Giovanna Parolini, sotto il cielo, sogni di carta

Giovanna Parolini, sotto il cielo, sogni di carta

“Chi porta con sé un pezzetto di cielo non perde mai la strada, non è mai del tutto al buio. Io un pezzetto ce l’ho, sembra stia nella parte buona del mondo. Sembra voler diventare una piccola storia. ( Da La luna blu di Massimo Bisotti). Tratti di memoria imbevuti di saggezza, quella saggezza che viene dal tempo e nel tempo. Vorremmo attaccarci ad un filo per continuare a sognare…Potremmo continuare a guardare il mondo con gli occhi tersi della nostra tenera età dove tutto ci sembrava magico; scoprire colori, sapori, vedere crescere i fiori nei prati o alzare gli occhi al cielo. Una giornata di sole o farci sorprendere dalla pioggia, da piccoli, voleva dire la stessa magia. Continuare a vedere il mondo così anche da grandi è il massimo della vita. Svegliarsi con il sorriso perché fondamentalmente ci piace quello che facciamo, vogliamo, sogniamo. Svegliarsi con il sorriso come da piccoli, quando non si vedeva l’ ora di fare colazione con i biscotti preferiti e …svegliarsi da adulti gustando le stesse sensazioni non ha prezzo. Perché le semplici cose possono diventare grandi solo se lo vogliamo veramente con tutte le nostre forze. Non esiste la perfezione assoluta ma può esistere un nostro modo personale per voler migliorare, imparare, crescere. Se andiamo avanti con la giusta energia, la gioia di vivere e di rimetterci in discussione, non ci tradiremo mai e soprattutto non vivremo di rimpianti per non averci provato. Tutto è possibile perché siamo noi che ci diamo possibilità, possibilità di scoperta, possibilità di metterci alla prova, possibilità di inventarci e reinventarci. Come in quel puzzle che amavamo tanto da bambini, basterebbe aggiungere quel pezzo tanto cercato, quel pezzo unico della nostra vita. Ed ecco che non vivremo solo di sogni ma gli stessi sogni ci ripagheranno per il solo fatto di averli sognati. Sotto la nebbia fitta scopriremo magie, sotto un cielo grigio, ci saranno quelle stelle ad aspettarci, quelle che serviranno proprio per i nostri sogni e, in questo caso, per i sogni di carta. Giovanna Parolini ha 51 anni, vive a Remedello in provincia di Brescia, in quella terra fitta di nebbia tra Mantova e Cremona. Giovanna ha intravisto l’azzurro del suo cielo, perché persona solare e schietta; una donna che emana energia positiva, una donna che si inventa e reinventa ogni giorno di più. Non le basta una giornata intera per quante cose vorrebbe fare e per come vorrebbe ottimizzare il suo tempo, per come vorrebbe regalare emozioni a se stessa e agli altri. Suo marito Sergio è un agente di commercio che la segue con gli occhi e ovunque vada, soprattutto nelle sue avventure handmade, lasciandosi contagiare dal suo entusiasmo ed incoraggiandola con amore. Giovanna ha due figli: Luca di trentun’ anni e Gloria di ventisette. Per anni ha lavorato in fabbrica, poi è stata licenziata… Ciò che colpisce di Giovanna è che ha fatto della sua vita una sfida e dal cattivo tempo ha saputo trarre il bel tempo, ha saputo trasformare le avversità in occasioni di crescita. Questo perchè è tutto scritto nelle stelle ma anche nella nostra mappa genetica. Sua mamma Anna è stata una sarta, suo padre Silvano un tappezziere. Da piccola seguiva suo padre con il naso all’ insù, curiosa lo è sempre stata, ma è proprio questa sua curiosità che l’ha condotta nel mondo della manualità e dell’artigianato. Il tempo è passato ma Giovanna è più motivata che mai e più attrezzata emotivamente e praticamente. Informata, sempre al passo con i tempi riguardo a trend e nuove tendenze della moda, sempre attenta al mondo green, del riciclo e dell’ ecosostenibilità, oggi si dedica alle sue particolari creazioni in carta, perlopiù lampade e borse. E anche questi oggetti scelti la dicono lunga sulla sua personalità. Giovanna ama conservare i sogni nelle borse per poi liberarli alla luce delle lampade. Questo fa capire che ama la vita profondamente, il giorno come la sera. Di giorno le borse delle donne sono fondamentali, danno un po’ l’input alle giornate da iniziare; le lampade di sera rasserenano e rilassano dopo la routine giornaliera. Una creativa porta dietro il suo mondo, la sua essenza, e le sue opere sono un libro aperto, parlano di sé. Giovanna sceglie la carta per le sue borse e le sue lampade. Nel venire a conoscenza di questo materiale di utilizzo, si può forse restare un po’ perplessi ma poi si scopre la sua grande cura, passione e precisione nel raccogliere cannucce di carta per le sue lampade oppure tessere da fogli di giornali per le sue borse. La carta sicuramente è una materia che si presta per ogni esame, è una buona compagna di viaggi, dai più semplici a quelli più avventurosi. Giovanna, persona solare, ironica, tenace, volitiva, schietta e comunicativa proprio come la carta, materia pura e naturale, ha scelto viaggi più avventurosi, sfide più lunghe ma sicuramente più ricche di emozioni, con quella vitalità e coraggio che alla lunga non possono che premiare l’autrice di tanta fantasia, tanta suggestione e bellezza. Toccare un cielo con un dito è questo di quanto più bello trasmette Giovanna nel parlare di una passione come del pane quotidiano, di quella fonte vitale della quale non si può fare veramente a meno.

