Non già conoscere molte cose, ma mettere molte cose in contatto, questo è uno dei primi gradini dello spirito creativo. ( Hugo von Hofmannsthal).
Tutto nella vita ha un prezzo, tutto nella vita va guadagnato, anche il sole, anche il vento, anche la terra da baciare. Perché è proprio da qui che proveniamo: dalla terra e da quanto di buono voglia offrirci. Bisogna credere nei segnali e avere rispetto per tutto, guardare le cose con tale ammirazione tanto da pensare che possano crearci un mondo nel quale si può entrare per sentirsi protetti. Perché proprio tutto viene dalla terra che vuol dire humus, e guarda caso, la parola umiltà deriva proprio da terra. Proprio inchinandosi alle bellezze del creato e scorgendo le virtù di madre terra, potremmo essere uomini e donne migliori perché umili. L’ umiltà è pazienza e forza insieme, quella mistura di buoni sentimenti che ti fanno dire che niente è compiuto ma c’ è tanto da fare, da capire, da ammirare, da amare. Ed ecco che l’ umiltà è quel sipario da aprire ogni volta per poi arrivare alle nostre scene di vita affidandoci al buon senso e a quanto c’è di più bello e di più vero al mondo. E quel vento ci porterà i nostri frutti, così, all’ improvviso, quando meno ce l’ aspettiamo, quando il silenzio tutto intorno la farà da padrone e non ci sembrerà di poter fare molto…Ed invece proprio qui il mistero della vita si potrà svelare insieme alla sua bontà perché avremo creduto in noi, così, poco alla volta… Ed è così che poi saremo accolti dalla vita e vedremo l’ opera che è nelle nostre mani e le ringrazieremo perché insieme al nostro cuore, avremo avuto la forza di non arrenderci. Come è accaduto a Debora Tullio Donatone, una donna che ha avuto la pazienza e l’ umiltà di ascoltarsi e di ascoltare quanto di più buono la vita volesse offrirle. Debora ha quarantasei anni ed è originaria di Balsorano, un paesino in provincia dell’ Aquila e oggi vive a Roma con suo marito Abramo e i suoi quattro figli: Annalisa, Salvatore, Gabriel e Angelica. Debora si racconta con un velo di nostalgia per i tempi andati ma anche con quella forza emotiva che deriva dagli eventi che la stessa vita ci pone davanti insieme ai sogni, agli ostacoli e ai rotoli del tempo. E proprio in questi rotoli del tempo noi ci mescoliamo senza sapere che cosa verrà fuori domani se non quando l’ avremmo visto con i nostri occhi e accarezzato con le nostre mani. Come è successo a Debora che insieme a sua sorella è stata adottata perché la sua famiglia d’ origine, una famiglia numerosa di dieci figli e i suoi genitori non riuscivano a far fronte a tutte le necessità. Intanto sua madre Anna è morta quando aveva cinque anni e da lei si sente accompagnata sempre. Con la sua nuova famiglia è andata a vivere a Campobasso e qui ha studiato, ha lavorato per poi sposarsi e trasferirsi a Roma. E …poi sono arrivati i figli, gli ultimi dopo tanto tempo e quindi inaspettatamente. In tutto ciò, quando la passione chiama, bisogna seguirla ma quello che colpisce di più di Debora è la sua onestà di fondo, il suo sguardo positivo e pulito sul mondo e la sua pazienza e sensibilità. Proprio come i fiori con la loro delicatezza e pazienza di nascere e aprire le loro corolle e farsi vedere al mondo, così Debora ha avuto la pazienza e l’ amore che è quel motore che guida tutto. Se pur devota alla sua famiglia, ha voluto seguire il suo istinto, quello che sin da bambina la portava a modellare e a creare e così, un bel giorno, spulciando in rete, si è imbattuta nella porcellana fredda e poi in un negozio dove realizzavano fiori con questa tecnica e materiale. E qui non ci ha visto più, questa volta ha dovuto e voluto assecondare l’ istinto creativo, quello di un tempo, quello di sempre, quello che ci fa essere persone uniche e speciali. Perché solo la creatività fa spendere le corolle e aprire i petali e ti fa arrivare in nuove terre mai esplorate prima. L’ importante è voler avere una giusta lettura degli eventi che accadono, l’importante è voler credere profondamente in noi stessi, volersi bene e fare del nostro meglio. Solo così si avvertiranno profumi, fragranze, voci nuove e nuove compagnie, quelle che ci porteranno ad avere una maggiore fiducia in noi e che apriranno quel piccolo fiore che è vita. Perché un semplice dettaglio può fare la differenza, perché una briciola di un qualcosa può sembrarci grande perché grande è la nostra sete di conoscenza. Debora è una donna sensibile, riflessiva, profonda, una di quelle donne che non vede la cattiveria e che cerca di sorvolare perché è impensabile per lei che esista quando poi c’è tanto di bello e di buono da fare nella vita. Quindi Debora è così, così se stessa, così vera perché ha superato varie fasi della sua vita. Passaggi questi che l’ hanno resa una donna che bada all’ essenziale, alla sostanza delle cose più che alla forma. E quando si fanno le cose con passione ed amorevolezza, tutto viene fuori nei giusti tempi, come in un ritmo musicale che conosce le sue note e ti fa scrivere e cantare in quel preciso momento. E così Debora dopo aver sofferto nel cercare la sua strada perché non tutti ti fanno largo tra la folla, ha poi incontrato le persone giuste. Ed è bello poi pensare di trovare quella solidarietà femminile quando c’ è, quando è vera, e ti salva dall’ impasse, da quel momento di disorientamento. E così grazie ai suoi modi e alla sua dote principale che è l’ umiltà, Debora è stata traghettata in altri meravigliosi mondi e adesso è una di quelle creative in grado di realizzare esclusivi fiori di porcellana in miniatura. E proprio questa sua attitudine singolare le ha permesso di cucirsi addosso il suo mondo creativo e di mettere in contatto cose e persone. Un mondo limpido e naturale quello che propone proprio come i fiori che ama tanto insieme ai piccoli frutti che realizza in un bouquet fantastico e di grande effetto cromatico. Le sue creazioni, difatti, infondono gioia di vita, sono quei piccoli fiori che infondono tenerezza, grazia e semplicità. Sentimenti che non ci sono più e che sarebbe opportuno rispolverare e far nascere. Questo Debora l’ ha vissuto sulla sua pelle e adesso proprio non sa fare a meno di quel piccolo fiore che è vita, la sua.
