Monica Barbarotta, c’ è tutto un mondo in un libro

Monica Barbarotta, c’ è tutto un mondo in un libro

La macchina tecnologicamente più efficiente che l’uomo abbia mai inventato è il libro (Northrop Frye).

C’è tutto il tempo per scoprire che cosa di bello la vita ci riserva e non c’è tempo quando tutto ciò vuole essere celato. Come in un buon libro, ci rannicchiamo tra le  parole, saturi della vita di tutti i giorni, della routine, di quella quotidianità che può smorzarci l’entusiasmo.  Un libro, come il tempo, può diventare il nostro migliore amico. C’è tutto un mondo in un libro. E beato è colui o colei che riesce a svelarlo! Quante volte i libri ci hanno fatto compagnia, quante volte ci hanno preso per mano e condotto in mondi immaginari apparentemente ma molto vicini al nostro modo di pensare e vedere le cose! Ci ritroviamo in  un buon libro, ci confrontiamo con un buon libro, diventa il nostro alter ego, quel filo che ci ricongiunge al passato e che ha occhi per vedere il presente e il futuro. In un libro, le ambientazioni, i personaggi e la loro storia sono intrisi di scrittura come l’acqua per la terra, diventano forieri di nuove avventure, di storie vicine al nostro sentire, alla nostra filosofia di vita.  I libri sembrano parlarci e suggerirci il percorso da intraprendere, sono ottimi consiglieri…Le parole che vediamo scritte sembrano parole dettate dal vento, da quel famoso “pneuma” che altro non è che la nostra anima, il nostro profondo sentire. Ed è così che ci si innamora di quell’ oggetto libro che, ricco di contenuti, può condurci lontano, in territori e confini lontani ma vicini alla nostra essenza, alla nostra più intima dimensione umana. Un libro si accarezza, si sfoglia, se ne sente l’odore,  talvolta arrivando a percepire l’ interiorità di quello scrittore che vuole guardarsi dentro, che vuole sfiorarsi l’ anima e ritrovarsi.  Il tempo così si dilata, in un libro c’ è tutto il tempo per amare, per scoprire, per essere liberi. La luce bianca delle  pagine fa da scena alle parole che sembrano case abbarbicate sulla scrittura. Su quella architettura che è la parola da costruire. Questo  un pò l’ incanto e la bellezza custoditi in un libro… Nel silenzio di ciò che  parla e non parla, in quella pace e mistero nel quale scopriamo un buon libro,  si sviluppa una maggiore creatività e capacità di sognare. Un libro va prima sognato, poi pensato e poi scritto. Magari prima  viene delineato a mano come gli amanuensi in quello che è un lavoro certosino alla ricerca di quelle parole che  fanno rima con i sentimenti e che possano coniugare la  forma al contenuto. Una parola è importante perché determina un percorso da vivere, il peso e la potenza delle parole delineano un destino, un incrocio fortunato tra ciò che siamo e ciò che vorremmo essere, tra passato e futuro. E in mezzo c’è il presente e il nostro operare nel presente. Un libro, dunque, è questo ed altro ancora. Altro ancora perché c’è chi non lo sfoglia soltanto un libro, non lo legge soltanto accarezzandolo ma lo crea anche  e lo ricrea. Abbiamo avuto il piacere di conoscere una creativa davvero originale oltre che poliedrica e versatile.  Monica Barbarotta  ha quarantadue anni ed è originaria di Petralia Sottana, in provincia di Palermo. Ha un figlio di undici anni, Matteo che definisce la sua perla…Dopo varie esperienze di lavoro, è oggi un operatore sanitario che ha sentito il bisogno di esprimersi dal punto di vista creativo. Difatti è nata così la sua passione per i libri che crea e ricrea attraverso l’ affascinante tecnica dell’ arte book folding.  I suoi migliori amici sono i libri che rende reali e palpabili come appunto sono le pagine di un libro che si toccano, si vedono, si sfogliano ma si creano e ricreano anche. Seguendo la  propria  scia di pensiero, la propria emozione o ciò che si intende rappresentare e comunicare. Monica era  molto portata per i lavori manuali sin da piccola, nata poi da una famiglia di creativi, è molto presente nelle associazioni del suo paese per la valorizzazione del territorio e delle tradizioni locali. Ma i libri sono la sua vera passione, libri che appunto fa rivivere perché gli dona altre possibilità di recupero permettendogli di diventare oggetti d’arte. Libri che taglia e piega ma prima salva perché  sono libri destinati al macero, libri vecchi che diventano libri sensoriali, belli da toccare e da vedere e con contenuti che riportano a spunti di riflessione. Questo ci tiene  a dire Monica nell’arco dell’ intervista per non essere fraintesa. Non deturpa certamente il tessuto e la materia di cui è fatto un libro ma gli ridà una nuova opportunità, una nuova vita insieme a nuovi colori e linee. Ed è così che nell’ arte del book folding scopriamo che  la piegatura del libro è la fase del processo di produzione del libro. Difatti fino alla  metà del diciannovesimo secolo, la piegatura del libro era fatta a mano ed era un mestiere. Potrebbe essere questo anche un modo per appassionare alla lettura o alla “chiave di lettura”, un modo di riciclare e recuperare valori insiti per indurre alla riflessione. La carta è la nostra “tabula rasa” su cui scrivere, delineare, scolpire il nostro io creativo… Monica, dunque,  ama partecipare ad eventi vari sul suo territorio, le sue iniziative e la sua creatività tendono a coinvolgere il pubblico, lanciando messaggi buoni nel recupero dei valori  e stimolando  le generazioni future. Il suo modus operandi rispecchia la possibilità di elargire emozioni diverse, di coinvolgere emotivamente ed artisticamente. Questa volta il libro è visto dall’esterno procurando appunto un discorso emozionale esterno, un modo per sondare il terreno e per riappropriarsi  anche di quel linguaggio antico quanto il mondo che è la scrittura inserita nel contenitore libro. Insieme alla scrittura, quindi, ai suoi codici, le sue linee, i suoi schizzi, l’idea prende forma insieme  a Monica che la studia intelligentemente. Le nuvole di parole insieme a linee e piegature diventano sculture e  inondano l’oggetto libro senza prevaricarlo ma donandogli un nuovo corpo, un nuovo vento e una nuova percezione delle cose e del mondo.  Ecco Monica riesce a catturare tutta la magia nelle sue opere e a farci appassionare al nuovo  che è sempre in contatto con l’ antico… Di Monica piace la sua fresca intelligenza, il suo entusiasmo, la sua professionalità e soprattutto il suo modo tutto nuovo e fantastico di amare i libri.

