“La creatività è contagiosa. Trasmettila” (Albert Einstein).
Passano gli anni, le stagioni, ma nel fruscio del vento che muove le foglie ci siamo noi. Al calar della sera o alle prime luci dell’alba ci siamo noi con le nostre speranze, i nostri dubbi, le nostre perplessità, i nostri desideri. Alle volte siamo come candele e basta un soffio d’ aria per spegnerle, per spegnerci. E una luce nuova per rinascere. Basta poco, davvero poco per ritrovarci, per capirci, per confidare a noi stessi i nostri più intimi segreti e sogni da voler realizzare. Basta un libro di favole da sfogliare e la voglia di scoprire il mondo con gli occhi di un bambino. Ecco che si possono spalancare dinanzi orizzonti nuovi nei quali si avverte quell’erba fresca dei prati dove camminare liberamente e quella terra nella quale affondare le mani come una volta… Un modo di essere questo e di essere creativi… Ma si diventa creativi per caso? La creatività è un po’ un mood, uno stile di vita, un atteggiamento interiore. Non si vedono più le cose per quelle che sono soltanto perché le si vorrebbero vedere diverse. Quel silenzio che prima adombrava, adesso diventa quel silenzio per creare insieme a quella luce diversa che non conoscevamo prima. Come un colore unico che si unisce ai colori dell’ arcobaleno. Ci accorgiamo di fare tante cose, di dividerci tra lavoro, casa, famiglia e poi…notiamo che non ci basta, perché siamo alla ricerca di quel quid, di quel raggio di sole, di quell’ angolo tutto nostro dove poter sedersi per sognare. E una volta trovatolo, notiamo che gli occhi si spalancano anche quando siamo tristi, si spalancano dall’ entusiasmo e rubiamo il tempo lì dove non c’ è. Lo tiriamo fuori come si tira fuori un bel sospiro di sollievo. E ci accorgiamo che in questo modo cominciamo a stare bene. Noi donne siamo fatte così: siamo tante cose, forse troppe, ma quando riusciamo a trovare quel tempo prezioso per noi, ecco che traspare quella luce sul volto e negli occhi che ci rianima e rinnova. Basta avere quel poco che si è sempre inseguito dentro di sé e poi ritrovato… Roberta Bertoncello ha ventinove anni e vive ad Arluno, in provincia di Milano insieme alla sua famiglia che si è creata nel tempo. Per molto tempo ha seguito una scia non sua, frequentando un indirizzo di scuola superiore che non ha sentito proprio e attinente con le sue esigenze interiori. Ed è così che poi, giorno dopo giorno, sentiva lievitare dentro di sé la sua essenza creativa che desiderava far uscire in qualche modo… Complice anche la sua figlioletta Rebecca e le sue favole… Un giorno come tanti, Roberta si trova in libreria alla ricerca di libri di favole per la sua Rebecca e scartabellando trova quel libro prezioso che le illumina la mente e il cuore. Appassionata qual è del mondo creativo, dalla creazione con pasta di sale alle stesse collane con la pasta, salta ai suoi occhi un libro vecchissimo sulle candele. Già l’ odore di una biblioteca fa sognare, è sicuramente quell’ ambiente con l’ atmosfera giusta anche per riflettere e ritrovarsi, se poi a questo si aggiunge di aver trovato proprio quel libro ideale, scritto e stampato nella mente, ogni cosa prende il suo giusto tono e colore. Roberta, difatti, ha una vera e propria predilezione per le candele. Romantica, intuitiva, determinata, trova il modo per scoprire il mondo delle candele. Come si fa a non sognare ad occhi aperti dinanzi ad una candela? Basta un foglio di carta, una finestra aperta e…una candela che non sia la solita candela ma una candela tutta nostra per scoprire e scoprirci diverse. Una candela riporta e ci trasporta ad emozioni uniche, una candela accende le idee, conduce ad una rimozione dell’ anima per seguire il nostro più profondo sentire… Se poi si tratta di candele particolari…Sembrerà strano ma Roberta dà vita a candele che non sono le classiche candele di cera bianca ma candele che potremo definire moderne, trendy, senz’ altro suggestive. Sono candele artistiche con creazioni inondate di gel, caratterizzate talvolta da elementi floreali o vere e proprie bomboniere per cerimonie come battesimi o matrimoni. Ciò che conta è l’impronta personale che scaturisce dalla sua fantasia e immaginazione, una personalizzazione e una unicità che è propria dei lavori fatti a mano. Roberta ha dalla sua l’appoggio di suo marito Marco che la incoraggia in questo percorso creativo, anche se, come ci rivela, di tanto in tanto resta stranito da alcuni angoli della casa allestiti come santuari… Roberta ci ride sopra e continua nel tempo libero a dedicarsi alle sue candele di gel così come tiene a precisare che sono candele che non si illuminano talmente sono piene di particolari per cui sarebbe un peccato accenderle… Tranne a Natale, naturalmente. In questo periodo dell’ anno tutto è permesso, dunque anche una candela firmata da Roberta si accende nei colori e nelle trasparenze che riesce a donarle. Roberta è una persona affascinante nella sua semplicità e che crea candele dal fascino unico. Sensibilità, gusto, raffinatezza fanno il resto. Una sensibilità che esce fuori allo scoperto e che poi respira aria nuova, una sensibilità che talvolta è frutto di alcuni passaggi interiori, di tratti di strada, di un proprio vissuto personale. Roberta ha vissuto un periodo buio dopo aver dato alla luce la sua Rebecca, soffrendo del cosiddetto baby blues. Di questo e di altro ancora vuole parlare a cuore aperto rivolgendosi ad altre donne che vivono questa esperienza, per testimoniare che, da questa forma di depressione come da altre, se ne può uscire vittoriose. Roberta era arrivata al punto di non riuscire a gestire la sua maternità, con un surplus di emotività e tensione che l’anno disorientata per circa due anni e mezzo. Ma noi donne siamo appunto tanti punti per far quadrare il cerchio…Ogni tanto qualche punto va via ma poi subentra quella forza della vita, una forza tale da riappropriarci di quel punto perso che diventa un pezzo nuovo da rimettere nel puzzle.
