corso delle cose, ossia mentre ce lo chiediamo, la risposta è pronta nel nostro albero genealogico o più semplicemente nelle nostre note caratteriali che, come musica, si vanno ad unire al concerto della vita. In questo caso, è inutile porci troppe domande perché non bisogna fare altro che seguire le nostre inclinazioni e propensioni: è proprio tutto scritto, è proprio tutto istinto e naturalezza. Tuttavia si avverte comunque il bisogno di perfezionarsi, di dare un quid, una nuova energia alla nostra esistenza, anche perché non si finisce mai di crescere. Così come si sente il bisogno di coltivare il nostro giardino, di innaffiare una pianta, di sentire il profumo di un fiore, di stare all’ombra di un albero per farci accarezzare dal vento dei pensieri e lasciarci andare con l’immaginazione a come eravamo, a come potremmo essere. Oltre a seguire il vento delle nostre passioni, sentiamo anche il bisogno di sognare, perchè le cose prima si sognano e poi si fanno. Diversamente tutto perderebbe il suo sapore… Ecco perché è importante sognare: per porci degli obiettivi, per migliorarci, per crescere. Forse ad alcune categorie di persone come gli artisti e i creativi, viene spontaneo unirsi ai sogni che sanno di bello e profumano di fantasia ed immaginazione. Talvolta anche se non si è del tutto creativi, può capitare di sfogliare le pagine di un libro e trovarci una foglia secca che ricorda una passeggiata in campagna, una conchiglia in una scatola che viene fuori inaspettatamente ma anche una tazzina da tè scheggiata con motivi floreali che ci ricorda i tempi andati. Perché, come è bello sognare, costruire, migliorarsi, è anche bello riordinare, assemblare, unire a sé un’ immagine, un decoro, riportandoli in vita o far rinascere qualcosa di usurato dal tempo. Ci sono donne che oltre a nascere con uno spiccato senso artistico, nascono con uno spiccato senso di voler donare a se stessi e agli altri un pezzo di sé attraverso le loro creazioni, ricostruzioni, trasformazioni. Lorena Macchiavelli è senz’ altro una di queste donne in continuo divenire, instancabile professionista del restyling e della decorazione. Una donna che accetta volentieri le sfide della vita, che riesce a sognare, ad avere il coraggio di sognare per poter assistere ai suoi stessi cambiamenti ed attuare le sue rivincite sul campo. Lorena ama vedersi trasformare e con sé tutte le sue opere. Ha una volontà traboccante oltre al desiderio di far conoscere il suo operato, creando una rete di relazioni sociali affinchè la sua passione sia visibile e possa farsi conoscere più da vicino. La passione per il restyling e la decorazione risale ai suoi studi artistici che poi hanno seguito il giusto corso, la giusta inclinazione. Intanto scopriamo che dietro ogni arte, tecnica e modus operandi si nasconde un mondo prezioso e ricco di fascino. Ed è così che Lorena ha sentito il bisogno di dedicarsi ad un’ attività lunga un sogno, perché meditata e cercata a lungo dentro di sé. Lorena è una donna che ama sperimentare e sperimentarsi, mettersi in discussione, scoprire confini nuovi, nuove tecniche, sognare nuove modalità, nuovi colori. Originaria di Bologna, vive nella campagna bolognese da tempo, precisamente a Sala Bolognese, un piccolo comune alla porte del capoluogo di città. Ha quarantacinque anni e tanta voglia di crescere, tant’è che si sta dedicando anche alla carriera sportiva, volgendosi ad un nuovo stile di vita. Lorena è una donna energica come la stessa si definisce, ispira voglia di fare, di andare oltre, di migliorare e migliorarsi continuamente e in tutti i modi possibili e immaginabili. Nel periodo estivo, poi, aiuta suo marito Valerio, produttore di parmigiano reggiano, ritrovandosi, come ogni anno, nell’ azienda agricola di famiglia, insieme ai suoi figli Sebastiano e Guglielmo. Lorena ispira fiducia e positività dettata dalla sua capacità di relazionarsi sia con le persone che con gli oggetti che ama trasformare, ridonando un nuovo smalto, un nuovo imprinting, una nuova vita.

Come è nata la tua passione per il restyling e la decorazione?

Penso che sia il frutto di una passione più generale per il mondo dell’ arte. Da piccola avevo una passione per il disegno e la pittura. Successivamente le mie conoscenze artistiche si sono ampliate tanto da approcciarmi alla decorazione di interni e all’affresco trompe-l’oeil. Quest’ ultimo è un genere pittorico che mi affascina molto…

Come mai?

Il trompe-l’œil consiste nel dipingere un soggetto in modo sufficientemente realistico, da far sparire alla vista la parete su cui è dipinto. Parliamo di una tecnica che prevede l’ inganno ottico e per questo ha il suo fascino intrinseco. A Bologna sono presenti molti dipinti in trompe-l’ oeil che caratterizzano molto l’arredo urbano…

Quali studi hai intrapreso?

