Diletta Ricci, quella carta sospinta dal vento

Diletta Ricci, quella carta sospinta dal vento

“La carta è più paziente degli uomini” (Anne Frank).

Camminare in un viale alberato in una serata d’autunno mentre il vento ci scompiglia i capelli e l’anima. E mentre quella foglia ci aspetta sulla panchina alle luci di un lampione. Una luce che fa atmosfera, poi un ritratto in una cornice che sembra essere creata apposta per noi dalla natura e dagli eventi. Bisognerebbe solo ritagliare quella immagine e fermarla come in un vecchio poster o una fotografia.  Dietro ogni cosa, comunque sia, ci siamo sempre noi con i nostri progetti, i nostri sogni e le nostre passioni. Dovremmo inseguire quella foglia su quella panchina e provare le stesse emozioni di ieri, bisogna ritagliarle le emozioni perché è da qui che usciranno le nostre più vere propensioni e pulsioni insieme al nostro istinto creativo. E  dovremmo seguire i nostri passi, le nostre impronte nella sabbia, seguirle fino in fondo, senza nasconderci dietro un dito… D’ altronde siamo foglie o pezzi di carta sospinti dal vento e dobbiamo sentirci liberi di volare sulle ali dei sogni e della fantasia.  Dobbiamo sentirci liberi di parlare come di mangiare, di scrivere come di amare, di disegnare, di dormire, di pensare…Sarà proprio questo senso di libertà che ci porterà su confini diversi perché avremmo creduto nei nostri gesti, come nelle parole, nei pensieri, nelle idee che sono il nostro soffio vitale.  E come la piccola Anne  Frank che prese tra le mani il suo diario pur consapevole che sarebbe stato difficile leggere la sua storia ma soprattutto leggerla dentro, ha però continuato imperterrita a scrivere. Fino a  sperimentare la bellezza della scrittura che ha il suo potere salvifico  e fino a crearne un legame così forte ed indissolubile da non lasciarla più per poi incastonarla nei misteri del suo tempo e della sua vita. Difatti da uno stralcio del Diario di Anne Frank mi piace riportare…: “Per una come me, scrivere un diario fa un curioso effetto. Non soltanto perché non ho mai scritto ma perché mi sembra che più tardi né io né altri potranno trovare interessanti gli sfoghi di una scolaretta di tredici anni. Però, a dire il vero, non è di questo che si tratta, a me piace scrivere e soprattutto aprire il mio cuore su ogni sorta di cose, a fondo e completamente”. E con questa presentazione, vi parlo di Diletta Ricci, una giovane donna di ventotto anni, originaria di Prato. Diletta ha dalla sua il volersi raccontare  fino in fondo in un mix di entusiasmo e delicatezza, seguendo il suo percorso e i suoi ritmi come… una foglia o una carta sospinta dal vento. Diletta dopo aver frequentato l’ Istituto tecnico commerciale, si è iscritta alla scuola internazionale di Comics. E per sentirsi indipendente,  ha lavorato in una fumetteria come anche in un negozio di abbigliamento. Ha seguito il suo istinto e ricettiva, carica di positività e del suo entusiasmo giovanile, versatile e intelligente qual è, si è poi creata il suo mondo che la veste ogni volta di nuovi colori e nuova progettualità. Difatti non solo ha creato un suo stile personale per quanto riguarda i suoi disegni ma galeotto è stato un gigantesco libro pop up da cui è partito tutto, proprio tutto.  Che cos’ è un libro pop up? Si scopre che c’è tutto un mondo dietro… Intanto è un libro animato, un libro tridimensionale, un manufatto librario atto a sollecitare l’interazione del lettore. Ciò che attira di Diletta. Intanto, è che ha saputo volare su quel tappeto volante e arrivare dove ha sentito più battiti del suo cuore e dove ha percepito più idee della sua mente creativa. Ha saputo volere e andare oltre. Perché sta a noi esplorare confini diversi: la vita ci pone davanti il nostro foglio bianco e sta a noi poi scriverlo fino in fondo, fino magari a farne un capolavoro. Difatti dice: “ Un foglio bianco non è mai stato un foglio bianco perché pensavo e sentivo che avrei potuto realizzare qualsiasi cosa”. Ed è per questo che oggi è arrivata ad avere un rapporto viscerale con la carta che è la sua linfa vitale. Perché ha creduto profondamente in essa come si può credere in un’ amica o una persona che vuole salvarti o farti del bene. E come in un libro pop up, le emozioni le sono saltate addosso fino a non poterle contenere tutte. Fino a dover trovare stanze per danzare liberamente insieme  alla sua arte e alla sua fantasia. Si, perché è proprio la passione quando è vera che ti conduce lontano. E non puoi più fermarti, anzi, devi trovarti  necessariamente le tue oasi di pace per creare  e per vivere insieme alla tua stessa passione.  E quindi basterà una sedia per sedersi, una scrivania, il silenzio e la musica preferita.   Così come è accaduto a Diletta  che ha iniziato a disegnare, a pensare e ad avere pian piano una consapevolezza diversa che fa rima con crescita personale e cambiamento. Ed è così che Diletta si mischia al suo stesso flusso creativo, che si comprende, si insegue, si lascia percorrere da quel brivido di passione, da quell’ immagine, quell’ emozione che racchiude nel giardino incantato della sua carta e del suo rapporto con gli altri. E tutto intorno si ferma quando crea, diventa uno spettacolo nello spettacolo, luci di un solo tramonto o albe che attendono le nostre risposte.  Perché non fa più paura il giorno ed è bello aspettarlo quando si ha sempre qualcosa da creare, da voler sperimentare, da voler miscelare.  Fino a farsi rinascere ogni volta: è questo l’ effetto finale che delinea il profilo di ogni creativo e di ogni creazione. Rinascere  ogni volta che si prende una matita tra le mani e un foglio di carta nuovo che sembra viaggiare insieme a noi oltre che fermare il tempo nella scrittura e nel disegno. Ed è bello ed entusiasmante  seguire le orme della scrittura  come si possono seguire i primi passi di un bambino. E che sia una carta bagnata dalla pioggia o sospinta dal vento, l’ importante è ascoltarsi e venirsi incontro come ha fatto Diletta, perché sarà proprio quell’immagine a parlarci, una volta tornate a casa in una serata d’ inverno…Essenziale, lineare come i disegni e le immagini che arrivano subito al cuore e ai pensieri, fantastica perché piena di fantasia, ciò che piace di Diletta è il suo credere infinitamente in ciò che fa. Piace il  voler racchiudere il suo mondo nel palmo di una mano, in una matita, in un disegno per portarselo dietro.  E per aprire poi la valigia dei sogni…

