Tutto è creatività, in ogni mutamento e in ciascun individuo (Alden B. Dow-architetto). Uscire fuori al vento. Sentire il canto degli uccelli, correre nei prati, farsi dondolare dalle onde su una barca in mare aperto. In una sola parola, essere a contatto con la natura che regala emozioni. Ecco, oggi, abbiamo bisogno di questo, più che mai e …di creatività, per stare bene, affinchè possano arrivare le idee giuste. Bisogna ritornare all’ antico, alle cose semplici che sono le più vere. Inseguire successo e fama non sempre ripaga ma alle volte ti corrode spiritualmente perché si finirà per non conoscersi mai abbastanza. Tutto ciò e altro ancora le donne lo hanno inteso da tanto e non per scienza infusa ma per sensibilità, tatto, empatia, senso di responsabilità. La donna è dotata di capacità di adattamento per un retaggio culturale che si porta dietro. La donna è un essere fluttuante, riesce a danzare sulle sue stesse parole e a cantare nei sogni come nella veglia. Riesce a distinguersi perché ha un marcia in più: quella di sentire le cose del mondo in maniera amplificata. E anche quando tutto intorno sembra non sorriderle o spalancarle le porte, riesce lo stesso ad alzarsi e ad andare avanti. Questo lo fa grazie alla forza che le dà la famiglia di appartenenza ma anche grazie alla famiglia che si è andata creando, insieme all’ amore per i figli. Anche quando avrà i suoi periodi bui, riuscirà ad oltrepassare quel tunnel e vedere la luce fuori. La donna è quel fiore delicato che non si lascia abbattere dalle sferzate del tempo. La donna è quel colore che ha scelto di indossare e quel profumo che ha scelto di sentire. La donna è esperimento, è cura, dedizione, condivisione, passione, mutamento. Se pur le donne amano la famiglia infinitamente, dall’ altro canto, non riescono soltanto ad occuparsi della casa, dei figli e del rispettivo marito. I tempi sono decisamente cambiati e se pur vale il detto che la donna è l’angelo del focolare, l’ epoca odierna la vuole diversa, al passo con i tempi, informata, brillante, determinata, intraprendente. Ed è giusto che sia così. Il progresso è quella macchina che ha trasformato ogni cosa, e con il progresso e l’ evoluzione, si sono trasformati i parametri e la dimensione delle cose e dell’ uomo. La donna vuole vivere sempre più la sua dimensione, vuole esprimere sempre più la sua femminilità e soprattutto vuole sentirsi apprezzata per quello che è e che riesce a fare, pensare, creare. Abbiamo conosciuto Caterina Desideri, una donna di quarantotto anni e di origine rumena. Come sempre, è stato bello e significativo scambiare pareri e pensieri, in quella che, più che un’ intervista, assume i contorni di una chiacchierata tra donne. Perché ogni donna è un’ isola da scoprire, una mano da accarezzare, uno sguardo da comprendere. Caterina è originaria di Ploiesti, una cittadina vicino Bucarest. Da ventiquattro anni vive a Roma, insieme alla famiglia che si è formata sposando un italiano. Quando può, soprattutto d’ estate e nel fine settimana, trova la sua oasi e il suo rifugio nella zona dei castelli romani dove ha una casetta in campagna che sta costruendo con cura e dedizione, mattone dopo mattone. Una casetta che le ricorda anche la sua terra rumena e quella natura dove amava immergersi da bambina. Passando per il suo intenso sguardo ceruleo, Caterina ha seguito il segnale del suo cuore. Diplomata in perito energetico, nel suo Paese aveva trovato un buon lavoro nel campo dell’ energia ma…a ventiquattro anni si ha tanta voglia di scoprire il mondo. E così è stato. Caterina ha pensato di vivere l’ avventura italiana, un po’ per riscattarsi dalla sua famiglia d’ origine con svariate problematiche, un po’ per volontà di crescita e per cercare di avere comunque un futuro migliore. Intanto lascia trapelare sentimenti di nostalgia e preoccupazione