“Ascolta, il passo breve delle cose -assai più breve delle tue finestre- quel respiro che esce dal tuo sguardo…” (Alda Merini). Unirsi a ciò che di vero si percepisce, allungarsi per arrivare tra le nuvole ed assistere dall’alto ad un paesaggio meraviglioso, allo spettacolo a cielo aperto che la vita ci offre…Svegliarsi tutti i giorni e volerne carpire l’essenza. Andare oltre se stessi, provarsi, sperimentarsi per arrivare a succhiare il nettare, sentire il profumo delle essenze in un bosco pieno di luci e ombre. Arrivare in un luogo che sia solo nostro, contornato di quella luce sfumata di rosa antico e a tratti color oro, quella luce che non ti permette di fenderne il mistero se non quando ci si arrende alla vita. Quante volte vorremmo scoprire l’altra faccia del mondo, quante volte vorremmo capire e capirci di più? Ma tra sospiri, singulti e respiri affannosi, bisogna arrendersi accettando semplicemente il nostro stare al mondo. Così la bellezza, l’incanto, l’armonia ci circonderanno quando meno ce l’aspettiamo. D’ altro canto c’ è sempre quell’ isola che c’ è ad aspettarci e che prende le forme, le misure, i colori, i profumi che vogliamo e che tiriamo fuori dai nostri cassetti interiori. Dall’ infanzia all’ età adulta, non si finisce mai di creare caos emotivo, di scompigliarci l’anima per poi riordinare il tutto. La nostra tendenza, negli angoli e nei meandri dell’inconscio sarà sempre quella di migliorarci, rinnovarci, malgrado tutto. La creatività e la saggezza, poi, diventano la giusta misura delle cose, della nostra interazione con l’esterno. Per goderci il nostro interno magico, frutto di effluvi, fluorescenze, trasparenze, infiorescenze ed essenze della vita. Se dovessi definire con un ossimoro la persona che andrò a presentare, sarebbe “caos calmo” ( n.d.r. tratto dall’ omonimo romanzo di Sandro Veronesi, poi diventato un film). Complessa nella sua semplicità, questa volta parliamo di Manuela Montanari, cinquanta anni portati magnificamente e tanta voglia di esserci, di essere al mondo. Un mondo che vede con i suoi occhi, un mondo che vuole toccare più da vicino per poi trasformarlo, tra mistero, incanto, e un pizzico di nostalgia quando si rivolge al passato e alle sue ambientazioni. Manuela vive a Borgo San Lorenzo nella meravigliosa zona del Mugello. In quell’angolo di terra toscana rapito dalla poesia, dall’arte, dalla laboriosità, dagli antichi mestieri, dalla creatività e, a tratti, da quell’armonia che ti fa vedere il lato positivo delle cose. Quell’ armonia che ti fa spalancare la finestra e guardare giù ai fiori che crescono insieme all’alternanza delle stagioni. Manuela ha incarnato dentro di sé quel lato, quella positività, frutto di esperienze pregresse che tendono a farle vedere il bello delle cose, tralasciando e filtrando il negativo, il brutto e l’insulso. Di Manuela attrae subito la sua leggiadria insieme alla sua volontà di rendere leggere le cose, sia pur importanti e solide. Questo grazie al suo sguardo puro, alla voglia di restare quella bambina che continua a giocare con se stessa per ritrovarsi e …creare per crearsi. Per persone così la vita è un giorno e un giorno può essere la vita. Pacata ed energica nel contempo, versatile, comunicativa, affabile, Manuela adora la trasformazione, simbolo di crescita e cambiamento, ama il suo essere mutevole, i suoi fermenti interiori. Una donna, Manuela, che tende ad ascoltare quel fruscio, quel vento tra gli alberi che la scuote e la porta a liberarsi, ad assorbire le cose, perfino gli oggetti con i quali parla…La sua inclinazione è quella di tessere un dialogo con le cose che la circondano, pur restando con la testa fra le nuvole per toccare, quando si può, la punta del cielo…poiché solo guardando in alto proveremo a stare meglio su questa terra. Manuela è così, così semplice, così bambina, così adulta, così amante della vita. Una funambula in bilico tra passato, presente e futuro e soprattutto una donna che ama frugare e frugarsi nel caos per far uscire quel pezzo che è anche il suo pezzo mancante. Manuela ha vissuto un’ infanzia non troppo serena che le ha tolto quel quid, quel cerchio importante per collegare l’ infinita catena di emozioni. Cosa che prova a fare oggi, attraverso il suo modo di esprimersi, attraverso gli oggetti e le cose che riflettono quella patina di sentimento antico. “Così” è il nome che ha dato alla sua bottega artigiana, al suo laboratorio artistico fondato da un anno e che si trova in Piazza del Mercato 71 a Borgo San Lorenzo, in provincia di Firenze. Un laboratorio artistico per il recupero di cose vecchie, dando loro una nuova vita e collocazione negli angoli delle case come nelle sue vetrine in allestimento e nella “mise en scene”. Già l’ aria che si respira nella sua bottega aiuta ad avere quel brivido in più, quella saggezza mista a leggerezza appunto, quel modo di essere che diventa il suo personale modo di lavorare e creare, di espressione e comunicazioni uniche. Come unici sono gli angoli del suo laboratorio nel far rivivere gli oggetti antichi insieme ad ambientazioni e location che cambiano ogni volta a seconda del suo stato d’animo e delle stagioni interiori. Oggetti antichi, oggetti che recupera e trasforma valorizzandoli, tutelandoli e impreziosendoli di sfumature, dettagli, colori e profumi in più. Vecchie ceste dimenticate ed usurate dal tempo, vecchie posate e setacci che ricordano la civiltà contadina e tanto altro ancora, tutto spolverato d’ antico e arricchito con tocchi della natura come balle di fieno e fiori secchi, tutto rieducato, assemblato ed armonizzato nell’ “insostenibile leggerezza dell’essere”. Poi…tutto profumato con cera d’api, aromi di paglia e fieno, fiori recisi, un bouquet misto ai pini e un odore acre di cantina…Romanticismo, armonia, raffinatezza, fantasia, talento fanno il resto e danno il volto alle cose, quelle cose che fanno parte di un nostro vissuto e che vivono e si muovono insieme a noi. Poi, naturalmente, c’è lei, Manuela, che ascolta e dà voce alle cose attraverso quell’aura magica che le gira intorno, attraverso il suo modo di aprire e chiudere il sipario ogni volta che sente il bisogno di rifugiarsi nel suo mondo per mettere in scena i suoi pezzi migliori.
