Katia Gianfrancesco, quel foglio bianco e…il tratto dei pensieri

Katia Gianfrancesco, quel foglio bianco e…il tratto dei pensieri

Siamo fatti anche noi della sostanza di cui sono fatti i sogni; e nello spazio e nel tempo d’ un sogno è racchiusa la nostra breve vita (W. Shakespeare).
Siamo linee, colori, suoni, luce che vibra, alle volte è fioca, poi si illumina in tutti i suoi riverberi. Siamo tratti che saltano nelle pagine della nostra vita, siamo tratti che si confondono con le voci, con le parole, con il dolore, con il miracolo. Siamo veli da togliere per scoprirci persone nuove ed autentiche. Siamo trottole che girano o aquiloni che si perdono nell’ aria ma prima o poi arriveremo su quella montagna dove la luce ci inonderà i pensieri e… i tratti dei pensieri. Perché siamo parole, testa e cuore in un solo groviglio di vita che possa veramente legarsi e intrecciarsi ai nostri sogni e al nostro più profondo sentire. Ma per sentire le cose della vita, quel canto misterioso che si eleva in lontananza, per stare più in contatto con il mondo, abbiamo bisogno di affondare le nostre radici nella terra, in quella terra che ci ha generato. E comunque sia, dobbiamo essere grati alla vita per il solo fatto di viverla. Anche se è in ognuno di noi la volontà di espressione, una volontà che ci rappresenta, che assomiglia ai nostri passi nel vento, che attraversa mille momenti, facili o difficili ma che poi viene comunque fuori, allo scoperto. E ci fa restare per un po’ senza parole, senza fiato proprio perché non vorremmo sbagliare e vorremmo dire, appunto, la parola giusta. Ma la vita ci offre le sue possibilità da cogliere e prima o poi quel treno passerà per tutti, bisogna solo salirci sopra. Alle volte bisogna seguire il nostro istinto e le impronte che abbiamo tracciato sulla sabbia o nella neve ci ricondurranno alla parte più intima di noi, quella parte che prima o poi ci farà delle domande precise per trovare delle risposte che magari attendevamo da tempo. Se poi questa volontà è donna, tutto diventa lieve e contagioso nello stesso tempo. Perché ci sono donne che sono poesia, che emanano così tanta luce da inondarti l’ anima. Perché ci sono donne che viaggiano da sole in mezzo al mare della vita e riescono a tornare a riva, annaspando, ma ci riescono. Ecco, sono queste le creature meravigliose che stabiliscono il loro contatto con se stesse per poter dare emozioni e vibrazioni agli altri. Sono quelle donne che hanno preso quel foglio bianco e delicato, che lo hanno accarezzato perché hanno accarezzato i loro giorni, perché hanno voluto dare senso alla loro vita e alle pagine che si scrivevano volta per volta. Sono quelle donne che hanno iniziato a fare degli scarabocchi, un po’ per rabbia, per quel dolore inespresso, per diluirlo meglio e per poterlo poi sublimare, ricavandone la parte migliore. Katia Gianfrancesco è una di queste, una di queste donne che ha preso il suo foglio bianco e l’ha voluto celebrare, sentendosi come a casa, sentendosi protetta. Ciò che colpisce di Katia è la trasparenza nel suo tragitto di donna, il suo essere se stessa fino in fondo e il suo voler farcela da sola. Perché l’ aiuto maggiore viene sempre prima di tutto da noi. Ciò