La vera scoperta non consiste nel trovare nuovi territori, ma nel vederli con nuovi occhi(Marcel Proust). Basterà svegliarsi un giorno e affacciarsi alla finestra, basterà guardare quel raggio di sole che arriva fino al mare, quel raggio che riuscirà a sollevarsi tra le nuvole per arrivare fino a noi…Ed avremo come un’ intuizione, il nostro cuore si scioglierà insieme ai nostri sensi e faremo di tutto per appartenere a quella passione e quella passione a noi. Se poi saremo in grado di fiutare quella pioggia in arrivo come quel brivido sulla pelle, allora avremo capito di vivere in quel modo che ci appartiene senza volere altro. Ci basterà un nastro per annodare i giorni e dipingerci e ricamarci sopra…Ci basterà un nastro, la sua semplicità, la sua eleganza a ricordarci di voler essere proprio così, semplici ed eleganti, di quell’eleganza che sarà frutto delle nostre espressioni più intime, quell’ eleganza che vuole rispettare la materia e tutto ciò che la circonda. Abbiamo conosciuto Serena Di Mercione, un’ apprezzata e conosciuta designer di gioielli artistici e ancor meglio tessili e materici. Quarantadue anni, Serena è originaria di Palermo ed oggi vive a Casteldaccia. Il suo è talento puro unito ad intelligenza ed apertura mentale. Ma ciò che colpisce di Serena è la sua eleganza nell’ esposizione e la sua semplicità ed autenticità. Un binomio davvero affascinante in una mistura di sensazioni ed emozioni uniche. Sì, perché Serena, oltre a raccontarsi con quell’ entusiasmo, con quella purezza, chiarezza e spontaneità, si alterna nelle parole fluttuando spontaneamente nei pensieri e concetti da esporre. Da qui si può evincere il suo modo di essere: una persona che rispetta i giorni, una persona che dà importanza alle parole come ai fatti, una persona che ha saputo aspettarsi. E, per questo suo essere in movimento, ha recepito come l’essenza della felicità possa risiedere nelle piccole cose, nella semplicità delle piccole cose che possono poi diventare grandi solo se lo vogliamo! Ed ecco che Serena guardando al meraviglioso mare della sua Sicilia, ha saputo ascoltarsi oltre che aspettarsi, consapevole della sua crescita interiore. Serena ha studiato presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo, anni questi che definisce altamente formativi, anche se poi l’ esigenza lavorativa l’ ha allontanata dal settore per il quale si era formata. Intanto ha sposato Salvo e ha avuto Giuliana, sua figlia. Dopo alcuni anni da mamma ha risentito viva quella voce che, come sempre, dà eleganza e semplicità alle cose solo perché le rispetta profondamente e vuole illuminarle, quella voce che la voleva di nuovo in campo. Ha ripreso così i suoi pennelli in mano e strada facendo, insieme alla pittura, ha ritrovato la passione antica per i gioielli, dai tessili agli etnici. Da qui è partita la sua volontà di mettersi in discussione, la sua volontà di ricerca del materiale che ancora la contraddistingue, il suo volersi dare fiducia e credere nelle proprie capacità e potenzialità. Difatti il tempo le ha dato ragione. Dopo aver frequentato dei corsi di soutache e bead-embroidery ha dato vita ad una sua tecnica personale, un tecnica che definisce materica perché nella realizzazione dei suoi particolari bijoux unisce il tessuto alla materia. La sua specialità resta la “foglia oro”, un materiale che adora e che dà sfondo agli altri materiali che sembrano venir fuori da una roccia dorata…Tutto in uno stile personalizzato e visto con i suoi occhi, tutto fino a creare un suo rifugio creativo… Galeotta è stata poi la scoperta di un nastro di seta, un nastro che si presta a quella che è la tecnica giapponese di pittura su tessuto detta shibori. Un nastro di seta, dunque, per volare sulle ali dei sogni…Da qui le si è veramente aperto un mondo, un mondo fatato, fatto di quei luccichii e colori che danno un senso alla propria quotidianità. E non solo. Danno un senso ed una spinta emotiva a fare sempre meglio, ossia ricercare nel proprio passato il proprio futuro. Serena si definisce opulenta e dallo spirito barocco per il suo modo di voler arricchire le cose, gli oggetti e, in questo caso, i suoi bijoux lì dove appunto non ne risparmia la ridondanza del materiale. Serena, da buona creativa e buona siciliana, percepisce tutti i colori e profumi della sua terra, fonte perenne di ispirazione, dove tra vicoli, strade e chiese ritrova se stessa, percependo ancor più la sua essenza e il suo essere donna.
