La vita è sempre creazione, imprevedibilità e nello stesso tempo conservazione integrale ed automatica dell’intero passato (Henri Bergson).
Andare, camminare, percorrere la strada fino in fondo, arrivare su in cima alla montagna, scalarla per poi scendere di nuovo. Quante volte la vita ci prende e ci fa girare a seconda del suo ritmo, a seconda del momento che viviamo? Quante volte ci sembra di raggiungere la vetta mentre si ha ancora il terrore di guardare giù a valle, dove non sappiamo che cosa ci aspetta? Come si concluderà il nostro viaggio, chi incontreremo, che cosa ci renderà veramente felici, che cosa invece ci potrà turbare? Perché sarà sempre un mettersi alla prova in ogni circostanza, perché, per quanto bella la vita possa essere, ha sempre quell’altra faccia della luna, quella che talvolta si oscura all’ improvviso scomparendo dietro le nuvole. E ritorneremo così sui nostri passi e sarà dolce e misterioso scoprirci nuovamente persone diverse, purificate e nutrite dalle stesse nostre esperienze di vita. Perché ogni cosa è importante che si viva al meglio sin dalla tenera età e tutto confluirà in quell’elemento che avremo messo da parte ma che, con il tempo, sarà utile per comporre il nostro puzzle. Magari, crescendo, ci accorgeremo che ci manca qualcosa perché avremo vissuto di corsa le nostre tappe o perché avremo dato poca importanza alle cose più semplici e chiare, a quelle componenti che avremo trascurato così per caso, per distrazione, per inesperienza. E ci ritroveremo in una serata di pioggia a danzare con i nostri pensieri, una serata nella quale saremo cullate da mille domande e non troveremo subito le risposte giuste, mentre il chiarore della luna vorrà farci compagnia. Ci chiederemo se è veramente questa la vita che avremmo voluto vivere o se ci manca quel particolare, quel quid che ci gira intorno come una farfalla, come qualcosa o qualcuno foriero di buone novelle. Noi donne, poi, siamo così vaste nella nostra interiorità e siamo quelle più colte dai sentimenti perché siamo il sentimento in persona. Ridiamo, camminiamo, piangiamo per ritornare a ridere, a camminare, a piangere. Sempre però con quella volontà di cercare la parola giusta, quel vestito che ti calza a pennello o quella idea, quel progetto che può salvarti la vita in quel momento storico della nostra esistenza. Enza D’ arco è una donna sensibile, comunicativa, solida e riflessiva nello stesso tempo, una che pondera bene ciò che dice e ciò che fa. Molto probabilmente perché ha capito che la vita non va sprecata ma presa per quella che è, con gioie e turbamenti, l’importante è volersi conoscere fino in fondo. Enza ha trentacinque anni, suo marito è ingegnere e lavora Milano, quindi fanno la spola tra Pompei e Milano. Enza ha un figlio di quindici mesi, Alessandro, che è la luce dei suoi occhi. Napoletana nel cuore e mediterranea nelle fattezze, Enza è una persona diretta e dà l’ idea di una donna in continua evoluzione, una donna che vuole ancora continuare a conoscersi. E questo è bello davvero perché è tutta concentrata qui l’ essenza della vita! Non bisogna scansare le buche per paura di conoscersi, perché, se ci si vuole conoscere a fondo, non si può che trovare la migliore soluzione e ciò che può combaciare con le migliori esigenze del momento. Se poi questa è dettata dal cuore, tanto meglio. Enza, intanto, ha una laurea in Biotecnologie mediche e si è specializzata in dermatologia. Dopo la laurea ha lavorato subito tra Roma e Milano per ditte note come Dior, Chanel, Guerlain nella formazione tecnica e chimica dei prodotti di cosmetica. Per cinque anni ha vissuto e lavorato a Londra e poi è stata presa da quello spleen, da quella saudade, da quella nostalgia mista a depressione, momenti in cui non ti è chiaro niente e vorresti solo scappare. Difatti le mancava così tanto il sole di Napoli che è poi tornata a casa, seguendo il suo istinto e salvandosi. Perché, nella vita, non si vive di solo pane, la vita è bella perché ci chiede rispetto, consapevolezza e fiducia. E quindi, per questo, mette anche alla prova. E bisogna accettare tutto, anche gli attimi di smarrimento perché saranno proprio questi a parlarci al cuore e a permetterci, poi, di aprire la valigia dei sogni. Quella valigia che magari stava in soffitta, e quando eravamo bambine guardavamo con stupore. Poi, però, una volta diventate donne, sarà proprio quel particolare che ci era sfuggito di mano a ridarci il sorriso. Ed Enza il sorriso l’ ha ritrovato grazie a sua mamma Giovanna che prima lavorava in una sartoria e che oggi realizza meravigliose creazioni in cucito creativo. Quindi, osservando sempre sua mamma, giorno dopo giorno, si è sentita quasi in simbiosi con lei fino ad aprire appunto la valigia dei sogni e sperimentare di sentirsi viva proprio attraverso la creatività, la manualità che è sempre un atto d’ amore per sé e gli altri. Tutto ciò sua madre le ha trasmesso nel tempo ed ecco perchè si sente rinata. Tra perle, perline, stoffe e carta, sono nate Le creazioni di Taggi, un variopinto mondo magico che fa bene agli occhi e al cuore di grandi e piccini. Perché Enza e sua madre Giovanna sono così brave da curare anche eventi come feste di compleanno e altro. La loro forza è proprio il loro legame, un legame tra mamma e figlia che non può che essere un successo annunciato. Perché si nutre di amore, rispetto e conoscenza reciproca là dove sussiste un prezioso scambio emotivo, intesa ed affinità. Ed in questo modo, solo in questo modo, cambiare vita sarà stato come viverne un’ altra perché, sostanzialmente, si è avuto il coraggio di aprire quella famosa valigia dei sogni per arrivare a mondi meravigliosi che erano dentro di noi e che chiedevano solo di essere scoperti.
Raccontati tra vita, studi e lavoro…
Mi sono laureata in Biotecnologie mediche a Napoli con specializzazione in dermatologia per poi lavorare tar Roma e Milano con ditte del calibro di Chanel, Dior e Guerlain. Mi sono occupata della formazione tecnica e chimica di prodotti di cosmetica provandola su vari tipi di pelle. Successivamente ho lavorato a Londra per ben cinque anni, poi, per problemi miei personali e per un periodo di depressione nel quale sono entrata nel caos competo, ho pensato di ritornare in Italia… A dire il vero, mi mancava un po’ tutto, il sole, la mia gente, gli affetti. Una volta tornata a casa, c’è stato un momento nel quale sono stata senza far niente, così ho voluto soltanto ascoltarmi per poi notare che quel quid che cercavo, era a pochi passi da me. Difatti non ho fatto altro che guardare mia mamma lavorare e creare tanto per lei è lo stesso, e ho voluto iniziare a collaborare… Mia mamma si è sempre occupata di cucito creativo e di sartoria, è davvero molto brava nell’ ideare e creare, sia per commissione che per libera scelta. Intanto seguendo mia mamma, si è sviluppata nel tempo anche la mia vena creativa…Ho aperto la pagina facebook Le creazioni di Taggi e abbiamo iniziato ad avere richieste da tutta Italia.
Perché le Creazioni di Taggi?
Mio cugino da piccolo chiamava mia mamma Taggi perché non sapeva chiamarla Giovanna, quindi mi è sembrato un nome divertente, un modo per rappresentare la mia famiglia.
Che cosa vuol dire per te lavorare e creare insieme a tua mamma?
Intanto casa di mia mamma è un salotto creativo, ospitiamo anche realizzazioni di altre creative, poi, che dire…lavorare con mia mamma è speciale, avere una insegnante come lei mi fa sentire al sicuro, ed è davvero un particolare scambio di emozioni. Intanto è mia mamma la stilista, è lei che inventa, a meno che non ci siano commissioni precise da portare avanti. -Sorride-. Ad esempio ho appena notato un vestito giallo con delle margherite applicate, non ne sapevo ancora niente, mia mamma è una continua scoperta!
Che cosa realizzate?
Intanto curiamo eventi come feste di compleanno ed altre cerimonie, quindi dalle confettate alle tovaglie, dalle bomboniere ai sacchetti, dalle scatoline dipinte ai cuscini dipinti…
La tua prima creazione?
Alberelli di caramelle…
L’ ultima realizzata insieme a tua mamma?
Abbiamo curato la festa di compleanno di una bambina di undici anni, tutto esclusivamente in color blu tiffany, dai fiori, al cesto alla stessa torta in polistirolo con marshmallows.
Il materiale più gettonato?
Si va dalle perle, perline alla stoffa, dalla carta al polistirolo…
Prossimi progetti?
Stiamo già lavorando per la festa della donna: riempiremo di mimose e rose dei bicchieri procurati in un ristorante, così anche per riciclarli… Poi più in là, ci piacerebbe organizzare dei corsi di collane con pietre di Positano o qualche pietra della Turchia.
La cosa più bella che hai fatto nella vita?
Mio figlio e… l’ aver voltato pagina.
In che modo ti ha aiutato la creatività?
La creatività mi ha aiutata a conoscermi di più, ad ascoltarmi e a capire la parte più genuina ed autentica di me stessa.
Come ti definiresti come donna e come creativa?
Sensibile, forte, testarda, ambiziosa. Per il resto sono una creativa che ha scelto di esserlo e di imparare il più possibile, quindi, in continua evoluzione.
Altre passioni di vita?
Viaggiare, leggere, suonare il pianoforte…
Un tuo motto?
Il meglio deve ancora venire!
Per info: pagina facebook: Le creazioni di Taggi; cell: 333-8100632.