Raccontati tra vita, famiglia e lavoro…
Dall’ Abruzzo sono arrivato in Molise perché sono figlia di genitori adottivi che erano amici dei miei stessi genitori…Provengo da una famiglia di dieci figli, quindi dopo la morte di mia mamma, io e mia sorella siamo state adottate perchè mio padre non riusciva a mantenere l’ intera famiglia…All’ inizio è stato traumatico tutto, anche perché mi sono trovata sola dal momento che mia sorella mi ha seguita solo successivamente…A Campobasso ho conseguito il diploma di analista contabile e poi quello di insegnante di scuola materna, intorno ai venti anni ho iniziato a lavorare in una cooperativa con ragazzi disabili, una gran bella esperienza!…Mi sono poi sposata e sono arrivata qui a Roma e ho avuto la mia prima figlia… poi il secondo figlio e il terzo sono arrivati dopo tempo…Quando Angelica, l’ ultima nata aveva un anno, in facebook ho visto una rosa in pasta porcellana e da qui è partito tutto…
Come si è sviluppata la tua curiosità e la tua passione?
Da premettere che sin da piccola mi è sempre piaciuto modellare, ho iniziato a creare un fiore e mi sono trovata in un negozio dove facevano fiori in pasta porcellana. Poi ho seguito vari corsi come quelli di Anna Kaplina e Olga Klinovitskaia e altri corsi con master di artiste russe comprando il materiale. A settembre, a Roma, ho partecipato ad “Abilmente”, la fiera della creatività. Qui ho avuto modo di conoscere la creativa Monica Vinci che mi ha incoraggiata in un momento nel quale avrei voluto mollare…Invece mi ha suggerito di iniziare a creare fiori in miniatura e successivamente ho conosciuto la nota designer di bijoux Serena Di Mercione che mi ha chiesto di collaborare. Da qui ho riacquistato fiducia, mi si è aperto un mondo colorato e mi sono arrivate anche tante richieste di amicizia…
La primissima creazione realizzata?
Un’ortensia, il primo fiore che ho realizzato…
Qual è la tua particolarità creativa?
I fiori in miniatura ma anche i frutti assemblando anche delle pietre, questo specificamente per bijoux e anche per decorazioni di penne… Adesso sto lavorando a piantine grasse e frutti come mango, avocado, ciliegie a seconda delle stagioni…
Sogni e progetti da realizzare?
Nel prossimo futuro mi piacerebbe tenere dei corsi su fiori in miniatura, non ci sono creative specializzate in merito, vorrei continuare a vedere gli sviluppi di questo lavoro-passione e mi piacerebbe fare un viaggio in Russia per conoscere un po’ di creative russe che stimo molto.
Come ti definiresti come persona e come creativa?
Ho paura del nuovo ma sono una sognatrice, una romanticona con la testa fra le nuvole…Mi piace imparare in genere e imparare tecniche nuove : sono curiosa, ma penso che occorra tanta pazienza, delicatezza, amore in tutto ciò che si fa.
Che cosa ti fa stare bene e che cosa ti fa star male?
Mi piacerebbe che non ci fosse la cattiveria che c’ è, mi fa stare davvero male, io poi sono portata a voler bene a tutti. Mi fanno star male anche l’arroganza, la presunzione e l’ egoismo. Invece mi fanno stare bene la creatività, le passeggiate nel bosco e stare in allegria con la mia famiglia.
Che cosa provi quando crei i tuoi fiorellini?
Mi avvicino con tanto timore alla creazione di un fiorellino o l’ altro perché sono un’ insicura però quando lo vedo nascere tra le mie mani, provo gioia e soddisfazione mentre sogno di continuare a creare. Quando si sogna come me non si ha bisogno d’ altro…
Un tuo motto di vita?
Ho fatto mia una frase che ho letto ma a dire il vero non conosco l’ autore, dice così: “ L’ umiltà ti consenta di conoscere i tuoi limiti e i tuoi pregi. E’ il vivere nel proprio piccolo senza strafare. Ma non devi permettere a nessuno di umiliarti”.
Per info: cell 320/ 3419713