Silvana Trisolino, quando i sogni prendono forma

Silvana Trisolino, quando i sogni prendono forma

“Non è la rosa che ci dà la felicità, ma l’impegno che ci abbiamo messo per coltivarla”. ( Da Il piccolo principe di Antoine de Saint Exupery). Tutto passa ma che cosa resta? Resta sempre una traccia di noi, un’ impronta nella terra, un’ impronta che diamo ai giorni e ai sogni. Dipende, poi, anche dai nostri sogni, dal potere che gli diamo e dai colori con i quali li dipingiamo. Dipende sempre da noi e dalla nostra vista sul mondo. Certo è che il mondo dell’infanzia è quello spazio infinito dove germogliano le prime piantine e si coltivano i primi sogni per poi sbocciare magari nell’ età adulta. Spesso donne creative hanno piantato e visto crescere il loro albero nel giardino incantato della loro tenera età. Ed è bello scoprire come appunto hanno ritrovato le querce delle loro passioni, passioni che si sono librate nell’aria piano, poco alla volta come nel più bel volo e battito d’ ali. Passioni che hanno ritrovato sui tavoli dei loro sogni, tra stoviglie, mestoli e piatti da lavare. Questo perché il ruolo della donna oggi è in continua evoluzione, come un fiume che straripa, non può restare solo nel recinto familiare come una volta. La donna è un universo: ha bisogno di coltivare il suo giardino incantato, ha bisogno di progettare, camminare per strade nuove, risolvere i suoi quesiti, risolversi, vedersi sempre nuova. Crescere nella consapevolezza di amare la vita e ciò che fa, crescere nella consapevolezza di seguire il proprio istinto come una farfalla colorata in un prato verde a primavera: è la sua primavera solo se lo vuole. Oggi la donna non si lascia irrigidire da ruolo prestabiliti. Anche se si trova a dover adempiere a vari tipi di lavori e incombenze familiari che comunque si fanno con piacere, è proprio qui che scatta l’ ora x, il tempo in cui guardarsi allo specchio e chiedersi: Che cosa voglio dalla vita? Mi basta quello che faccio? Magari la risposta non arriverà subito, ci vorrà del tempo, sarà di aiuto un accadimento, una virgola di poca o rilevante importanza. Ma sarà questa la goccia che farà traboccare il vaso. Vedremo accendersi una fiammella, una nuova luce accenderà anche il nostro sguardo. A volte basta poco per sentirsi bene con se stesse, l’ importane è che quel poco sarà quella pietra preziosa a lungo sognata, quella pietra che potrà appartenere proprio a noi per creare il nostro quadro migliore. Ed ecco che una sera sedute sul divano, dopo aver lavorato, dopo aver rassettato la cucina, le mani cominciano a muoversi da sole alla ricerca di qualcosa di bello e di buono da fare. Un diversivo, un gioco, qualcosa che ci appaghi all’interno oltre che all’ esterno. Come una musica che proviene da un giradischi lontano, chiudiamo gli occhi e ricordiamo la scena, proprio quella scena nella quale da piccole prendevamo in mano una matita per disegnare… Silvana Trisolino è originaria di Vidigulfo, un tranquillo comune in provincia di Pavia. Ha quarant’ anni, due figli, Silvia di diciotto anni e Daniele di quindici, due cani e un gatto. Il suo compagno Andrea è un autotrasportatore con dei figli avuti precedentemente. Parliamo di una famiglia allargata dove ovunque circolano buoni sentimenti come l’amore ed il rispetto reciproco. Una famiglia tranquilla quella di Silvana che fa ed ha sempre fatto la commessa nei centri commerciali della sua zona d’appartenenza. Fin qui tutto normale se non fosse per quello strana sensazione che a volte ti pervade, quella di dare appunto un senso in più alle tue giornate, come un orpello, un quid, un qualcosa di speciale che possa riempirti la vita e chiudere il cerchio. Tutto questo fa rima con passione, una passione che non si cerca nemmeno affannosamente poiché, altrimenti, non sarebbe tale. Una passione semplice, bella, lineare che arriva e basta. Come bella, semplice e lineare è Silvana. Una donna solare, versatile che ispira tranquillità e una certa sicurezza perché positiva in quello che dice e pensa riuscendo sempre ad accendere un sorriso sul suo volto ed andare avanti malgrado il tran tran quotidiano. Tanto a che serve rinunciare o arrendersi? Si ha sempre bisogno della propria inventiva ed energia, se si vuole essere persone felici…Silvana, poi, dà l’ idea di una persona precisa, se per precisione si intende anche gustarsi la vita in ogni suo attimo e far quadrare non soltanto le spese ma anche la sua voglia di sentirsi libera e appagata attraverso il suo rifugio, attraverso il suo angolo di cielo, il suo giardino incantato, la sua passione di oggi. Una passione che la riporta alla bambina di ieri, infilando quell’ ago e quel filo ad una collana che non finirà mai, perché ad una si aggiungerà la fantasia, ad un’altra la creatività, ancora ad un’altra i sogni…

Quale è stato il tuo percorso di studi?

Ho frequentato una scuola turistico aziendale, certo, dopo, mi sarebbe piaciuto proseguire e lavorare in questo settore ma già nel ’98 stavano scomparendo le agenzie di viaggio a vantaggio dei tour operator, e quindi non sono riuscita a seguire questo percorso…

Come nasce la tua passione handmade?