che affascina della sua personalità è il voler inviare un messaggio in maniera naturale e poetica come il soffio del vento che fa volteggiare una foglia nell’aria, come un raggio di sole che illumina una panchina d’ inverno, come un sogno luminoso che si trattiene negli occhi al mattino. Delicata e forte nello stesso tempo, il messaggio che ho potuto cogliere è quello di voler educare ai sentimenti, quelli buoni e ricchi di sostanza… Non è semplice educare ed educarsi. Alle volte ci si comporta in un certo modo per un istinto di protezione nei confronti dell’ altro o per imprimere il nostro passaggio con più autorevolezza. Si può sbagliare, si può migliorare ma resta il fatto che i sentimenti sono qualcosa di delicato e forte, e sotto la corteccia, si scopre quella linfa vitale che ci scorre nelle vene fino a comparire e scomparire per poi ritrovare la giusta forma dei sogni. Questo Katia l’ ha provato sulla pelle perché è una persona che vuole conoscere e conoscersi, sperimentare e sperimentarsi. Ciò che piace di Katia è il suo mondo che si porta dietro come un guscio solido che poi si apre all’ improvviso, ogni volta che è punta da ricordi e nostalgia ma anche da bellezza, incanto e sogno. E Katia ce l’ ha fatta ad arrivare alle radici dei sogni attraverso quel foglio di carta e… il suo tratto dei pensieri. Ha sperimentato il dolore per la perdita dei suoi cari, quel dolore che arriva all’ improvviso e che ti trafigge: sta a te rimanere in piedi, farti attraversare ma non farti annientare. Katia è ormai una persona solida, forte, capace di andare al di là di se stessa, perché, come dice il poeta Gibran: il dolore è il rompersi del guscio che racchiude la nostra intelligenza. Oggi insegna in una scuola primaria, ha raggiunto la cinquantina, ha due figli, Lorenzo e Marta che l’ hanno aiutata a risalire la china come anche suo marito. Originaria di San Severo, si è trasferita con la sua famiglia a Grottammare, in quel meraviglioso paesaggio marchigiano sospeso tra cielo e terra. Come è lei Katia, sospesa tra cielo e terra, tra cuore e ragione, realtà e fantasia. Difatti la nostra creativa vive di una sua poesia interna, una poesia che si è costruita nel tempo, una filosofia di vita nella quale si ritrova per trarre nuova energia. Da questa, poi, scaturisce il succo delle sue creazioni più belle che si traducono in particolari disegni, illustrazioni surreali ed oniriche come anche scarabocchi artistici nei quali sembra confondersi beatamente. Katia ama disegnare volti di donna e i loro capelli fluenti che sono come pensieri che vanno in giro, che vanno e tornano ma che ti proteggono, affondando le radici nella terra. Il tratto dei pensieri è il nome dato alla sua creatività: disegni, illustrazioni ma anche bijoux realizzati in carta giapponese, una carta dalla buona consistenza che si presta in molte applicazioni. Ma in fondo, si scopre che Katia non ha fatto altro che riprendere il filo tratteggiato su quel quaderno di antiche emozioni ed è cosi che ha liberato i suoi pensieri, fluidi e lucenti come capelli, come sogni. Come lo sguardo che passa per il respiro, come l’aurora che nasce e che ha bisogno di un altro foglio bianco e…del tratto dei pensieri.

