“Se la vostra vita quotidiana vi sembra povera, non l’accusate; accusate voi stesso, che non siete assai poeta da evocarne la ricchezza; ché per un creatore non esiste povertà né luoghi poveri e indifferenti”( R. Maria Rilke). Ci sono mondi diversi, mondi che si incrociano, salite, discese e poi, talvolta, ci si ritrova soli, in una solitudine atta a creare, una solitudine sana che ci permette di conoscerci più da vicino. Quante volte d’ inverno sogniamo il mare e quante volte d’ estate sogniamo il Natale? Siamo una contraddizione vivente, siamo quell’ombra che ricade nella luce e viceversa. Ma anche attraverso le nostre corse, i nostri saliscendi, i nostri dubbi e perplessità, ci aggrappiamo in ogni modo a quei canali della vita che ci riportino a noi, alla nostra essenza, a contatto con la pelle e il cuore. Ci poniamo anche mille domande ed è un bene perché vuol dire voler agire, reagire, voler fare qualcosa ed essere qualcuno. Alle domande seguono risposte anche attraverso percorsi e strade da intraprendere, anche quando sembra essere calato un velo sopra la nostra vita quotidiana, anche quando c’ è un black out nella nostra mente e sembra andare tutto storto…La vita è movimento! Strano e atipico è solo chi non si muove. Anche se si dovesse sbagliare, l’ importante è provarci, volere, sapere di volere qualcosa. Ed ecco che senza sforzarsi, così, semplicemente e spontaneamente, anche camminando per strada, arriva quella immagine giusta o quel pretesto, quel pungolo che ci aiuta a trovare il bandolo della matassa e quel prezioso filo che ci unirà a noi e al nostro sentire. E una volta trovatolo e avuto tra le mani, ne avremo giovamento oltre ad una maggiore sicurezza in noi stessi. Un filo che atterrerà tra le nostre mani come una farfalla a primavera, un filo che si poserà sul palmo della nostra mano senza accorgercene o meglio, quando non ce lo saremmo aspettati più… Intanto quante volte abbiamo percepito quell’ aura magica che ci girava intorno da tempo ma che non riuscivamo a decifrare, quel foglio bianco così bianco che quasi ci faceva paura perché ci chiedeva di iniziare a scrivere alcuni passaggi della nostra vita? Una vita che talvolta fa paura per come si presenta, per come rallenta i nostri passi, per come richiede più sforzo e fatica. Ma vale sempre la pena riprovarci, riprovare anche a farci delle domande e a voler darci delle risposte. Abbiamo conosciuto Elisa Bianchini, trentasei anni, originaria di Braccagni in provincia di Grosseto, nella magica cornice della terra maremmana. Figlia di un padre poliziotto e di una mamma casalinga, dopo aver frequentato l’istituto alberghiero, si è subito voluta mettere in gioco, per riscatto, per spirito di indipendenza, per sentirsi utile…Ed è così che Elisa ha iniziato a lavorare già a quattordici anni…Volitiva, comunicativa, tenace e fragile nel contempo, ha continuato il suo percorso lavorativo fino a quando poi ha incontrato Leonardo, l’amore della sua vita! Un uomo affidabile che le ha ridato il sorriso e, quando ha scorto in lei potenzialità creative, l’ha incoraggiata per proseguire sulla nuova strada della creatività. Elisa, intanto, ha messo su famiglia e oggi ha due figli ai quali bada amorevolmente: Gioele di dodici anni e Rocco di otto anni. Per un lungo periodo di tempo ha fatto solo la mamma consapevolmente e con tutta la dedizione possibile e immaginabile, ma c’è sempre qualcosa che ci chiama dal profondo, c’ è sempre qualcosa che manca e che vorresti avere o riavere, poiché a lungo covata o tenuta sotto la cenere. Ed ecco che poi l’ inclinazione giusta mista a passione e volontà esplodono all’ improvviso. Una passione che Elisa ha sempre avuto sin da ragazza e che adesso trova i contorni giusti. Questo