Marta Fetcu, tra sorrisi e perline

Marta Fetcu, tra sorrisi e perline

“ Così, nelle tue braccia ordinatrici io mi riverso, minima ed immensa; dato sereno, dato irrefrenabile, attività perenne di sviluppo” (Alda Merini). Si vive la vita appieno, tra gioie e dolori, in quel caos emotivo che ognuno di noi conosce e cerca di oltrepassare. Come un fiume, come in un guado, affondando per rivedere la luce e riemergere da se stessi, dalla stessa nostra essenza. Sopravvivere agli urti, alle menzogne o ai pregiudizi, a quel cuore che ti arriva in gola, a quei momenti di blackout dove non sai che fare o dove andare. Sopravvivere al nostro stesso girovagare per mare e per monti e al nostro stesso inondarci di dubbi e incertezze. Ma arriverà un giorno che adagiati su una panchina, stanchi e quasi mezzo addormentati, un raggio di sole ci bacerà sulla fronte fino ad illuminarla. Arriverà poi un giorno nel quale le nostre mani tremeranno non di paura ma di pura energia alla ricerca di qualcosa da fare e da creare per noi stessi, per sentirci parte del mondo e per mostrare la nostra consapevolezza raggiunta. Non per vanità ma per un nostro intimo sollievo, una nostra conquista, un nostro obiettivo raggiunto. Ed è così che quella nuvola che fa capolino dietro al sole, ci sembrerà un’ opera d’ arte e ci farà sorridere. Ci darà quel senso in più, quella risorsa in più e ci scalderà il cuore. Fino a farci veramente sorridere di gusto e fino ad inondarci di vita. Quella nuvola che potrà apparire con le sembianze di un fiore o di un animale, ci darà quella spinta emotiva per continuare le nostre giornate. Perché il giorno è tutto ciò che abbiamo e il più delle volte non ne siamo completamente consapevoli. Perché la vita ci invita a scegliere il nostro giorno migliore per farne un capolavoro. Ci invita a riempire le pagine della nostra vita, tra sorrisi e pianti, tra salite e discese e ci invita a capire che in un modo o nell’ altro è tutto interamente nelle nostre mani. E solo così le piccole cose potranno diventare grandi cose, solo se accettiamo i nostri passaggi interiori, solo se riusciamo a cogliere il bello, il vero, l’ autentico in ogni cosa. Come il passaggio di una nuvola in cielo, come un buon cibo fatto con le nostre mani, come il sorriso di un bambino, come lo sguardo di una persona che ha bisogno di noi, soltanto di noi perché ci ha scelti come depositari di un amore speciale. Ecco, la storia di Marta Fetcu è una storia a dir poco emozionante e questo non per retorica o per conseguenza logica, ma per una verità di fondo che spesso andrebbe ricercata in ognuno di noi. Perchè si parla spesso di buone azioni ma se ne parla, appunto. C’ è chi fa opere buone senza dirlo ma questa volta si ritiene opportuno dare maggiori spunti di riflessione. Perché si vive una volta sola, perché non si può tornare indietro…possiamo rileggere le nostre pagine ma non riscriverle! Marta Fetcu ha quarantanove anni, ha origini ungheresi e ha vissuto la sua giovinezza a Timisoara, in Romania. Marta dopo aver divorziato da suo marito, ha voluto seguire il suo primo figlio in cerca di lavoro ed è arrivata così in Italia. Tra dubbi e incertezze e quel cuore che le saliva in gola, è arrivata in Sicilia e precisamente a Partanna, in provincia di Trapani. Nella sua terra d’origine è stata un ottico, poi ha aperto il suo negozio di abbigliamento e ha lavorato come contabile in una ditta di costruzione. Ha cresciuto due figli, Ovidio e Edward da sola, adattandosi e facendo vari lavori e tanti sacrifici. Naturalmente, arrivata qui da noi, ha dovuto accontentarsi di ciò che trovava ma poi, come spesso accade, ciò che sembra poco, può diventare molto… Dipende con quali occhi si guarda il mondo. Sin da subito, Marta si è presa cura di Terina, una signora disabile, affetta da sclerosi multipla. L’ha aiutata in tutto, prestandole le sue ali per volare. Si è così instaurato un tale rapporto di fiducia e di bene reciproco che Marta l’ ha voluta con sé nella sua nuova casa in Abbruzzo, a San Salvo, dove ha prima conosciuto il suo nuovo compagno di vita. Marta non ha soltanto un cuore grande ma ha una tale gioia di vivere che vorrebbe vedere tutti felici. Ed è così che poi nasce la sua voglia di creare, la sua nuova energia che le ha permesso di prender in mano le sue perline e di sorridere dopo varie vicissitudini. Perché è proprio il dolore a ridarti poi una nuova carica se si riesce a sublimarlo e…quando le mani tremano alla ricerca di qualcosa, bisogna assecondarle. Oggi Marta guarda al mondo con occhi curiosi e diversi, infilando le sue perline fino a farne meravigliosi bijoux. Creazioni le sue, che racchiudono i colori caldi degli anni in Sicilia come il marrone e il verde della sua natura in Romania. Perché tutto si filtra, tutto viene a galla, ciò che si è vissuto diventa quello specchio al quale non si può più sfuggire. E in questo specchio Marta vede tutta la sua voglia di creare e di imparare. Dice anche di non avere radici perché le radici sono la vita stessa che ti sospinge come il vento da una parte e dall’ altra. Sta a noi fermarsi e avere quella forza di attecchire nel luogo che riteniamo degno di essere vissuto. Ed è così che oggi Marta sorride mentre infila le sue perline perché ha capito che più si segue il proprio istinto e la propria fantasia e più la vita ti ripagherà. Generosa, disponibile, affabile, intelligente, mentre parla, sorride. Sorride alla vita che ha voluto accompagnarla qua e là, sorride, comunque sia, a quella vita che l’ha presa per mano e l’ha condotta in quell’ angolo di mondo fatto di piccole cose che possono diventare grandi. Solo se lo si vuole. Tutto questo può funzionare solo aprendo il proprio cuore. E Marta ha un cuore grande per accogliere tutte le piccole cose che poi diventano grandi…

