Chiara Stringhi, come i fiori…

Chiara Stringhi, come i fiori…

“La neve sugli alberi, il rosso di certe mele  che nessuno raccoglie, le foglie che arriveranno e poi le capre, le pecore, i cani, i canti e gli abbracci, i nodi tenerissimi degli umani…”. F. Arminio

Siamo come le foglie, le foglie tenere che spuntano  a primavera, le foglie ingiallite che hanno sete e che vorrebbero ancora vivere, le foglie attaccate ai fiori, attaccate all’ amore che ognuno di noi sa dare.  Siamo gentili come le foglie a primavera, di quella gentilezza  che, quando c’ è, emoziona davvero.  Sì, perché se assomigliamo alla natura, siamo davvero come vorremmo essere, con le dovute differenze e le nostre unicità. Scoprendo i ritmi e l’ alternanza delle stagioni, ci scopriamo anche persone nuove. E c’ è sempre chi, come una pianta,  ha bisogno di maggiori cure, più delicata e più tenera e chi è un arbusto più duro, più irremovibile, più forte. C’ è da dire comunque che la natura ci insegna tanto e ci insegna soprattutto ad amare il bello che c’ è e ad unirci di più ai suoi incanti, ai suoi misteri e alla sua voglia di essere semplici come la terra, come il vento, come un fiore che si muove e dondola al vento, così, senza pensieri. Come quella foglia libera di posarsi dove vuole. Così si dovrebbe vivere la nostra vita, in maniera semplice e naturale per seguire e  inseguire i nostri meccanismi interiori e ciò che veramente potrà darci pace e serenità.  Perché solo trovando quell’ angolino segreto dentro di noi, potremmo scoprire chi siamo veramente e che cosa vorremmo essere e come vorremmo essere, a chi o a che cosa vorremmo assomigliare. Le donne, poi, hanno una sensibilità tutta propria nel volersi scoprire, analizzare e arrivare ad avere la loro dimensione, quella che si costruisce nel tempo, in un puzzle delicato e forte che possa tenere uniti tutti i pezzi importanti, come gli affetti, la famiglia, il lavoro, le proprie passioni. Ed è per questo che le donne faticano un po’ in più per essere felici, per il loro spirito di abnegazione, per la loro volontà intrinseca nel voler tenere tutto unito, per dare quella forma di magia alla propria casa e alla propria famiglia. Chiara Stringhi è una di queste donne, una donna che dà l’ idea di volere fabbricare il bello, di voler far  sbocciare e far splendere i sentimenti buoni intorno a sé, come fiori… Garbata, gentile, essenziale ma anche solida, discreta, riservata, ha tutte le doti buone per far spuntare  quella bellezza, quella sincerità e semplicità intorno a sé e agli altri. E oggi davvero si ha bisogno di tenerezza, gentilezza, di quel dolce sentire per poter creare… Perché la vita, come una pianta, come i fiori che sbocciano vicini e lontani nel nostro giardino incantato, bisogna accoglierla tutta ed innaffiarla bene, giorno dopo giorno.  Ecco che Chiara dà questa sensazione perché trasmette cura, protezione, voglia di salvare ciò che di bello c’è. E non solo, trasmette voglia di ricrearlo, di custodirlo e racchiuderlo praticamente, non soltanto a parole.  Dopo aver frequentato l’ Accademia di Belle Arti a Venezia ad indirizzo pittorico, ha aperto il suo laboratorio artistico. Al suo interno, si è occupata un po’ di tutto cimentandosi in varie tematiche artistiche: dal decoupage alla decorazione del mobile, dal patchwork  al cucito. Intanto ha sposato Marco, il suo amore di una vita, conosciuto da quando era bambina. Ha due figlie, Elisa ed Emma, rispettivamente di dodici e sette anni, figlie che segue attentamente nel loro percorso di vita. La prima figlia pratica ginnastica artistica ed acrobatica e nel 2018 è diventata campionessa nazionale, la seconda, più sognatrice, ama il tutù e fa danza classica. E già questa sembra una fiaba moderna perché impregnata di quell’ amore di un tempo, quell’amore che dà fiducia  e che veramente aiuta ad andare avanti. Suo marito è un artigiano, dunque, è ancora più vicino al mondo creativo di Chiara, supportandola in ogni sua decisione  e progettualità. Oggi Chiara ha quarant’ anni e dopo aver chiuso il suo laboratorio perchè con l’ arrivo della  sua secondogenita Emma, non riusciva a star dietro a tutto, non si è arresa perché la creatività è quell’ eco che senti improvvisamente e che ti scuote dalla testa ai piedi. Chiara non si è arresa perché la creatività è quel mare che inonda il  più profondo sentire e non puoi che accettare il suo mistero, il suo incanto e la sua nostalgia.  Perché è stata proprio questa nostalgia per il suo mondo artistico a rimetterla in discussione  e a riaprire il sipario sulla sua sfera creativa. E quindi ha voltato pagina, volendo specializzarsi nel lavoro manuale inerente alla porcellana fredda, affascinata dalla manualità,  da quella voglia tattile di toccare la pasta e i colori.  Per sporcarsi le mani di vita, di quella  che continua a scorrere dentro di noi e che sa benissimo cosa fare al nostro posto. In nome di quella ispirazione che è come una sorgente alla quale attingere liberamente. Originaria di Pandino in provincia di Cremona, Chiara oggi vive a Palazzo Pignano  nella casa di campagna insieme alla sua famiglia, in quel silenzio che canta l’ essenza delle cose  e che si confonde con la natura.  Difatti Chiara pone il suo sguardo attento all’alternarsi delle stagioni perché ama attendere che i fiori sboccino, ama attendere la loro nascita come un evento, seguendone la fioritura e la rispettiva evoluzione.  Ama così tanto i fiori da ricrearli in tutto e per tutto:  dalle venature ai petali agli steli, tanto da renderli reali, tangibili, verosimili.  Magia questa della porcellana fredda, di questa tecnica che modella  i particolari e i dettagli fino ad arrivare alla radice, fino a voler assomigliare a quella bellezza infinita.  Una bellezza che Chiara riesce perfettamente  a liberare nel suo senso artistico, dando un senso ed un  seguito anche al suo percorso di studi.  Difatti Chiara è molto legata  ai ricordi di Venezia e ai tempi dell’ accademia, come è anche legata alla storia  di sua madre che purtroppo non ha mai conosciuto perché purtroppo è venuta a mancare pochi giorni dopo la sua nascita. Questa storia l’ ha segnata profondamente delineando un vuoto o un  varco dentro di sé per accogliere il suo profondo sentire che oggi diventa un concentrato di nostalgia, bellezza, struggimento, incanto. Un tutt’ uno che si riconduce poi su quella strada cosparsa di fiori …Ciò che piace di Chiara, oltre al suo indiscutibile talento, è la sua semplicità ed essenzialità, la sua riservatezza. Piace di lei la sua naturalezza che sembra entrare in simbiosi con la natura appunto e con i fiori che ama tanto, dalle rose alle ortensie  e …Chiara sembra cercarsi nelle stesse venature, petali e corolle che crea.  Questo perché è vera e come tutte le persone che amano la verità e la semplicità delle cose, desidera mischiarsi a ciò che la vita di meglio possa offrire.  E non c’ è niente di più bello, di più soave  e pulito  che voler essere come i fiori… Come i fiori che inondano di colori i prati, come i fiori che rallegrano le nostre giornate… Come i fiori che tendono i loro steli verso l’alto, verso il cielo, verso l’ infinito.

