Claudia Iaccarino, il richiamo dell’ arte

Claudia Iaccarino, il richiamo dell’ arte

Il mondo, il nostro mondo, esiste dalla notte dei tempi, ma ogni giorno noi dobbiamo crearlo di nuovo. Se noi non camminassimo sulla terra, essa non esisterebbe( Breyten Breytenbach)

 

Amare, pensare, fare, decidere e ancora amare.  Si sta al mondo per essere forgiati, modellati dall’ aria, dall’ acqua e dal fuoco delle nostre passioni. Poi saremo sempre noi a voler passare all’ altra riva, saremo noi a spegnerci e accenderci, portati dal flusso migratorio dei nostri pensieri che diventano idee. Perché la vita è caos, caos creativo ed emotivo e bisogna saperci stare, sapersi far avvolgere senza precipitare. Tra emozioni, idee, sogni, progetti, coraggio e speranza, bisogna saper volare sulle ali della propria fantasia per attecchire in terre fertili. Ma c’è chi ha una marcia in più e delle antenne sensorie lì dove non si sente bene il fragore del mare o non si vede bene un volo nel cielo… Questo modo nuovo di percepire e sentire il mondo fa rima con l’ essere donna. La donna ha un innato potere salvifico, è nata con un universo che si porta dietro, con un retaggio storico e culturale che amplifica il suo modo di vedere e sentire le cose del mondo. Una donna ha sempre il coraggio e la forza di guardare avanti. Ha sempre il coraggio di volere di più semplicemente perché ha da dare e da dire di più. Il suo universo, per certi versi, potrebbe risultare caotico ma, d’ altronde, come si fa a creare qualcosa senza caos, pneuma, vita e soffio vitale? Ed è per questo che ci sono donne che non si possono accontentare sia perché volano naturalmente sulle ali delle loro passioni sia perché si sentono parte integrante di un mondo in continuo movimento. Per aggiungersi, poi, a quel granello di sabbia ed arrivare al mare delle loro emozioni. Ci sono donne che straripano, donne che non possono contenere il loro entusiasmo solo perché vogliono gridare al mondo quanto sia bella la vita, e come sia ricca di emozioni e possibilità.  Una di queste è sicuramente Claudia Iaccarino. Claudia ha cinquantasei anni e vive a Portici con la sua famiglia. Ha due figli, Clelia e Pietro che hanno intrapreso la carriera di  medico come medico è suo marito Enzo che la segue e  incoraggia in tutto il suo percorso creativo. Una famiglia felice la sua, che l’ ha sostenuta nei suoi tempi e inclinazioni perché amata come moglie, donna e madre. Molto apprezzata anche professionalmente, Claudia si laurea in Scienze geologiche e diventa ben presto un operatore geologico per poi far parte di uno studio associato di geotecnica. Poi arrivano i figli ai quali si è dedicata completamente. Una volta diventati più grandicelli, ha potuto dedicarsi  all’ insegnamento. Ma con il passare del tempo, ha sentito quel fragore del mare, ha sentito quel quid  da non starci più nella pelle, non le bastava più vedere il mondo sognandolo e ha voluto fare di più. Questo grazie  alla sua vena artistica e alla passione per  la pittura e la ceramica. Ed è così che ha sentito forte il richiamo dell’ arte, di quel percorso artistico che ti vuole con sé. Ha sentito di volersi tuffare in questo mare di emozioni come chiamata appunto, come persona vocata a trasformare ancor più la sua vita fino a farne un meraviglioso libro. Perché sta a noi guardare il mondo con gli occhi di un bambino, con quella sincerità e trasparenza per poi produrre meraviglie per il cuore e per la vista. Ed è così che dopo aver frequentato dei corsi sull’arte ceramica, ha voluto provare a creare il suo rifugio, il suo angolo di paradiso che oggi prende il nome di Le ceramiche di Clà. Un laboratorio artigianale  interattivo che viene ad essere una vetrina ma anche un punto di ritrovo per appassionati e cultori dell’ arte ceramica. Tutto dettato dall’affabilità, dalla cordialità e dall’entusiasmo di Claudia. Una donna che sa coinvolgere e si definisce vulcanica tant’ è che i suoi manufatti preferiti sono oggetti che rappresentano il Vesuvio insieme a corni e limoni. Questo per esprimere tutta la solarità e la napoletanità che le implode dentro per poi esplodere in colori e pezzi di argilla come un vulcano in eruzione. Non sa stare con le mani in mano Claudia  ma forte delle sue mani, parte da un’ idea che materializza di lì a poco. E il manufatto sembra parlarti e raccontarti la sua storia perché Claudia riesce a dargli un’ anima. Perché ha tanto da voler raccontare di sé o semplicemente perché vuole omaggiare la felicità.  Claudia Iaccarino è una donna dalla forte personalità, istintiva, comunicativa, empatica, eclettica, è sicuramente una donna con un quid in più, intrisa di gioia di vivere e di quell’ entusiasmo da sembrare una ragazzina che scopre per la prima volta un mondo nuovo e nuovi orizzonti. Ciò che piace di lei è la sua spontaneità che le fa splendere  gli occhi e la sua volontà di vivere ogni dettaglio, ogni colore, ogni forma e materia. Un’ intervista ad intermittenza quella con Claudia Iaccarino perché una volta ha le mani sporche di pittura, l’ altra, aspetta dei clienti che  desiderano incontrala in bottega. Un’ intervista dai toni caldi come è lei calorosa e gioviale, tanto da sembrare che si porti dietro quella scia luminosa del sole di Napoli insieme al mare e all’ azzurro del cielo.  Claudia ama il movimento, il fermento creativo e ammette di stare  sveglia fino a tarda notte quando è rapita da quel lampo di genio o quando un pezzo di ceramica deve venire alla luce. Intanto dà l’idea di una donna che spreme tutto il succo del tempo e che non lascia niente al caso. Claudia ha seguito il suo istinto ed è stata compresa e ripagata dalla sua stessa arte pittorica e ceramica.  Ciò che piace di lei è la sua coerenza e il fatto di essersi voluta così bene da regalarsi un sogno. Da ragazza  disegnava con il pennino di china, disegnava paesaggi e scene di Napoli, poi con acquerelli e colori ad olio…Oggi continua ad omaggiare una delle città più belle del mondo, una città carica di luci, storia, sfumature e contraddizioni.  Questo perché Claudia si unisce profondamente alla bellezza della natura e dell’ambiente che la circonda, cogliendone quei particolari che emozionano. Dunque, esperienze di vita mista a vocazione e al richiamo di queste forme d’arte fanno di lei una donna ricca di contenuto in quella che è la sua diffusa progettualità. Tutto nell’ interesse di cultura e tradizione che meritano di essere tenuti sempre in vita. E… intanto, in Claudia, si sente e si percepisce musica, ritmo, radici e amore.

