“La creatività richiede un’idea e del coraggio. Per concretizzarla occorre la fede, oltre al coraggio” ( O.Young ). Ci sono giorni interminabili e privi di senso e ci sono giorni pieni, così carichi di energia da sembrare una vita intera. Perché un giorno può essere una vita e una vita un giorno. Dipende. Dipende sempre dallo sguardo che poniamo sulle cose e sul mondo, dipende da come siamo e da come siamo diventati nel tempo. Quel tempo che ci taglia, ci cuce, ci veste come vuole tra le nostre macchie di colore, il nostro più profondo sentire, la nostra musica interiore. Noi siamo composti da vita e da arte, siamo arte per noi stessi. Abbiamo soltanto bisogno di capirlo in tempo. La natura umana, poi, va al di là dell’ essere uomini e donne. La natura conosce tutto di noi, aspetta soltanto il giorno e l’ora per plasmarci a sua immagine. Non possiamo andare contro la nostra natura come ai nostri sentimenti e pensieri poiché prima o poi faranno sentire la loro voce, anche dopo anni. Anche quando, noi, ignari, seduti su una sedia a leggere un libro o a sonnecchiare, non avremmo mai pensato che un vento nuovo potesse spalancare così tanto le finestre per svegliarci e dirci di essere persone nuove. Non avremmo mai immaginato di fare e di essere quello che siamo oggi. Proprio la nostra natura ci conduce per mano in territori solo nostri. La natura ci conosce da quando siamo piccoli, ci porta per mano, insegnandoci a guidare la nostra macchina interiore anche attraverso la specifica mappa genetica. Cresciamo, esploriamo il mondo, gioiamo, piangiamo, abbiamo momenti critici nei quali tocca fermarci per sapere dove vogliamo andare. Ma poi, sembrerà strano, sembrerà magico, sembrerà insolito, tutto si evolve in un lento cammino che conduce a uno spiraglio, a quel passaggio di luce che ci apre la strada maestra. Il fato, naturalmente, gioca la sua parte come il protagonista di un grande teatro d’ autore insieme alla vita stessa. Ecco perché poi, crescendo, capiremo che quelle macchie che sembravano non voler andar via, quelle macchine indecifrabili, altro non erano che macchie di colore, altro non erano che la nostra essenza, il nostro profumo, il nostro suono, anche il nostro controcanto, la nostra contraddizione, il nostro caos. Ma come diceva Nietzsche: “Solo dal caos nasce una stella danzante…” Ci saranno anche volte nelle quali intuiremo che i nostri pensieri e la nostra volontà non saranno precisamente i pensieri e la volontà degli altri, questo potrà provocarci un senso di disorientamento e talvolta quasi di solitudine. “ Ma come mai? Come mai siamo solo noi a pensarla così?” Ma quando assistiamo all’ aprirsi del sipario del nostro spettacolo di vita nel quale noi saremo i primi attori, allora, in quel preciso momento, ci toccherà andare avanti comunque. Ci toccherà continuare a sognare e partire sulle ali dei sogni. Quei sogni che ci porteranno lì dove vogliamo, in quel posto dove avremmo sempre desiderato essere, in quella dimensione umana unica, appunto, perchè sarà solo nostra. E ci stupiremo quasi per essere stati all’altezza di ogni cosa, per aver creduto in noi stessi. Così come è successo a Rosaria Nuzzo, napoletana, cinquantasette anni e non sentirli o sentirne molti di meno. Rosaria, intanto, ha una storia affascinante alle spalle, una storia che offre uno spunto di riflessione, una storia che induce alla scoperta di sé, a capirsi a fondo, a volersi sperimentare, malgrado tutto. Rosaria, da buona napoletana, ha sempre avuto il sole e il mare dentro. Ha sempre sognato il mare e soprattutto ha sempre sognato di navigare quel mare che si portava dentro da tempo, sin dai banchi di scuola. Da piccola, magari, oltre a disegnare navi e barche, sentiva di volerci salire sopra e perché no, essere al timone, guidare la rotta…E così è stato. Dopo