Francesca Crispo, quel filo che si riannoda alla luce

Francesca Crispo, quel filo che si riannoda alla luce

“Le condizioni per la creatività si devono intrecciare: bisogna concentrarsi. Accettare  conflitti e tensioni.  Rinascere ogni giorno.  Provare un  senso di sé” (Erich Fromm).

Vedersi in uno specchio d’ acqua che poi è la nostra anima, ricercarsi, volersi ritrovare  e voler ritrovare quel filo di luce… Anche quando le mani tremano, anche quando si ha il timore di non farcela, vale sempre la pena cercare di provare a riprendere quel filo nelle nostre mani. Mani che si muovono da sole alla ricerca di qualcosa, mani liberate dal nostro cuore, mani che vogliono prendere o riprendere quel filo per vivere e non sopravvivere. Si sopravvive al dolore, alla violenza, ma poi bisognerebbe imparare a vivere…Perché, paradossalmente,  sarà pur sempre quel dolore  a chiedercelo, quasi ad imporcelo. Ed è così che le mani, se pur incallite alle volte dai segni del tempo, vogliono andare da sole, vogliono prendere quel filo e annodarlo e riannodarlo alla luce, vogliono riprendere a vivere e a sognare. E ci si ritrova donne così all’ improvviso, perché la vita ha i suoi insegnamenti, i suoi esami da impartire insieme alle sue prove difficili o meno.  E così che poi una volta cresciute e cresciute tanto, si vorrebbe ritornare ad essere  le bambine di un tempo…Ed è così che il tempo non basta mai. Ma si cerca sempre più di conquistarlo, di averlo dalla nostra parte, semplicemente si tende ad amarlo. Soprattutto quando in testa si hanno dei pensieri, delle idee che si illuminano come candele o lampadine in una notte che sembrerebbe non voler finire mai. Soprattutto quando si intuisce il messaggio che la vita vuole offrirci, ossia non starsene a galla ma nuotare liberi nei mari più belli e puliti. Affinchè si possa vivere in simbiosi con la natura, con quella natura  che ci vuole uniti ai suoni, ai ricordi, all’anima delle cose. E cogliere il senso, il senso buono ovunque. Sentire l’ anima in un lenzuolo che sventola al sole, voler unire dei cavi per ridare più luce alla quotidianità e cercare di arricchire la vita degli altri. In virtù dell’armonia delle cose, in contatto con il presente, il passato, il futuro. Francesca Crispo  è una donna di quarant’ anni, è originaria di Torino ma vive a Cannigione, nella frazione del comune di Arzachena. Francesca è il vento della Sardegna quando spira piano e quando spira forte. Quel vento che sembra parlarti e suggerirti il cammino da intraprendere e da esplorare.  Quel vento che è creatività svelata e non trattenuta più, creatività che scivola tra le mani come granelli di sabbia…Quel vento che è stile di vita, gusto, raffinatezza. Francesca ha quarant’ anni ma è molto più matura per la sua età. Ha sofferto in alcuni passaggi della sua vita e si sa, il dolore se non uccide, fortifica. Oggi Francesca ha una famiglia felice, un marito attento che la incoraggia  a proseguire per realizzare i suoi sogni e due bellissimi bambini, Niccolò di otto anni e Anna di cinque. Papà calabrese e mamma sarda, quando aveva tre anni e mezzo, i suoi genitori si trasferirono da  Torino ad Arzachena perché l’ amata mamma Anna non riusciva a vivere lontana dalla sua terra. Oggi Francesca è estremamente orgogliosa della sua terra sarda, valorizzandone la bellezza dei luoghi e la tradizione. Diplomata in ragioneria, Francesca lavora nell’azienda di famiglia, un’ azienda di impianti elettrici, occupandosi di contabilità. Poi ha sentito quel vento che la chiamava forte, come una eco, un richiamo della natura.  Corroborata dai buoni sentimenti della sua famiglia d’ origine e da una diffusa creatività familiare: papà elettricista, mamma sarta e bisnonni ceramisti, si è detta un bel giorno di voler fare di più, di voler rendere luminosa la sua vita, provando ad armonizzare e a far risplendere anche quella degli altri. Con quella umiltà tipica di quegli artisti  e quei  creativi che sanno soprattutto ascoltare i contesti nei quali si trovano, Francesca ha raccolto la sua idea come un bel fiore luminoso e l’ha semplicemente coltivata, credendoci fino in fondo. Ed è così che ha pensato di prendere una lampadina dal suo negozio per inserirla in un portalume così come ha colorato un filo elettrico per inserirlo in un portalampada insieme a tre sfere di legno per la gioia di due promessi sposi i quali,  non avendo un comodino, hanno visto l’ originalità e l’ unicità di un lavoro fatto a mano con una staffa, una spina e un interruttore. Ed ecco che un angolo dell’ azienda presenta i suoi manufatti che espone nella volontà sempre più accesa di diffondere la sua creatività e la sua luce ovunque. Laboriosità, istinto, grazia, delicatezza  sono le sue potenzialità intrise di doti caratteriali. Le sue lampade sono autentici lavori fatti a mano, dettate da dedizione  e cura dei dettagli. Intanto la natura e la terra sarda fanno da sfondo alle sue idee: i colori del mare con le sue gradazioni, il verde della natura, tutto è una continua sollecitazione  a sviluppare la fantasia e l’ immaginazione. E noi donne di immaginazione e fantasia ne abbiamo tanta per un universo che ci portiamo dentro, per la voglia di sognare e per la speranza di cambiare il mondo. Francesca è una donna aperta al mondo, garbata, dolce  e nel contempo propositiva, acuta, volitiva. Francesca è aperta al mondo con quella curiosità giusta che apre le porte, ecco che cosa colpisce  della sua personalità oltre alla sua speranza di voler vedere cambiare alcuni aspetti del nostro vivere quotidiano, alcuni atteggiamenti sbagliati… Ecco perché ha pensato di voler accendere una luce, che sia una lampada, una lampadina o una luce di una candela, l’ importante è voler accendere  e modulare il nostro personale  sguardo sul mondo. Francesca sa ascoltare il richiamo della natura attraverso la sua voce interiore e sa trasmettere ciò che di bello può derivare dai suoi pensieri e dalle sue conseguenziali azioni ed elaborazioni. Attenta ai segnali e a ciò che la vita di buono possa insegnare, sa ascoltare quel vento che anima un lenzuolo teso ad asciugare o quella luce che trapela tra le tende in un pomeriggio d’estate. Quel lenzuolo bianco che si gonfia al vento è la sua voce, è ciò che ha ascoltato, è ciò che poi è diventato il suo momento creativo, la sua linfa vitale, la sua speranza e la sua luce. Una luce per esplorare e per vivere una vita piena di autentiche emozioni. Mentre i ricordi, quelli che invadono il cuore, stanno a guardare il cielo stellato sul mare di Sardegna…