Il tuo excursus di studi e lavoro?

Ho studiato magistrale a San Severo, poi sociologia presso l’ Università di Urbino. Dopo la laurea, sono stata educatrice in centri psichiatrici per adulti. Per molti anni ho vissuto a Bologna. Poi mi sono trasferita con la mia famiglia a Grottammare, perché è stato da sempre il nostro luogo di vacanza, quindi ci siamo innamorati del luogo e abbiamo deciso di viverci. Devo dire che siamo stati coraggiosi, in nome di quella libertà che dà sapore e senso alla vita…

La tua più bella esperienza di vita?

La famiglia, i figli, senza dubbio. Sono innamorata della mia famiglia e dei miei figli. Poi c’è la mia famiglia d’origine…purtroppo ho perso i miei genitori e mio fratello tragicamente. Posso solo dire che le origini si scoprono quando sei via, adesso sono molto più legata alla mia terra e alle mie origini…

Quando nasce Il tratto dei pensieri e la tua passione per le illustrazioni?

Ho sempre avuto una grande passione per il disegno. Disegno dappertutto, anche sulle pareti di casa… Mi sono sempre cimentata con pennarelli indelebili, decoupage, pittura su vetro. Poi mi sono imbattuta nel “doodle”, nello scarabocchio artistico e adesso è la mia passione salvavita. Nel 2016 è nata la pagina facebook Il tratto dei pensieri, avevo accumulato un mucchio di disegni. Ho iniziato con l’ acquerello che ha questa dimensione sognante, poi mi piace raffigurare volti di donne e i capelli che per me son pensieri che volano, vanno in giro, si aggrovigliano, ti proteggono ma che fondamentalmente sono liberi di andare dove vogliono…

La tua primissima opera realizzata?

Un disegno astratto con cerchi, linee, intrecci…

Che cosa realizzi precisamente?

Orecchini, collane, segnalibri, borse di tela.  Mi sono ispirata ai gioielli di carta giapponese…Utilizzo cartoncini che disegno ad acquerello e con pennarelli incollandone vari strati, li ritaglio e li vernicio.

Che cosa provi quando disegni e crei?

I disegni intanto mi portano via i pensieri e mi permettono di entrare in contato con me stessa. Le emozioni che provo sono quelle della gentilezza, della poesia, del calore che si può avere nell’ incontro con le persone…

Prossimi progetti?

Continuare a promuovere queste illustrazioni e magari fare qualcosa di più fruibile.

Perché realizzi soprattutto volti di donna?

La donna ha un universo complesso e affascinante che si porta dietro, mi piace esplorarlo. Poi mi piace vedere indossare una collana o un orecchino, mi piace veder trasferito questo mio prodotto che può illuminare il volto di una donna…

Intanto che cosa ti piace del tuo lavoro di insegnante?

Devo dire che anche il lavoro di insegnante mi ha salvata, i bambini insegnano molto e regalano emozioni infinite…

Che cosa ti auguri per il nuovo anno?

Spero di aumentare gli attimi di serenità e felicità, e affrontare quello che la vita mi presenta davanti.

Altre passioni di vita?

La lettura, decisamente, sto leggendo “Fate come se io non ci fossi” di Marco Presta, poi mi piace andare in camper con la mia famiglia, adoro il mare…

Come ti definiresti come donna e come creativa?

Penso di essere una donna forte, tenace, ostinata ma sono anche piena di contraddizioni, ho scoperto di avere delle risorse in più e mi sono rinnovata come persona. Sono una con la testa tra le nuvole e credo nelle cose belle che possano accadere. Sono fondamentalmente ottimista, idealista e romantica. I dolori mi hanno insegnato ad apprezzare di più la vita, la bellezza c’è, basta vederla. Devo ringraziare un po’ me stessa, non so. Ho dei momenti di chiusura, preferisco fare più che dire. Come creativa, sono una romantica sognatrice e mi faccio guidare dall’ istinto.

Che cosa ti restituisce gioia e che cosa ti intristisce?

Mi fanno star bene il mare che ti accoglie quando sei triste e felice, gli occhi dei miei figli, il contatto con i bambini, ascoltare mio marito che suona la chitarra… Mi intristiscono la solitudine, quella che non ti scegli, la falsità, l’ incoerenza.

Il tuo colore preferito?

Il blu e l’ azzurro.

L’ illustrazione alla quale resti più affezionata?

L’ illustrazione alla quale resto più affezionata raffigura una donna che dorme ai piedi di un albero, i suoi capelli si confondono con l’ albero e il tronco. L’ ho incorniciata, mi dà un senso di pace e serenità.

Un tuo motto di vita?

“Non come chi vince sempre ma come chi non si arrende mai” di…Frida Kahlo.
Per info: cell : 349-8612781 ; pagina facebook Il tratto dei pensieri.

 

Un pensiero riguardo “Katia Gianfrancesco, quel foglio bianco e…il tratto dei pensieri

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *