Stefania Vescera, gocce di luce… gocce di gioia

Stefania Vescera, gocce di luce… gocce di gioia

Non pensare la gioia, sentila, è una fioritura nella carne, è il maggio delle ossa, l’ aprile degli occhi. La gioia non è un fatto, una cosa, un luogo.  La gioia crea spazio, scioglie, fa il vuoto. ( Da resteranno i canti di F. Arminio).

Da piccola stavamo ore a guardare la nostra luce riflessa  tra i vetri, così, per conoscerci, per cercare di capire il mistero di ogni cosa.  Ci piaceva restare nell’ erba, affondare il naso nella terra, sbucciarci le ginocchia, ignare del pericolo.  Però si viveva meglio, decisamente meglio. Si viveva con quel raggio di sole tiepido mentre giocavamo a palla nei cortili o tra i vicoli.  E ci piaceva inseguire quella palla che andava giù  e che si poteva rincorrere… Ci sembrava di rincorrere il mondo e noi veramente eravamo i primi attori, perché semplici e incantati attori di una vita che ancora non si conosceva. Crescendo, siamo tornati ad essere assetati di vita, di esperienza,  volevamo avere il mondo nelle mani ma ci siamo pian piano resi conto che i giochi, alle volte, vanno da sé.  E ci siamo ritrovati, dopo tempo,  negli stessi luoghi, magari vicino al mare con le ginocchia al petto a pensare e a sentire il nostro rumore, quel rumore dettato dal silenzio che faceva appunto più rumore del solito. Insomma, abbiamo dovuto imparare a crescere nonostante tutto e tutti.  Noi donne, poi… per noi c’ è sempre un capitolo a parte,  noi che abbiamo quella proverbiale carica emotiva, siamo le più vulnerabili come le più forti.  Perché siamo come quel foglio pulito e bianco sul quale scrivere passaggi obbligati della nostra vita. Ma abbiamo anche il sole dentro, quel sole che fa capolino tra le nuvole della nostra anima. Quindi sarà più semplice seguire il nostro istinto e la nostra voce interiore.  Come è successo a Stefania Vescera, una donna solare, appunto. Una donna che ha voluto cercare il suo sole dentro e tra nuvole e sfumature, ha trovato il suo pezzo di spiaggia incantata, fra il sole, il mare e una terra tutta da scoprire.  Perché, poi, quella terra, alla fine, siamo noi con il nostro vissuto, con la nostra impazienza e voglia di farcela. Stefania è una donna di quarantaquattro anni, vive a Roma. È sposata con Riccardo che fa il tipografo in una tipografia di famiglia. Ha tre figli: Alice di quindici anni, Emily di tredici anni e Anita, arrivata inaspettatamente e che oggi ha tre anni. Stefania ha frequentato il Liceo artistico, un percorso di studi che poi ha dovuto mettere da parte ma che  ha restituito il giusto verso alla sua esistenza di moglie e di mamma.  Difatti, scherzosamente dice che non avrebbe voluto mai sentirsi una “casalinga disperata” e quindi ha rovistato nei cassetti dei suoi sogni fino a trovare la parola giusta, la musica giusta,  il verso giusto della sua vita. Un po’ come la piega di un lenzuolo che cerchiamo di voler tendere, così è per i nostri pensieri che, tra testa e cuore, trovano la loro origine, quella finalità che poi li concretizzerà in azioni.  Dopo aver cresciuto i suoi figli e ultimamente dedicandosi all’ ultima arrivata per la quale ha dovuto mettere in moto tutta l’energia di mamma, Stefania si è voluta rivedere appunto tra le righe sparse del suo quaderno e ha cominciato ad intravedere gocce di luce… gocce di gioia attraverso ciò che è stata e che avrebbe voluto continuare ad essere. Difatti ha iniziato con il decoupage e con le classiche tegole decorate ma il mondo della creatività è un po’ come la pioggia che bagna i campi a primavera, ti irrora di pura fantasia e voglia di creare sempre e di più. E così è venuta  a conoscenza di quelle tipiche bambole chiamate fofuchas. Parola di origine brasiliana che significa bella, dolce  e definisce delle simpatiche bambole  con gambe lunghe, grandi piedi e testa rotonda.  Ed è così che si è data alla gomma crepla, al fommy creando le sue bambole ma anche ritratti di famiglia. Tutto torna anche perchè il suo istinto artistico l’ ha sempre accompagnata… Spontanea, diretta, naturale, Stefania è un po’ come le sue bambole, simpatica, bella, espressiva.  Dotata di quella comunicatività e di quell’ ironia tutta romana, Stefania si racconta con semplicità ed entusiasmo.  E così, tutto è nato un po’ per caso e poi per volontà vedendo le fofuchas nel negozio dell’ amica Barbara Caracciolo e da lì è rimasta incantata e rapita dalla sensazione di delizia che trasmettevano queste particolari bambole. Ha iniziato a creare le sue bambole incoraggiata dalla sua amica  e un giorno ha aperto il  gruppo facebook “ Il regno incantato del fommy” per condividere la sua gioia con altre creative.  Qui ha incontrato altre donne cariche di energia come lei e proprio qui, ci tiene a sottolineare, sono nate bellissime amicizie. E da qui le si è aperto un mondo…In questo modo la creatività trova il lato migliore, quando riesce ad infondere positività e quando si racconta in maniera semplice, unica, garbata. L’ intervista offre spunti di riflessione sia quando Stefania parla delle sue bambole, sia quando parla della sua cara mamma Viviana… Piace molto il suo modo di esaminare le cose, il suo sguardo complice e attento sul mondo e sulla nostra società. Delle bambole dice che si distinguono dagli occhi mentre di sua mamma dice che è stata la sua più grande maestra di vita: le ha insegnato l’ umiltà, quel modo di affondare le mani nella terra per raccogliere i fiori…  Perché solo chi sa esaminarsi con semplicità ed umiltà, potrà raccogliere i suoi frutti. Stefania oggi ha gli stessi occhi che splendono, gli stessi occhi di quando era  bambina, illuminati da quelle gocce di luce che si espandono  per regalarle a chi è  ancora alla ricerca delle sue…gocce di gioia.

Raccontati facendo una presentazione di te stessa…

Ho frequentato il Liceo artistico a Roma presso il secondo Liceo artistico statale e dopo essermi  diplomata, non ho continuato gli studi. Mi sarebbe piaciuta la facoltà di architettura ma la matematica non era il mio forte. All’ epoca ho poi lavorato nella gioielleria del mio fidanzato, ma poi è stata chiusa l’ attività e ho fatto la commessa in altri negozi di Roma. Successivamente ho aperto un negozietto di abbigliamento con mia sorella, poi, purtroppo abbiamo chiuso. Nel 2003 mi sono sposata, poi sono arrivati i figli e mio marito ha sempre preferito  che non lavorassi ma siccome non ho mai voluto fare la casalinga disperata, ecco che mi sono venute in mente delle idee per poter avere uno spazio tutto mio dove poter esprimermi…

Come hai iniziato a creare con il fommy o gomma crepla?

Da premettere che prima ho iniziato con il decoupage e con le classiche tegole decorative, poi, un bel giorno, sono andata a trovare  la mia amica Barbara Caracciolo al negozio dove ho ammirato le fofuchas, bambole che fanno sognare e che regalano sentimenti di tenerezza… Non ho più resistito e incoraggiata anche dalla mia amica, ho iniziato a creare le mie bambole…

La cosa più bella che hai fatto nella vita?

I miei figli ma… anche l’ essermi rimessa in discussione…

Che cosa realizzi precisamente?

Le mie bamboline, ritratti di persone e di famiglia, curando molto i dettagli  e anche fiori…

Una bella esperienza maturata sul campo?

A Torino presso il negozio di  Laura Papagna specializzata in creazioni floreali in  fommy,   insieme alla mia amica Rosangela Vurro,  ho tenuto il corso sulle fofuchas…

Prossimi progetti?

A breve terrò corsi in vari negozi a Roma ma anche online con video e cartamodelli.

Che cosa distingue una bambola  di una creativa  da un’altra?

Gli occhi,  distinguo  le bambole dagli occhi, non tutti facciamo gli occhi alla stessa maniera e quindi sono uniche per questo! Dagli occhi riconosco chi ha fatto la bambola! Ognuno, poi, acquisisce la propria tecnica e la fa diventare propria!

Come ti definiresti come donna e come creativa?

Solare, altruista,  comunicativa, diretta, umile, non mi sono voluta mai montare la testa e, poi, perché? C’ è sempre così tanto da imparare da tutto e da tutti…

Altre passioni di vita?

La musica di Claudio Baglioni…mi cura l’ anima.

Che cosa ti dà emozioni buone nella vita?

Sono emotiva, mi emoziono davanti ai films, la natura, il mare che cambia le sue sfumature…mi emozionano le cose semplici della vita: due bambini che giocano, il sorriso di un vecchio per strada…

Che cosa pensi della società di oggi?

I valori mancano, oggi, ed è difficile crescere figli e nipoti senza valori, mancano il rispetto e la pazienza e c’è tanta solitudine tra i ragazzi…mi piacerebbe che ci fosse più altruismo e meno indifferenza da parte di tutti.

Come ti vedi fra dieci anni?

-Sorride-. Mi piace vivere giorno per giorno, è difficile pensare come sarà la ma vita fra dieci anni, mi posso solo augurare di fare quello che sto facendo, né più, né meno…

Che cosa ti hanno insegnato i tuoi genitori e che cosa vorresti insegnare ai tuoi figli?

Ho avuto una grande mamma, mio padre non l’ ho conosciuto perché è morto in un incidente…Mia mamma Viviana mi ha insegnato l’umiltà e l’altruismo; faceva la bidella e i ragazzi l’ hanno adorata. Mi diceva sempre: “ Fai in modo che sei sempre tu a parlare degli altri e non gli altri di te!

Un tuo motto di vita?

Volere è potere.

 

Per info: 333/ 3256953; Gruppo facebook  “IL REGNO  INCANTATO DEL FOMMY  (volere è potere) ; Pagina facebook “Il mondo  a colori di Stefi”.

 

 

 

 

4 pensieri riguardo “Stefania Vescera, gocce di luce… gocce di gioia

  1. Conosco Stefania e devo dire che quello che e stato scritto rispecchia la Stefania che conosco per la sua disponibilità generosità

  2. Bellissimo articolo hai colto in pieno ciò che abbiamo nel cuore noi che creiamo con le nostre mani qualcosa dal niente conosco Stefania Vescera ed è grazie a lei che sono entrata in questo mondo fantastico delle fofuchas ed è proprio così come l’hai descritta… insieme alle altre maestre del gruppo ci segue e ci incoraggia sempre… perché Volere è potere…Pamela

  3. Stefy sei unica e meravigliosa…. e io fino contenta di averti incontrata in questa vita! Grazie per insegnare a me il tuo sapere…. ti lovvo😘😘😘

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