Claudia Crestani, una vibrante materia cromatica

Claudia Crestani, una vibrante materia cromatica

“Uno dei motivi più forti che conducono gli uomini all’arte e alla scienza è la fuga dalla vita quotidiana con la sua dolorosa crudezza e la tetra mancanza di speranza, dalla schiavitù del propri desideri sempre mutevoli” (A. Einstein).

Ci sono notti dove la luna viene  a svegliarti e ci sono notti dove manca il respiro perché si confonde con il buio incontrollato e struggente. Mentre quel faro di luce fluttuante sembra essere sempre più lontano dal nostro circuito fisico ed emotivo. Ogni notte richiede una domanda, ogni giorno vuole già la sua risposta. Spesso le risposte non si trovano subito ma fanno dei giri immensi come voli di farfalla intorno ad una candela accesa. Sì, poiché, talvolta, si corre il rischio di bruciarsi le ali.  Ma il volo continuerà imperterrito finchè quella candela non si spegnerà del tutto e verrà un nuovo giorno a svegliarci con nuove aurore e nuovi orizzonti. E ascolteremo quel fremito di vento tra gli alberi e guarderemo lontano. Bisogna guardare lontano per accorgersi di quella foglia che ti passa accanto, bisogna unirsi alla carne dei sogni e guardare lontano per  concepire e produrre meraviglie. Bisogna scoprirsi l’ anima per poi ricoprirla di nuova luce. Bisogna lasciarsi andare per poi riprendere tra le mani il filo dello stesso incanto che ci coinvolge oggi come ieri.  Bisogna amare la vita fino a farne frammenti di luce, bisogna aprire quella porta e spalancarla. Perché dentro vi troveremo noi stessi e ne sarà valsa la pena. Claudia Crestani vive e lavora a Lonigo, in provincia di Vicenza.  Dopo il Liceo artistico, Claudia si specializza in restauro e arte orafa. Saranno svariate e intense le sue esperienze sul campo ma, all’inizio della sua carriera, tutte lontane dalla sua passione principale che è l’arte pittorica. Nell’ agosto del 2018 Claudia non ha retto più dichiarando la sua passione per la pittura. Dopo aver lasciato il suo ultimo lavoro presso un’ azienda metalmeccanica dove per un lungo periodo di tempo è stata un tecnico nonché responsabile del settore, ha aperto, dunque, le sue braccia alla passione per la pittura. Una passione tenuta a lungo celata dentro le pieghe della sua interiorità, una passione che le ha parlato nel buio e nel silenzio e che poi ha rotto gli argini straripando in lei come un fiume in piena. E… oggi ciò che colpisce della pittrice Crestani è la sua vibrante materia cromatica in una sconfinante generosità pittorica.  Intanto il celebre maestro e critico d’arte Flavio Caroli, nella sua Pittura contemporanea,  scrive: Poeticamente, la distinzione tra pittura astratta e figurativa, con l’implicito riconoscimento di “vie maestre” che guiderebbero nell’ una o nell’ altra direzione l’ arte contemporanea, non ha senso. La riprova è nel fatto che due dei massimi pittori del dopoguerra e di tutto il xx secolo, si esprimono con un linguaggio, rispettivamente, figurativo ed astratto.  