Elisabetta Umbri, “i sogni son desideri”…

Elisabetta Umbri, “i sogni son desideri”…

“Nel frattempo, però, permettimi di godere del tuo regalo: ti sarò sempre grato per avermi traghettato dall’ infanzia al troppo tardi. Là in mezzo non c’è proprio più niente, niente che mi interessi. Là in mezzo c’è adesso”. ( Da Adesso di Chiara Gamberale). Ci sono esistenze semplici che, per il solo fatto di essere tali, sono le più autentiche e riescono ad emozionare di più. Forse perché la semplicità fa i conti con la terra che la genera fino a far crescere quella pianta dentro di noi che vedremo sempre più rigogliosa, fino, poi, ad arrenderci e a dover credere ai nostri sogni. Prima sperati, poi inseguiti, poi sognati così tanto e… una volta realizzati,  custoditi come simbolo della nostra forza e alleanza con noi stessi.  Così come si può conservare qualcosa di prezioso in un grande forziere. Ci accorgeremo solo vivendo che ciò che abbiamo inserito in quel forziere delle memorie o in quella scatola dei ricordi sarà la nostra forza, il nostro coraggio, la nostra marcia in più. E quel tempo dell’infanzia farà il resto, quel tempo che si condensa nel giardino incantato dell’infanzia poiché tale dovrebbe essere per ogni bambino che si rispetti: ogni bambino ha diritto di vivere i suoi tempi, i suoi ritmi per poter essere l’ uomo e la donna che ha scelto di essere domani. Un  bambino non conosce rimorsi, non conosci rimpianti,  vere gelosie e rivalità, vive la sua età, ecco perché è un campione di idee, un campione di coraggio, semplicità ed unione, senza saperlo. Molte volte ci chiediamo come fare per conservare la grazia e il coraggio di un bambino, per conservare, come per magia, il lato buono, il lato migliore… Quel punto di riferimento al quale potremo arrivare come su quella  barca che ci conduce sulla spiaggia della nostra conoscenza, un modo per capirci, per conoscerci meglio, per parlare a noi stessi. Gandhi diceva: “la vita non è aspettare che passi la tempesta ma imparare a ballare sotto la pioggia”. Se riuscissimo oggi ad essere quei grandi e piccoli bambini di un domani con il sorriso stampato in viso e il coraggio di vivere, saremo salvi perché appunto avremo imparato dalla vita che crescere talvolta fa male ma ci libera anche dai nodi che ci portiamo dietro.  E capiremo di cogliere tutto quanto il cielo ci manda, pioggia e temporale compresi. Solo così avremo il sole dentro. Come Elisabetta Umbri, una donna di trentuno anni, originaria di Torre Cajetani, un paesino in provincia di Frosinone arroccato su un cocuzzolo di una montagna. Oggi Elisabetta vive a Fiuggi insieme al suo compagno Emilio che la accompagna e guida amorevolmente nel suo percorso di vita e lavoro.   Intanto Elisabetta apre il suo racconto nel ventaglio delle emozioni  con l’entusiasmo e la grazia di una bambina. Forse perché ha intuito che portarsi dietro la bambina che è stata, senza tradirla, può essere una liberazione, oltre che un successo per se stessa e gli altri. Elisabetta è una persona spontanea, attenta ai passaggi della sua vita come  a quella degli  altri, vivendo nel rispetto di se stessa e degli altri appunto. Parole sacrosante che ha anche  fermato nei suoi voluminosi diari di ragazzina, incollandovi cuoricini e fiori per dare forma ed armonia alle cose… Elisabetta sa vivere di slanci ed emozioni, anche se si definisce una persona insicura a causa di alcune crepe riportate nell’ infanzia che l’hanno  segnata ma che  le inserisce in una fase di vita comunque serena e arricchente, consapevole che sarà proprio la sua insicurezza la molla, la ciambella di salvataggio per arrivare dall’altra parte della riva, sulla spiaggia sognata. Il rispetto, il valore del sacrificio, l’ onestà, la sapienza tramandatele dai suoi cari nonni che l’ hanno  accompagnata nella crescita insieme a sua mamma Maria, l’amore del suo compagno Emilio, attento osservatore delle sue emozioni come delle sue capacità, fanno di lei una donna su un trampolino di lancio verso emozioni uniche e una più radicata conoscenza di sé.  Si sa, l’ importante è avere la consapevolezza di sé, di ciò che si insegue nella vita, l’importante è volere qualcosa con tutte le proprie forze, voler buttarsi a capofitto in qualche storia in cui credere. Una storia  che abbia ali di farfalla per volare libera e colorata  sui pensieri della mattina che si uniscono ai pensieri e progettualità della sera e del giorno dopo. Ed è così che si diventa creativi senza accorgersene, ed è così che si cuciono, si tagliano e si confezionano i sogni  notando, poi,  volentieri di stare anche nei sogni degli altri. Ed è così che un pezzo di feltro arrivato per caso tra le mani può regalare emozioni a chi ne crea favole per bambini come sa fare Elisabetta e, di conseguenza, a  chi arriva a capirne il senso della progettualità intrisa di tenerezza e fantasia che trapela tra le trame dei suoi manufatti, sempre originali ed esclusivi nella cura dei dettagli. Ed è così che si è nei propri sogni e nei sogni degli altri. Elisabetta dopo essere diventata un’ operatrice socioassistenziale per l’infanzia, oggi è riuscita ad operare nel campo, realizzando anche il suo sogno ed esprimendo quel lato di sé rimasto a lungo nascosto ma che poi è venuto fuori all’ improvviso insieme alla sua indole più misteriosa ma anche più creativa e fantasiosa. Quella custodita nelle scatole dei ricordi dei bambini che è saltata fuori come dal cilindro di un mago, come da una soffitta  avvolta da pace e serenità…Difatti solo facendo pace con noi stessi, ci ritroveremo accanto ad una vetrina che solleticherà la nostra mente a tal punto da voler capire e scoprire che cosa c’ è oltre. In questo modo, seguendo il suo istinto, Elisabetta si è ritrovata e rinnovata attraverso i suoi lavori handmade ai quale ha dato la forma dei sogni e, non a caso, ha definito Desideria handmade, un nome che ammette di ispirarla profondamente e che la conduce  a qualcosa di fiabesco e fantastico. E, non a caso, il suo bisnonno si chiamava Desiderio, che dire…nella vita è sempre tutto scritto nel cielo che parla da sé, dobbiamo solo stare attenti a guardarlo bene per sapere che cosa vuole dirci domani. Perché quando non basta una sola luce, se ne accende un’ altra e fantasticamente ci illumina il cammino,  poiché è pur vero che “i sogni son desideri”…