Il tuo percorso di studi e lavoro?
Ho sempre desiderato intraprendere percorsi artistici, mia madre mi racconta ancora che i disegni all’asilo risultavano superiori alla media… Ho frequentato prima il Liceo artistico a Palermo e poi mi sono iscritta all’ Accademia di Belle Arti con indirizzo decorativo. Anni questi che definisco tra i migliori della mia vita…Dopo una tesi in istituzioni museali, il mio sogno era quello di lavorare nei Beni culturali ma così non è stato…Ho fatto tutt’ altro, lavorando nell’ ambito della telecomunicazione…ma il mio lato creativo rimaneva costretto, come imprigionato non avendo tempo e modo di esprimermi…Ho viaggiato molto, poi mi sono sposata e dopo tempo, o meglio arrendendomi al tempo che poi ha fatto il suo corso ed ha agito quasi al posto mio, forse proprio quando non ci credevo più, è nata Giuliana, mia figlia…Ho accettato la mobilità per due anni, poi ho scelto di lasciare il lavoro e crescere mia figlia…
Poi cosa è successo? Quando ha preso piede la tua passione per i gioielli fino a coinvolgerti in questo modo?
Ho fatto quattro chiacchiere con me stessa, poi ho pensato di ripartire dalle mie origini, e ho ripreso così i pennelli in mano ritrovando la passione per i gioielli, dai tessili agli etnici…Da premettere che sono stata sempre una appassionata di gioielli antichi, andavo spesso per musei e mostre… Poi ho iniziato a conoscere delle creative di gioielli sul web e, tra le tante, ho seguito il blog di Elena Fiore. A Bagheria, poi nel 2012, ho iniziato a frequentare dei corsi di bijotteria come il soutache e il bead-embroidery. All’ inizio cucivo pizzi, merletti e fiori di stoffa, poi ho sperimentato una tecnica materica, per cui ho iniziato a creare gioielli tessili e materici. Con degli impasti in gesso, ho provato ad incastonare perle e cristalli, unendo la “foglia oro”, un materiale che è stato per me una rivelazione. Un materiale molto delicato che fa da sfondo materico… Intanto alcuni anni fa mescolavo varie tecniche….ad esempio, madreperle tinte con inchiostri ad alcol, completando poi il decoro con paste materiche da belle arti “finite” con applicazione di foglia oro. Talvolta utilizzo colori in resina, anche in questo caso le resine sono miscelate tra di loro per ottenere effetti cromatici affascinanti ed ho, anche qui, completato la decorazione con paste materiche dove ho posizionato cristalli e perle e finito con la doratura a foglia oro. Questo tipo di risultato ricorda molto le mie ricerche estetiche di quando dipingevo, infatti, mi sono molto applicata sugli effetti cromatici dati dall’apparente mescolanza casuale di colori ad inchiostro…
Nel corso del tuo percorso artistico, a quale altra rivelazione hai potuto assistere oltre alla foglia oro?