il diploma conseguito presso un Istituto navale di Napoli, in una classe con tutti maschi e solo due femmine, nel tempo ha continuato a seguire il suo sogno ed è diventata ufficiale di marina mercantile. Figlia di un carabiniere, padre attento che ha dovuto arrendersi alla forte personalità della figlia. Invece osteggiata dalla mamma che avrebbe voluto per lei un futuro al femminile e non dalle connotazioni maschili nonché un lavoro che le consentisse anche di formare una famiglia, Rosaria è stata irremovibile, continuando il suo percorso lavorativo che ha sentito dentro di sé proprio sin dall’ inizio. Tanto da essere presente in una famosa pagina di storia, ossia l’ attentato all’ Achille Lauro nell’ ’85. Questo episodio del quale ricorda ogni momento l’ ha fortemente segnata ma anche rafforzata. Strada facendo, Rosaria ha lavorato presso agenzie di viaggio ma anche come consulente d’ arte. Intanto l’ educazione rigida impartita in famiglia l’ ha formata non poco. Una donna in continuo fermento e movimento, Rosaria che per prima si definisce un vulcano di idee e progettualità, è sempre attenta ai suoi richiami interiori, senza farsi mai scalfire da niente e da nessuno. Una dialettica, poi, la sua, che ammette di salvarla ogni volta; dalle spiccate doti comunicative e da espressività ed intensità emotiva, si ritiene una che ha scelto più che farsi scegliere. Fatalista quanto basta, di quel fatalismo che, tiene a sottolineare, non preclude comunque la sua progettualità, oggi ha voluto abbracciare nuovi orizzonti dedicandosi appieno ai suoi lavori handmade. Lavori oggi che troviamo sulla sua pagina facebook Le Mie piccole Creazioni di Rosaria Nuzzo e sul suo blog lemiepiccolecreazioni.blogspot.com. Lavori handmade che oggi sono il giusto risultato di una personalità sospesa tra l’essere sentimentale e l’ essere pragmatica nello stesso tempo. Tutto in un mare di creatività, un richiamo certo che l’ ha sempre contraddistinta e accompagnata.
Ci parli del tuo percorso di studi e di lavoro?
Ho frequentato l’ Istituto navale Duca degli Abruzzi a Napoli. Devo dire che ho trovato subito lavoro nel settore come ufficiale di marina mercantile. Sono stata un ufficiale di coperta dall’ ’80 all’ ’88, ai tempi dell’ Achille Lauro e dell’ attentato…
Ti sei trovata dunque a far parte di una famosa pagina di storia…quali sono stati i tuoi sentimenti al riguardo e che cosa ti ha spinto a continuare comunque su questa strada?
-Sorride-, dotata di quell’ autoironia che la contraddistingue . Ho pensato di essere troppo giovane per morire…al riguardo sto provando a scrivere un libro… Comunque ho pensato subito che non è stato propriamente il mio lavoro a farmi trovare sull’ Achille Lauro, un attentato può accadere ovunque, su un aereo o in un luogo di vacanza…Sono figlia di un carabiniere, mio padre Luigi ha cercato di dissuadermi dall’ idea poi ha ceduto davanti alla mia grande determinazione, altrettanto mia madre Ninetta, ancora più carabiniere di mio padre. Si è trattato di una scelta sofferta senz’ altro, mia mamma sperava che cambiassi idea ma ho puntato i piedi per terra. Poi devo dire che alla fine sono stati orgogliosi di me, in particolar modo mio padre…Diciamo che sono stata sempre una che accoglie le sfide…Da ragazzina, poi, ho sentito comunque di avere una vena artistica che poi si è rivelata nel tempo… Leggevo Capitani coraggiosi e Due anni di vacanza. Insomma ero un maschietto più che una femminuccia, ma sono sempre stata ansiosa di vivere e…navigare. Difatti ho viaggiato tanto dall’ Estremo Oriente al Sud America…poi ho cambiato lavoro, sono una che non riesce a stare tanto in un posto, ho voluto esplorarmi e cambiare percorso, come si dice a Napoli, sono una “frettella”, una che ha fretta di fare tutto e subito…
In quali atri settori hai lavorato?