Nasce da piccola perché mi piaceva disegnare abiti…poi questa passione ha preso piede in età adulta… Ho iniziato a creare con il feltro appassionandomi poi al cucito creativo. Come succede di solito, niente viene per caso, difatti, l’anno scorso, di questi tempi, a causa di un mio problema di salute, sono stata costretta a casa per un mese… Naturalmente non riuscivo a stare seduta su un divano senza far niente, non mi è mai piaciuto oziare, se così si può dire e quindi è scattata la mia passione o meglio mi è venuto incontro un bisogno antico che è quello del cucito creativo…Galeotta è stata la nascita della figlia di una mia amica e da lì ho iniziato a cucire un pezzo di feltro, poi ho creato un altro fiocco nascita per un bimbo di un collega e così via. Da qui è partito l’input: ho comprato intanto una macchina da cucire, ero piena di gioia come una bambina con un giocattolo nuovo… Ho poi accompagnato mia figlia intenzionata a frequentare un corso per la creazione di collane, questo ed altro ancora mi ha fatto restare nell’ ambito della creatività…

Che cosa realizzi esattamente e con quali materiali?

Tazze in stoffa, copriforno, tovaglie, cestini, particolari folletti…Il materiale che utilizzo è il feltro, cotone pesante, merletti, pizzi, bordi in stoffa per borse, bottoni …E pensare che prima non sapevo che farmene dei bottoni, invece adesso li cerco incessantemente…

Prossimo progetto creativo?

Mi piacerebbe realizzare una borsa in neoprene, per intenderci, quel tessuto che si usa per fare le tute da sub… ma anche centrotavola abbinati a copriforno, papere e gatti di stoffa come fermaporta…

Che cosa ti restituisce la creatività in termini emotivi?

Quando creo non mi rendo conto del tempo che passa, addirittura non mi rendo conto del senso di fame e di sete che potrei avere… Mi sento come ipnotizzata, alle volte cucio fino a sera tardi, poi mi sento chiamare dal mio compagno che mi avverte dell’ ora tarda. Ci sono volte che punto la sveglia presto per finire un lavoro creativo prima di andare poi a lavorare, tutto per l’ emozione e il senso di appagamento che possono scaturire dal vedere un mio lavoro finito. Lavoro come commessa trentotto ore a settimana, impiego un’ ora per andare da Vidigulfo a Milano, ma devo dire che la creatività mi ridona realmente il senso delle cose… Difatti ho un giorno di riposo infrasettimanale e non vedo l’ora di svegliarmi presto per dedicarmi al mio cucito creativo!

Che cosa pensi del mondo del fatto a mano?

Penso che sia un mondo fantastico… Mi lascio ispirare dalla materia prima come dalle stoffe che scelgo perché da qui so cosa voglio creare…

Come vivi a Vidigulfo?

Vidigulfo è un comune tranquillo che mi ispira serenità. Mia figlia ogni tanto mi dice che vorrebbe andare a vivere a Milano ma non sono d’ accordo. Ovviamente Milano è molto caotica, invece a Vidigulfo si vive a misura d’uomo. Io ritrovo i miei punti di riferimento come possono essere le tradizioni e le feste di paese, mi piace andare nella zona e natura circostante, ad esempio, sul lago, a Sesto Calende. Qui siamo circondati dalla natura, nei dintorni ci sono cascine con mucche, galline… insomma non cambierei mai stile di vita!

Come ti definiresti come persona e come creativa?

Sono una persona tranquilla, non mi arrabbio facilmente, penso di essere una persona positiva e mi piace vedere il bicchiere mezzo pieno… Come creativa penso di essere in una fase di sperimentazione…

Un tuo sogno creativo?

Mi piacerebbe avere più tempo per creare ed un giorno avere un laboratorio tutto mio dove magari tenere anche dei corsi…

Credi nel potere dei sogni?

Sicuramente, i sogni sono un po’ il motore per andare avanti nella vita, senza sogni non si riesce a realizzare ciò che si vuole, sognare ti dà quella marcia in più per andare avanti nella vita.

Che cosa vorresti dire alle donne e alle donne creative?

Vorrei dire di credere di più in ciò che fanno e di sorridere il più possibile, di non abbattersi davanti alle difficoltà, tutto passa ma il nostro sorriso resta, e la vita è un po’ come uno specchio, ti sorride se la guardi sorridendo…

Altre piccole e importanti passioni di vita?

Mi piace cucinare per gli amici, leggere, mi piace il mare della Toscana come della Puglia.

Un tuo sogno da realizzare entro l’anno?

I miei genitori sono di origine pugliese, ecco spiegata forse la mia solarità. Da dieci anni manco dalla Puglia per motivi diversi. Quest’anno farò di tutto per andare a Campomarino, in provincia di Taranto, anche perché si sposa mio cugino, non vedo l’ora…

Per info: Silvana Trisolino: cell 392/8807259; pagina facebook Idee feltrose & non solo

Un pensiero riguardo “Silvana Trisolino, quando i sogni prendono forma

  1. Complimenti per l’intervista molto scorrevole e naturale. In molti aspetti mi sono rivista e presa dalle stesse passioni di Silvana, quasi commossa, guardando indietro e ricordandomi sulla mia maglieria magica di Barbie. Anche io sono una creativa nonostante gli impegni familiari e seguo volentieri il consiglio di sorridere sempre alla vita e di continuare a sognare!
    Ancora complimenti all’intervistatrice e a Silvana e auguri per tutto. Da Rita (La ragnetta creativa).

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