Il primo è l’ inglese Francis Bacon…”. Ciò che affascina della pittrice Crestani la quale, in poco tempo, sta già riscuotendo un meritato successo di pubblico, è questa mistura di forza e delicatezza e cura nell’accostare i colori. Come se, a passi felpati, volesse provare ad unire il giorno alla notte, il bianco al nero, il figurativo all’ astratto, intrisi entrambi di tratti sacri e simbolici. Ecco che in questo modo la pittura assurge a quel linguaggio universale:  non se ne sta sola nei suoi ranghi ma va oltre, esplodendo nella sua stessa capacità e volontà di reagire, divenendo un tutt’ uno con l’ artista. Claudia difatti è un’ artista che si fa delle domande e cerca delle risposte nel suo inconscio come nella stessa realtà che la circonda. Quando parla della sua pittura, gorgheggia, tale è la sua consapevolezza che sa di acquisizione del nuovo e connubio tra passato e presente. Poichè comunica quella realtà emotiva che sa di scelta e responsabilità artistica. Inoltre ciò che affascina della sua personalità è la  completa dedizione al suo mondo pittorico fatto di luci e colori che si accendono e si spengono a seconda  delle  salite e delle discese. Claudia sposa le sue cause, lotta per le sue ideologie e ciò trapela nel suo entusiasmo e nella sua fermezza  creativa. Claudia se pur vede il mondo nella sua limpidezza astratta,  non si nasconde dietro la tela bensì cerca di danzarvi dentro volando nella carne dei sogni per arrivare alla realtà. E voler vedere il mondo in un modo proprio, del tutto scevro da meccanismi esterni, è già di per sé un sogno che può divenire realtà. Difatti Claudia sogna la sua Giovanna D’ Arco non solo come un’ eroina ma come una bella donna che lotta tra le fiamme, forte della sua fede cristiana. Invece il suo dipinto intitolato “Battito” è pervaso da una preponderanza  pittorica solcata da qualche ruga: l’ amore ha sempre qualche crepa, l’ importante è scorgervi in essa la luce. Tant’ è che nelle sue croste di colore brillante, dal blu al rosso al giallo, si scorge un mosaico di emozioni che sembra accelerarsi  per poi rallentare proprio come un battito cardiaco. Il tutto talvolta impreziosito dalla foglia oro che per la pittrice rappresenta il valore del legame familiare, nel bene e ne male. Riservata come tutti gli artisti che si chiudono nel loro mondo per creare e aperta e comunicativa nello stesso tempo, Claudia è  bella dentro e fuori e riesce ad emanare tutta la sua bellezza nella potenza del linguaggio pittorico. Determinata com’è a voler scoprire quella verità che fa male ma che poi ridona una nuova dimensione umana. Claudia Crestani intinge il suo pennello nel suo stesso vissuto emozionale, nelle sue stesse vibrazioni e palpiti. Non si accontenta di stare a guardare ma aspira a nuove mete e mari da solcare. Attaccata al suo mistero, alla sua tela come alla trama dei suoi sogni, sembra guardare oltre il tempo per arrivare al tempo. Quasi a voler sfidare la sua stessa materia cromatica, quella materia che prima ti sconvolge e poi ti cura. Così come nel tempo sta diventando  per lei la pittura, ossia una cura dai mali terreni in un connubio perfetto tra pensiero e movimento, tra suggestione ed evocazione.  Fino a scoprire che quella risposta  abitava da tempo dentro di sé. Difatti solo vivendo quel sentire profondo delle cose, scoprirà che non si è mai mossa dentro le pieghe della sua bellezza e verità introspettiva. In questa intervista, si racconta a cuore aperto.

