Francesca Bocchia, la fotografia è uno stato d’animo

Francesca Bocchia, la fotografia è uno stato d’animo

“Quando è ben fatta, la fotografia è interessante. Quando è fatta molto bene, diventa irrazionale e persino magica. Non ha nulla a che vedere con la volontà o il desiderio cosciente del fotografo.” ( Elliot Erwitt).

Passione deriva da pathos che è quella capacità di suscitare  un’ intensa emozione e una totale partecipazione sul piano estetico o affettivo.  La passione va da sé, si muove con le sue gambe e si riconosce  anche  tra pochi frammenti di vita. Si nasce con una passione, la si porta in grembo per poi partorirla in età adulta. La passione non chiede nulla se non di essere seguita fino in fondo in quell’attimo da prendere al volo che potrebbe, poi, durare per sempre.  Quando è vera passione, è così.  Fa piccoli passi insieme a noi anche se non ce ne accorgiamo perché magari i segnali non sono perfettamente tangibili ma, quando scoppia, è come un innamoramento. Non riusciamo a non accoglierla, riceverla ed amarla. Quando ti accorgi di avere una passione, acquisti anche maggiore forza dentro e fuori di te.   Un seme che germoglia è la passione, un seme che germoglia fino a diventare un albero che affonda le sue radici nella terra. E come la passione, è il talento che non si improvvisa e non si impara, o c’è o non c’ è e solo l’ albero sa quanto frutto porterà…Si incontra la terra, quella terra che ti ha fatto nascere  e solo dopo, dopo un lungo percorso di tempo, di salite  e discese, solo dopo, si raggiunge quell’ essenza che ti connota e rappresenta. Quell’ essenza che è conoscenza di sé e che ti dice: Fermati qui, questa è la tua strada da seguire!  In particolar modo, quando si vive di creatività, di vero e di bello artistico, si ruota intorno a se stessi e alla propria essenza. Fino poi ad essere assetati di orizzonti nuovi, mai esplorati prima. E propria questa sarà la molla, la spinta emotiva per  continuare a viaggiare dentro e fuori di noi.  Con l’ aspirazione di voler continuare a conoscere che cosa c’è dall’altra parte, con il gusto della curiosità, dell’apertura al mondo e con quell’ umiltà giusta di essere solo arrivati da qualche parte, in quel luogo che è dentro di noi,  ma di non essere arrivati mai.  Perché c’ è sempre da imparare. Se si viaggia con questo spirito  e con questa lunghezza d’ onda, la vita può essere ricca di emozioni uniche ed interminabili. Come unica, libera, empatica e carica di emozioni  da darsi e da voler dare agli altri è Francesca Bocchia. Quarant’ anni e sentirne molti di meno, Francesca è originaria di Parma dove vive con suo figlio Giulio e suo marito Amerigo. E dove vive con la sua infinita passione per il suo lavoro di fotografa. Francesca, intanto, con un diploma di geometra, ha lavorato per cinque anni in un’ impresa edile per poi fare la commessa. Esperienza che poi è terminata a seguito della chiusura dello stesso negozio. Ma ogni cosa è dettata da fatalità e i percorsi e i giri di giostra della nostra vita sono tanti e inimmaginabili.  E quindi, per Francesca, con il senno di poi, è stato meglio così…Perché Francesca ha afferrato la sua macchina fotografica è l’ ha tenuta stretta a sé, come si tiene stretto per mano un bambino e da qui… è iniziato il suo viaggio interiore.  Da qui ha girato per strade, chiese, vicoli e palazzi e non si è più fermata; si è ascoltata grazie all’istinto, all’intelligenza e alla voglia di farcela. Francesca dà l’ impressione di essere  affamata di vita ed è così che deve essere una buona fotografa… Come si suol dire, occorre mangiare pane e passione per riuscire al massimo dei propri intenti, bisogna  aver fame  e sete  di vita, quella vera, quella semplice, quella che ti fa vedere più la sostanza delle cose che la forma.  Perché la forma senza essenza e contenuto non è niente. E così è la fotografia, non può reggersi senza emozioni e senza uno stato d’ animo che ti spinge a fare, ad essere e ad esprimerti. Francesca Bocchia si definisce una fotografa di strada, una raminga alla ricerca di emozioni giuste.  Proprio la strada è stata la sua scuola perché se si ama il proprio lavoro e la propria vita,  e si ha lo spirito libero e curioso, non c’ è bisogno di andare tanto lontano, oltre la propria terra d’ origine. Francesca, tra l’altro ama Parma, la sua città. E ne parla come se fosse un’ amica, una bella donna che ha bisogno di cure e attenzione. Così è la sua fotografia: da quando l’ha scoperta, è diventata la sua inseparabile compagna di viaggio. Oggi Francesca è una fotografa conosciuta ed apprezzata, una donna che si è fatta da sé, mattone dopo mattone. Ha uno spirito libero e critico e avventurosa, versatile, tenace, aperta al mondo qual è, il suo sogno è stato esaudito dalle stelle, da quella sorte che l’ ha voluta in un altro luogo che fosse suo, soltanto  suo. Un luogo che è lo stato d’ animo che si ricerca sempre nella vita come nella fotografia. Un’ arte quest’ ultima  che si nutre di emozioni,  come una finestra aperta sul mondo, un’ arte che ferma il tempo oltre l’immagine di una vita in continuo movimento. Come è Francesca, irrefrenabilmente attiva, irrefrenabilmente sua.  Una persona genuina ed autentica che deve ringraziare solo se stessa, una persona che non saprebbe vivere senza uno spazio interiore, un suo habitat vitale per ritrovarsi, rivedersi, annusarsi. Poiché, come un cane segugio, è sempre in giro a fiutare emozioni, il tempo giusto, la luce giusta, la vita stessa.  E quando  tutto questo  scompare per un po’, non si arrende  e aspetta l’onda migliore da cavalcare. Francesca ama il cambiamento,  come è giusto che sia, simbolo dell’ arte fotografica, di quel mistero che ci gira intorno e che poi si svela  nel momento in cui apriamo le nostre braccia all’ altro. Nel momento in cui semplicemente viviamo e amiamo ciò che facciamo. E Francesca ama infinitamente la fotografia che le ha dato molto e che, passo dopo passo, desidera ripagare con la stessa moneta, la stessa linfa vitale che l’ ha inondata di luce per crescere e continuare a crescere. E la fotografia è quella forma d’arte che certamente può salvare. Perché è quella scrittura, quel diario dove le immagini sono incise e che possono essere rilette ogni qualvolta se ne sente il bisogno, la nostalgia, la passione per il tempo passato che suscita  magia, protezione, incessante dialogo con la vita stessa.