Le tue esperienze di vita e lavoro?

In Romania ero un ottico, ho fatto questo lavoro per tre anni di seguito, poi essendo sempre attratta da ogni tipo di commercio, ho aperto un mio negozio di abbigliamento e successivamente, sono stata contabile in una ditta di costruzioni. Per quanto riguarda la sfera privata, è stato tutto più difficile perché ho dovuto divorziare da mio marito per forte incompatibilità di carattere e quindi mi sono trovata sola con due figli da crescere… Ma dal momento che ho sempre cercato di andare avanti nella vita, nonostante le difficoltà, mi è capitato di unire le mie esigenze di una vita nuova con la necessità di mio figlio Ovidio, divenuto oramai grande, e desideroso di trovare lavoro e di trovare la sua strada. Quindi siamo arrivati in Italia e siamo arrivati in Sicilia, a Partanna dove sono stata aiutata da una signora del luogo a trovare lavoro e quindi mi sono sforzata anche di parlare presto la lingua per potermi meglio inserire…Il lavoro consisteva nell’ accompagnare una signora disabile, affetta da sclerosi multipla e di aiutarla in tutto e per tutto, dall’ essere sua autista alle faccende domestiche, curando vari aspetti della sua persona…Intanto, quando la vita prende le sue pieghe a nostra insaputa, fui invitata ad una festa in Abbruzzo e qui ho conosciuto il mio attuale compagno. Dopo un po’siamo andati a vivere insieme ma non ho voluto lasciare Terina, la signora di cui mi sono sempre occupata anche perché sarebbe rimasta sola, dopo la morte della mamma, senza nessuno che se ne occupasse, tantomeno un parente…Si è creato un tale legame che siamo arrivate insieme a questa soluzione e quindi è venuta ad abitare con noi…

Un’ azione che ti fa onore, non esistono molte persone che si preoccupano realmente degli altri in questo modo…

Grazie…

In tutte queste tue vicissitudini, quando è nata poi la passione per i bijoux?

