La creatività è senza dubbio la risorsa umana più importante. Senza creatività non ci sarebbe progresso e ripeteremmo sempre gli stessi schemi( Edward De Bono).
Le storie diventano belle quando si ascoltano davvero, quando la musica le accarezza e accarezza l’anima. Le storie, quelle che raccontano la quotidianità, quelle di tutti i giorni, devono essere rispolverate e messe a lucido, per la bellezza insita che nascondono. Bisogna fermarsi ad ascoltarle nel silenzio che spazza il tempo dei nostri treni in corsa… Che senso ha correre, fare, vivere se non ci si conosce nel profondo? Se non ci si sofferma a capire la gioia altrui o la sofferenza altrui? Le vere storie sono quelle che catturano la nostra attenzione nella semplicità della loro trama, non devono essere storie altisonanti o eccessivamente romanzate. No, oggi, abbiamo bisogno di storie semplici ma durature, storie dettate dal cuore di chi le scrive e le legge. Le storie migliori sono quelle cucite addosso alla nostra pelle e alla nostra anima, al nostro modo di essere e di esistere al mondo. E non c’ è cosa più entusiasmante che seguirle in tutti i loro passaggi. Se queste, poi, sono storie di donne, il cerchio si chiude per riaprirsi in un’ altalena di emozioni e sensazioni molteplici e variopinte. Perché, si sa, la donna è un universo, ha la pelle colorata, vive intimamente il suo essere donna. Non si accontenta solo di esserlo ma vuole esplorarsi, conoscersi a fondo per amare la vita. E quando vengono ascoltate, le donne sanno fare miracoli perché assorbono sentimenti buoni e meraviglie ai loro occhi. Sanno dare in abbondanza per il solo fatto di essere seguite e capite. Ci sono e ci saranno anche giorni e tempi nei quali non riescono a trovarsi o ritrovarsi, giorni nei quali si sentono perse e smarrite nei loro stessi passi. Perché la vita è una e non sempre si riescono a giocare le carte giuste, ci sono momenti nei quali ci si pongono mille domande per risposte che, se arrivano, arrivano con il tempo. E si sta ad aspettare quel volo di farfalle che possa colorarci la vita, quel fiore che sboccia sui nostri davanzali, quel raggio di sole che ci illumina il viso e gli occhi. E quando quel volo d’amore arriva, come un vento tiepido tra i nostri capelli e ci illumina lo sguardo, allora sì che tutto può cambiare. Come è accaduto a due donne e due amiche vere, Marilena Rizzo e Simona Morra. Originarie di Napoli, della zona di Chiaiano, le loro storie si sono incrociate e oggi fanno meraviglie. Marilena ha quarantacinque anni e due figli, Susanna e Vincenzo, Simona ha quarantadue anni e un figlio, Giuseppe. Insieme formano una famiglia allargata…Romantiche, solari, tradizionaliste, serie, leali, ringraziano la loro amicizia, come un dono piovuto dal cielo, un’ amicizia che è cresciuta negli anni ed è lievitata come il pane, profumata ed impreziosita da attimi di vita quotidiana, da valori, da quella solidarietà tutta al femminile, dalla profondità e bellezza dei loro sguardi e da un sentire comune. Niente si inventa o viene a caso, l’amicizia, appunto, è partecipazione, condivisione, sentire ed apprezzare l’altro per quello che è, accettarlo per migliorarlo. Amicizia è crescere insieme e guardare nella stessa direzione dei sogni. In quella realtà che talvolta ci vorrebbe spente, l’ amicizia è quella forma emotiva che ti dà fiducia nella vita, è quel viaggio insieme che arricchisce e che completa. Messe a confronto, difatti, ciò che affascina di Marilena e Simona è il loro incastro fortunato, il loro essersi conosciute al momento giusto e al posto giusto, in un tempo che faceva tifo per loro due insieme, in un tempo che, come un buon padre che ti guida, le ha volute complici, affiatate e sincere. Trovare tali sentimenti al giorno d’ oggi è davvero una carezza