Paola De Marco, quello che i bambini insegnano

Paola De Marco, quello che i bambini insegnano

“ Se  v’è per l’ umanità  una speranza di salvezza e di aiuto, non potrà venire che dal bambino, perchè in lui si costruisce l’uomo” (Maria Montessori).

Viene a galla quello che vorremmo essere e, per certi versi, non riusciamo ad essere, almeno non subito. Viene a galla quella geometria di parole alle quali non siamo abituati forse perché vorremmo sceglierle. Prima o poi viene a galla la nostra voglia di libertà che ci permette di voler essere persone semplici tanto da guardare il mondo con gli occhi di un bambino. Con gli occhi di un bambino indifeso, con gli occhi di un bambino che si relega nella sua camera, incompreso, con  gli occhi di un bambino desideroso di altri occhi e di vita che possa venirgli incontro. Perché, più di ogni altra cosa, più di ogni bene primario o secondario, il bambino ha bisogno di affetto, di fiducia, di sentirsi nel cuore di qualcuno. Perché il bambino ha bisogno del bene dell’adulto e l’ adulto del bene del bambino. In quello che è lo scambio emotivo, in quello che è  il silenzio delle parole e delle parole non dette, in quel recinto di emozioni che diventa prezioso perché è l’unico modo per farsi conoscere nel bene e nel male. E questo il bambino lo sa più dell’adulto. Percepisce, ingloba parole ed emozioni, si stupisce  e meraviglia di tutto perché il mondo è ancora una scatola chiusa che attende di essere aperta poco alla volta. Il bambino sa di profumo di vaniglia, sa di buono;  il suo essere  è una continua scoperta come un canto lontano e una dolce melodia che si avvicina pian piano. Ed ecco che anche il silenzio può fare rumore e il rumore può fare silenzio. Questo sta all’ adulto scoprirlo incessantemente. Il bambino offre se stesso incondizionatamente, sta a noi grandi succhiare tutto il nettare perché è tanto quello che i bambini insegnano. Perché è tanto quello che danno anche quando ci sfiniscono, perché è tanto quello che sognano fino a coinvolgere anche noi con abbracci, calore umano, sogni inclusi. Tutto questo e altro ancora è saltato agli occhi di Paola De Marco, un’ insegnante di sostegno speciale, davvero speciale. Paola è una donna di quarantatrè  anni, originaria di San Pietro Vernotico  ma vive a Lecce. Single, vede  la vita a colori e cerca di farla vedere così anche  ai suoi alunni. Paola si è laureata in sociologia ad Urbino e successivamente in scienze della formazione primaria a Macerata. In entrambi i casi, ha maturato esperienza sia nel sociale che nel campo dell’ insegnamento al quale è arrivata dopo sacrifici e lontano da casa. Interpretare quello che i bambini non dicono ma che pensano e sognano: è qui che sta l’ abilità e quel talento in più di Paola De Marco. Tale e tanto è stato ed è il suo senso di abnegazione che ha voluto creare il gruppo facebook  “Sostengo il sostegno”, un gruppo di insegnanti di sostegno. Un modo questo per veicolare lo scambio di idee ed attività didattiche. E come se non bastasse, ha ascoltato quel rumore e silenzio dei bambini…bambini deficitari, bambini sospesi sul loro filo emozionale e mentale. Paola è  andata loro incontro attraverso altri codici, altri punti di vista e di riferimento. E così ha creato I quaderni della Maestra   Paola De Marco, quaderni didattici,  schede didattiche con specifiche immagini per  facilitare  l’apprendimento. Prima l’ idea le balena come una farfalla che gira intorno ad una candela di notte e poi arriva per magia sulla lettera tratteggiata pensando a quei bambini che hanno problemi di scrittura e lettura. Quello che infonde Paola è proprio questo incanto, quest’ aura magica che la rende una insegnante  unica nel suo genere.  E questo proprio perché riesce a creare quel transfert con i suoi alunni, un modo di comunicare che parte dall’ empatia che vuol dire appunto sentire le cose insieme. Ed è questo che premia anche gli sforzi dei più piccoli come dei più grandi: questo sentire unico, questo dolce sentire che si avverte sulla pelle e che arriva agli occhi e li rende lucidi di pianto e di gioia. L’ importante è stimolare, sortire un effetto che sia quello giusto, l’ importante è verificare e riuscirci. E Paola anche grazie ad incontri fortunati come esperte del settore e colleghe, ha dato vita a progetti didattici di rilevanza culturale e sociale.  Impegno costante, condivisione, passione, dedizione fanno di Paola una persona autentica che arriva a toccare le corde più profonde e a svegliare le coscienze. Perché non bisogna accontentarsi ma volere di più, se quel di più può lenire gli affanni e farti vivere meglio in comunione con gli altri. I suoi quaderni nascono dal bisogno di dare di più a quei bambini speciali ma anche sospesi come funamboli su parole e voci che non riconoscono se non dopo aver assimilato tempi e modi consoni, giusti,  adeguati alla loro capacità di apprendimento.  Sensibile, determinata, dotata di spiccate doti comunicative,  Paola ha messo su una rete di collaborazione e scambi di idee utili per affrontare le tematiche e le problematiche di una scuola che ha tanto ancora da imparare, correggere e migliorare. E le intuizioni, quelle giuste, alla lunga, portano i loro frutti. I suoi quaderni, intanto, pongono i riflettori sulle schede di pregrafismo della scrittura e della matematica ma anche sulle semplici sillabe e sulla grammatica.  Tutti interessanti e utili i progetti in itinere che Paola ha in mente di realizzare. Ciò che piace e colpisce di Paola è la sua volontà di andare oltre il consueto, il suo modo di approcciarsi alle cose e alle persone, stimolandole a trarre il meglio da loro. Versatile e lungimirante, Paola è un’ insegnante attenta alle esigenze dei più piccoli ma che riesce anche a capire il mondo dei più grandi. Come quella volta che ha prestato il suo aiuto al piccolo Flavio, un bambino autistico e ai suoi genitori albanesi che avevano problemi di lingua e di integrazione. Ma questo sarà lei a raccontarcelo…E dunque  a misurarsi con le parole e con i gesti sarà più facile per quel bambino che vorrà esprimersi e comunicare il suo stare al mondo. Perché poi lo scambio sarà reciproco, costante, prezioso perché è davvero tanto quello che i bambini insegnano.

