Katia Mastrodonato, cuore di bambola

Katia Mastrodonato, cuore di bambola

“La capacità di provare ancora stupore è essenziale nel processo della  creatività” ((Donald Woods Winnicott). Ci può essere un modo per stare tranquilli, un’ oasi di pace, un giardino incantato? Si, può esserci, solo se lo vogliamo e guardiamo dentro di noi. Alle volte ci arrendiamo, sembra tutto così temibile, tutto così arido e non riusciamo a provare, a verificare, a sperimentare. Poi arriva la luce, quella luce che arriva dopo il buio. Dopo essersi interrogati a fondo. Dopo essersi lasciati andare, come in un mare di parole che non ha segreti, a quella musica che può essere un richiamo o un grido che alle volte è lo stesso. Parliamo, camminiamo, desideriamo, viviamo ma non sappiamo quale sarà il nostro destino. Certo è che il nostro cammino lo segniamo attraverso le nostre esperienze personali, le nostre discese, le nostre cadute, le nostre salite e risalite. E non c’è niente di più bello che essere originali.  Non c’è niente di più bello ed esaltante nel cadere per poi rialzarsi, non c’è niente di più bello che essere noi stessi. Non c’ è niente di più bello di quella forza che possediamo senza saperlo se non quando la sperimentiamo. E tutto diventa una geometria del cuore che viene messa al primo posto attraverso le nostre più intime risorse che non conoscevamo se non vivendole. La forza della vita che sgorga all’ improvviso come una fonte da una roccia ci irrorerà di stupore, meraviglia e fantasia. Tutti sentimenti e propensioni che arricchiranno il nostro vivere quotidiano soprattutto nei momenti più difficili, meno limpidi e più contorti. Ma proprio in questi momenti si squarcerà il nostro sguardo sull’ infinito, proprio in questi momenti non saremo più soli ma in compagnia di noi stessi, del nostro presente e passato.  Mentre il futuro sarà quella finestra aperta sul mondo. Intanto si fanno giri immensi o giri al contrario prima di arrivare alla meta prefissata. Si fanno numerosi giri prima di atterrare sul suolo, su quel pezzo di terra che sarà un rifugio personale, una scommessa, il sogno di una vita migliore. Si raccolgono, così, i pezzi per strada, si spandono per terra quei petali di tenerezza che diamo perché ne abbiamo bisogno prima di tutto noi. Si capovolgono quei vasi di lacrime, raccogliendo sorrisi e si capovolgono vasi di sorrisi raccogliendo lacrime per irrorare la terra del nostro essere.  Ed è così che diventa profonda e fertile, è così che impariamo a vivere. Ed è così che gli altri non potranno più ferirci  e potremmo salvarci. Perché avremmo intessuto tutto la nostra vita su quel “nosce te ipsum” di socratica memoria, su quella voglia di esserci e di conoscersi sempre e comunque.  E anche  se temeremo per qualche momento di non farcela, ci verrà in aiuto quel rifugio segreto che tanto avremo coltivato, amato, sognato. Ma come si dice, i sogni son desideri, per cui va bene così, va bene lottare per vederli materializzarsi sotto i nostri occhi.  E il nostro  cammino si illuminerà di quella luce che solo noi saremo riuscite ad accendere. Potremo avere una vita normale ma con il nostro rifugio nel cuore ci sembrerà una buona vita,  davvero degna di essere vissuta. Katia Matrodonato  è una donna che ha trovato il suo rifugio del cuore e lo vuole trasmettere, elargire agli altri attraverso la sua vena creativa. Questo profondendo quel senso di pace, tranquillità e benessere che  il più delle volte manca. Katia ha quarantanove anni, è originaria di Melegnano in provincia di Milano ma vive  a Bisceglie perché la sua famiglia è di origine pugliese. La vita è davvero una giostra che ci porta lontano…Katia ha fatto il suo giro di giostra dove ci è salita volentieri perché salda nelle sue aspirazioni, volitiva, tenace e combattiva e dolce e tenera nello stesso tempo.  Nella consapevolezza che ogni cosa va inseguita, voluta, sognata e poi raggiunta, anche se dopo tempo, anche appunto dopo quel giro di giostra che sembra non volersi fermare più. Ma saranno proprio gli eventi, le esperienze di vita  a farci scendere per poi salire, questo per vedere le cose diversamente e con maggiore maturità e consapevolezza. Katia ha fatto il suo giro al contrario perché si è  laureata dopo essersi sposata perché aveva dei conti in sospeso con un percorso di studi mai intrapreso. Difatti Katia avrebbe voluto frequentare la  scuola d’arte ma i suoi genitori non le hanno permesso di viaggiare poichè l’istituto era lontano da casa. Quindi questo è rimasto sempre il suo sogno nel cassetto e come tutte le cose represse, prima o poi vengono fuori, basta sollevare la tenda del coraggio e dell’ intraprendenza. E forse basta solo volersi bene e regalarsi qualche chance in più.  Ed è cosi che Katia ha rovesciato il suo vaso di creatività per terra e proprio come quando si rompe un salvadanaio, ne sono uscite tante monetine per poter giocare ancora e per potere  avere la possibilità di mettersi in discussione  e provare a salire su altre giostre. La creatività repressa a lungo ha portato oggi i suoi frutti perché  Katia realizza meravigliose bambole di pezza. Meravigliose perché ispirano meraviglie  e hanno il cuore di chi le crea. Difatti sembrano parlare attraverso le espressioni che la nostra Katia riesce a dare loro attraverso i suoi precisi stati d’animo, sensazioni ed emozioni. Di Katia piace il voler conservare la sua parte bambina e il voler guardare il mondo da un’ altra angolazione, dalla terrazza che porta all’ infinita tenerezza. Bambole le sue, che si ispirano alla tradizione filosofica  e pedagogica  russa, e che sono uniche nella loro particolarità, forma e  contenuto.  Sono bambole  neutrali come  la stessa creativa le definisce perché non hanno una bocca che ne segue i tratti. Ma, in compenso, hanno occhi davvero espressivi e che comunicano vari atteggiamenti interiori quali lo stupore, la tenerezza, la magia, l’ incanto e la bellezza. Sono senza bocca perché non serve la bocca quando è l’anima a  parlare, l’ anima e il cuore valgono più di mille parole. -Sono bambole animate che riescono ad esprimere la mia forza e fragilità insieme- ammette Katia entusiasmandosi nel discorso come se fossero reali. E reali lo sono davvero quando si creano con le mani e con il cuore. La sua creatività l’aiuta anche nel duro lavoro di tutti i giorni mentre guarda il meraviglioso mare della Puglia e le sue meravigliose bambole.

