“ Da qualche parte sopra l’ arcobaleno proprio lassù, ci sono i sogni che hai fatto…da qualche parte sopra l’arcobaleno volano uccelli blu e i sogni che hai fatto…” (Da Somewhere over the rainbow).
Di te cosa lascerai? Che cosa vorrai lasciare, davvero, su questa terra, che cosa vorrai lasciare dei tuoi pensieri e del tuo essere? Si vive , si respira, si cammina, si lotta, si ama, ma che cosa si vuol lasciare di noi? Questa è una domanda alla quale si sfugge perché ci mescoliamo nel lento o vorticoso fluire delle cose, lì dove il caos può diventare una stella o una stella può diventare caos. Dipende da noi e dipende da quale prospettiva guardiamo il mondo, con quali occhi lo guardiamo e da come ci affacciamo alla finestra dei nostri giorni. Dipende tutto dal nostro sguardo, anche dal modo in cui innaffiamo i nostri gerani, dal modo in cui guardiamo quel fiore che spunta all’ orizzonte…Dipende da quanto ci vogliamo bene e ci vogliamo liberare dalle catene che ci vogliono persone stereotipate o ingabbiate in quel sistema di vita che non è vita. Perché la vita vera è soltanto dentro di noi, insieme al nostro sentire, insieme al nostro patire e sognare una vita diversa. Difatti anche un albero non è un albero se non ha dentro di sé quel pathos che lo vuole dritto verso il cielo, verso l’ alto, verso qualcosa che non sia solo un semplice nutrirsi di linfa bensì un elemento importante nel nostro paesaggio interiore. Perché tutto può trasmettere qualcosa se ha un’anima, se trasmette quel desiderio di allontanarsi dal normale vivere quotidiano ed innalzarsi verso qualcosa di più elevato appunto, di più pulito, di più sincero ed onesto. Ed è così che i sogni si possono intravedere anche dietro le nuvole e, perché no, anche dietro l’ arcobaleno. Ci sono, poi, degli esseri particolari che hanno il potere e il coraggio di non arrendersi e di avere quello sguardo pulito sul mondo… Questi esseri sono le donne, le donne che hanno una marcia in più, quelle donne che vogliono lasciare un’ impronta di sé, piccola o grande che sia e che non riescono a stare ferme in una stanza ad ascoltare quella nota in lontananza. Anche tra mille peripezie ed ostacoli, non riescono a stare ferme e a vivere di solo pane ma vogliono mischiarsi a quelle sere buie e tempestose, vogliono affrontare ciò che si para davanti, anche quel mostro, anche quell’incubo ma vogliono uscirne vittoriose. Silvia Aiello è una guerriera, una donna che è riuscita a sconfiggere le sue paure e non solo, tra affanni, discese e risalite, ha ancora in bocca quel sorriso di bambina. Ed è questo che sostanzialmente piace di lei, il non essersi fatta snaturare dal dolore, l’ aver voluto a tutti i costi conservare la sua essenza, il suo profilo, il suo quadro interiore. Perché le donne sono davvero quadri, storie da raccontare, films da rivedere e libri da leggere. E così è Silvia: un libro che ti appassiona perché sa essere, fondamentalmente, una persona libera, sincera con se stessa e con gli altri ed onesta con i propri sentimenti. Semplice, comunicativa, affidabile, affabile, garbata, ponderata, Silvia è una donna che si vorrebbe avere come amica perché trasmette complicità, empatia e serenità d’ animo. Si definisce un ossimoro, forte nella sua fragilità… Silvia, proprio tre anni fa, ha scoperto di avere una predisposizione genetica al cancro al seno, come sua madre che si ammalò e come sua zia. Insomma, una predisposizione familiare. E certamente scoprirlo non è stato semplice per lei che si è sottoposta a tutte le cure mediche possibili e adesso, anche se ancora indolenzita, ne è uscita vittoriosa. Queste sono le donne che ci piacciono, queste sono le donne che sanno dirti qualcosa anche oltre il rumore, anche oltre il silenzio, anche oltre le stelle e le nuvole. Tanto per loro è normale, è tutto normale perché riescono a vedere le stelle come le nuvole, con la stessa intensità e profondità. Le vere donne sono queste, sono coloro che lanciano messaggi positivi, sono coloro che hanno la forza nelle mani per fermare qualcosa di bello, malgrado tutto. E difatti Silvia ha voluto riversare tutte le sue attese, tutte le sue ansie, i suoi sogni nelle sue creazioni. Creazioni che sanno di arcobaleno e che hanno tutti i colori e che danno sensazioni di pace e serenità che può infondere un arcobaleno quando si ha il piacere di avvistarlo in cielo. Oggi Silvia ha trentasette anni, vive a Roma e lavora in uno studio di commercialista perdendosi nel caos e nel traffico di Roma, tra impegni vari, nel suo andirivieni presso uffici, tra conteggi e burocrazia. Anche se talvolta si sente soffocare, va sempre a testa alta, è single e preferisce esserlo per adesso, dopo una delusione d’ amore. Vive con il suo gatto Mio, circondata dall’affetto di amici e parenti che le stanno vicina. Ma è semplice stare vicini a Silvia perché ti inonda con il suo ottimismo e con quella punta di ironia, quell’ ironia che viene fuori dopo il dolore, come l’ arcobaleno dopo la pioggia. Nella sua casa, ha allestito il suo rifugio creativo, nato da un’ esigenza interiore, dal non volersi far sopraffare dal brutto tempo bensì dalla necessità di creare qualcosa di bello, qualcosa che potesse assomigliare al suo modo unico di voler continuare a vedere il mondo. Le sue creazioni perlopiù in fimo sono pezzi di tenerezza unica, pezzi invasi da colori brillanti perché la vita deve brillare dentro e fuori di noi, nonostante tutto. Dietro le sue creazioni, ci sono le sue ansie, le delusioni, i suoi progetti…Questo è il messaggio che vuole inoltrare Silvia, questo è ciò che si coglie tra il suo fare creativo, tra i suoi fili che vogliono unirsi a un presente buono che sa di leggerezza, di quella melodia e di quella poesia in più. Perché, a questo mondo, non è mai troppa la poesia perché non è mai troppa la grazia e la gentilezza. Ed è questo che emana Silvia, una voglia di andare oltre i confini stabiliti. Stabiliti poi da chi, se non da noi? Piace la sua voglia di riscatto nelle piccole come nelle grandi cose, piacciono le sue corse quotidiane intrise di sogni, la sua voglia di cambiamento.