perché Elisa, fondamentalmente, si è posta una grande domanda per una grande risposta: al di là del lavoro, che cosa mi piacerebbe davvero fare? Quale potrebbe essere una mia passione o talento? Una domanda che dovremmo porci sempre, perché ognuno di noi ha da dare qualcosa, ma qualcosa che non sia il semplice lavoro di ogni giorno bensì un qualcosa che appunto assomigli al nostro migliore atto creativo, alla nostra più intima conversazione con noi stessi, cercando la nostra quadratura del cerchio. Tutto, poi, può sembrarci più bello, più unico se lo si vuole, se si vuole trasformare la vita di tutti i giorni e darle quel calore, quel profumo in più…Quella magia che creiamo soltanto noi, noi esseri speciali solo se lo vogliamo! Ed è così che si sceglie di essere unici e speciali ogni giorno, insegnandoci e insegnando anche agli altri a sognare nella propria bellezza interiore! Dopo un periodo di stallo, Elisa che è sensibilità, talento e maestria, ha trovato quel filo che unisce alla vita, alla sua e a quella degli altri. Perché oggi è riuscita a regalare quelle emozioni che sembrava aver sepolto dentro di sé. Principalmente è proprio questo ciò che fa star bene: ritrovare fiducia in se stessi e sentirsi in contatto con la parte più vera di sé. Tutto solo e semplicemente con un fil di ferro, una materia grezza e povera che permette di essere lavorata lasciando la propria essenza, la propria impronta e un po’della propria anima tra ondulazioni e pieghe! Dare un pezzetto di sé al mondo, quel pezzo unico fatto con le proprie mani, davvero non ha prezzo. Ci restituisce quella gioia e voglia di vivere che va oltre ogni linea, tratto, decisione matematica…ci confonde inizialmente e poi ci avvolge e travolge per donarci semplicemente a noi e agli altri che credono in noi esattamente come ci stiamo credendo noi adesso.
Qual è stata la tua formazione e le tue esperienze lavorative in genere?
Ho studiato presso l’ Istituto enogastronomico Leopoldo II di Lorena a Grosseto, una scuola alberghiera che mi ha dato tanto in termini formativi ma che non ho sentito propriamente mia. Mi è sempre piaciuta l’arte, sentivo di avere dentro una vena artistica ma nel contempo sentivo anche di voler rendermi subito autonoma e di lavorare il più presto possibile per sganciarmi dalla famiglia…Negli anni ’90 si è assistito ad un boom per quanto riguarda il campo della ristorazione insieme a strutture turistiche e ricettive, dunque ho iniziato a lavorare a quattordici anni, lì dove le scuole erano in contatto con gli enti turistici del luogo. D’ estate, poi, quando terminava la scuola, facevo la cameriera così come lavoravo al mercato delle verdure o ai banchetti dei vestiti, montavo e smontavo le bancarelle…Tutto per uno spiccato spirito di indipendenza, per mettermi subito alla prova e quant’ altro…
Poi, crescendo, cosa è successo?
Beh, è successo che mi sono innamorata di Leonardo conosciuto in un campeggio, il più grande della Maremma toscana, dove lavoravamo entrambi e l’ho sposato mettendo su famiglia. Mio marito ha continuato a lavorare in questo campeggio mentre io mi sono fermata per accudire i miei figli, così mi sono bloccata per un periodo di tempo perché poi quando ho voluto lanciarmi di nuovo nel mondo del lavoro, ho avuto difficoltà a trovare il lavoro giusto poiché si cercavano giovani sottopagati con orari assurdi…Ed ecco che mi sono ricordata di avere una predisposizione per un percorso creativo che potesse ridare un senso alla mia quotidianità…
Le tue passioni di vita?
I miei figli, stare a contatto con la natura, passeggiare, leggere, fermarmi in un capeggio soprattutto d’estate, tutte cose semplici ma che ritemprano lo spirito…
Quando ti sei accostata al mondo della creatività?
