Marika Meschino, il vento naturale della fotografia

Marika Meschino, il vento naturale della fotografia

Vedo la fotografia come uno strumento potentissimo di espressione artistica, di comunicazione, di condivisione, di conferma e rappresentazione identitaria, di rimedio, a quel vuoto che ognuno sente dentro e che deve in qualche modo tentare di riempire, per dare un senso, a questa vita (Anna Pianura, fotografia umanista). Una bellissima e giovane donna cammina in riva al mare in una spiaggia incantata con un tramonto di fuoco alle spalle. Inizialmente si sente un po’ sola e sovrastata dalla potenza della natura, ha un attimo di trasalimento. Tuttavia pensa di voler fare qualcosa di bello, di solido e concreto, che possa proteggerla come in un giardino incantato o nel recinto delle sue stesse idee e progetti. Continua a passeggiare, anche a correre sulla spiaggia al tramonto o all’ alba e a guardare le stelle dalla sua finestra in cerca di un segnale, di qualcosa o qualcuno che la spinga oltre se stessa e che le dia coraggio. Incontra amici, parenti ma intuisce presto che nessuno più di se stessa può conoscersi meglio e allora aspetta, continua ad aspettare di sentire una voce che le viene da dentro e che possa partecipare all’ orchestra del mondo. Le pennellate del cielo o del verde dei prati, il colore tenue dei fiori di campo cominciano a suggerirle qualcosa che è un dolce sentire: la bellezza e l’ incanto della vita stessa per coloro che sanno coglierli. Da lì questa giovane donna attinge tutta la sua forza e il suo coraggio per decidere che cosa fare della sua vita e regalarsi e regalare così una profonda gioia mai provata prima. Marika Meschino è questa giovane donna, una fotografa che si è ascoltata ed esaminata a lungo prima di diventare la professionista stimata che tutti oggi ammirano. Marika ha voluto capire che cosa potesse restituirle quel pezzo mancante, se pur con quella volontà di rivalsa che le implodeva dentro. Tante notti insonni a provare la sua arte, ad ammirare fotografie sotto la luce di un abatjour aspettando che arrivasse l’alba, con la speranza di vedere i contorni sempre più nitidi. Romantica, dolce, sensibile ma anche combattiva, Marika ha, nei suoi splendidi occhi chiari, tutta la lucentezza e brillantezza di un pezzo di fotografia. Un’ immagine che si riflette prima nel suo spirito per poi passare dallo sguardo che la riprende. Marika gorgheggia di entusiasmo nella voce quando si racconta e spiega di aver seguito il suo istinto, poco alla volta, pensando di riempire la sua vita di pezzi e pezzi di fotografia che a sua volta la riempissero nel profondo del suo essere. Ed è così che, guardando una sua foto, scattata al momento giusto e al posto giusto, ha provato quella gioia, quella soddisfazione recondita, intima e personale ad illuminarle il volto e la vita. Originaria di Gaeta, di quella terra che confessa di ispirarla perché piena di scorci e profili baciati dal sole e da altre meraviglie della natura, Marika è anch’ ella una “meravigliosa creatura”. Oggi, a ventinove anni, sembra aver raggiunto quell’equilibrio tanto atteso e può essere una testimonianza proprio per alcuni giovani che, smarriti, ritrovano il cammino, grazie alla propria ragione e consapevolezza. Fresca e saggia nel contempo, Marika ha qualcosa in più oltre ad avere la propensione e la sensibilità giusta: riesce a guardare il mondo con gli occhi di un bambino, quindi tutto diventa fatato, puro, incrollabile. Intanto che cos’è la fotografia? Sicuramente una tra le forme d’arte che restituisce maggiore potenza al tempo. Un po’ come la pittura che ritrae le sue atmosfere in paesaggi, persone e quant’altro, la fotografia si avvolge di realismo, più che di astrattismo, ed è forse questo che la rende unica. Il valore che dà alla memoria, la volontà di fermare il tempo e… noi nel tempo. Il poter rivedersi come in un bel film, il poter rileggersi come tra le pagine di un buon libro. La nostra fotografa, incoraggiata da questi dettami e premesse che la fotografia può comunicare, si è trovata ad inseguire il suo sogno come un aquilone in cielo che ha visto i colori e la forza del vento che riusciva a farlo salire su. E con lei sono saliti su i suoi pensieri fino a prendere forma in tanti pezzi di fotografia che ritraggono in particolar modo la sua essenza. Sospinta dal vento della passione per il suo lavoro che intinge il suo più bel lato nella purezza, bellezza, fantasia, istinto, Marika si trova a ritrarre momenti che si immortalano e si solidificano come statue. E come le statue che hanno la loro collocazione nella storia dell’arte, così la fotografia spicca il volo divenendo arte unica ed eterna. Un volo che si ferma davanti ai nostri occhi.