Mi sono formata presso un istituto professionale come disegnatrice di moda per stilista. Tre anni paralleli ad un liceo artistico: ho appreso le tecniche del disegno classico, della copia dal vero, l’ acquerello, la china… Dopo il biennio finale con conoscenza del tessuto e realizzazione dell’abito e dopo un anno di pausa dalla maturità, ho intrapreso gli studi presso l’ Accademia di Belle Arti di Bologna con l’indirizzo in decorazione.

Ti ritieni fortunata per aver intuito una strada da seguire?

Sì, mi ritengo molto fortunata per due motivi: i miei genitori mi hanno sempre appoggiata in questa scelta e ho avuto modo di conoscere veri e propri maestri di vita. Difatti presso l’Accademia ho incontrato il prof Gianluigi Mattia, artista e scenografo, il quale facendoci lavorare in team, mi ha approcciata alle prime tecniche classiche di decorazione. In questo modo ho individuato la mia strada e la mia inclinazione artistica.

La primissima opera realizzata?

Una signora commissionò a me e alla mia collega Daniela Cani un restyling di un grande armadio degli anni ’40. Desiderava trasformarlo perché molto pesante a vedersi e ci chiese di dipingerlo completamente con la tinta bluette…Poi, a dire il vero, mentre continuavo a studiare in accademia, sfruttai molto il periodo estivo e insieme ad altri colleghi artisti allestimmo un laboratorio presso una vecchia scuola in disuso che il comune diede in affitto a tutti quelli che avevano bisogno di spazio…Di quel periodo ho bellissimi ricordi perché proprio in quel luogo avvenne la mia formazione sul campo…Come è continuata in Accademia dove ci furono commissionati dei pannelli per un salone… Quindi partimmo prima dallo studio dei bozzetti e dell’ impianto decorativo per poi approdare alla pittura e alla finitura. In ultimo avvenne il ritocco e l’ esecuzione di una fascia decorativa…

Che differenza c’è tra il più comune restauro e il restyling?

Il restauro riporta l’ oggetto all’ aspetto originario e conservativo, il restyling ha un aspetto più creativo poiché consiste nel trasformare e riparare l’oggetto in questione.

Quali sono le fasi del restyling?

Si parte dall’ osservazione dell’oggetto. Prendiamo ad esempio un mobile: si attua un check up. Lo osservo per appurare se ci sono parti da sostituire, una colonnina, un piede, se presenta della muffa, oppure se bisogna regolare i cardini o se il mobile stesso presenta delle deformazioni o se produce molti tannini…

Come in viticoltura… che cosa significa in questo caso?

I tannini sono delle sostanze pigmentate che fuoriescono per difesa dall’ambiente circostante.

Come si prosegue?

Oltre a lavori deputati alla falegnameria come l’impiallacciatura, si procede con un trattamento in calce per rinnovare i tannini. Stendo il fondo per legno antimacchia non per eliminare ma per fermare i tannini. Si possono eliminare con la calce se copiosi.
Un’ altra fase è la carteggiatura che si effettua sia come ultima fase della sverniciatura, per eliminare gli ultimi residui di vernice e uniformare la superficie del mobile, sia per rendere lisce nuove parti di mobili sottoposte a varie fasi di lavorazione. Dopo la stuccatura e l’ incollaggio delle parti, si procede quindi con la stesura del fondo, uno specifico antimacchia detto anche “aggrappante”, ossia un prodotto che ha lo scopo di far aggrappare gli strati di vernice. Dunque, a seconda del tipo di materiale con il quale sto lavorando, riesco a preparare una superficie, alla fine passo alla laccatura ed infine alla decorazione.

Quali sono solitamente le richieste del cliente?

Di solito mi chiedono di cambiare colore ma anche di trasformare l’ oggetto secondo lo stile shabby chic, uno stile inglese inventato dall’arredatrice Laura Ashley. Oggi uno stile molto apprezzato che consiste nel recuperare il vecchio secondo una filosofia ecologica e trasformarlo decorandolo secondo le esigenze individuali.

Su quali oggetti operi più frequentemente?

Opero su oggetti di arredamento e oggetti di ogni genere: cornici, lampade, credenze, mobili, scrittoi, armadi, consolle…oggetti che si trovano anche nei mercatini dell’usato…

Come ti definiresti come donna e come artista?

Come artista, curiosa e come donna, energica, versatile…

Che cosa ti piace dell’ aspetto psicologico del restyling?

Mi piace riparare, riportare in vita, dare una nuova chance. Anche nella vita mi piace rinnovarmi… e mai come adesso, con l’ esperienza e il senno di poi, mi piace condividere con gli altri il mio operato tant’è che ho intenzione di organizzare dei corsi…Penso che ognuno di noi abbia delle potenzialità per essere un creativo…

Una donna come te avrà anche altri sogni e progetti?

-Sorride di gusto-. Beh, sì, a dire il vero, pratico running e ho notato che poco alla volta sta diventando un discorso serio…Ad aprile del prossimo anno parteciperò alla maratona di Roma!

Un tuo motto nella vita e nel lavoro?

Mai dire mai… e …un buon lavoro inizia da buone basi!

Per info: troviamo Lorena Macchiavelli sulla sua pagina facebook: Mano D’ opera Decorazione e Restyling

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