Raccontati tra lavoro e vita…

Sin da giovanissima ho preferito lavorare in fabbrica… dove vi ho lavorato per quindici anni. Poi ho aperto un negozio di alimentari con il mio attuale marito. Successivamente, dopo essermi qualificata, ho lavorato in una casa di riposo. Intanto prendevo lezioni di pittura, poi da ragazzina seguivo mio padre che faceva il tappezziere. Mi incantavo a guardarlo mentre attaccava la carta da parati o faceva altro, da lui ho appreso tanto, davvero… come anche i valori dell’ onestà,dell’ educazione e del rispetto verso il prossimo… Negli ultimi anni, quando lavoravo in fabbrica, mi occupavo di gestione della spedizione, dall’ordine alla confezione per cuciture di collant e articoli in microfibra. Nell’ arco di cinque anni circa, è stato riscontrato un calo di lavoro, per cui sono stata licenziata e…da lì naturalmente sono stata a casa, poi si è sposato anche mio figlio Luca e come dire, mi sono sentita mancare la terra sotto i piedi…però ho cercato di reagire e come si dice “impara l’arte e mettila da parte”, ho tirato fuori le mie potenzialità creative, anche perchè, come dicevo, da ragazza ho sempre dipinto e sono andata per cinque anni a lezione, per dipingere olio su tela, a tampone o spatola…

Dunque quando nasce la tua passione per l’ handmade e per il mondo della carta?

Mi è sempre interessato il mondo della carta e nel periodo nel quale sono stata a casa, ho iniziato a sbirciare in internet per quanto riguardava particolari manufatti realizzati con quotidiani e cannucce di carta, è stato un amore a prima vista…Da qui è iniziata la mia avventura, mi sono voluta mettere alla prova e ho iniziato a procurami una pila di quotidiani e giornali… Ho realizzato quadri rotondi, mandala ma soprattutto borse e lampade…

Quali sono le tue tecniche di lavorazione?