Quali sono state le tue esperienze lavorative a tutt’ oggi?

Dopo il diploma di ragioneria, ho frequentato un corso  a Roma per operatrice socio-assistenziale per l’ infanzia, sono stata  una tirocinante in ambito sociale come presso un asilo nido con bambini con problemi di inserimento e socializzazione.  Ho lavorato per nove anni e continuo a  lavorare in una famiglia con genitori non vedenti,  mi sono occupata delle loro figlie Flavia e Giada sin da piccolissime…oggi sono una presenza importante per loro poiché sono entrata  a far parte delle dinamiche familiari, dal primo giorno di scuola al ritiro delle pagelle e quant’ altro. Oltre ad occuparmi di questa famiglia, mi occupo anche di una coppia di gemelli, proprio così, sono completamente immersa nel mondo dell’ infanzia e del sociale…

Quindi, come si suol dire,  che cosa ti sarebbe piaciuto fare da grande?

Credo che mi sarebbe piaciuto fare l’ insegnante di scuola elementare o materna…il mio sogno è stato sempre quello di lavorare con i bambini…

Immagino che ti piacerebbe diventare mamma…

Sì, mi piacerebbe ma  sto pensando prima a realizzarmi, per adesso viaggio insieme al mio compagno, un giorno chissà…

In che modo hai invece scoperto il mondo della creatività e dell’ handmade?