Raccontati tra vita, studi e lavoro…Qual è stato il tuo excursus?

Dopo il liceo scientifico, mi sono laureata in Scienze geologiche per diventare operatore geologico in campo preistorico dove, in un giacimento del paleolitico ad Isernia, ho effettuato una ricerca per un anno. Successivamente ho fatto parte di uno studio associato di geotecnica a Caserta,  qui mi occupavo di frane e cave come anche dei problemi del post terremoto.  Poi mi sono sposata e ho deciso di lasciare questo tipo di lavoro perché non era compatibile con la famiglia. Ho iniziato, così, a fare concorsi a cattedra per l’insegnamento e adesso insegno geografia economica presso l’ Istituto alberghiero  Ippolito Cavalcanti  di Napoli  ma ho sempre avuto il pallino per la pittura e la ceramica…Ho vinto il primo premio di pittura a otto anni…Devo dire che sono stata una mamma chioccia, poi quando i miei figli erano più autonomi, ho iniziato a frequentare dei corsi di ceramica…

Come definiresti la tua vita attualmente?

Serena, ho avuto tutto quello che ho sempre desiderato…

La cosa più bella che hai fatto nella tua vita?

I miei figli e il mio matrimonio…

Quando e come inizia la tua passione per la ceramica?

Devo dire che mi era rimasto  il pallino del percorso artistico, mi sarebbe sempre piaciuto fare qualcosa che riguardasse l’arte. Feci un corso di ceramica a Napoli, dal raku alla maiolica, imparando un po’ tutte le tecniche e mi si è aperto un mondo… Poi sono andata avanti da sola e da due anni a questa parte ho tenuto corsi di ceramica per ragazzi diversamente abili e per bambini. Intanto ho sempre creato… borse, bijotteria, poi mi sono dedicata alla pittura ad olio per ritornare alla ceramica, mio primo amore… Ed è cosi che ho messo su, due anni fa, Le ceramiche di Clà, il mio laboratorio di ceramica che è un po’ il mio rifugio artistico.

Quali sono i tuoi pezzi forti e che cosa realizzi in genere?

I miei pezzi forti sono i corni napoletani: corni con limoni o con il Vesuvio ma realizzo anche decori natalizi, piantine, palloncini, quadri, piatti artistici, vasi, profumatori per ambiente, tazze…Poi da stagione in stagione cambiano i soggetti, d’ estate, nel mio laboratorio si possono trovare pesci, stelle marine, ricci… Nonostante produca varie tipologie di manufatti ceramici, devo ammettere di non poter mai avere un mio stile proprio perché seguo principalmente le emozioni del momento, definendomi una creativa in continua evoluzione artistica.

Prossimi progetti?

Ho fondato l’associazione CreaMo, dove Cre sta per creta e creare e Amo sta per amore, quindi creare con amore. In questa associazione  porto avanti l’ artigianato cercando di far appassionare alla creatività in genere. Dunque, oltre ad organizzare mostre e corsi, è questo uno dei miei primi obiettivi ossia quello di portare avanti le finalità e i  valori dell’ associazione.

Che cosa hanno di particolare le tue ceramiche?

L’ originalità e l’ unicità, questo perché ogni manufatto è uguale a se stesso e quindi unico.

Altre passioni di vita?

Oltre  a dipingere, mi piace ballare e cantare.

Che cosa ti emoziona in genere?

Un po’ tutto, piango quando vedo un film, mi emoziono quando vedo le persone che si vogliono bene; non mi perdo un tramonto sul mare che fotografo spesso, così come mi emoziono nel vedere un campo di papaveri e margherite… Con mio padre facevamo lunghe passeggiate  nei campi di papaveri…

Che cosa provi quando crei un tuo manufatto?

Sono contenta al di là della riuscita, mi emoziona creare dal nulla e vedere la trasformazione anche dei colori dopo la cottura.

Altri creativi in famiglia?

Sì- sorride-, devo dire che mio padre dipingeva   e mia madre ricamava e amava molto la manualità.

I sentimenti che ti raccontano: che cosa ti intristisce e che cosa ti rallegra e rasserena?

La xenofobia e le persone deboli maltrattate mi fanno star male come anche l’ arroganza, il bullismo e la mancanza di rispetto. Invece mi rasserena la famiglia come le passeggiate in primavera, i bambini, la lealtà, la sincerità e l’ onestà.

Un tuo motto di vita?

Carpe diem! Decisamente.

 

Per info: cell: 324/0919745;    pagina facebook  Le ceramiche di Clà

 

 

 

 

 

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