“Un giorno esprimerò un desiderio su una stella cadente , mi sveglierò quando le nuvole saranno lontane dietro di me”. ( Da Somewhere over the rainbow).
Il tuo excursus di vita, studi e lavoro?
Ho studiato presso un istituto professionale con indirizzo di grafica pubblicitaria, mi piaceva disegnare e provare a mettere su pc…Poi morì mio padre che aveva quarantotto anni, mia madre aveva un mutuo da pagare, quindi ho dovuto rimboccarmi le maniche, avevo diciannove anni e ho iniziato a lavorare come barista, facendo questo lavoro per cinque anni. Ma devo dire che non avevo più una vita privata, niente, gli orari erano serrati e non ce l’ ho fatta a proseguire…Sono piombata dall’essere ragazza a diventare subito adulta, un gran caos davvero. Volevo stabilizzarmi almeno con gli orari di lavoro, e così ho iniziato a lavorare in uno studio di commercialista ed è rimasto il mio lavoro attuale… Anche se devo dire che sono sempre immersa nel traffico di Roma nel mio andirivieni presso uffici, ma, per adesso, è così, speriamo in un futuro migliore… Anche perché tre anni fa ho scoperto una predisposizione per il cancro al seno, una predisposizione genetica nonché familiare, quindi mi sono operata ad ottobre scorso sottoponendomi a una mastectomia. Dopo vari e costanti controlli, oggi ne sono fuori. Dico questo anche per inoltrare un messaggio di prevenzione alle donne, la prudenza non è mai troppa!
Grazie per il tuo messaggio e il tuo coraggio…In che modo, poi, ti sei avvicinata al campo della creatività?
Si è trattato di un bisogno, una necessità, per me la creatività è quel rifugio buono, quel modo per consolarmi e per voler tentare di avere qualche risultato in mano. Ho provato a creare soprattutto in fimo…
Inutile chiederti quali sono state le esperienze più formative della tua vita…
-Sorride-, Beh, sono cambiata molto dopo l’ intervento, ho avuto una forte presa di coscienza e ho capito che bisogna sempre andare avanti e contare su se stessi. Dopo un periodo buio, mi sono fatta due calcoli e mi son detta di essermi salvata la vita, dunque, non posso dire che sia andato tutto male, anzi.
In che modo dai spazio alla tua creatività? Che cosa realizzi?
Realizzo barattolini, quadretti nascita, bomboniere, tazze, tutto in base a richieste precise… E tutto in fimo e su supporti in legno.
Prossimi progetti?
Al momento vorrei tornare ad essere più in forma, poi vorrei partecipare a dei mercatini e creare qualche evento, ad esempio realizzare un salottino creativo per avere anche un rapporto diretto con le persone…
Come ti definiresti?
Sono una persona con le sue fragilità, se mi guardo indietro, mi dico che sono stata forte, poi, per uno sgarro, piango… Amo le sfumature della vita!
I tuoi anni più belli?
Gli anni dell’ infanzia, l’ ho vissuta bene, ero circondata da affetto, dai miei genitori, nonni, zii… Mi sono sentita felice, spensierata e amata.
I tuoi colori preferiti?
Il verde e l’ azzurro, però nelle mie creazioni c’ è l’ arcobaleno, un po’ tutti i colori…
I tuoi profumi preferiti?
Gli odori della natura, l’ erba appena tagliata, i fiori, l’ odore del mare e del lago…come il lago di Bracciano, un luogo dove mi ritrovo…
Altre passioni di vita?
La lettura, la fotografia, ho spesso la mia reflex a portata di mano… i viaggi, vado per mostre e musei…
Che cosa ti fa stare bene e che cosa ti fa stare male?
Mi fa stare male la superficialità come la falsità, l’ ipocrisia, la mancanza di rispetto e la prevaricazione… Invece ho gli occhi a cuoricino per qualsiasi cosa, vedo il bello nelle cose, mi fa stare bene il rispetto insieme alla libertà di parola e di azione…
Un tuo motto di vita?
Tutto torna, ho fatto mia questa espressione nel bene e nel male…
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