sul cuore, ti rinfranca, ti fa ben sperare e ti ridona pace e sicurezza. Un porto sicuro, un faro che illumina il loro cammino di naviganti creative, un timbro di ceralacca sulle loro romantiche pagine di vita che sono il loro vissuto ricco di valori, le loro storie che hanno quella semplicità che cattura ed emoziona. Questo perché si affondano le mani nella vita vera, nella quotidianità che alle volte fa male e punge, quando distrattamente quell’ ago ci passa tra le dita. Ma solo vivendo e conoscendoci a fondo, scopriremo che sarà proprio quello spillo ad appuntarci alla vita e a farci crescere. Di Simona e Marilena piace il loro sguardo aperto al mondo, il loro voler mettersi alla prova, il loro voler imparare con umiltà e saggezza aprendosi al cambiamento. Una saggezza tutta napoletana, intrisa di ironia e da quel tocco di ottimismo, da quel voler vedere l’ orizzonte della loro tenacia e la forza di quel sogno di naviganti nello stesso mare. Entrambe dedite alle loro belle famiglie, ecco, di Marilena e Simona piace la loro visione, la loro dimensione, la loro forza che riescono a darsi a vicenda anche fra le intemperie. Piace la loro sincerità rara e preziosa da trovare nella nostra epoca fatta di corse, pregiudizi affrettati ed eterne contraddizioni. Piace il loro volersi bene, il loro prodigarsi l’una per l’altra, il loro volersi migliorare sognando un futuro migliore. Simona ha meravigliosi occhi azzurri e Marilena ha meravigliosi occhi scuri. Occhi che si guardano e si capiscono al volo, tale è la loro empatia, la loro fresca intelligenza, la loro armonia e bellezza nel voler comunicarsi emozioni e sensazioni sane e durature. Ed è così che sul filo delle emozioni, nasce la loro creatività, la loro voglia di sognare e cucire insieme. Sì, perché cucire è un po’ come tessere le trame di un sogno, come cucire i propri sogni, impreziosendoli di dettagli e spazi di luce e colore. Simona ha un passato di istruttore finanziario e Marilena ha esperienze pregresse in campo turistico, poi, prima l’una e poi l’altra, hanno imboccato la via della creatività e del cucito creativo. Marilena ha fatto da apripista poiché già dedita a questa attività da più tempo, Simona l’ ha seguita, affascinata dal suo modo di lavorare, dal suo modo di porsi e dal suo mondo creativo. E, diventate amiche nel tempo, hanno voluto unire le loro storie, storie di tutti i giorni, innaffiate e coltivate dalla vera amicizia, dalla vera passione per la creatività, dalla loro fantasia e dal loro essere donne oggi.
Come vi siete conosciute?
Abbiamo due bambini che frequentano la stessa classe, Giuseppe e Susanna di undici anni, ci conosciamo da quando i nostri due figli frequentavano le scuole elementari…
Due vissuti diversi con esperienze diverse, Simona che cosa ti piace di Marilena?
La sua lealtà, la sua schiettezza, la sua apertura mentale… Marilena è più precisa di me, forse anche più pignola ma mi riporta con i piedi per terra…
Marilena, che cosa ti piace di Simona?
La sua semplicità, l’essere se stessa fino in fondo, il tocco di fantasia che mette nel nostro lavoro…La esorto soltanto ad essere più guardinga nei confronti delle persone e della vita, io sono più diffidente, è una mia corazza che ho messo su nel tempo…
Qual’ è la vostra affinità più grande?
Tra noi c’ è intesa, collaborazione e solidarietà femminile, pur avendo due caratteri diversi, ci compensiamo e completiamo, ci appoggiamo, cercando di migliorarci vicendevolmente.
Un difetto che vi riconoscete?
Non riusciamo a non mettere amore nelle cose che facciamo, curiamo tutto nei minimi dettagli…e andiamo anche oltre il semplice cucito creativo, ci piace allestire, decorare e quant’ altro.
Simona, quali sono state le tue esperienze di lavoro in genere per arrivare al mondo creativo?