Raccontati tra vita e lavoro…

Sono un’ insegnante specializzata in sostegno e lavoro da più di dieci anni presso la scuola primaria. Ho conseguito la laurea in sociologia prima ad Urbino e  poi la laurea in Scienze della formazione  a Macerata.  Subito dopo la laura in sociologia, ho lavorato nel sociale con  minori e tossicodipendenti prima a Parma, poi a Lecce, per poi dedicarmi completamente all’ insegnamento. Ho poi creato, con la mia amica e collega  Valeria Zirpoli, un gruppo di insegnanti di sostegno conosciuto a livello nazionale: “Sostengo il sostegno”. Si tratta di un gruppo di auto-aiuto nel quale possono intervenire genitori ed insegnanti come anche rappresentanti di guide didattiche e dirigenti con scambi di opinioni e aiuto concreto nell’ ambito del sostegno scolastico.

La tua esperienza di vita più importante  a tutt’ oggi?

Il viaggio, amo viaggiare perché ti apre la mente e amo… il viaggio nella scuola.

Come nascono I quaderni di Maestra Paola De Marco?

Devo dire che il lavoro dell’ insegnante di sostegno è difficile perché si parla di bambini con ritardi mentali,  bambini iperattivi e autistici. Dal momento che c’è poco materiale didattico per noi insegnanti di sostegno, ho deciso di scrivere  quaderni didattici elaborati attraverso schede didattiche con specifiche immagini.  Ho iniziato   con delle attività su schede didattiche con programmi semplici di office. Mi sono soffermata soprattutto sulle lettere tratteggiate perché la maggior parte dei bambini hanno problemi di scrittura e lettura.  Ho iniziato a realizzare delle bozze pubblicandole un po’ alla volta e ho notato che cominciavano a piacere… Poi con la collega Tina Stasi ho scritto la mia prima guida didattica “ Anch’ io posso volare”. Da qui, poi, ho realizzato dodici quaderni didattici, la guida è completa, è un libro completo. Ho deciso di suddividere il libro in vari quaderni: pregrafismo scrittura, matematica, quaderno delle sillabe e quaderno di grammatica semplice.

Che cosa ti piace di più dell’ insegnamento, in che modo lo trovi arricchente? 

I bambini, sono i bambini il perno principale, il motore che mi fa andare avanti, quello che i bambini insegnano è tanto, è arricchente davvero…I bambini mi insegnano e mi fanno notare tante cose,  grazie a loro amplio la mia conoscenza.

Un episodio che ti ha colpito nell’ arco degli anni?

Ho seguito Flavio, un bambino autistico non verbale. I genitori sono albanesi, non riuscivano ad interagire per difficoltà linguistica e culturale. Mi ringraziano sempre perché sono riuscita a farli interagire con la preside e  sono riuscita a far seguire il  loro figlio presso un istituto specializzato. Adesso i genitori di Flavio riescono ad interagire con gli insegnanti e a far valere i loro diritti…

Prossimi progetti?

Sto lavorando ad un racconto sul bullismo con la collaborazione dell’ illustratrice Rita Troiano e Simona Guarino  e le sue filastrocche.  In “Liberi di emozionarci”, ho raccontato di una farfalla colorata che va alla ricerca di emozioni…

Come ti definiresti come donna e come creativa?

Allegra, lunatica, simpatica, testarda, penso sempre di volercela fare,  poi l’ importante è partecipare…

I sentimenti che ti raccontano: che cosa ti intristisce e che cosa ti rasserena?

Mi intristisce l’ indifferenza e la cattiveria gratuita, mi rasserenano sentimenti come il rispetto, l’ amicizia e l’ amore.

Altre passioni di vita?

Gli animali, i miei cani Leo e Stellina e i viaggi, mi piacerebbe ritornare a Siviglia…

Che cosa cambieresti della scuola e del sistema scolastico?

Cambierei la struttura scolastica, la renderei più colorata ed accogliente, con banchi e muri colorati, poi mi piacerebbe riscontrare una maggiore collaborazione tra colleghe, maggiore materiale scolastico e una formazione adeguata alle nuove tecnologie…

Che ricordi hai di te bambina e della scuola dell’ infanzia?

Ero una bambina timida, avevo difficoltà a comunicare con i miei compagni, avevo un maestro unico e rigido e non c’ era l’ intervento dei genitori… Dunque non ho bei ricordi, salvo soltanto l’ amica del cuore e la ricreazione…- Sorride-.

Un tuo motto di vita?

L’ unione fa la forza.

 

Per info: pagina facebook  I quaderni di Maestra Paola De Marco

 

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