Le tecniche che utilizzo attualmente sono soutache e bead-embroidery, due tecniche estemporanee, più adatte per andare a ruota libera nel creare gioielli più definiti nella cucitura… In entrambe le prime tecniche faccio molto uso di cristalli swarovski, di perle barocche e della “famosa” seta shibori” quella seta plissettata, tinta a mano, dall’artista americana Glennis Dolce che si ispira alla tecnica giapponese di pittura su tessuti. Questa sì che è stata un’ altra rivelazione straordinaria! Mi si è spalancato un mondo, è stato un amore a prima vista! Ho iniziato ad ordinare questa seta ed ho provato ad inserirla nei miei gioielli tessili. Il mix di queste tecniche ha contribuito a creare quello che possiamo definire il mio stile personale che mi ha fatto apprezzare da tante persone che ormai mi seguono da anni, in Italia e all’estero. Una bella soddisfazione davvero!
Un riconoscimento importante, frutto della tua abilità e maestria nel settore?
Con una particolare collana ho vinto il primo premio del concorso Swarovski indetto dal sito per creative “Perles&Co”, un sito francese rivenditore di cristalli swarovski. Il concorso si è svolto nel 2016 e si chiamava “Concours Perles & Co – Swarovski Create your Style”. Il premio mi ha consentito di avere un soggiorno di tre giorni ad Innsbruck con visita agli archivi privati della Swarovski, a Wattens. Una bellissima esperienza che ricorderò per sempre!
Che cosa ti è piaciuto, da sempre, del momento pittorico-decorativo?
Gli inchiostri, decisamente, perché creano le trasparenze, sia inchiostri ad acqua sia ad alcool..
Quanta Sicilia c’ è in te?
Tanta, davvero, dentro di me c’è il barocco siciliano…Adoro i luoghi della mia terra…adoro ritrovarmi nella Chiesa Della Martorana a Palermo, un luogo intriso di stile bizantino e barocco, ti sembra di entrare in un piccolo scrigno, mi sento appagata da tanta bellezza…
Da che cosa ti lasci ispirare?
Dal materiale o anche dal percorso di ricerca che mi conduce al materiale, quindi non disegno prima il gioiello ma mi lascio ispirare dal materiale in termini di cristalli o parti tessili…Mi lascio ispirare dall’ azzurro del mare e dai toni del blu, le sfumature dell’ azzurro sono il mio angolo di paradiso…Apro la finestra della mia camera da letto e vedo il mare fino a Cefalù, per non parlare dei profumi delle zagare e del mare, amo molto le caratteristiche della mia terra, oggi lo stile siciliano tra carretti e fichi d’ India è davvero in voga, basti pensare a Dolce e Gabbana, stilisti famosi in tutto il mondo…
Che cosa realizzi?
Realizzo orecchini, collane, bracciali…
I tuoi gioielli ti assomigliano?
Beh, diciamo che sono più eccentrici di me, io sono più semplice come persona anche se, nel contempo, sono ridondante e opulenta nei riguardi delle mie creazioni, ossia carico molto i miei gioielli che sono esplosivi nei materiali e nelle forme date…
Che cosa ti piace fare nel tempo libero?
Leggere le biografie degli artisti, testi di arte orientale e… guardare il mare d’ inverno…
Come ti definiresti come donna e come creativa?
Sono una donna introspettiva, tranquilla e riflessiva, serena di nome e di fatto, come creativa sono alla continua ricerca di qualcosa di nuovo…
Prossimi progetti?
Sono soddisfatta così, forse, a pensarci bene, mi piacerebbe aprire un laboratorio e stare a contatto con la gente per strada, sì, questo sì, mi piacerebbe…
Un tuo motto?
La felicità è nelle piccole cose…
Invece un film che descrive la tua essenza?
La leggenda del pianista sull’oceano di Giuseppe Tornatore: tutti ricorderanno la storia…Nel gennaio del 1900 un bambino abbandonato viene adottato e ribatezzato Novecento dall’equipaggio di una nave… Questa sarà la sua casa, dove crescerà senza mai uscire, semplicemente perché non ne sentirà il bisogno, perché Novecento sente appunto di avere tutto con sé! Sì, credo che sia questo film a racchiudere in fondo la mia essenza!
Per info: cell 347/6853161; pagina facebook e Instagram “Serena Di Mercione Jewelry”