per le risorse della sua terra sfruttate male. Ricorda la neve a Natale come l’ ospitalità rumena insieme al folklore e alle particolari tradizioni. Una volta venuta in Italia, Caterina si è adattata a qualsiasi tipo di lavoro, dalla baby sitter alla domestica all’ assistenza agli anziani. Ha seguito sempre il suo istinto oltre che il suo cuore. Ha conosciuto poi quello che sarebbe diventato suo marito proprio perché curava suo padre assistendolo nel suo lavoro. Sì, proprio così, la vita fa mille giravolte, sta a noi cogliere il senso delle cose ed essere artefici del nostro destino. Caterina, intanto, ha cresciuto i suoi figli oggi maggiorenni, ma poi, come la maggior parte delle donne ha attraversato un periodo buio, un periodo nel quale non si è sentita valutata più come donna. Caterina con quello sguardo malinconico passa per dormiente ma dentro ha sempre avuto un fuoco che brucia. Ed è così che Caterina ha colto al volo un segnale, attenta e curiosa qual è oltre che determinata, è dunque stata ed è anche una mediatrice culturale. Intanto quel fuoco che le bruciava dentro, altro non era che una creatività inespressa. Oggi Caterina si dedica i suoi bijoux che realizza artigianalmente, con cura e gusto dei particolari, sul filo delle emozioni, scegliendo le giuste perline e i giusti colori che contraddistinguono uno stile in continuo movimento. Così come si sente lei, Caterina, una donna in continuo fermento che, oltre ad assistere allo spettacolo della vita, sta facendo di tutto per entrarci dentro e restarci. Non immaginando mai che un filo di perle potesse condurla in quel sogno diventato realtà dove oggi ama ritrovarsi, sperimentarsi e capirsi.
Raccontati nella vita e nel lavoro…
Ho origini rumene e a Ploiesti ero un perito energetico. Ho lavorato nel campo dell’ energia elettrica, avevo un buon lavoro, un lavoro che mi consentisse di vivere bene e di avere notevoli soddisfazioni, la paga era buona, buoni i colleghi… Ma a ventiquattro anni hai la testa che ti frulla in continuazione, vorresti fare altro e meglio, quello che hai non è mai abbastanza. Sognavo l’ Occidente e in particolar modo l’ Italia pensando che potesse darmi maggiori possibilità. Mia mamma mi lasciò andare, mi disse solo “Abbi cura di te”. Sono vissuta in una famiglia che ha dovuto arrangiarsi su tutti i fronti e devo dire che sentivo anche di voler riscattarmi. Sono cresciuta di fretta tant’ è sono arrivata in Italia da sola, essendo anche libera sentimentalmente…A Roma avevo qualche conoscenza, mi sono adattata a qualsiasi lavoro, non nascondo di aver avuto problemi con la lingua italiana ma poi ho iniziato a fare la badante…
Che cosa è successo dopo?
Beh, è successo che ha giocato molto il destino, quindi per una concatenazione di eventi, pochi mesi dopo, ho conosciuto quello che oggi è mio marito, proprio perché facevo la badante a suo padre…Mi sono sposata e ho avuto due figli: Umberto che porta il nome di mio suocero e Sara, tutti e due oramai maggiorenni e con sane ambizioni…
Quali sono state le tue esperienze lavorative?
Come ho già detto, in Romania, avevo un buon lavoro ma non mi sono mai pentita di essere voluta venire in Italia. All’ inizio, certo, dopo aver cresciuto i miei figli, mi sono trovata in un momento di disorientamento e perplessità poiché ho sempre avuto voglia di lavorare e di mettermi alla prova…Questo periodo buio è durato una decina d’ anni anche perché mio marito non mi spingeva a trovare lavoro… Ma poi mi sono decisa a frequentare un corso di mediazione culturale a Roma. Pur essendomi poi iscritta all’ albo, non sono riuscita a lavorare perché il compenso era minimo, quasi inesistente. Comunque ho fatto in modo che il mio bagaglio culturale non si disperdesse e ho creato il canale di mediazione culturale su youtube “Caterina Desideri”…
Le tue passioni di vita?