Mi sono diplomata come perito commerciale e ho cominciato a lavorare in una libreria per tre anni, è stata una bella esperienza, formativa ed interessante. Mi occupavo di cancelleria e di libri per l’ infanzia e per le elementari. Adoravo allestire le vetrine, ho sempre adorato gli addobbi e il decoro…da piccola incollavo i cocci di legno per metterci le candele. Poi sono stata un istruttore finanziario per ben tredici anni, anche qui, bella esperienza! Ho smesso perché volevo fare la mamma…però la creatività non mi è mai mancata e devo dire che anche in famiglia non manca la vena creativa: mio figlio disegna che è una meraviglia e mio marito ogni tanto fa il restyling di mobili con i quali abbiamo arredato casa… Poi, ho conosciuto Marilena e mi ha incoraggiato ad entrare nel suo mondo di cucito creativo, fra forbici e materiale vario. Da lei ebbi in regalo una macchina da cucire e così ho iniziato ad aiutarla proprio nel periodo natalizio, quando ci sono più richieste di lavoro, ed eccomi qua, insieme a lei, fianco a fianco, nel realizzare le nostre creazioni, con l’entusiasmo di sempre che ci contraddistingue…Lavoriamo a casa, talvolta anche tra le mille incombenze domestiche, e insieme ai nostri figli che fanno i compiti o pasticciano…Abbiamo creato e allestito l’anno scorso l’ evento per la Prima comunione dei nostri figli, ed è stato molto emozionante…non lo dimenticheremo mai!
Che cosa realizzate precisamente?
Siamo impegnate particolarmente nel periodo natalizio, poi realizziamo dal coprisedie al fuoriporta, dalle tovaglie al copriforno, ghirlande, gnomi, elfi, marionette. Intanto ci interessiamo agli eventi con le nostre creazioni ed allestimenti…
Simona, come ti definiresti caratterialmente?
Io sono estremamente emotiva, sensitiva, ho creatività e fantasia…Marilena potrebbe fare a meno di me, io ho sempre bisogno di lei, io mi sento più sicura con lei…
Che cosa ti fa star bene e che cosa ti rattrista?
Mi fa stare bene un sorriso, un abbraccio, il manifestare le emozioni, ballare, mi rattrista il bullismo, la falsità, l’ipocrisia…
Un tuo motto?
Su un pezzo di legno imbiancato ho scritto: La decisione più coraggiosa che puoi prendere ogni giorno è quella di essere di buon umore!
Marilena, invece, tu quando e come ti sei avvicinata al cucito creativo?
Mia zia Sofia mi ha insegnato a cucire…avevo circa dieci anni e invece di andare a giocare dalle amichette, dopo la scuola, passavo da mia zia e stavo ore per cecare di apprendere la tecnica del cucito…L’ altra mia zia, Maria, era quella più creativa, da lei ho imparato a creare senza cartamodello, mi spronava a fare di testa mia e a liberare la mia fantasia…
Le tue esperienze in altri ambiti di lavoro?
Dopo il diploma di ragioneria, ho voluto subito rendermi indipendente, mi è sempre piaciuta la lingua inglese e ho iniziato con il doposcuola ai bambini per poi lavorare in un’ agenzia di viaggi per ben dodici anni…Una bellissima esperienza, questa, che mi ha resa una persona libera ed indipendente, mi è sempre piaciuta l’idea del viaggio…Poi ho conosciuto mio marito e abbiamo messo su famiglia…Naturalmente le cose cambiano con una famiglia ed è così che ho pensato di calarmi a capofitto nelle mia vera ed unica passione che mi ha sempre accompagnata…Ho iniziato con l’ allestire un piccolo laboratorio a casa, iniziando ad avere conferme e richieste…Poi ho incontrato Simona e le ho proposto di collaborare con me…
Il tuo modus operandi nel cucito creativo?
In genere si dovrebbe creare un cartamodello, però, mi piace lavorare d’ istinto e di fantasia. Infatti un mio lavoro non sarà mai uguale ad un altro…Sono pezzi unici, non mi diverto a fare le cose uguali! Il momento più bello ed entusiasmante è quando vedo il prodotto finito e ci piace e ci emoziona, l’ altro momento entusiasmante è quando i nostri clienti ci lasciano liberi di creare…
Come ti definiresti caratterialmente?
Io domino molto le emozioni, sono una persona diretta e non amo i convenevoli e non sono diplomatica…
Che cosa ti rattrista e ti fa star bene?
Mi rattristano i pregiudizi e l’ottusità, mi fanno stare bene le giornate di libertà in famiglia e la musica dei Beatles…
Un tuo motto?
Ogni volta che pensi di conoscere una persona, ormai esce il modello nuovo!
Auguri, ragazze!
Grazie, è stato un piacere raccontarci…
Per info: Marilena Rizzo: cell: 334/6236893; Simona Morra: 347/6053160
Pagina facebook Il filo di Lena
Due donne eccezionali, con un faticoso vissuto alle spalle , due perle rare.