Arianna Bruzzi, l’unica idea chiara è essere felice

Arianna Bruzzi, l’unica idea chiara è essere felice

“ Proprio la cosa più piccola, più sommessa, più lieve, il fruscio di una lucertola, un soffio, un guizzo, uno sbatter d’occhi. Di poco è fatta la miglior felicità” (F. Nietzsche).

Vivere la vita è quanto di più esaltante possa esserci, ma, alle volte, può sembrare un programma scontato, un modo di essere  incentrato  sulla metodicità, preciso, continuo.  Viverla è quanto ci è dato di sapere e, vissuta al meglio, è quanto di più intrigante possa esserci al mondo. Basti pensare che appunto non sapremo mai che cosa ci accadrà domani ed ecco che non può essere vissuta la vita, così, tanto per viverla.  Ma occorre  avere invece  un po’ di idee chiare, sapere quantomeno quale strada percorrere e andare fino in fondo. Avere il coraggio di tuffarsi nel mare che, se pur cristallino, alle  volte può fare paura. Sì, perché, si può anche cambiare direzione, così tanto da stupire prima di tutto noi stessi, avendo quel pizzico di coraggio in più.  Ma poi torneremo sempre in quella riva che ci attende, ci specchieremo nell’ acqua e incontreremo il nostro viso, sorridente, se sorridiamo e cupo se saremo spenti. Perché la vita è uno specchio: ci sorride se le sorridiamo. E tutte le scelte, i progetti intrisi di sogni avranno un valore solo se accettiamo di conoscerci fino in fondo.  Pur sbagliando strada, l’importante è sapere di quale pasta siamo fatti. Occorre saperlo perché è necessario anche per proseguire il nostro cammino. Saremo persone semplici o complicate? Ci piacerà giocare con poco, raccogliere un fiore tra le dita e sentirci felici o avremo bisogno di fare  più capriole, correre a perdifiato volendo sempre di più? Nella semplicità delle risposta sarà custodita anche la nostra essenza, semplice o complessa, dipende. Dipende solo da noi e dal nostro sguardo sul mondo. Più saremo attenti e  responsabili e più avremo in cambio, perché la vita non la si può vivere giusto per viverla. Non saremo facilmente compresi e ripagati. Invece se svegliandoci al mattino, apriremo le nostre finestre fino a far entrare aria e luce, se ringraziamo il nuovo giorno con un inchino, se riusciremo ad afferrare il bello che vorrà donarci, forse, la nostra vita, non sarà affatto sprecata perché amata.. C’ è chi questo messaggio positivo  l’ ha  colto proprio come un fiore.  Arianna Bruzzi, se pure a trentatrè anni, è già una donna che sembra aver colto l’ essenza della vita.  Per amare la vita, non c’ è età che tenga, è una questione interiore. Se pur tra difficoltà e momenti bui, comprendere  che vivere sta a significare imparare a vivere è già tanto. Arianna sembra aver colto l’ essenza della vita perché dà la sensazione di essersi lasciata andare e  di correre come in un prato con mille margherite e, dunque, si è abbandonata alle bellezze delle cose e della vita e soprattutto ha intuito da subito che non ci vuole molto per essere felici. Difatti alla domanda: Che cosa avresti voluto fare da grande? Ci pensa un po’ e sorride e subito colpisce per la sua ilarità  e solarità. Ed è bello trovare donne così intuitive ed intelligenti da pensare che la felicità stia nelle piccole cose. Forse l’ unica idea chiara per Arianna è essere felice. E questa sua filosofia, dati i tempi difficili nei quali ci troviamo a  vivere, è davvero da apprezzare. Poi rettifica, se non felice, almeno serena.  