La musica in primis, un giorno senza musica è davvero triste…d’ altronde mi piacerebbe imparare a suonare uno strumento musicale, poi mi piace leggere, sono appassionata di giardinaggio e oggi ho una predilezione vera per le perline e i bijoux che creo con le mie mani…
Come hai scoperto di appassionarti ai bijoux e all’ handmade?
Galeotta è stata una vacanza in Romania: mia figlia ha voluto portare con sé un braccialetto portafortuna con le perline, molto carino e originale… Un giorno, il braccialetto si ruppe mentre Sara faceva la doccia. Dal momento che ci rimase così male, io pensai di fargliene uno da me. Da qui è scattata la molla, ho cercato in internet per apprendere tecniche e quant’ altro e mi si è davvero aperto un mondo… Dai tutorial ho appreso tecniche come l’ utilizzo dei materiali e ho conosciuto nel contempo tante creative italiane molto brave e altrettanto autodidatte…
Che cosa provi mentre crei i tuoi bijoux?
Provo gioia e gratificazione, mi sento migliorare attraverso questi processi di creazione ed è impagabile la sensazione di benessere che provo ogni volta che infilo le mie perline…Ho sempre pensato che una passione potesse aiutare nei giorni bui a non diventare una persona frustrata bensì una persona contenta e soddisfatta. Paragono questa passione la giardinaggio, come mi piace affondare le mani nella terra così mi piace il contatto con le perline e tutto l’ occorrente che serve per creare i miei bijoux.
Quali sono le tecniche e i materiali che utilizzi?
Utilizzo le cosiddette perline giapponesi che trovo di ottima qualità, regolari e resistenti nel tempo con una gamma infinita di dimensioni e colori, poi i cristalli e gli swarovski. Le tecniche che utilizzo sono il soutache: l’ insieme di fasce colorate di corda che si incastonano con cristalli e pietre dure: anche qui mi diverte giocare con i colori, blu e arancio, viola e giallo… (ndr il cordoncino soutache è nato come materiale di passamaneria per tappezzeria e ha conquistato poi un suo posto d’onore nell’ambito della creazione di gioielli. Naturalmente ago, filo e perline sono gli ingredienti essenziali). L’ altra tecnica è quella en broderie, letteralmente ricamo, un modo per lavorare le perline delicatamente, appunto come in un ricamo…
Che cosa realizzi?
Bracciali, collane, anelli… Mi piace aggiungere del mio con una chiusura personalizzata che non presenta parte metallica perché tutta lavorata con perline e quindi antiallergica.
Sogni da voler realizzare?
Vorrei realizzare un corso online per le donne e ragazzine in Romania perché ho notato che non sono così brave come le italiane…Intanto sento che ancora io per prima devo arrivare ad uno stile mio personale, ma intanto sogno di aprire un negozio molto più in là nel tempo e magari avere una casetta in Romania…
Come ti definiresti?
Sono quella che non sembro e sembro quella che non sono. Mi sto reinventando e questo mi piace di me… Tra pregi e difetti, sono permalosa ma ho una bella autostima, sensibile, empatica, determinata, ambiziosa e pazzamente coraggiosa. Intanto mi piace prendere la vita con leggerezza ed ironia…
Un tuo motto di vita?
“Prendi i pennelli e i colori, dipingi il tuo paradiso ed entraci dentro”… dice Nikos Kazantzakis, autore di Zorba il greco.
Per info: Caterina Desideri; cell 348-5484984; Infinityofbeads è il nome del negozio su Etsy mentre la sua pagina facebook è Hobby-perle e perline-.
Grazie per l’intervista! sempre “Prendi i pennelli e i colori, dipingi il tuo paradiso ed entraci dentro”…Kazantzakis aveva proprio ragione