“Ma accorgersi che si era capaci di inventare qualcosa; di creare con abbastanza verità da esser contenti di ciò che si era creato; e di farlo ogni giorno che si lavorava, era qualcosa che procurava una gioia maggiore di quante ne avessi mai conosciute. Oltre a questo, nulla importava” (E. Hemingway).
In ogni cosa c’ è vita se la vediamo con occhi nuovi, con quella voglia in più di scoprire il mondo. La vita è in ciò che più ci passa accanto, alle volte senza accorgercene, come un alito di vento, come una foglia che cade, come un fiore che sboccia. Sta a noi fermarci o soffermarci a parlare con noi stessi, sta a noi chiarirci il concetto su una cosa o l’altra, sta a noi continuare a credere nei nostri passi e a volere riempire il puzzle di nuovi contenuti e speranze per il futuro. Perché l’importante è volere, voler fare qualcosa che possa definirci e farci sentire persone libere ed oneste. Ma per questo, dobbiamo porre attenzione, più attenzione a ciò che viviamo dentro e fuori di noi. E anche stare a casa attraversando un periodo di disorientamento, potrà essere rivelatore di altri segnali, di altri messaggi che il tempo vorrà darci. Magari ci saranno giorni nei quali staremo semplicemente stesi su un divano a guardare il soffitto, lì dove, naturalmente, ci sembrerà di essere inutili ma poi scopriremo che quel tempo sarà stato prezioso per analizzarci. Non va perso niente se lo vogliamo e se vogliamo trasformare le cose in una opportunità, in una possibilità di recupero. E trasformare come recuperare diventano motivi importanti per andare avanti perché sentiremo imperante il desiderio di prendere in mano le redini della nostra vita e cavalcare i sogni. Perché davvero i sogni vanno inseguiti come farfalle nei prati, come stelle cadenti per esprimere i nostri desideri. E rimarranno davvero solo i sogni insieme ai nostri buoni sentimenti, ossia insieme al nostro sentire buono, pacifico, armonico. Perché la vita ogni tanto ci tradirà attraverso amici che pensavamo tali, attraverso progetti che sfumeranno davanti ai nostri occhi, attraverso percorsi che credevamo più semplici. E ad un certo punto l’ inchiostro finirà per scrivere le pagine della nostra storia perché sarà finita la voglia di guardarsi dentro…Pina Rinaldi è una donna di trentatrè anni, una napoletana doc nel pensiero e nel cuore. Una donna che ha creduto nel potere dei sogni e che è stata premiata soprattutto perché non è voluta inciampare nella rinuncia e nella rassegnazione ed ha semplicemente creduto in un’ energia nuova che l’ ha trasformata in meglio, l’ha completata ed arricchita di esperienze che sono quella maniera necessaria per capirsi. Difatti Pina si è industriata, ha dato libero sfogo alla sua creatività e adesso si è circondata del suo mondo magico del quale non sa fare a meno. Ma conosciamola un po’ in più… Pina vive a Sant’ Antimo in provincia di Napoli anche se non nasconde che quando può, scappa a Napoli perché ha bisogno dei vicoli della sua città, del sole, del mare, di quella gente che ti fa sentire a casa. Ed è proprio la sua bella Napoli che l’ ha arricchita e l’ ha inondata di quell’ energia giusta, di quella passione, vitalità e colori che non si possono che assorbire e fare propri nel tempo. La sua vita è lineare quanto splendida perché splende di quella luce che ha saputo dare e continua a dare alla sua famiglia e a coloro che le vogliono bene. Intanto a soli diciotto anni ha conosciuto Francesco, l’ amore della sua vita per poi sposarsi presto. Difatti ha conosciuto suo marito in un negozio di abbigliamento, a Napoli, in Corso Umberto. Per un periodo ha lavorato insieme a lui nel negozio di abbigliamento di suo zio, poi è nata Maria Francesca e oggi è mamma felice anche di Michele che ha solo un anno. Pina è una mamma e una donna fantastica perché è piena di fantasia appunto. Parlare con lei è piacevole perché mette di buon umore, complice la sua napoletanità, la sua ironia e forza. A Pina piace vivere a colori e quando si ha energia da vendere, non puoi restare solo tra quattro mura, devi andare fuori necessariamente e valicare altri confini. Ed è così che un bel giorno ha comprato un barattolo di pittura e si è messa a trasformare i mobili di casa sua. Detto così, potrebbe sembrare strano e dettato da impulsività. Ma, poi, lei stessa si è accorta che aveva davvero voglia di trasformare le cose e il mondo degli altri, di renderlo più bello ed affascinante grazie alla tecnica dello shabby chic. Adesso è diventato uno stile di vita per Pina, lei che ha voluto anche l’abito da sposa color rosa in stile shabby, uno stile romantico e particolareggiato. Quindi Pina, incoraggiata da sua mamma Patrizia e da suo marito Francesco, ha inseguito semplicemente quel sogno romantico di trasformare le cose. Empatica, simpatica, solare, rispettosa, laboriosa, dinamica, Pina si è cucita addosso il suo mondo come un giardino incantato perché, fondamentalmente, è una donna che si vuole bene, una donna che ama il bello e ama vedere un raggio di sole negli occhi delle persone. Quelle stesse persone che si affidano a lei per trasformare il loro arredamento e per un restyling appropriato e consono all’ interno delle loro case. E tutto parte comunque dalla volontà di cambiare, di trasformare il proprio ambiente domestico per una necessità di voler dare nuova vita alle cose. Come se si volesse vivere di altre emozioni, come se il tempo si potesse dilatare con nuovi colori e una nuova luce nello sguardo e nel cuore. Da buona napoletana, è un cuore generoso quello di Pina, pieno di buoni valori e di quei sentimenti che sembrano quasi quelli di una volta, quando si viveva di quel pizzico di romanticismo in più, quando le cose semplici erano le migliori. Pina ha iniziato a decorare scatoline come a fare appendini in gesso e da qui ha seguito lo stile shabby insieme al sogno di aprire in futuro un laboratorio. Un laboratorio come un piccolo mondo antico che potesse parlare di case e di arredamento. Pina ama dare nuova vita ai complementi di arredo, dal comò alla sedia, dalla credenza alle cornici e lumetti. Insomma ama trasformare per vivere una nuova vita ogni volta, per specchiarsi in nuovi sogni per sé e gli altri. Appassionata di anticature e di stencil materici, ama lasciare anche un’ impronta di sé attraverso questi particolari disegni a rilievo. Ma soprattutto Pina desidera far sentire le persone ancor più a casa propria, in un ambiente familiare che possa accogliere, coccolare e proteggere ancora di più chi si ama.