Raccontati tra vita, studi e lavoro…

Mi sono diplomata geometra, sono poi stata tecnico e ho lavorato per cinque anni in un’ impresa edile. Successivamente sono stata una commessa  ma ho sempre avuto la passione per la fotografia. E poi quando è nato mio figlio Giulio ho iniziato a lavorare part time. Il negozio poi ha chiuso, ho ripreso in mano la macchina fotografica e mi sono salvata in pieno…Ho iniziato partecipando a corsi e workshop, dopodichè   io e la mia Nikon d750 siamo diventate inseparabili. Oggi  sono una fotografa freelance e lavoro per La Gazzetta dell’ Emilia e curo l’ aspetto fotografico della cronaca locale di Parma e Reggio Emilia, e intanto mi occupo di lavori privati per aziende. Realizzo immagini per siti, social ed eventi come feste private, lauree, matrimoni. Mi occupo di fotografia da sei anni a questa parte…

Come nasce la passione per la fotografia?

A otto anni mi feci comprare dai miei genitori una macchina fotografica dalla quale non mi sono mai separata.  La passione per la fotografia  me l’ha  trasmessa mio zio Nino che nella vita ha fatto il postino ma che è sempre stato un bravissimo fotografo. Mi ha accompagnato a comprare la mia prima macchina analogica… Ora, con il digitale, la fotografia si riesce a gestire meglio. Non c’è più il passaggio per lo sviluppo come accadeva prima per la fotografia analogica e non c’ è sempre bisogno di avere un atelier fotografico…

La cosa più bella che hai fatto nella tua vita finora?

Mio figlio, naturalmente. E tra le esperienze di lavoro, la cosa bella  e della quale vado molto fiera è la collaborazione con Areaitalia, agenzia di pubblicità, comunicazione e web con sede a Parma. Sono stata sponsor tecnico per il restauro e per il rifacimento della Chiesa di San Francesco del Prato.  Una bellissima chiesa che  è anche stata carcere durante la seconda guerra mondiale  e che si trova davanti La Casa della Musica…  Sono stata l’unica fotografa a poter entrare per seguire tutti i lavori, dalla rimozione delle sbarre agli affreschi e quant’ altro.

I tuoi esordi? Che cosa hai iniziato  a fotografare?

Ho iniziato a fotografare Parma, la mia città con la quale cerco di instaurare sempre un feeling nuovo e che riempie le  mie giornate…

Che cos’ è per te la fotografia?

Per me  la fotografia è la vita e mi ha salvata. Per me è principalmente uno stato d’animo.  Mi ha dato tantissimo  e non so se riuscirò a darle altrettanto… Comunque sia, credo che l’emozione venga prima della fotografia stessa!

Quali sono dunque i temi e i soggetti che delineano oggi il tuo percorso fotografico?

Sono una fotografa che ama calarsi nel costume  e nella società in genere. Quindi seguo molto le manifestazioni come  gli stessi eventi comunali della mia città. Le mie, poi,  sono più foto urbane che paesaggistiche.

Prossimi progetti?

Prossimamente ci sarà una sentita collaborazione con un evento a Parma che sarà Capitale  Italiana della Cultura 2020!

Un tuo sogno fatto fotografia?

In realtà la foto più bella è quella che devo ancora scattare, quindi non ho un sogno preciso…Tendo a migliorami sempre, ad essere attiva e presente sul territorio…

Il tuo fotografo di riferimento?

Ho avuto la fortuna di conoscere Paolo Pellegrin, reporter di guerra… Mi piace il suo taglio, la sua logica e il suo stile fotografico. Poi la fotografia si apprende un po’ dappertutto, ho amici che sono bravi fotografi, quindi c’è sempre da imparare da tutto e da tutti.

Altre passioni di vita?

Viaggiare… le scarpe, le borse, i vestiti -sorride-.

La tua stagione dell’ anno preferita?

L’ estate, sono nata a giugno.

Il tuo colore preferito?

Il rosa.

La tua musica preferita?

Mi piace ascoltare tanta musica, la mia giornata non potrebbe iniziare senza musica… ascolto la nostra bella musica italiana, da Tiziano Ferro  a Eros Ramazzotti…

Come ti definiresti come donna e come creativa?

Generosa, lunatica, libera. Come creativa, sono una persona che vuole sperimentare il nuovo e sono empatica ed estroversa…

La vita, per te, è una foto a colori o …in bianco e nero?

A colori, decisamente. La foto in bianco  e nero ha il suo fascino e racchiude in primo piano il concept, perché i colori, in questo caso,  potrebbero distrarre…

Un tuo motto?

Vivi e lascia vivere…

 

 

Per info: pagina facebook : FrancescaBocchia Fotografia;  cell: 328/ 8873662

 

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