Non pensare. Pensare è nemico della creatività. Ti rende troppo consapevole di te stesso, e questo è male. Non puoi sforzarti di fare le cose, devi farle e basta ( Ray Bradbury).
Niente va tralasciato, tutto è nelle nostre mani e nel nostro cuore e aspetta di essere scoperto. Dalla piccola pietra che rotola fra i nostri passi alla falce di luna che ci sta a guardare nelle sere d’ estate. Se riusciremo a far parte del mistero della natura, se riusciremo ad unirci a ciò che di bello e utile ci ha riservato da sempre, saremo liberi. Sarà il nostro sentire a renderci liberi ancor più e sentiremo quell’ eco che inonderà la campagna, il bosco, la natura che diventerà fatata. Sarà il nostro sguardo a renderla tale perché inizieremo a sentire quel rumore che è silenzio e quel silenzio che è rumore. Cammineremo a piedi nudi nei prati e ci lasceremo bagnare dalla brina del mattino. Saremo stanchi ma felici, perché non c’ è migliore felicità che sentirsi in simbiosi con la bellezza che ci circonda. E non avremo che da stupirci, sgranando gli occhi ogni volta, aprendo le braccia e sentendo il vento che ci attraversa. Tutto il resto, poi, lo faremo noi e attraverso il nostro sguardo, cominceremo a creare meraviglie. E magari, vedendo la vita in questo modo, accadranno di nuovo magie. Come quella di trovarci in un castello e andare indietro nel tempo, tra antichi mestieri e quella vita che sembra circoscritta al creare e al fabbricare cose fuori dalla normale routine, in un’ atmosfera suggestiva, fatata… E chi non ha bisogno oggi di magie, chi non vorrebbe sognare di essere una principessa e di calarsi in un quadro che non sia il solito? Chi non vorrebbe sognare e tenersi stretti i propri sogni fino poi a diventare un tutt’ uno con una fiaba? C’ è bisogno di sognare e di entrare in una fiaba, perché c’ è sempre tutto un mondo, un mondo fatato dentro di noi… E per scoprirlo, bisogna viaggiare e viaggiare con la fantasia. Fino a cucirsi quell’ abito che ti resta addosso per molto tempo. Come un sorriso stampato in volto, come quelle macchie di colore che hai tra le mani, come quella luce negli occhi che parla di te e della tua vita presente e futura. Gocce di luce che poi si espandono dagli occhi al cuore fino a creare quel recinto, quel giardino incantato dove ritrovarsi. E fino ad arrivare al castello, a quel luogo che è la nostra roccaforte, attraverso il bosco, attraverso storie leggendarie. Tutti potremmo arrivare fin su in alto, fin sulla collina e tuffarci in magiche sensazioni ed emozioni… Come quelle che ha vissuto e continua a vivere Annalisa Bazzani. Annalisa è sposata con Marco, ha due figli, Amos di dieci anni e Astrid di sei anni. Vive con la sua famiglia a Montefiorino in provincia di Modena. La sua è una storia ricca di fascino e parla con tale entusiasmo e fermezza tanto da farti immaginare ciò che illustra volta per volta. Come il suo viaggio in Irlanda, un viaggio che l’ ha segnata e arricchita profondamente per ciò che ha vissuto: il verde della natura incontaminata, la vita slow, quel modo di vivere semplice e rallentato, quelle atmosfere così suggestive da evocare fate, gnomi come miti e leggende. Una tradizione quella irlandese ed un modo di vivere che ha racchiuso dentro di sé come in uno scrigno di antichi monili e oggetti preziosi. E questo già ci piace di Annalisa perché è bello sentire così tanto impressioni ed emozioni fino a tramutarle in quelle memorie che ti arricchiscono la vita come in una riserva inesauribile. Una volta amato un posto, Annalisa lo celebra, lo fa suo come un qualcosa che possa indicarti di nuovo il cammino. Amare un posto è un po’ come amare noi stessi in quel posto. Poiché racchiude anche il nostro sguardo, il nostro sentire e la considerazione che possiamo averne. Così come Annalisa ama profondamente la sua terra emiliana che le ha presto riservato un futuro particolarmente magico scolpito nelle tradizioni e nella storia locale. Annalisa intanto lavora come geometra, poi ha lavorato nel ristorante medievale di suo fratello Alberto “ Il castello di Gusciola” che prende il nome dalla frazione vicina. La locanda dall’ ambientazione medievale che ospita serate a tema e spettacoli, è unica e suggestiva e ha ospitato vari eventi, dal burlesque al body painting ad esposizioni d’ arte. Affascinata da tutto ciò, Annalisa ha imparato l’arte del body painting fino a sentirsi così stimolata da creare qualcosa di proprio, qualcosa che avesse a che fare con uno stile antico e retrò. E da qui sono nate le sue creazioni, perlopiù bijoux che evocano monili antichi anche perché caratterizzati da fil di ferro e rame. Elementi così carichi di fascino, così solidi e nello stesso tempo preziosi e duttili che si lasciano lavorare fino a creare fiorellini in rame e smalto. Bracciali, collane e tanto altro ancora, si arricchiscono con perline, swarovski fino alla realizzazione di stampi in