Il tuo percorso di vita e lavoro?

Il mio è stato un percorso inverso, di solito si studia, si realizzano i propri sogni…Io invece mi sono prima sposata e poi ho cercato di realizzare i miei sogni: tra questi infatti c’ è stata la mia  laurea Magistrale nel 2017.  Intanto, sono stata una cassiera in un  supermercato per dieci anni…poi  ho lavorato nel campo delle assicurazioni. Solo successivamente ho trovato lavoro in una ditta di pulizie  di un ospedale psichiatrico,  adesso lavoro part time in un  ufficio dello stesso ospedale.

Come nasce la tua passione creativa e qual è stata la tua primissima creazione?

Da premettere che avrei voluto frequentare l’istituto d’ arte ma i miei genitori non volevano farmi viaggiare, quindi ho represso a lungo dentro di me questo istinto creativo che oggi è esploso nella creazione delle mie bambole di pezza. Ma  devo dire che da ragazzina disegnavo o ricamavo a punto croce, poi, in età adulta, ho pensato di voler imparare  a cucire imparando da un tutorial in russo, da qui ho scoperto le particolari bambole russe…Un albero di Natale di pezza è stata la mia prima creazione  e da qui ho iniziato a provarmi nel cucito creativo…

Veniamo alle tue meravigliose bambole, hanno una storia che vuoi rivelarci?

Secondo la filosofia e pedagogia russa, queste  particolari bambole russe  devono assumere le sembianze  e le emozioni del bambino a cui si regalano. Le definisco bambole neutrali perchè sono bambole senza bocca ma con due puntini di occhi espressivi, sono senza bocca perché parla l’anima…Difatti esprimo attraverso queste bambole quello che ho dentro, esprimo me stessa. Ricordo che mia madre mi vestiva con vestitini deliziosi, infatti le mie bambole esprimono grazia e dolcezza…Realizzo le bambole, le mie kandy dolls anche  a seconda  di come vorrei essere io, sempre curata, solare, graziosa, affabile, affettuosa… Sono bambole animate, il difetto le rende uniche e mai uguali alle altre! C’ è da dire che ho notato che le persone quando le guardano si inteneriscono, anche i tratti del viso delle persone si distendono… In un mondo di cattiveria e superficialità , è bello notare come le mie bambole possano sortire questo effetto!

In che cosa ti assomigliano ancora?

Io non riesco a dire alcune cose e sono fragile per certi versi, ecco perché senza bocca,  hanno un viso nel quale mi riconosco, alle volte arrossiscono o hanno gli occhietti che guardano in alto…

Prossimi progetti o sogni?

Mi piacerebbe lavorare ai ferri e realizzare i cappellini alle bambole ma…mi piacerebbe che questa mia passione diventasse anche il  mio lavoro!

Le tue maggiori fonti di ispirazione?

Il mare, quando guardo il mare mi tranquillizzo. Il nostro mare è spettacolare, da Bisceglie a Trani al Gargano… Amo notare le sfumature del cielo, quando il cielo è sereno, si confonde con il mare…Mi ispira  poi quel cielo  che ha cambi repentini di colore, dal grigio al bianco alle  stesse nuvole bianche con le sfumature. Mi emoziona  il cielo stellato e il tramonto, mi emoziono con questo. Tra l’altro la mia bambola preferita ha il colore  celeste del cielo e del mare…

Altre passioni di vita?

La musica, il buon cibo, la lettura soprattutto dei libri di psicologia…

Come ti definiresti come donna e come creativa?

Penso di essere una brava persona, lo dico perché al giorno d’oggi  le brave persone sono difficili da trovare.  Di me dicono che sono onesta, umana e sempre disponibile…Come creativa mi piace scoprire tecniche nuove che riguardano sempre le bambole come scoprire anche i segreti delle creative russe, sono sempre in fermento…

Che cosa ti rattrista e che cosa ti rallegra in genere nella vita di tutti i giorni?

Mi rattrista la perdita di persone care… Mi rallegro con poco: mi fa stare bene il sorriso di un  bambino, l’amicizia, la solidarietà, vedere un’ operatrice che ha parole di conforto per i più deboli…

Un tuo motto?

Il mio motto è che non si smette mai di imparare…Lo diceva persino Michelangelo Buonarroti una volta diventato anziano, questo è stato un passaggio della mia tesi di laurea che ricordo spesso…

 

Per info: pagina facebook: Le meraviglie di Katia; cell: 347/8377566

 

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