Arianna è originaria di Carrara e vive  a La Spezia con il suo compagno Nicola che ha seguito, lasciando la sua città  e i suoi affetti. Ma quando l’amore, quello vero,  chiama, bisogna seguirlo perché è fonte di serenità, di crescita e di maggiore conoscenza di sé. Difatti Arianna ammette che lei e Nicola si completano anche se con  note caratteriali diverse ma complementari perché lei ama il mare e lui la montagna, perché ad Arianna piacciono i nero ed il blu, invece il suo compagno è decisamente più colorato. Una vita insieme è sempre un modo più ampio di vedere la vita, ti dà forza e quel coraggio in più. Come se si avesse il cannocchiale, come se la musica fosse amplificata, come se si sentissero  profumi sempre nuovi ed elettrizzanti. E il suo Nicola la incoraggia nel suo nuovo percorso creativo perché crede nel suo talento.  Intanto ciò che colpisce di Arianna è lo sguardo che pone sulle cose del mondo, la sua fresca saggezza, la sua filosofia che non è rassegnazione ma accettazione per avere poi la possibilità di conoscere meglio le  dinamiche interiori ed essere così più pronta a nuove esperienze. Con i suoi occhioni sgranati, sembra assorbire tutto il bello che c’ è in giro, ossia, ancor meglio, sembra filtrare solo quello.  Se dovessi definire Arianna con un solo sentimento, sarebbe quello dell’ attesa paziente  e fiduciosa. Arianna sembra saper attendere che prima o poi qualcosa di bello possa accadere.  Ad Arianna piace vivere nel caos, in quel disordine armonico atto alla creazione, le piace pensare che anche oggi, pur vivendo un periodo incerto per tutti, possa  poi tornarci utile per apprezzare  ancor più i valori della bontà e dell’ amicizia. Arianna appare una donna tranquilla, vitale, propositiva, ottimista. Ci racconta che dopo gli studi liceali, si è iscritta alla facoltà di Scienze motorie, un corso di laurea ancora da concludere. Ma Arianna ha voluto mettersi alla prova: ha insegnato educazione fisica ai bambini delle elementari, poi ha fatto la baby sitter perché adora i bambini, poi la commessa e  da poco, la promoter. Intanto ci racconta che sin da piccola amava disegnare e creare braccialetti con perline ed ecco che si è ascoltata fino in fondo. Ha iniziato così prima a modellare la pasta polimerica e il fimo e poi, brillante e solare qual è, è rimasta attratta dalla tecnica del soutache con la quale oggi crea meravigliosi bijoux. In particolare orecchini che abbelliscono il viso delle donne donando quella luce che si riflette sui fili intrecciati e cuciti ad arte. E scopriamo così che il soutache è una tecnica antica che affascina davvero tanto.  Soutache  è una termine francese utilizzato per la prima volta nell’ Ottocento, esso deriva anche dalla seicentesca parola ungherese sujtas che significa traccia ornamentale.  Infatti era utilizzato per la decorazione di abiti, tappezzerie e tendaggi. Oltre ad essere stata una tecnica di cucitura di gradi gerarchici sulle uniformi militari degli eserciti dell’ Est. La tecnica poi è stata riportata in auge da alcune artiste polacche e russe le quali l’hanno reinterpretata, applicandola alla creazione di bellissimi gioielli. Così come appaiono i bijoux di Arianna, bellissimi, d’ effetto e  impreziositi da quei fili e corde che si intrecciano a cristalli e perline.  E non solo, si intrecciano alla vita. Per Arianna intrecciare, incollare, impreziosire vuol dire dare una nuova opportunità a se stessa, valorizzando il lavoro delle mani  e della creatività  che rilascia endorfine al pari della cioccolata o di una corsa sfrenata nei campi. Perché la creatività ha questo potere, quello di ritagliare uno spazio tutto per noi e di predisporlo alla fantasia e all’ immaginazione. In quell’ unicità che è vero specchio di se stessi e delle proprie capacità.

 

Che cosa volevi fare da grande?

Non ho mai avuto le idee chiare, mi sono sempre piaciute le materie scientifiche, forse mi sarebbe piaciuto essere  una dottoressa. L’ unica idea chiara per me è essere felice con ciò che si fa.

