Flora Fagiani, come le ali di farfalle

Flora Fagiani, come le ali di farfalle

“ Penso alla farfalla che si posa sopra un fiore colorato, e lo aspira, e per la felicità che prova, muove un poco le ali, e nessuno le ha insegnato che cos’ è essere felice” (Fabrizio Caramagna).

 

Mai come in questo periodo storico, le paure vanno sconfitte affrontandole. Si può piangere come sorridere, si può essere fragili e deboli come forti e inossidabili. Tutto è concesso, mai come in questo periodo che viviamo, un tempo che prima e dopo tutto, ci vuole soltanto uomini e donne capaci di vivere. Perché forse solo vivendo alcuni drammi, riusciremo a capire di che pasta è fatto l’essere umano. E ci scopriremo vicini, lontani,  ma irrimediabilmente vivi e desiderosi di vivere la vita fino in fondo e magari con quel pizzico di consapevolezza in più. Perché la vita è così, ha i suoi cicli  e ricicli storici, toglie e dà.   E può anche consumarci di gioia  e dolore. Sta a noi varcare la soglia e aprire la porta, quella che ci conduce verso spazi infiniti. Un po’ come “il cielo in una stanza”:  bisognerebbe trovarlo il nostro cielo all’ interno della nostra casa e soprattutto in noi stessi. E ci accorgeremo che brillerà anche qualche stella dall’ alto, che cielo e terra saranno uniti da un amore infinito che travalica ogni paura, disagio, dolore.  Ed è qui che si vorrebbe esplodere e piangere, ridere e vivere. Perché ciò che conta è davvero vivere, sentire sulla propria pelle  e sotto, quel battito del nostro cuore che ci chiede di continuare a correre, a sognare. Sarà proprio l’ amore a riconoscerci perché avremo lasciato luce e finestra aperta. E l’ amore tornerà con la primavera che ci sveglierà con i suoi raggi tiepidi, i fiori che sbocciano, l’ erba che brilla e le farfalle  che piroettano intorno ai nostri passi, intorno ai nostri occhi e ci indicheranno il cammino. Come è accaduto a Flora Fagiani, una donna di quarantanove anni, originaria di Bergamo e che vive a Petosino in un paesino della Val Brembana. Ha una figlia, Vittoria di 21 anni, e un compagno, Diego, che la incoraggia e la sprona durante il cammino della sua vita come del suo percorso creativo. Flora fa la contabile da anni, poi, ad un certo punto della sua vita, mentre correva, ha  iniziato a non muovere bene il suo braccio sinistro e  a scoprire, così, di essersi ammalata di parkinson. Dopo un periodo di disorientamento, una farfalla si è posata sulla sua mano ed è iniziata la sua cura prima di tutto spirituale. Perchè, si sa, lo spirito aiuta anche il corpo. E quella farfalla si è posata sulle cose, nella sua mente e nel suo cuore tanto da volerla  celebrare nelle sue creazioni. Perché la farfalla è simbolo di rinascita della natura, della primavera e della luce che torna a brillare. E la vita è bella perché ti presta le sue ali per volare e quando meno te l’ aspetti, quel fiore riprende a sbocciare, e le mani cominciano  a tremare ma, questa volta, per il piacere di continuare a stringere qualcosa di prezioso, frutto anche della propria creatività. Questo accade a Flora e già il suo nome è un segno del destino, un tutt’ uno con la natura e con il suo spirito hippie, naturale, semplice, comunque desideroso di armonia e pace. Le sue mani cercano le farfalle, farfalle bellissime, dai colori multiformi e che sprigionano energia positiva al solo ammirarle. Adesso sono tutte nelle sue creazioni, prima borse, adesso bijoux  prevalentemente con ali di farfalla e con temi della natura. Sono bijoux che riempiono le sue giornate, i suoi sogni, mentre il vento tiepido accarezza la pelle e invita  a rilassarsi, a dormire, a sognare. Ma, come le ali di farfalla, saranno appunto i sogni a svegliarla e a tessere le sue trame al posto suo. Perché tutto è un cerchio che si apre  e si chiude, basta crederci. E le mani sono fatte per essere strette nei momenti bui come nei belli. E quando tutto va giù, Flora prende i suoi disegni, i suoi smalti, le sue resine nelle quali racchiude le sue farfalle per  sempre. Un modo per sentirsi viva, per far capire alla vita e agli altri che crederci equivale ad esserci.  E che, malgrado tutto, malgrado i tempi bui,  anche alle volte con quel macigno sul cuore, non bisogna lasciarsi andare allo sconforto ma aggrapparsi sempre a qualcosa di buono che possa cullarti la mente e ridarti lo spirito giusto.  Quello spirito che è solo nostro e che si trova scavandolo nella terra, se pur graffiandosi le mani, magari capiremo, poi, che  ne sarà valsa la pena. Perché scopriremo di  tornare ad essere per un attimo nel giardino incantato della nostra infanzia, scopriremo di essere rimaste uguali a noi stesse e di non esserci tradite mai. Ecco che Flora appare una donna delicata, dolce, fragile come le ali di una farfalla e forte delle sue convinzioni. Come quella che ci sia sempre una concausa, che niente viene a caso e che bisogna, in qualche modo, mantenere il passo alla vita. Perché è tutto un collegamento, una ricerca incessante di forme, di sagome, dipinti, disegni che danno pace e tranquillità al nostro vivere quotidiano. Perché quando beviamo una tazza di caffè, sarà ancora più bella se sul manico si poserà quella farfalla o se si poserà sui nostri capelli mentre li pettiniamo. Tutto ha bisogno di quel calore, di quella materia in più, di quel quid in più per continuare a sperare e a vivere. Flora nella creatività ha trovato il suo spazio e il suo tempo, quella ventata di positività e quella voglia di cambiamento che ci contraddistingue ogni volta che lo vogliamo. Oggi dice di essere una donna molto più consapevole, aperta, e vicina alle esigenze degli altri. Perché solo soffrendo, gioendo e vivendo la vita appieno, senza scappare, ma fermandosi a pensarla amica, riusciremo a riveder le stelle. Ed è così che da pragmatica che diceva di essere,  in Flora è sorta quella voglia di riappropriarsi di qualcos’ altro. Ed è così che ha scoperto di non fare soltanto ciò che la vita ti presenta perchè va così, perché va da sé ma di accettare il cambiamento fino a volerne però un altro e un altro ancora. Fino a cercare in essa quel collegamento di vitale importanza. E come ali di farfalla che vibrano intorno ad una candela accesa di notte, Flora continua  a racchiudere il suo spirito nelle sue creazioni. Uno spirito rivolto alla bellezza e alla scoperta di sé, alla voglia di volare sempre più in alto e, perché no? Poter pensare di essere felici come quella farfalla e il suo fiore. In questo modo, il tempo viaggerà insieme a noi per sempre.