Mi sono sperimentata sul campo avendo una particolare passione sia per le borse che per le lampade. Per quanto riguarda le lampade, ho iniziato prima con i cestini realizzando delle cannucce con dei fogli di quotidiani in tre strisce e intrecciandole tra loro come se fosse vimini; poi ho utilizzato il caffè solubile nel vinavil dando l’ effetto legno. Notando che venivano bene, ho iniziato a realizzare lampade con la stessa tecnica, ossia con le cannucce di carta dei quotidiani. Preparo una base di cartone rigido, adattabile alla forma che voglio dare alla lampada. Le cannucce si intrecciano, non si incollano, tutto è dato dall’intreccio naturale e non c’è nessuna struttura sotto. Dopo poi passo tutto con il vinavil, questo tipo di colla che indurisce e lucida naturalmente come anche il classico nastro isolante trasparente che utilizzo per le borse che sono composte da circa settecento tessere… Le lampade sono lavorate in modo circolare tanto da proiettare il gioco di luce sul soffitto… Mi piace che si debba intuire che sia carta… Per quanto riguarda i quotidiani poi utilizzo “Il Sole 24 ore” per i colori che presenta sullo sfondo rosa, “Il Corriere della sera” e “Itala Oggi”. In un certo modo, già so come diventeranno le mie borse prima di nascere, ad esempio, se utilizzo un foglio di carta a fiori avrà un risultato, se utilizzo una carta verde con fiori di loto avrà altre sfumature e colori così come una carta color cipria, solitamente sono tutte carte lisce perché si prestano maggiormente….Mi piace trovare delle carte che hanno delle stampe così il risultato è diverso, sensazionale ed unico! Un amico che lavora in tipografia mi preparare le strisce di carta che avanzano e quando me le regala sono contenta come una ragazzina…In effetti un giornale andrebbe buttato e io gli offro una seconda vita, una seconda possibilità secondo lo spirito green e la filosofia del riciclo…

Quanto tempo impieghi per una borsa a differenza di una lampada?

Per una lampada impiego circa cinque giorni, per una borsa impiego una settimana, un po’ in più, perché una borsa è formata da tessere incastrate l’ una con l’ altra e di solito me le commissionano personalizzate o anche abbinate all’abbigliamento…

A quali progetti ed eventi hai partecipato per far conoscere l’ esclusività delle tue creazioni?

Ho partecipato al programma televisivo I Fatti Vostri condotto da Giancarlo Magalli per la rubrica ufficio brevetti. La puntata è andata in onda il 31 gennaio 2017 su Rai 2, un’occasione più unica che rara per farmi conoscere ed apprezzare…Subito dopo fui contattata da un organizzatore della Fiera campionaria di Padova. Ho partecipato ad un concorso indetto dalla Fidapa per cui con le mie lampade ho vinto un premio della Confartigianato…Il nove dicembre dello scorso anno sono stata presente a due workshop all’ interno dell’ evento Make Something Week organizzato da Greepeace. Ho partecipato a vari mercatini, da Marostica a Roma, insomma cerco di muovermi…

“Il cerchio di Iaia è la tua pagina facebook”: qual è il significato?

“Il cerchio di Iaia” rappresenta tre frecce in cerchio, simbolo del riciclo. Iaia è un vezzeggiativo di Giovanna, così mi chiamano i miei nipoti…

Un tuo progetto-sogno?

Sono alla ricerca di spazi espositivi per far conoscere le mie opere, mi rendo conto che tutto diventa una bella sfida ma evidentemente la normalità non mi ha mai stimolata…sono fatta così, il mio sogno? Devo proprio dirlo? Vorrei crescere così tanto da poter avere dei collaboratori ai quali insegnare quanto ho appreso finora…

Che cosa ti dà il lavoro manuale?

Mi dà le mie mani, la mia testa, il mio cuore, mi dà gioia di vivere, veder crescere qualcosa di tuo nelle mani non ha prezzo, davvero…

Un tuo motto?

Mi piace scoprire tutto quello che non so…

Per info Giovanna Parolini cell: 338/4655810; pagina Facebook “Il cerchio di Iaia”

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