I tuoi migliori anni?
Quelli che sto vivendo…perché ho realizzato ciò che sognavo, anche se, quando si ama la vita e si vuole migliorare, non si finisce mai di volere…
L’ esperienza migliore della tua vita?
Essere diventata mamma…
Un periodo buio della tua vita?
Ho avuto un periodo buio dal quale ho attinto tanta forza, si è trattata di una depressione post partum, non riuscivo più a gestirmi e a gestire mia figlia, mi sono stressata molto e, inconsapevolmente, è uscita fuori la parte più fragile di me. Ma devo dire che con le cure giuste se ne può uscire…Questo è il messaggio che voglio dare alle donne che sono passate per un’ esperienza quale la depressione. Devo dire che una volta superata, si è più forti e più maturi di prima…superare il dolore fortifica e rende persone libere e direi anche più creative…
Qual è stato il tuo percorso di studi e di lavoro?
A dire il vero i miei genitori mi hanno quasi obbligata a frequentare il linguistico- aziendale che non mi piaceva ma all’ epoca pensavano potessi avere maggiori sbocchi lavorativi. -Sorride di quel sorriso che oramai ha superato il conflitto-. Oggi lavoro in un supermercato, dunque, non sono arrivata poi così lontana… Io avrei voluto fare l’ arredatrice di interni, credo che sarebbe stata quella molla per trovare poi la giusta collocazione nel mondo del lavoro. Ma così non è stato ed ecco perché la vena artistica poi è scoppiata all’ improvviso e non ho potuto più fermarla e, dunque, mi sono voluta inventare qualcosa che desse quel gusto in più alla mia vita…
Quando e come si è manifestata la tua vena creativa?
Da premettere che mi è sempre piaciuto disegnare e…create in genere. Poi è successo che sono stata in biblioteca con mia figlia Rebecca per cercare un libro di favole ma anche qualche libro su lavori creativi per impegnare me e mia figlia magari durante le uggiose giornate invernali ed è venuto fuori tutt’ altro ossia un libro antico che parla di candele…Non ci ho visto più, ho iniziato a comprare del materiale in un negozio, da qui ho iniziato a creare delle candele che poi sono diventate tante…
Parlaci di questo mondo delle candele…
Sì, premetto che la cera bianca non mi piace perché si secca, quindi opto per la cera gel che, essendo più fluida, si presta di più anche ad essere modellata per le mie creazioni. Scelgo un contenitore adatto alla creazione, pongo la cera gel sul tavolo, talvolta lavoro anche con la sabbia colorata facendo un gioco di sabbia… Prima però sciolgo il gel in un pentolino a bagnomaria lì dove la temperatura deve essere quella giusta che misuro con un termometro da cucina, circa intorno ai novanta o cento gradi. Naturalmente ci sono lavori più elaborati dove aggiungo più strati di gel…Poi, per tutti i lavori, occorrono circa dodici ore per la solidificazione, alla fine aggiungo fiori e decorazioni…
Quali sono i soggetti ricorrenti che caratterizzano le tue candele?
Sono soprattutto candele floreali ma anche candele-cocktail, candele particolari per matrimoni e cerimonie varie ma anche per bambini realizzo statuette, angioletti, barchette, orsetti, cavalli, anche finte marmellate…Per Halloween sto realizzando candele a forma di zucca, poi per Natale, per il periodo più magico dell’ anno, darò libero sfogo alla mia fantasia fra la neve, i pupazzi di neve, babbo Natale, unicorni…
Quando trovi il tempo per realizzare le tue candele?
Nei ritagli di tempo, fortunatamente ho turni di lavoro, quindi mi dedico alle mie candele la mattina o il pomeriggio, adesso mi aiuta anche mia figlia…
La particolarità delle tue candele?
Sembrerà strano ma sono candele ornamentali che non si accendono, essendo così decorate, sarebbe un peccato…Tranne a Natale dove accendere una candela diventa il rito per eccellenza!
I tuoi colori preferiti?
Il rosa, il fucsia e il viola, colori prevalentemente femminili…
Altre passioni di vita?
La cucina, mi piace preparare focacce, pane, torte… ho una predilezione per i tatuaggi…
Come ti definiresti?
Iperattiva, testarda, determinata, precisa…
Un tuo sogno-progetto?
Mi piacerebbe che la storia delle mie candele prendesse piede, mi piacerebbe aprire un laboratorio con dei corsi appositi…fondamentalmente mi piacerebbe continuare a sognare con le mie candele che mi danno la serenità giusta…
Un tuo motto di vita?
Carpe diem! Decisamente. Questo è il mio motto di vita che ho anche tatuato sulla pelle…
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