 

Il tuo excursus di studi, vita  e lavoro?

Dopo il Liceo artistico, ho frequentato l’Accademia di Belle Arti a Venezia ad indirizzo pittorico. Sono stati anni meravigliosi quelli dell’ Accademia anche se poi devo dire che  la mia vita è stata segnata dal dolore della perdita di mia madre che non ho mai conosciuto perché morta dopo pochi giorni dal parto: dentro di me ho sempre un rimescolio di emozioni e sensazioni per questo accaduto, la sogno sempre e sento che mi è vicina sempre. ..Intanto ho vissuto un anno a Venezia con mia zia, ancor prima mio padre si è risposato e mi ha cresciuta  Alice, una donna meravigliosa che mi ha fatto da mamma…Ad un cero punto della mia vita, ho sentito l’ esigenza di  aprire un laboratorio tutto mio a Treviglio, in provincia di Bergamo. In questo laboratorio mi sono occupata un po’ di tutto, dal cucito al decoupage alla decorazione del mobile…  Poi,  dopo essermi sposata, cominciavo a faticare per occuparmene soprattutto con l’ arrivo della seconda figlia … Ed è per questo che dopo un periodo di tempo ho voluto rimettermi in gioco, specializzandomi nella modellazione e precisamente nella porcellana fredda.  Quindi la mia passione nasce così, per un’ esigenza  forte di sperimentare altri mondi creativi…

Gli anni più belli?

Gli anni in cui ho conosciuto mio marito, gli anni in cui sono nate le mie figlie e gli anni dell’ Accademia…

Che cosa realizzi precisamente?

Fiori, soprattutto e semplicemente fiori e piante.

Perché proprio ed esclusivamente fiori?

I fiori mi hanno sempre emozionata, il mio laboratorio si chiamava Rosa Tea… Mi è sempre piaciuto seguire il ritmo della natura, lo studio sui fiori, dalla sbocciatura alla fioritura totale… Mi piace studiare i  fiori da vicino, i narcisi riesco a trovarli in questo periodo, abito in campagna e questa è una primavera anticipata, per il resto vado a trovarli nei garden…

Il tuo fiore preferito?

La rosa in assoluto, rosa inglese o normale, l’ ortensia e le piante grasse.

Prossimi progetti?

Ho sempre amato il contatto con il pubblico, intanto sto organizzando corsi online…

Che cosa metti in risalto durante i tuoi corsi?

Consiglio di scegliere fiori chiari per poter lavorare meglio sulle sfumature, insisto molto sulla colorazione come anche sull’ utilizzo dei venatori: da un fiore vero vado a creare uno stampo che aiuta nella modellazione.

La tua prima opera realizzata?

Un vaso con delle rose vendela, quel tipo di rosa avorio con sfumature rosate all’ interno, mi è piaciuto ricrearle per richiamare le rose del mio bouquet e per “immortalare” in questo modo anche il bouquet delle altre spose…

La creazione alla quale resti più affezionata?

Un cesto di ortensie che ho realizzato quando aspettavo Emma, è una creazione alla quale sono particolarmente legata…

Come ti definiresti come donna e come creativa?

Sono una persona riservata, discreta, una persona che ama il confronto tra persone educate. Come creativa, sono molto legata alla realtà anche se resto una romantica tradizionalista.

Che cosa ti intristisce e che cosa ti restituisce gioia in genere?

Mi intristisce vedere i bambini demotivati proprio perché talvolta la società virtuale li distoglie dalla creatività… Mi fanno star bene sentimenti come la correttezza, la serietà, la responsabilità.

Un tuo motto di vita?

Ho imparato che bisogna vivere giorno per giorno…

 

 

Per info:  pagina facebook Chiara Stringhi; gruppo facebook Elisem; cell: 347/5304460

 

 

 

 

 

 

 

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