Il tuo excursus di  studi e lavoro?

Ho un diploma di  ragioneria -ma sorride- per come è andata la mia vita, di questo diploma non me ne sono fatta niente… Ho lavorato per circa sei anni come baby sitter e da quindici anni a  questa parte  sono un operatore sanitario part time…Devo ammettere che è un lavoro difficile: ho a che fare con anziani e con malati gravi che hanno bisogno di aiuto psicologico oltre che pratico, però va bene così… Sono una persona positiva e  sorridente, avendo a che fare con la sofferenza degli altri, d’ istinto ho bisogno di sorridere alla vita…

Quando nasce la tua vena creativa?  

Sicuramente nasce da un bisogno interiore e dalla volontà di evadere anche dal mio lavoro…Da premettere che sono molto portata per i lavori manuali e l’ho dimostrato sin da piccola. Devo molto a mia mamma Maria che mi ha sempre stimolata a fare l’ uncinetto e a mio papà Enzo, adesso in pensione ma che è ancora un appassionato di teatro nonché  un bravissimo scenografo.  La mia è una famiglia di creativi che è entrata ben presto a  far parte di associazioni per la valorizzazione del territorio… Ad esempio, il gruppo “Petralilium in praesepio”  nasce dalla volontà di un gruppo di amici  allo scopo di realizzare  una miniatura del nostro  paese che adesso è  diventato un museo permanente. Tutto è iniziato nel 1998 ma ogni anno abbiamo aggiunto sempre più un piccolo particolare al nostro presepe monumentale. Ed è così che si sviluppa la mia arte presepiale… Nel 2012, poi, ho iniziato ad appassionarmi di cake design che ho praticato per sei anni e che ancora pratico ogni tanto… Sono fatta così, quando vedo qualcosa di nuovo, mi incuriosisco finchè non la imparo, poi, quando arrivo ad un livello di perfezione, cambio!   Come si dice “impara l’arte e mettila da parte”, no?