Raccontati tra le pieghe della vita…

Io ho sempre fatto la  contabile, una vita tranquilla,  sono stata sempre una persona sportiva, mi piaceva correre, poi, niente…ho scoperto di avere il parkinson e ho iniziato la cura, la dopamina è la sostanza che mi manca, è stato un colpo quando l’ ho saputo poi mia figlia mi ha aiutato a reagire…E ho pensato a quello che avrei potuto fare: ho iniziato a viaggiare molto, ho continuato a lavorare come contabile e poi ho voluto crearmi qualcosa ossia un mondo per esprimere la mia creatività… Ho iniziato  a cucire borse applicandovi poi dei gioiellini a forma di farfalla. Adoro disegnare le farfalle…

La cosa più bella che hai fatto finora?

Mia figlia, è la mia metà…

E’ doveroso chiederti come va la situazione a Bergamo per l’ emergenza covid19…

Beh, devo dire che si sentono meno ambulanze che girano e minor numero di decessi…mio zio è morto di corona virus e anche un’ amica di mia mamma…Si è sofferto e si soffre ancora molto, speriamo di rialzarci presto…

In che modo sei legata a Bergamo?

Pur vivendo in un paese, sono legata a Bergamo, alla città alta, la parte storica e…a Bergamo bassa, la parte moderna… Sono legata ai mercatini che si tengono la prima domenica del mese per tutto l’ anno…

Perché hai scelto le farfalle  per i tuoi bijoux?

Perchè mi piacciono tanto…Il pugile Muhammad  Alì diceva : “Vola come una farfalla e pungi come un’ ape”. Dal greco, farfalla vuol dire muoversi vibrando, difatti sono proprio le sue vibrazioni  che sento… Mi sono sempre piaciute e tuttora le farfalle mi ispirano aria di libertà, bellezza fine a se stessa; sono eleganti e rappresentano il simbolo della rinascita, il risveglio della natura, l’ inizio della stagione calda…

Che cosa crei e… come?

C’ è stato un periodo nel quale creavo principalmente borse in feltro ma erano molto delicate e da utilizzare soprattutto in inverno e quindi ho iniziato con il creare collane, orecchini, anelli, ciondoli…Comprai una collana ad Ibiza con le ali di farfalla nella resina e ho iniziato a pensare come poter realizzarle da me. Quindi adesso taglio le due ali di farfalla su plastica come anche carta e cartone,  le disegno,  le smalto e le resino per indurirle e per dare una copertura protettiva. Poi unisco una catenella in acciaio e dei sonaglini, mi piacciono quei ciondoli e collane che fanno rumore e ti tengono sveglia. -Sorride e si carica di entusiasmo-.  Intanto, per le mie creazioni, mi ispiro anche molto alla pittrice canadese Tascha Parkinson e alla sua pittura raffigurante Frida Kahlo che disegno anch’ io. Devo dire che vedo un collegamento in ogni cosa e credo che niente venga per niente…

 

Prossimi progetti?

Mi piacerebbe tornare a fare i miei mercatini a Bergamo come a Ibiza, qui è stata una bella esperienza, mi sono sentita più viva che mai…

E come donna come ti senti?

Mi sento hippie, naturale, essenziale, delicata come una farfalla e forte delle mie convinzioni, cerco di essere positiva il più possibile nell’ affrontare la vita.

E come creativa?

Una creativa in fermento, mi piace scoprire cose nuove…

Altre passoni di vita?

Mi piace leggere, viaggiare, camminare nella natura…

I sentimenti che ti raccontano: che cosa ti rattrista e che cosa ti rasserena?

Mi rattristano la cattiveria gratuita, la mancanza di lealtà, l’incomprensione…Mi emozionano l’ umanità e la solidarietà.

Se potessi, dove vorresti trovarti in questo momento?

A Ibiza, ma non quella delle discoteche e del divertimento sfrenato ma  l’ Ibiza più spirituale e hippie…

Un tuo motto?

Vivi, ama e sorridi! Penso che non ci sia niente di più interessante al mondo…

 

Per info:   Pagina facebook Flora Borse;  cell: 348/7803750

 

Un pensiero riguardo “Flora Fagiani, come le ali di farfalle

  1. Complimenti a questa donna . La vita ci insegna che nulla è impossibile e sta a noi rialzarci più forti di prima .

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