silicone riempiti con le resine. Tutto questo prende il nome di “ Nel pozzo del castello” e Annalisa spiega che si è ispirata ad un pozzo esistente appunto all’ interno del locale “ Il castello di Gusciola” ed è proprio come se si tirasse il secchio dal pozzo per far uscire idee, progetti e sogni da voler realizzare. Sì, perché Annalisa è una persona solida, tutta d’ un pezzo, una che si è fatta da sé e che crede nel lavoro delle mani, quel lavoro-passione che deriva dal proprio sentire e che poi sfocia in pezzi d’ arte. Perché talvolta non c’ è differenza tra arte e artigianato, davvero il passaggio è breve. Le opere fatte con le proprie mani travalicano i confini fino ad arricchirsi di stimoli nuovi, di quella luce che si riflette sulle cose e dà quel quid in più, quell’ energia che le possiede tutte. Annalisa ha una forte personalità, si batte davvero per i suoi sogni ed è magicamente realista. Ossia sembra stare sulla terraferma e poi sembra voler spiccare il volo in orizzonti fantastici, dettati dall’ immaginazione e dalla bellezza. Una bellezza antica però, una bellezza che vuole distinguersi e che vuole arrivare un po’ ovunque. Dallo spirito libero, bucolico e versatile, Annalisa sembra voler attingere l’ acqua dal pozzo della storia e dal contatto con la natura. La nostra creativa propone i suoi bijoux che racchiudono un mondo fatato. E il messaggio che trasmette è proprio questo, c’ è un mondo fatato in ognuno di noi. Uno spirito contemplativo il suo, un mood legato molto alla propria terra, alla cultura, alla storia e alle tradizioni. Maestria tecnica, cura dei dettagli in uno stile romantico, antichizzato e retrò in un handmade unico, frutto di esperienze vissute sulla propria pelle come un tatuaggio e un intreccio di colori. Tutto in meravigliosi viaggi intrapresi e ancora da intraprendere.
La cosa più bella che hai fatto nella tua vita?
Il mio viaggio in Irlanda nel 2009 e i miei figli, Amos e Astrid…
Tue esperienze di studio e lavoro?
Sono una geometra, e poi ho lavorato nel ristorante di mio fratello “ Il castello di Gusciola”, che prende il nome dalla frazione vicina. In questo locale ci sono stati eventi d’ arte e di evocazione storica e sono passati tanti creativi ed artisti che ho avuto modo di conoscere. Si sono organizzate serate a tema gotico o in costume anni ’30, ma anche body painting e burlesque…Eventi a carattere medievale curati anche dall’associazione culturale “ I Custodi del Tempo”. Sono restata affascinata da questi artisti e mi è piaciuto imparare l’arte del body painting, ho anche fatto da truccatrice per bambini e da qui sono nate le mie creazioni, ossia i miei bijuox, accessori, copricapo, creazioni in fiori secchi in resina epossidica… Poi ho imparato a fare dei fiorellini in rame smaltato…
Quindi che cosa realizzi?
Collane, bracciali, orecchini, spille, ciondoli con perline, swarovski, acciaio, rame e fil di ferro.
Perché questo nome Nel pozzo del Castello?
Si ispira al pozzo esistente all’ interno del locale, come se dal pozzo uscissero le idee, come se si tirasse il secchio delle esperienze, degli incontri, dell’ arte…
Da che cosa ti sei lasciata ispirare?
Il mio viaggio in Irlanda è stato importantissimo perché mi ha aperto la mente su altri mondi e modi di pensare. L’ Irlanda mi ha colpito per il verde della natura incontaminata, per un modo di vivere più rallentato, per la musica… Difatti per le strade ho visto musicisti con l’ arpa e quel tipico flauto in legno. Poi sono rimasta affascinata dai miti e dalle leggende e dai negozietti con gnomi e fatine…
Invece in che modo ti influenza la tua terra d’ origine?
Mi influenza e mi ispira con la sua storia, con la storia di Matilde di Canossa e i suoi castelli tra il modenese e il reggiano, con gli eventi medievali in vestiti d’ epoca. I miei bijoux vengono proposti in eventi medievali, questo perché hanno uno stile vintage, difatti mi piace anche lo stile degli anni ‘ 30 e ‘ 40, con quegli orecchini luccicosi con pendenti in vetro…
Il tuo luogo del cuore?
San Pellegrino in Alpe, al confine tra Toscana ed Emilia Romagna. Qui è famosa la chiesetta, c’è un bar di confine, è un luogo suggestivo perché ci sono percorsi naturalistici…qui mi ritrovo.
Altre passioni di vita?
La fotografia, il disegno, i ritratti, mi piace anche fare stampa da applicare alle magliette con carta adesiva termica, sono un’ animalista, mi piacciono gli animali, ho otto gatti e un cane…
Come ti definiresti come donna e come creativa?
Sono uno spirito libero, sono una persona autonoma, decisa, devo trovare solo un muro per fermarmi! Come creativa, mi piace sperimentare tecniche nuove…
Prossimi progetti?
Mi piacerebbe fare un corso di libri in miniatura e mi piacerebbe imparare il cucito creativo così da poter fare delle borse più originali…
Un tuo motto di vita?
Vivi e lascia vivere…
Per info: cell: 347/ 4431563; pagina facebook Nel pozzo del Castello