“Fotografia, foto-grafia, significa scrivere con la luce. La fotografia, il cinema, conferiscono una specie di immortalità, una preminenza alle immagini e non alla vita reale” (Herbert Marshall McLuhan). Prendere un foglio bianco e scrivere. Quando quel foglio bianco è una città che si chiama Ostuni, è impossibile resistere alla tentazione di dipingerla, colorarla, fotografarla, amarla. Ci sono luoghi che sono magici, creati apposta per sognare e per dare alle persone una luce nuova che si insinua e si avverte direttamente nella loro interiorità. Come il sole che tramonta, lasciando scie e sfumature ad incipriare il cielo, come la luna che guarda direttamente a mare e lascia cadere i suoi contorni fiabeschi, come il più bel miracolo della natura, così la nostra anima è un libro aperto, da sfogliare poco alla volta. La natura, l’incanto della natura e dei luoghi, quando ci vengono incontro, non fanno che unirsi alla nostra spiritualità, al nostro modo di sentire le cose. Ed è per questo che Linda Lodeto ha deciso di fotografare il mondo da casa sua. Ogni mattina il suo risveglio è impreziosito dall’ alba o la sera dal tramonto di una città incantevole che è Ostuni, detta anche, non a caso, “città bianca”. Linda si unisce alla luce di Ostuni perché ha tanta luce dentro ed è così che nasce un sodalizio tra i più belli ed interessanti: tra il luogo di appartenenza e la propria passione per la fotografia. Linda Lodeto ha ventitrè anni, è una fotografa che ha seguito la tradizione familiare che li ha uniti tutti in nome dell’ arte fotografica come intorno ad una grande tavola a festeggiare eventi, ad emozionarsi e ad emozionare. Intanto Linda è una bella ragazza dai tratti mediterranei, ha tutto il sole in viso e nel cuore: è aperta, intelligente, versatile, libera, fresca, empatica. Linda Lodeto conserva nitida la memoria di suo nonno Attilio, capostipite della famiglia di fotografi, un artista apprezzato, nonché pittore e scultore: il primo fotografo in assoluto a San Michele Salentino. Oggi sono tre gli studi fotografici “Attilius Photo Graphic Studio” che prendono il suo nome latinizzato, dislocati in altrettanti paesi incantevoli come Ceglie Messapica, San Michele Salentino e Ostuni. Proprio ad Ostuni lo studio fotografico, aperto da poco più di un anno, è retto dal sorriso e dall’allegria di Linda Lodeto che, dopo aver maturato varie esperienze sul campo, si è fatta apprezzare in poco tempo sia dagli ostunesi che dai paesi limitrofi. Il padre Angelo e la mamma Giovanna, entrambi noti fotografi, hanno iniziato Linda alla fotografia; l’ hanno presa per mano da piccola e poi lei stessa è partita alla volta di nuove avventure. Con un consistente bagaglio di consigli ed esperienze alle spalle, Linda, a soli ventitrè anni, già molto matura e professionale per la sua età, ha voluto responsabilizzarsi, ha voluto prima mettersi alla prova, conoscersi attraverso i suoi viaggi, ha voluto dare nuova luce ai suoi occhi per guardare lontano. Ed è così che ci sono esistenze belle, intense ed appassionanti come favole delle quali, se si vuole, si può essere indiscussi protagonisti. Complice la città magica che è appunto Ostuni, Linda ne sente tutta l’ energia, ma sente addosso anche tutta la responsabilità come nel migliore dei matrimoni. Il tipico candore della sua città è un preludio magico ai suoi flash fotografici. Linda ogni tanto è solita allontanarsi per ammantarsi di silenzio, che ritiene indispensabile per creare e passare a nuovi progetti. Si allontana sulla spiaggia e sulla spiaggia dei ricordi e parla alla natura che le regala un palcoscenico unico tra mare, cielo e terra. Linda si fa avvolgere, quindi, dal silenzio perché ammette che le piace stare con se stessa ed essere la sua migliore amica, le piace trascorrere delle ore in solitudine a meditare, contemplare, per poi ricominciare ogni volta una storia nuova nelle trame della fotografia. Soprattutto le piace assistere allo scenario di quella luce che ama interpretare, perché così cangiante da far venire i brividi sulla pelle, quei brividi che ti fanno amare la vita, che ti fanno oltrepassare ostacoli ma che ti aiutano ad andare avanti. Semplicemente perché ci si accorge di immortalare pagine di esistenza attraverso l’ arte della fotografia e questo non può che gratificare suggellando con i buoni sentimenti il proprio lavoro. Linda dice: “Quando guardi le mie fotografie, stai guardando i miei pensieri”. A Linda piace ascoltare i racconti della gente, piace trovare le sfumature giuste, piace ascoltare prima le onde del mare e quel fruscio del vento fra gli alberi che è pronto a sussurrarle nuove avventure che poi diventano libri di fotografia.
Quando nasce la tua passione per la fotografia?
Penso che sia sempre stata in embrione fino a identificarsi intorno ai tredici anni e a svilupparsi appieno verso i miei diciannove anni.. Intorno a questa età ne ho avuto piena consapevolezza. Ma devo tutto a mia madre che mi ha trasmesso questa passione…Dopo il Liceo linguistico, ho frequentato l’università ma poi ho smesso perché ho voluto iniziare subito a lavorare…
Perché una passione come quella della fotografia non può svanire nel tempo?