Che cosa pensi della tua vita? Sei soddisfatta o vorresti realizzare ancora qualcosa, qualche piccolo-grande sogno?

Ho  una bella famiglia,   mio marito  Andrea e due bellissimi bambini, Niccolò di otto e Anna di cinque anni. Della mia vita cancellerei l’ episodio doloroso della morte della mia cara mamma Anna avvenuta quattordici anni fa… Ci siamo ritrovati in tre, io, mio padre  e mio fratello, all’ inizio è stata dura, mio padre Raffaele non ci ha fatto mai mancare la sua presenza… Intanto ho sempre lavorato nell’ azienda di famiglia, un’ azienda di impianti elettrici occupandomi di contabilità. Solo adesso sono soddisfatta della mia vita perché solo adesso sono arrivata a capire quello che voglio: ossia quello che non voglio è stare  perennemente dietro ad una scrivania, tra numeri e dati…Per questo, pur continuando a lavorare,  mi sono dedicata al mondo della creatività, quindi ho realizzato parte del mio sogno perché il vero sogno sarebbe quello  di aprire un laboratorio…Quindi la mia vita un po’ come quella di ognuno di noi, è un insieme di gioie e dolori, credo che l’importante sia acquisire una maggiore consapevolezza e stima di sé per andare avanti e  individuare quel segnale che possa salvarci…

Come ti definiresti come donna, come mamma e come creativa?