Raccontati tra vita, studi e lavoro…
Ho conseguito il diploma di ragioneria presso l’ Armando Diaz a Napoli, subito dopo, a diciotto anni, ho incontrato l’ amore della mia vita in un negozio di abbigliamento in Corso Umberto. Poi abbiamo lavorato insieme nel negozio di mio zio e per questo motivo, abbiamo abitato a Salerno per un periodo di tempo, poi il negozio ha chiuso e siamo tornati a Napoli. Mentre mio marito si è impiegato in un centro commerciale, io ho iniziato a creare scatoline, appendini in gesso quando mia figlia aveva poco più di sei mesi…
La cosa più bella che hai fatto nella tua vita?
I miei figli, decisamente. Sono i miei capolavori…E attualmente devo dire che sono anche fiera di me per aver trasformato la mia passione in lavoro.
Quando nasce la tua passione per lo shabby chic?
Mi è piaciuto subito lo stile shabby, adesso è diventato per me uno stile di vita…Sentendomi più libera, quando la mia prima figlia era a scuola, trovando ispirazione anche nel web, ho iniziato a trasformare il mio primo comò e i comodini…Io ho un arredamento principesco con un comò stile Luigi XIV, l’ho pitturato in beige con venature marroncino, l’ ho decapato e l’ ho antichizzato, creando uno stile vintage. Ho visto che le cose venivano su bene e avendo i primi apprezzamenti, ho avuto anche le prime commissioni…Utilizzo la magic paint, un ’ottima pittura che si attacca, poi ripeto, prediligo le anticature…
Da che cosa ti fai ispirare ?
Mi ispira il mobile stesso tant’ è che poi realizzo stencil materici e disegni a rilievo, rispettando i tempi di asciugatura e la conseguente operazione di decapaggio, il tutto mantenuto da una protezione liquida a seconda della commissione.
Il miglior complimento ricevuto?
Mi dicono: “ Ho contattato te perché si vede dalle tue opere che lo fai con amore…”
Che cosa realizzi?
Comò, armadi, sedie, portoni di casa, quadri, cornici, bauletti, lumetti, candelabri…
Che cosa vuol dire per te trasformare o recuperare un oggetto o un pezzo di arredamento? Che cosa provi?
Dare nuova vita a un oggetto o a un pezzo di arredamento, per me, è il massimo, colorarlo di nuova vita e trasferire questa mia creatività, questa mia espressione creativa e gusto per il bello agli altri, non ha prezzo, è un’ emozione continua…Questo dello shabby chic è il mio mondo che mi gratifica, a volte lavoro anche di notte senza sentire la stanchezza, è vera passione…
Prossimi progetti?
Il mio sogno è quello di aprire un laboratorio per proporre un po’ tutto che riguarda la casa, dalla tenda al centrino, dal candelabro al mobile…
Come ti definiresti come donna e come creativa?
Mi definisco una donna romantica, solare, un po’ all’ antica, una donna con valori, tengo molto alla mia famiglia e alle amicizie; per il resto anche nella creatività, sono una persona laboriosa, allegra, ironica, mi piace vivere a colori…
Quali sono i sentimenti che ti raccontano? Che cosa ti rattrista e che cosa ti rallegra della vita di tutti i giorni?
Diventando mamma, mi rattrista il pensiero del futuro per i miei figli, perché la nostra epoca non è molto confortante dal punto di vista dei valori e altro…Mi rallegra, invece, vedere felici i miei figli come… il mare e il sole di Napoli…
Un tuo motto?
Non bisogna mai mollare perché il sole c’è sempre dietro le nuvole, bisogna solo aspettare che esca…
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