Studi ed esperienze lavorative?

Ho frequentato il Liceo scientifico  e mi sono iscritta a Scienze motorie, mi mancano pochi esami per la tesi. Ho iniziato a lavorare tramite il Coni, ho insegnato educazione fisica alle elementari, ho fatto la baby sitter, la commessa in un negozio di abbigliamento e di prodotti biologici. Prima della situazione Covid19, facevo la promoter per servizi della palestra, adesso vedremo…

Sogni da realizzare e sogni realizzati?

Tra i sogni da realizzare, mi piacerebbe portare avanti la mia passione creativa, dal punto di vista familiare, mi basta sapere che mia mamma sta bene, papà l’ ho perso quando facevo le superiori e non è stato semplice. Per fortuna, la mia relazione con Nicola va bene, stiamo insieme da tanto e mi incoraggia e mi rasserena la sua presenza. Mi accontento se tutto ciò avrà sempre seguito positivo…

Come nasce la tua passione per i bijoux in soutache?

Sin da piccola facevo disegni, ho un album a casa con tutte le immagini che riproducevo, quelli che mi piacevano di più, li ho tenuti da parte come ricordo, poi creavo braccialetti… Poi devo dire che ho iniziato con il fimo e la pasta polimerica, ho visto dei video su youtube di creazioni in soutache e mi sono innamorata di questa tecnica fino a provare a creare bijoux con tessitura di perline. Ho continuato a vedere tutorial e a fare da me fino ad aprire anch’ io un canale youtube superando anche la mia timidezza, creando successivamente anche la pagina facebook Aryanna Jewels.

Quali sono i materiali e le tecniche utilizzate e che cosa crei?

Realizzo in particolar modo orecchini, poi anche bracciali, qualche collana… La tecnica è quella del cucito con ago e fili, colla, cristalli, qualche perlina. Poi rivesto il retro con tessuto sintetico simile all’ alcantara.

Come definiresti il tuo stile?

Minimalista, mi piace la semplicità anche nei colori, anche qui sono monocolor, prediligo il beige, il crema e il sabbia, abbinando poi  anche fili e cristalli  allo stesso colore.

Prossimi progetti?

Mi piacerebbe esporre i miei bijoux in altri negozi di abbigliamento della mia città  e magari anche fuori e …poi, mi piacerebbe fare un viaggio con mia mamma, è da tanto che non facciamo una vacanza insieme…

La tua massima soddisfazione?

Quando il cliente ritorna da me e si instaura un rapporto di fiducia che va oltre il lavoro.

Le doti principali per creare i tuoi bijoux?

La pazienza, la precisione, l’ immaginazione, i pezzi, poi, sono sempre unici per cui ogni volta bisogna avere un progetto in testa.

Altre passioni?

Il mare, la fotografia, i viaggi, la cucina.

Come ti definiresti come donna e come creativa?         

Solare, semplice, senza grandi pretese, un po’ pignola. Invece come creativa mi definisco altruista. Non sono gelosa dei miei progetti, se un’altra creativa li riproduce ispirandosi a me, sono contenta.  Basta essere corretti  e trasparenti, sempre e in tutti i modi.

Che cosa non sopporti  e che cosa ti rasserena?

Non sopporto l’ egoismo, l’ ipocrisia, la falsità. Bisogna capire che le cose possono cambiare all’ improvviso come in questo momento ma quello che mi consola è trovare, in tutto questo caos, il valore dell’amicizia e della bontà.

Cosa vuol dire per te creare?

Mi dà tranquillità creare perchè non penso ad altro, mi si svuota la mente, è un pò come andare dallo psicologo…

Un tuo motto?

Lo prendo  a prestito dal celebre Linus che  alla domanda: “Pensi mai al futuro Linus? Come pensi che vorresti essere da grande?”, risponde: “Vergognosamente felice”.

 

Per info:  cell: 333-4812123;  pagina facebook Aryanna Jewels

 

 

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