Noi donne non finiamo mai di crescere, di completarci e di partire sempre da capo. Penso di essere una donna aperta e  che sa ascoltare oltre a cercare di trovare sempre il lato buono in una persona.  Malgrado tutto, sono ottimista e non arrendevole. Ai miei figli insegno il rispetto per le persone e devo dire che sto avendo dei complimenti come mamma perché i miei figli stanno venendo su bene…Come creativa, sono alla ricerca di cose nuove, studio le esigenze e le richieste del cliente che devo dire resta meravigliato dalla mia “creatività elettrica” quasi al maschile…

Quando ti sei immessa sull’ autostrada della creatività?

Ho avuto l’ impulso di creare con le mie mani, cinque anni fa, perché ho avuto una depressione post partum  e  ho pensato di dover prendere in mano la mia vita in qualche modo…Ero in azienda e un giorno come tanti dovevo vendere una lampadina  a led che aveva  intorno una cassa bluetooth per ascoltare la musica… da qui ho pensato che se questa lampadina poteva essere molto di una semplice lampadina, a questo punto, avrei  potuto provarne a crearne  anch’io di diverse…e così è stato. Ho creato un filo elettrico colorato con un portalampada e tre sfere di legno per due promessi sposi  sprovvisti di comodini nella loro camera da letto… Quindi pensare che  tale portalampada potesse spegnersi dall’alto con una staffa, una spina e un interruttore,  li ha resi felici e soddisfatti ed io con loro. Questa prova riuscita bene è stata la spinta a proseguire in questo viaggio: ho iniziato a esporre le prime lampade in azienda  e devo dire che sono piaciute subito…poi ho iniziato ad avere delle richieste tramite la mia pagina facebook  e instagram “fraunfiloelaltro”.  Inoltre cerco di recuperare lampade vecchie  come anche cavi che si possono colorare a piacimento…

Che cosa realizzi precisamente?

Lampade da tavolo, lampadari, lampade da comodino  e linee nuove per camerette…

Quali tecniche e materiali utilizzi?

Utilizzo cavi elettrici rivestiti  di cotone, lino e seta. La tecnica è una tecnica base che definirei sartoriale. Di solito mi rivolgo ad artigiani che creano  i supporti in metallo dei paralumi che  poi rivesto di stoffa, mentre i disegni li ritaglio sul legno, li levigo e li dipingo.

Quando trovi il tempo per dedicarti alle tue creazioni?

Nei fine settimana e nei ritagli di tempo che cerco sempre di trovare perché  diversamente mi manca davvero qualcosa  e non mi sento realizzata appieno…è un rifugio emotivo, non può bastare solo dedicarsi alla famiglia  e al lavoro, ho sentito il bisogno di fare qualcosa per me che potesse gratificarmi…

Che cosa ti rattrista e che cosa ti restituisce gioia?

Mi rattrista l’ ignoranza, la grettezza e la discriminazione. Mi  rincuora  l’apertura mentale, senza quella non andiamo da nessuna parte, non ci si può permettere di non sapere e conoscere…

Vivi in un luogo incantevole: quali ricordi serbi della tua infanzia ad Arzachena?

Siamo nel golfo della Maddalena, sì, è vero, un luogo incantevole…Ricordo le passeggiate, il godere di tante ore di luce, il mio ricordo è legato alla chiesetta di San Santino,  bellissima, nelle campagne verso Tempo Pausania. Le passeggiate con mia mamma la domenica, quando mio fratello Pierpaolo camminava con le pinne per arrivare al mare e le strade sterrate di ciottoli bianchi…

In che modo ti ispira nella creatività la tua terra?

Mi ispirano il mare, i colori del mare, le gradazioni del colore del mare, il giallo delle ginestre, i toni del viola delle orchidee selvatiche…

Altre passioni di vita?

-Sorride dolcemente-. Mi piace andare per vigneti, adoro immergermi tra i filari d’ uva, mi piace leggere, cucinare…

Un motto o una frase d’ autore che meglio ti rappresenta?

Ho spesso presente una frase tratta dal libro “Ali di babbo” di Milena Agus: “ Ho sentito soffiare come se qualcuno soffiasse a farmi vento. Ma vedevo che quello era uno scherzo tipico di mio padre…”.

 

 

Per info: Francesca Crispo: cell: 340/4025138; profilo instagram fraunfiloelaltro e pagina facebook Franunfiloelatro

 

 

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