Sono stata a pensare a questo giorno e notte per cercare di raggiungere un piccolo spazio nel mondo della creatività, poi, un giorno, a Parma, è stato rivelatore …in questa bella città, ho conosciuto una ceramista e da qui mi si è aperto un mondo, sono stata affascinata dai suoi lavori con i fili di ferro uniti alla ceramica… Con il fil di ferro, poi…è stato amore a prima vista! Ho intuito che sarei potuta diventare complice di questo materiale provando a fare delle cose insieme! E così è stato, sono tornata a Grosseto molto motivata e ho iniziato a fare una ricerca incessante per trovare il giusto filo di ferro! Non nascondo che è stata dura, ho impiegato più di un anno per trovare il ferro giusto, ad esempio l’ alluminio era troppo morbido e non si prestava, poi ho capito che ciò che mi serviva era il fil di ferro “ricotto”, il filo giusto anche della misura giusta per una quantità limitata di oggetti da lavorare! Due anni fa quindi è iniziata la mia avventura, con pinze, tenaglie e fil di ferro adesso mi sento al posto giusto nel momento giusto!
La tua fonte di ispirazione?
Il mio è stato prima di tutto un lavoro introspettivo nel cercare ciò che avevo relegato in un angolo di me stessa… Passeggiando per strada posso essere attratta dalla luna, da un tramonto che mi regala emozioni e che raccolgo nello scrigno della creatività, dal mio modo personale di vedere le cose e il mondo…Mi ispirano anche le persone…ma sento che ancora devo trovare il mio cerchio da definire e…il mio filo perfetto, quello che si addice alla mia persona, ma intanto devo dire che avere intrapreso questa nuova strada mi dà quella linfa vitale che cercavo da tempo…
Che cosa realizzi?
Realizzo un po’ di tutto ciò che mi viene chiesto, dal fiocco nascita al ritratto, mi piace poi unire oggetti vintage allo stesso fil di ferro: mi piace unire il vecchio al fil di ferro che riporta alla materia. Ad esempio adopero un vecchio cerchio da ricamo o delle vecchie cornici come anche lampadari con origami di carta, poi mi capita di unire anche la tecnica shabby o chippy al fil di ferro, coloro le cornici e unisco il fil di ferro…
Prossimi progetti?
Prima di tutto aspiro a vedere me stessa in ciò che faccio, a scoprire il mio centro come creativa trovando così il mio stile e quell’ unicità che contraddistingue un po’ tutte le creative!
Come ti definiresti come donna e come creativa?
Sono una donna presente per la mia famiglia, a volte anche troppo, sono una persona semplice e attenta ma ho uno spirito critico…Come creativa mi lascio andare, cercando di liberare la mente, lavoro con le mani ed esce l’anima! Sicuramente mi sento una persona migliore perché l’atto creativo mi sta migliorando…a volte mi capita di fotografare l’oggetto per vederlo poi dall’esterno con occhi diversi e per poter poi apportare qualche correzione…Il ferro mi restituisce equilibrio perché è una materia grezza, materica, povera, semplice…trasformarlo, per me, diventa stupore e meraviglia!
Un tuo sogno?
Aprire una piccola bottega-laboratorio che abbia vetri ondulati e porte vecchie con annesso anche un angolo ristoro per un caffè o altro, una bottega che possa essere un ritrovo per appassionati e curiosi, poi mi piacerebbe imparare l’ arte della ceramica e unirla al ferro! Mi sembra il massimo che io possa desiderare di avere…
Una frase di un autore che porti dentro di te e che ti contraddistingue ancora?
Antoine de Saint Exupery è la mia cura da sempre: quando capita, sfoglio sempre una pagina de Il piccolo principe… “È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”.
Per info : pagina facebook Ely Poppins; Instagram ely _ poppins; cell: 338-3787380
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