Per caso e per fortuna perché poi  si è  delineato un legame, un filo conduttore con il mondo dell’ infanzia attraverso le mie creazioni: evidentemente quanto si custodisce dentro e si sogna, prima o poi salta fuori in varie forme e progetti…Intanto ogni anno andavo a Pordenone dai miei zii per le vacanze estive, partivo a giugno e tornavo a settembre…una volta mi trovai davanti ad un negozio e mi incantai a scorgere in vetrina fogli di feltro, non resistetti ed acquistai cinque fogli, ricordo ancora i colori: blu, rosa, beige, verde e viola. Ciò che mi ha attirato del feltro è stata la sua propensione alle forme, ossia,  ritagliandolo,  prende la forma voluta. Ritagliando forme  attraverso anche cartamodelli, ho iniziato con il realizzare un portachiavi con una carrozzina per un bambino appena nato per poi continuare a fare sempre meglio…Fino a comprare,  in una fiera a Roma, la magica Big shot, una macchina che funziona come una pressa e taglia le forme che desideri… Ho creato cerchi e cuori di feltro e ho iniziato a pubblicare  le mie creazioni su instagram, da qui sono partite varie richieste oltre ad apprezzamenti e soddisfazioni personali…

Che cosa realizzi e con quali  materiali?

Soprattutto fiocchi-nascita, bomboniere per battesimi e cerimonie, intanto a giugno mi è capitato di spedire anche ghirlande di Natale…Tutto con carta, feltro, pannolenci.

Che cosa ti piace e ti stimola del mondo handmade?

Mi stimola sperimentare nuovi oggetti attraverso nuove richieste, fiocchi con modifiche particolari, fuoriporta…Ad esempio ho organizzato il matrimonio di una mia amica realizzando tableau, partecipazioni, bomboniere con piantine decorate, tagliavo e incollavo a seconda del mio stile, gusto e fantasia  non pensando però di riscuotere successo sul campo. Tutto questo mi incita a continuare e a liberare la mia fantasia, tutto questo mi rilassa e mi ridona benessere, stando bene con me stessa e con gli altri e allontanando una forma di insicurezza che mi porto dietro…

Quali sono i ricordi legati all’ infanzia e al mondo della creatività?

Da piccola avevo un armadio pieno di scatole dei ricordi che custodisco ancora gelosamente, in classe durante le lezioni creavo, disegnavo e riuscivo persino a non distrarmi dalle lezioni…inserivo una cannuccia dentro una gomma da cancellare…tiravo fuori il filtro dell’ evidenziatore dove disegnavo gli occhi…le scatole di scarpe diventavano forzieri dei pirati, i miei cugini li custodiscono ancora…

I sentimenti che ti raccontano?

L’ onestà, la bontà, il sacrificio, il coraggio, il rispetto per se stessi  e gli altri…il sogno, perché i sogni aiutano senz’ altro a vivere meglio…

Un tuo sogno?

Mi piace scrivere, ho ancora  con me una pila di diari che ho scritto, mi piacerebbe scrivere un libro, poi mi piacerebbe un giorno ampliare la mia attività unendola all’ organizzazione di eventi, chissà, ho varie idee che mi frullano in testa…

Un tuo motto?

Prendo a prestito la frase del Piccolo Principe di A. de Saint Exupery: “Tutti i grandi sono stati bambini una volta…ma pochi di essi se ne ricordano”. Questa frase la sento molto mia perchè sia nella creatività sia nel lavoro con i bambini, per me è fondamentale tenere sempre un certo legame con la mia infanzia, e recuperare quella parte di me bambina mi aiuta molto a fare meglio quello che faccio…

 

 

 

 

 Per info:  Desideria handmade  su instagram e facebok; cell: 349-4781541

 

 

Un pensiero riguardo “Elisabetta Umbri, “i sogni son desideri”…

  1. Leggere questo articolo a me dedicato, mi ha emozionata!!! Presa dal lavoro che mi ha tenuta impegnata per gran parte del giorno, ho voluto ritagliarmi un momento di calma per poterlo leggere e per poter “assaporare” ogni singola parola, ogni singola frase….Dopo la nostra prima telefonata, ho subito capito che Rossella, oltre ad avere grandi doti giornalistiche, avrebbe avuto la capacità di trasformare in parole tutto quello che si cela dietro i miei lavori e nel mio modo di lavorare facendo emergere la grande passione che ci metto…e le mie sensazioni erano giuste!!! Sono contenta di aver concesso questa intervista ad una professionista come Rossella Oricchio, alla quale mi sento di dire GRAZIE per essere riuscita a cogliere quel lato di me che vorrei tutti vedessero!!! Ancora grazie!!!

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