La mia passione per i bijoux è nata un po’ per caso, un po’ per la necessità di crearmi un angolino tutto mio dove potermi ricaricare di nuova energia creativa. C’è da dire che ho sempre avuto un’ attenzione particolare per i gioielli fatti a mano e ho pensato di cominciare a farne qualcuno per me…Ho iniziato a guardare dei video su youtube e vari tutorial, quindi ho cominciato a rifornirmi di perline da un e-commerce, ho acquistato perline come le “rocailles” ossia piccole perline e le perline “delica”, le perline quadrate e…gli swarovski. Attraverso la tessitura, ho iniziato ad infilarle realizzando ciondoli, orecchini, collane e portachiavi. E poi ho aperto la mia pagina facebook: Effem creazioni: ho preso spunto dal nome di un network marketing FM includendo così anche le iniziali del mio nome e cognome…

I tuoi colori preferiti e da che cosa ti lasci ispirare in genere?

I miei colori preferiti sono l’arancione, il verde, il marrone in combinazione con gli altri… Mi piace il sole dell’autunno, mi lascio ispirare dalla natura, dai fiori, il mio preferito è il girasole e sono affascinata dalle nuvole per le forme che delineano…

Che cosa ti piacerebbe realizzare a breve?

Mi piacerebbe semplicemente studiare di più questo mondo magico delle perline e mi piacerebbe aprirmi un negozietto per stare più a contatto con il pubblico. Intanto a casa ho perline dappertutto – sorride-, il mio compagno dice: “Fra un po’ troviamo perline anche nel piatto dove mangiamo…”.

Altre passioni di vita?

Mi piace leggere tanto di filosofia e libri di avventura, mi piace la buona cucina, faccio dolci, pane e pizza, e poi mi piace fare gite al mare…

Che ricordi hai della tua terra d’ origine?

Devo ammettere che mi sono trovata subito bene in Italia, quindi le mie radici attecchiscono dove lì dove mi trovo bene. Certo è sempre una sofferenza lasciare la propria terra all’ inizio, ma poi ripeto, qui ho trovato quello che cercavo, con tutti i sacrifici e gli impegni vari. Quando penso alla mia terra, il ricordo va ai miei nonni che mi hanno cresciuta. Dalla nonna paterna Rosalia, ho imparato a lavorare ai ferri, dall’altra nonna materna Elisabetta, ho imparato a cucinare. Mio padre e mia mamma erano spesso fuori per lavoro. Poi ricordo le feste natalizie ricche di tradizione e io da piccola ero immersa nel verde della natura tra mucche, cavalli, maiali… Ho sempre bevuto il latte delle mucche come il latte di capra…

Come ti definiresti come donna e come creativa?

Penso di essere una persona solare, disponibile, sorridente. Come creativa sono una persona che vuole imparare tanto, sono consapevole di essere un’ autodidatta, quindi apprezzo e stimo le creative che hanno iniziato prima di me e che hanno maturato maggiore esperienza. Intanto ho sempre voglia di rinnovarmi e di continuare a mettermi alla prova…

Che cosa ti rattrista e di contro, che cosa ti rallegra del mondo di oggi?

Mi rattristano la cattiveria e la menzogna, mi fa star bene una giornata di sole, l’ amicizia sincera e la bontà d’animo.

Un tuo motto?

Vivi ogni giorno come se fosse l’ ultimo…

 

Per maggiori info: pagina facebook Effem creazioni; cell:346/ 5162035

 

5 pensieri riguardo “Marta Fetcu, tra sorrisi e perline

    1. Marta sei veramente una gran donna…ho intuito la tua sensibilità e generosità dalla nostra breve conversazione…certo dopo aver letto la tua storia in questa intervista ti ammiro ancora di più.

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