Come nasce poi la tua passione per l’arte del libro o meglio detta art book folding?

Detto in breve,   l’art book folding è una tecnica russa, conosciuta anche in Brasile e in America e consiste nel tagliare e piegare le pagine fino a creare l’immagine prestabilita. Mi piace dire che ne ho fatto un’ arte mia, disegno e creo io, senza modelli prestabiliti, riuscendo a personalizzare…Poi mi è venuta l’idea di creare la pagina facebook e la pagina instagram …Da due anni mi occupo di questa arte del libro, è un lavoro di precisione  e di creatività insieme che mi affascina tanto,  sto avendo un riscontro di pubblico un po’ dappertutto  come anche in Francia, Spagna e Canada. Mi chiedono schemi personalizzati insieme ai miei manufatti…

 Che cosa è  un libro per te?

Un libro nasce per regalare emozioni…I miei sono libri che vanno al  macero, sono vecchi libri che trovo nelle biblioteche, sono sempre alla ricerca di lotti di libri… Ho distrutto un po’ di quaderni,  vecchie agende e ricettari vari per esercitarmi in quest’ arte nuova  che continua ad entusiasmarmi. Ci tengo comunque a precisare che non sono mai libri nuovi, non usurpo i libri ma gli dò, in  questo modo, una seconda possibilità…

Perché hai scelto di ricreare un libro?

Ho scelto di ricreare un libro per dargli appunto una nuova vita…per dare la possibilità ad un libro di dare emozioni diverse, guardandolo esternamente.  Sono libri con dei ritratti,  personaggi famosi ma anche simboli e loghi…

Quali sono le tue letture preferite e i tuoi libri preferiti?

Da adolescente adoravo i gialli come Agatha Christie, anche adesso li leggo quando posso…Prima portavo un libro per leggerlo, in ospedale,  durante i turni di notte, adesso lo ritaglio tra  un campanello e l’altro…

Quali sono le fasi più affascinanti della book art?

Dall’idea stessa al progettare il disegno alla stessa  preparazione del libro, fino a  decorare la copertina…

Le tue fonti di ispirazione?

La mia Sicilia, i suoi paesaggi, la sua tradizione…

Prossimi progetti?

Ho in programma di realizzare libri con le serenate siciliane… Poi, con una mia  esposizione, parteciperò all’ evento “BatrArt” che si terrà al mio paese dal 26 al 28 luglio. Il mio libro artistico sarà incentrato sulla figura di Leonardo da Vinci, in occasione del cinquecentenario della sua morte. Anche lo scorso anno ho partecipato con le mie opere e devo dire che ho riscosso un certo successo di pubblico…Venite a Petralia Sottana, vi aspettiamo!

C’ è qualcuno che desideri ringraziare?

Ringrazio i miei genitori per l’educazione che mi hanno impartita…

Come ti definiresti come donna e come creativa?

Sono lunatica, non è facile starmi dietro, sono una persona  molto dinamica, sono  anche molto riservata e nello stesso tempo aperta al pubblico, ho questo duplice aspetto…Dal punto di vista creativo, sono una persona sensibile, empatica, ho una curiosità viva.  Comunque sia, in mezzo al mio disordine creativo sono serena…Mi piace cambiare e mettermi alla prova continuamente ed essere fondamentalmente  una persona libera…

Un tuo motto?

Nella vita ti diranno “Non ce la farai” , allora tu girati e rispondi: “ Guarda come si fa!”

Per info: cell: 333-1598530; pagina facebook: Book Art-Monica B.

www.batrart.it

 

 

 

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