 

Quando è avvenuto il tuo primo approccio alla fotografia?

Da piccolissima… nella mia famiglia la fotografia è tradizione.

Come mai?

Mio padre, Bruno, è un ottico optometrista ma da giovanissimo è stato un fotografo molto ricercato. Mia madre, Anna, è una fotografa di professione e da circa sei anni lavoriamo insieme.

Quindi niente viene a caso…

Sì, credo sia così, si seguono dei segnali, ma che sono soprattutto segnali interiori, la mia passione è cresciuta poco alla volta…A dire il vero non sono stata molto incoraggiata dai miei genitori, ma non gli ho dato retta, non per presa di posizione, ma per il solo fatto che ho sentito una vera passione nascere in me. Ed alla fine è stato un bene seguire il mio istinto.

Tra le tante forme d’arte perché hai scelto la fotografia?

Ho sempre amato l’arte…Rispetto a qualche altra forma d’arte, penso che la fotografia abbia il potere di fermare il tempo. Uno scatto fotografico ha un inestimabile valore. Il valore di una fotografia risiede nell’attimo raccolto in quell’istante prezioso che non tornerà mai più ma che è possibile rivivere ogni giorno  attraverso lo scatto stesso.

Quali sono stati i tuoi studi sul campo?

Mentre ero all’università, ho deciso di frequentare un corso di fotografia organizzato dalla regione Lazio. Devo dire che è stato importantissimo e mi ha dato il la per proseguire…. Ho presto capito che la mia strada sarebbe stata quella… Ho frequentato corsi di editing fotografico perfezionandomi nella post produzione. Ma non si smette mai di studiare, sono in continuo aggiornamento, viaggio molto per ampliare le mie conoscenze. Sono fortunata perché ho anche tanti amici in campo fotografico con i quali ho uno scambio e un confronto diretto.

Fotografi ai quali ti ispiri?

Anne Geddes, fotografa australiana, famosa per i suoi soggetti infantili fiabeschi che ho amato fin da bambina, devo ammettere che  ha influenzato molto la visone di ciò che faccio adesso.  Intanto sono spesso a contatto con il mondo della fotografia contemporanea e con i più importanti fotografi italiani.

Che cosa vuol dire per te fermare un’immagine?

Vuol dire mostrare il proprio punto di vista, dare accesso alla memoria in assoluto insieme al potere evocativo che emana la stessa immagine fotografica. La fotografia ci permette di rivedere i colori, sentire i profumi e percepire quell’atmosfera che ci ha visto protagonisti.

Che cosa hai provato a scattare le tue prime foto?

Ero incredula, circa sette anni fa ho fotografato la prima bimba… aveva solo sette giorni… a distanza di tanti anni ricordo ancora l’emozione nel vedere il risultato di quel mio primo lavoro. Ho provato meraviglia e stupore, insieme al rigenerarsi di una forza nuova, mai conosciuta prima.

La tua fotografia è dedicata alla maternità e al mondo dell’infanzia con foto tenerissime che ritraggono mamme in dolce attesa, neonati e bambini: come mai hai voluto seguire questo filone oltre a quello da cerimonia?

Ho una forte propensione per il mondo dell’infanzia, amo i bambini profondamente perché sanno essere sinceri e ti disarmano con la loro fantasia e purezza. Non è stata una scelta seguire questo filone, anche perché quando ho iniziato eravamo davvero in pochi a fare questo tipo di fotografia, forse cinque in Italia …. negli ultimi anni è diventata una vera e propria moda ma io ho scelto questo tipo di fotografia seguendo il mio istinto.

Tra i tuoi progetti ci sarà anche quello di diventare mamma?

Beh sì, mi piacerebbe molto.

In che modo le tue foto ti rappresentano e quale lato del tuo carattere esprimono?

Penso che esprimono la parte più sensibile di me, quella parte che spesso tengo al riparo e che non riesco spesso a mostrare.

Un tuo difettuccio?

Sono permalosa e con gli adulti ho poca pazienza.

La tua bella Gaeta ti offre spunti di ispirazione per le tue foto?

Sì, certamente, la costa è bellissima come anche la natura circostante. Amo la mia terra.

Un tuo sogno fatto fotografia?

Quello che faccio tutti i giorni. Vivo di emozioni prendendo parte ad eventi importanti della vita delle persone. Ho il privilegio di interagire molto da vicino con i bambini…. aver imparato a gestire anche piccoli di pochissimi giorni mi rende molte soddisfazioni. Essermi riscoperta attraverso questo lavoro, riuscire ad essere me stessa e a liberare le mie emozioni.

Che cosa è per te la fotografia?

Un vento naturale, un prolungamento della mia mano e del mio sguardo.

Marika Meschino: cell 329-9458947;  http://www.marikameschino.it

http://www.instagram.com/marikameschino/

http://www.facebook.com/marikameschinofoto/

 

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