Ho lavorato presso le agenzie di viaggio e come consulente d’ arte…e vendendo libri d’ arte, ho conosciuti molti posti della nostra bella Italia…
Che cosa ti sarebbe piaciuto fare da grande?
Quello che ho fatto e quello che farò…
Una come te avrà anche tante passioni…
Beh, si, in primis adoro l’ arte in tutte le sue espressioni…mi piace andare per musei ma anche soffermarmi ad ammirare un campanile per strada, mi piace il cinema, il teatro e vorrei anche avvicinarmi di più al campo della fotografia. Adoro poi la cucina intesa come arte.
Quando e come hai scoperto il mondo handmade?
Da ragazzina amavo lavorare all’ uncinetto, ho avuto sempre la volontà di creare dal niente e una certa passione per la manualità. Con il tempo, non ho resistito, mi è venuta fuori questa voglia prorompente di far lavorare le mani: vedevo un oggetto e volevo realizzarlo da me. La mia caratteristica di voler esplorare ambiti diversi mi fa passare da una tecnica all’ altra, sono comunque un’ autodidatta, mi documento e imparo… Quindi è successo che nell’ estate del 2009 ho aperto un blog, così per gioco, mentre ho ritrovato anche i miei compagni di scuola su facebook… In concomitanza con la mia attività di consulente d’ arte, ho iniziato a realizzare delle palline di Natale…Da premettere che ho sempre avuto la passione di fare regali… Per me il regalo è una cosa seria: il regalo è qualcosa che non avresti potuto avere e che comunque vorresti avere, quindi, prima di fare un regalo devo conoscere bene la persona a cui regalarlo. Mio padre, poi, mi chiamava la principessa di casa perché mi è sempre piaciuto apparecchiare in un certo modo la tavola e penso di avere un’ inclinazione per l’ ornamento e il decoro in genere. Oggi realizzo fiocchi nascita, decorazioni varie, dalle natalizie alle scatole decorate, bomboniere, ghirlande ma anche borse perché mi occupo anche di cucito creativo come di organizzazione di matrimoni, dal tableau al segnaposto, dalle partecipazioni all’ allestimento tavoli…
Il tuo pezzo forte?
La libera interpretazione del pupazzo Dodò de L’ albero azzurro…
Impossibile non rivolgerti questa domanda: progetti in cantiere?
-Sorride, animata dalla voglia di raccontarsi in toto- . Mi piacerebbe aprire un’ associazione per aiutare i bambini disabili e non solo, un’ associazione per dare affetto e attenzione ai bambini tutti, attraverso attività ricreative come l’arte manuale, in sinergia con la scuola. Sì, mi piacerebbe davvero che questo progetto diventasse realtà…
Come ti definiresti caratterialmente?
Affidabile, impulsiva, irruente ma anche ironica, anche seria, divertente, diretta, aperta, comprensiva…una persona sulla quale fare affidamento…
In che cosa credi?
Credo nella famiglia, anche se oggi non è semplice tenerla unita, ma la famiglia è la prima cellula della società. Intanto il valore più grande, quello che mi ha insegnato mio padre è l’ onestà, poi credo nell’ amicizia, quella vera, e voglio credere nella sincerità, odio invece l’ ipocrisia…
Che cosa ti piace di te e ti fa andare avanti?
Il fatto di essermi sempre stimata…
Un tuo motto di vita?
Meglio un giorno da leone che cento da pecora…
Per info: Rosaria Nuzzo: cell: 347/6974200; pagina facebook Le Mie piccole Creazioni di Rosaria Nuzzo; lemiepiccolecreazioni.blogspot.com