Che cosa fai nella vita?
Mi diverto a dare un volto nuovo alle cose, in particolar modo a cose antiche che mi chiamano, mi appassionano e mi divertono…Sono oggetti di recupero con i quali parlo, gioco e li accomodo, donando loro una nuova vita e una nuova possibilità di stare al mondo…Per tutto ciò ho bisogno del caos, della materia parlante: le cose e gli oggetti mi dicono cosa fare e dove essere collocati, li trucco e li rivesto…
Ultimo progetto realizzato?
Una vecchia cornice dorata dove ho inserito lana di recupero, fili di paglia e fiori secchi…con un po’ di colla a caldo li ho assemblati con piccoli nodi e fili naturali…
I tuoi giochi di bambina?
Non ho avuto un’ infanzia troppo serena, dunque gioco adesso…
Di te stessa e del tuo vissuto vorresti cancellare qualcosa o lasciare tutto così com’ è?
Sono una che gira pagina in modalità un po’ inquietante… Opero in modo tale che possa rimanere il bello, filtrando le cose negative. Di me non cambio niente, con il tempo ho imparato ad apprezzarmi e a volermi bene…
Nel tuo lavoro, sei aperta al nuovo o sei legata al passato?
Sono aperta relativamente al nuovo, invece sono molto legata al passato perché mi sento protetta dal passato e dai miei avi, dai miei nonni ho avuto tanto amore…
Hai sofferto nella tua vita?
La sofferenza fa parte della vita. Da bambina ho avuto una mamma non mamma, una mamma che non riusciva ad accudirmi, un padre assente, un padre che ha lavorato nel campo della moda fashion dal quale poi ho tratto la mia personale impronta…
Dai un colore a questo momento della tua vita?
I colori variano a seconda delle stagioni di vita, sto ritornando sul colore verde e sul beige che dà sull’ oro…Sono rilassata nei confronti della vita, quindi sono colori soft…Uso poco il rosso, poco il rosa mentre il marrone e il verde mi rispecchiano particolarmente…
Come e quando nasce questa passione per vecchi oggetti e la mise en scene di questi in maniera romantica ed armonica?
Mi sono occupata esclusivamente dei miei figli per anni, poi è scoppiata questa passione per gli oggetti antichi…Ho studiato Lingue ma ho lavorato subito, dai diciannove anni in poi: ho aperto un negozio di abbigliamento a ventiquattro anni, per molti anni ho allestito delle vetrine…Mio padre Gianluigi Montanari ha lavorato per il brand Roberto Cavalli, poi, oltre ad inserirmi anch’ io nel campo della moda e lavorare per Cavalli, ho stampato tessuti anche per Krizia…Un estro inculcatomi certamente da mio padre, mentre mia mamma è stata una pittrice… sono stata a contatto con i pennelli, i tessuti, la stampa, la modellistica. I miei sono stati genitori che, nel bene e nel male, non cambierei con altri…Intanto dal discorso dell’allestimento e delle vetrine è nata l’intenzione-passione di valorizzare gli oggetti che ognuno ha in casa…in Francia c’è questo trend, da noi meno. Ma io amo seguire orizzonti diversi e sperimentarmi sempre e comunque. Esprimersi con le cose e con gli oggetti è meraviglioso, attraverso questo lavoro creo un’ interazione con le persone con le quali decido cosa tenere da parte e cosa mettere in luce partendo da un angolo di casa o da una parete…Do’ l’input per cambiare la loro vita dentro casa, cerco la chiave per aprire i ricordi creando un’ empatia con il cliente…
Oltre agli oggetti…i tuoi tesori?
I miei figli, Irene, Luca, Ilaria.
Che cos’ è creare per te?
Una magia, è liberare ciò che hai dentro…
Quali sono gli oggetti per eccellenza che valorizzi?
Pezzi di legno, tavole, cornici, libri antichi, setacci, cuscini, fiaschi impagliati, cesti usurati dal tempo, vecchie posate, brocche, ampolle…
I sentimenti che ti raccontano?
Mi dà gioia la risata, la spontaneità, mi dà gioia la lacrima solo se lascia posto al sorriso…
Come ti definiresti come donna e come creativa?
Così, una parola che mi appartiene in tutto…
Un tuo motto di vita?
Rialzarsi sempre…La vita è bella.
Per info: cell 371/3425167 ; pagina facebook Così di Manuela Montanari; instagram così.art