Il tuo excursus di vita, studi e lavoro?

Il mio percorso è molto semplice: dopo aver frequentato l’ Istituto tecnico commerciale, mi sono iscritta alla scuola internazionale di Comics.  E intanto per essere indipendente, ho lavorato in una fumetteria come in un negozio di abbigliamento.

Come nasce la tua passione per il mondo della carta?

In tre anni, ho sviluppato molte tecniche di disegni differenti: inizialmente disegnavo in uno stile manga, poi ho sviluppato uno stile personale.  Negli anni ho provato a realizzare soltanto fumetti per poi  realizzare un gigantesco libro pop up e da lì è partito tutto…perché questo progetto è stato un inizio per utilizzare la carta e appassionarmi a questo mondo. Mi definisco una crafter e una illustratrice, sin da quando ero piccola disegnavo, la carta è stata sempre il materiale che ho utilizzato di più per i miei disegni con pennarelli e pastelli…Il foglio bianco  non è mai stato un foglio bianco perché pensavo, sentivo  che avrei  potuto realizzare, attraverso la carta, qualsiasi cosa. La creazione dei biglietti d’ auguri è arrivata da sé e mi è stata consigliata da una persona esperta  di comunicazione, una persona che mi ha dato la spinta e l’ entusiasmo iniziale…

Che cosa è per te la carta?

Un legame, una cosa della quale non riesco a fare  a meno, un qualcosa che mi manca se non c’ è. Il mio processo creativo si realizza soprattutto alla scrivania dove entro in trance, lasciandomi accompagnare dalla musica. Ho riversato anche sentimenti forti nelle mie creazioni, è nata così una consapevolezza diversa e l’esigenza di voler raccontare in creazioni questa mia fase di cambiamento. Per me la carta, il mio rapporto con la carta è anche evoluzione, continua crescita ed esperimento. Mi piace sperimentare anche un tipo di carta diverso:  spazio dalle carte monocromatiche alle carte con motivi floreali e a righe, di vario spessore ma tutto facilmente reperibile. Cerco di equilibrare il tutto: disegni, toni, colori, dettagli…

Che cosa realizzi precisamente?

Biglietti d’auguri, taccuini illustrati con illustrazioni realizzate con matite acquarellabili su carta craft che ha lo stesso colore del cartone. Avendo uno sfondo più scuro, i colori sono molto più in evidenza. Poi realizzo album di dediche solo su ordinazione, album realizzati a mano, dalla rilegatura al disegno e ai vari dettagli per occasioni speciali. Sono sempre un regalo apprezzato…

Prossimi progetti?

Sicuramente vorrei continuare con il filone pop up, una tecnica artistica che fa restare a bocca aperta, sembra che i personaggi vengano fuori dal nulla…Poi vorrei organizzare workshop e corsi. Ho da poco partecipato a un workshop organizzato da Toscana handmade che ha visto la presenza dei bambini, è stato davvero bello ed entusiasmante…

Altre passioni di vita?

Lo yoga, la lettura e i fumetti francesi, mi piacciono i fumetti francesi perché ogni disegnatore ha la sua tecnica particolare senza seguire le regole.

Un tuo sogno?

Mi piacerebbe scrivere un racconto illustrato per leggerlo un domani ai miei figli…

Che cosa ti emoziona?

I colori delle montagne, un tramonto, il cambiamento di luci e colori  di stagione in stagione, leggere un libro mentre fuori fa freddo, le luci di Natale…

I sentimenti che ti raccontano: che cosa ti intristisce e che cosa ti rasserena?

Mi rattristano l’incoerenza, l’ipocrisia, la mancanza di rispetto. Mi fanno star bene la condivisione, i momenti di gioia con gli amici e in famiglia…

Un biglietto che ha riscosso particolare successo?

Un biglietto di saluti che ho realizzato per una mia ex collega di lavoro: l’ho rappresentata nel suo ambiente di lavoro mentre faceva un annuncio a fine serata…

Come ti definiresti come donna e come creativa?

Molto tenace, decisa malgrado le mie fragilità. Come creativa sono fondamentalmente una sognatrice, una romantica,  poi quando creo, torno bambina…

Com’ è la tua vita attualmente?

Frenetica e felice.

Un tuo motto?

Con impegno e dedizione si può arrivare a qualsiasi traguardo e nessun percorso sarà mai vano.

 

Per info: Pagina facebook  D come Carta; cell: 393/ 9420668

 

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