-Sorride di un sorriso che sa appunto di nuova consapevolezza e di piccoli e grandi traguardi raggiunti-. Beh, se la passione è vera non può morire, non può lasciarti all’ improvviso, è un po’ come una persona che hai amato e che ami, continua a stare nei tuoi pensieri… Se poi il valore aggiunto che regala la fotografia è la potenza dei ricordi, il cerchio si chiude: un’ immagine è per sempre…
Quando e come arriva l’ispirazione?
Mi basta guardare una persona come un paesaggio: scatta una molla emotiva che mi mette in contatto con la mia essenza interiore e che crea un feeling con cose e persone, paesaggi, natura. Per il resto lavoro molto di fantasia e penso anche che un canone di bellezza non dovrebbe mai esistere in fotografia perché la bellezza è anche una ruga di una persona anziana o un volto particolare che, se anche non perfetto, magari è interessante per essere intenso ed espressivo…Intanto mi piace il contatto con la terra, così tanto da fotografare ogni cosa scalza, è una mia prerogativa, mi sento libera e mi concentro di più…
Quali filoni abbraccia la tua fotografia?
La mia fotografia abbraccia la fotografia cerimoniale come matrimoni e quant’ altro, la fotografia pubblicitaria, la fotografia per bambini e la fotografia paesaggistica.
A quale di questi filoni resti più legata?
Resto molto legata alla fotografia per bambini perché mi piace guardare il mondo attraverso i loro occhi puri. Anche questo mi ha trasmesso mia madre che ha sempre fotografato i bambini: io all’epoca ero la sua assistente, li facevo giocare e divertire. Con il tempo è maturato anche in me questo tipo di fotografia emozionale e credo che il mondo dell’infanzia abbia una marcia in più, semplicemente perché c’ è molto da imparare dai bambini. Quando fotografo in particolar modo i neonati, li accarezzo facendoli addormentare e cullandoli con le note di qualche dolce colonna sonora come “Tranquillità – Canzoni per bambini” di George d’Einaudio. Per i ragazzini, naturalmente, utilizzo musiche più divertenti…Devo dire che prediligo anche la fotografia paesaggistica. Mi piace allontanarmi per un po’ e stare in riva al mare, leggo un libro, ascolto la mia musica preferita e scatto qualche foto. Sono momenti magici, unici, di assoluto contatto con me stessa, sento fluire tutta l’energia che il paesaggio di Ostuni mi regala e davvero non è poco…
Qual è la tua forza in genere?
La mia forza è la mia famiglia…e la tradizione della mia famiglia. Una forza che si tramanda nel tempo… Mio nonno Attilio, che ricordo spesso e che è il mio orgoglio, era un artista, focalizzava sempre l’ attenzione su luci e colori, era un pittore e scultore e il primo fotografo a San Michele Salentino: ha aperto lo studio fotografico nel ’45… Avrei voluto conoscerlo e viverlo di più. Poi c’ è mio padre Angelo che nel ’93 ha preso le redini della tradizione familiare e mia mamma Giovanna, che è la mia grande confidente e amica oltre che un’ eccezionale fotografa. Ho un bel rapporto con i miei genitori: mi hanno cresciuta in armonia e autonomia, libera di decidere e di fare i miei sbagli, di cadere per poi rialzarmi…Inoltre ci sono mia sorella Alice e mio fratello Aristide, entrambi videomaker: Alice si occupa di montaggio video, mentre mio fratello Aristide si occupa maggiormente di ripresa video.
Un viaggio che ti ha permesso di conoscerti?
A venti anni stavo attraversando un periodo critico e sono andata in viaggio da sola alle Canarie. Questo viaggio è stato meraviglioso anche perché mi ha permesso di analizzarmi a fondo…
E invece Ostuni in che misura ti ispira?
Ostuni è fantastica, obiettivamente è una città unica al mondo. Mi ispira tutto e tanto di Ostuni…la piazza, la cattedrale, lo stradone poco prima del centro storico, il mare… Il bianco delle case del centro storico ti fa sentire in un mondo a parte. Ostuni di sera, poi, è una favola, ci si incanta a guardarla… Gli ostunesi sono tradizionalisti ma anche affacciati alla modernità, tutto nel segno di una città sempre più europea…
Altre passioni di vita?
I miei cani, i miei gatti, i viaggi, la pasta, la lettura…
Un piatto della vostra tradizione locale?
Orecchiette, frise e pettole …Intanto l’olio dei nostri uliveti è …sublime!
Un tuo sogno?
Mi piace sognare, sono rimasta una bambina dentro, i sogni sono importanti, quando hai una passione c’è sempre da voler sognare…Intanto per adesso i miei sogni sono due: aiutare la mia famiglia e fra circa dieci anni andare in Africa per un vero viaggio fotografico.
Che cosa ti hanno insegnato i tuoi genitori?
La libertà di pensiero e di parola, il dialogo. Mio padre mi ha educato con frasi in latino e con la lettura di fiabe. Invece, da piccola, mia mamma mi portava a ballare sotto la pioggia e mi portava con lei a fotografare nei campi. Eravamo sommerse dalla natura e dal bene che ci trasmettevamo… Io sono quella che sono grazie a mia madre: c’è un feeling con lei che non riesco a trovare con nessun’ altra persona o collaboratrice…
Che cosa è per te la fotografia?
Una macchina del tempo, fa tornare indietro nel tempo…
Un tuo motto?
“Vola solo chi osa farlo” scriveva Sepulveda nel suo celebre romanzo “La gabbianella e il gatto”.
Per info: cell: 388/4978830; pagina facebook Attilius Photo Graphic Studio