Il tuo excursus di studi e lavoro?

Il mio è un percorso artistico… Dopo il Liceo artistico, ho frequentato un corso di restauro del gioiello sacro  a Venezia. Restaurandolo, mi sono appassionata sempre più fino a voler frequentare la scuola orafa a Vicenza per poi concludere con un corso di design del gioiello. Parallelamente allo studio, ho lavorato come commessa, poi ho partecipato ad uno stage come restauratrice fino a lavorare nei centri estivi per i bambini, poi come impiegata amministrativa presso un patronato. Ma sentivo che non mantenevo fede al mio percorso artistico quindi iniziai a lavorare presso una ditta come design  orafo per la progettazione ma ero lontana da casa.  Intanto trovai un lavoro di tecnico presso un’ altra azienda  metalmeccanica fino ad affiancare il direttore e ad occuparmi dell’analisi del processo produttivo. Ma varie vicissitudini mi hanno portata ad allontanarmi anche da questo lavoro fino a ritrovarmi a casa…  Ed è così che proprio in questo momento che sembrava un momento di stallo, è iniziata la mia rinascita artistica e mi sono calata completamente nella mia passione per l’arte pittorica…

Che cos’ è per te la pittura?

Da piccola disegnavo e dipingevo…La pittura, oggi, evolve insieme a me, è una mia forma d’ espressione, una compagna fedele, mi ha salvata dai momenti meno piacevoli che la vita in un modo o nell’ altro ti presenta. Per me è un po’ come scrivere un diario, sono riuscita a trovare quella forza che ho sempre avuto e che era dentro di me ma dovevo solo tirarla fuori!  Mi sono letteralmente immersa in questa nuova avventura, un po’ per caso, un po’ per gioco, un po’ per forza di volontà. Ho iniziato con il partecipare ad una mostra a Venezia e poi sono stata chiamata per mostre e mostre…Nell’ agosto 2018 ho iniziato a dipingere e a realizzare il mio sogno…

L’ ultimo quadro realizzato?

Rappresenta Giovanna D’Arco. Qui ho voluto esprimere una donna che in un determinato periodo storico, ha lottato in mezzo  a uomini credendo fortemente in Dio anche bruciando tra le fiamme. Ho voluto far prevalere l’essere donna che ha lottato per i suoi ideali.

Prossimi progetti?

Il diciotto dicembre del corrente anno sarò impegnata a Lecce con la mostra e premio “Monna Lisa”, un riconoscimento per il cinquantesimo anniversario dalla morte di Leonardo Da Vinci. E da aprile a maggio 2020 sarò presente alla collettiva Biennale Ville Venete.

Quali sono le tue fonti di ispirazione?

Sono partita con fasi astratte dai colori accesi e con l’ utilizzo della foglia oro. Mi ispiro soprattutto ai miei stati emozionali o a episodi che mi colpiscono come  fatti di cronaca mondiale. Poi, su sfondo astratto,  compaiono delle figure umane…

Come ti definiresti come donna e come artista?

Sento di essere una persona libera e in fase di crescita, come artista sono aperta al confronto con artisti più grandi di me. Come donna sono determinata nel fare ciò che mi è possibile per realizzarmi. Mi piace essere utile agli altri e mi piace conoscere la verità delle cose.

I tuoi colori preferiti?

L’ oro, il magenta, il blu primario.

I tuoi pittori preferiti?

Van Gogh e Klimt. Quest’ ultimo mi ha colpito per l’utilizzo della foglia oro, è un modo per ricordarmi che sono anche una restauratrice…

I pro e i contro di questa società?

Io che mi nutro di emozioni, ciò che più mi rattrista è l’ apatia dei giovani di oggi. Da ragazzina, giocavo molto in cortile, mi inventavo i giochi, disegnavo tantissimo…Oggi non c’ è più inventiva, non c’ è contatto umano e si sta aggrappati ad un mondo virtuale. Di contro, però, c’è da ammettere che la nostra società si è evoluta: non a tutti è permesso di viaggiare, però collegandosi alla rete, si ha la possibilità di  farsi conoscere di più.

Altre passioni di vita?

Adoro camminare per i sentieri di montagna, andar per mostre -sorride-, mi piace leggere e cucinare…

Vorresti ringraziare qualcuno per ciò che sei diventata oggi?

Sento di ringraziare mio nonno Gabriele, uno storico appassionato. Quando avevo sette anni, mi diceva sempre che sarei diventata una pittrice. Una volta mi fece disegnare la scena della vita di Pinocchio e come premio ebbi una scatola di colori e una Barbie. Mio nonno mi ha sempre incoraggiata a proseguire…

Un tuo motto?

Prendo a prestito la citazione di Picasso che in qualche modo mi rappresenta: “L’ arte scuote dall’ anima, la polvere accumulata nella vita di tutti i giorni”.

 

Per info Claudia Crestani: cell 351-9292214; www.claudiacrestani.com

 

 

 

 

 

Un pensiero riguardo “Claudia Crestani, una vibrante materia cromatica

  1. Arte che mescola il genio al vissuto, come una mescolanza di colori danno la gioia di una immagine sempre nuova.

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