“Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seno e a golfi, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli…” (Da I promessi sposi).
C’ è una donna che cammina intorno al lago mentre i raggi del sole illuminano la sua pelle delicata. Si ferma ad ascoltare le onde che sembrano sussurrarle qualcosa di nuovo, qualcosa di avventuroso. Per un attimo sembra trasalire e nello stesso tempo sceglie di farsi sopraffare dalla forza della natura per sentire più nitida la sua voce che si spande nei dintorni. Si rivede tutta in quelle schegge di tempo che le passano davanti: rivede le sue origini, la sua terra, la sua famiglia e l’ amore che ha generato. Si rivede nei vari ruoli della sua vita, ripercorrendone le tappe insieme al vento che sussurra parole tra gli alberi. E solo nella bellezza del lago riesce a far risplendere tutti i suoi pensieri, quelli di ieri e di oggi. Ma di una cosa è certa, di non essersi mai tradita e di aver dato voce ai sentimenti che la raccontano. Come la bontà, la solidarietà e la volontà di creare armonia e bellezza. Perché l’ importante nella vita è davvero creare qualcosa di bello, prendere tra le mani quel fiore e scriversi addosso, scriversi sempre. E …leggere il romanzo della propria vita, quel romanzo che ti insegna ad andare avanti e ad inoltrare messaggi imperituri, intramontabili, di inesauribile senso della vita. La donna che si ferma a leggere il suo libro sulle sponde del lago è Sabrina Fumagalli. I promessi sposi, questo il libro che ama leggere come un suo grande punto di riferimento. Non soltanto perché la scelta presenta un forte legame con la sua terra ma perché ha così interiorizzato ed elaborato tale romanzo fino a crearne una storia personale. Sabrina Fumagalli ha cinquant’ anni, è originaria di Castello di Brianza in provincia di Lecco. Ha due figli maschi, Ruben e Loris, rispettivamente di ventiquattro e di venti anni. Suo marito Simone è un manager e lavora in una multinazionale. Sabrina Fumagalli ha studiato come segretaria d’ azienda per poi essere un’ infermiera e per poi trovarsi a fare un’ esperienza francescana come volontaria. Esperienza quest’ ultima che l’ ha profondamente segnata fino a continuare a lavorare come infermiera in libera professione. Poi una sua zia si ammala e decide di accudirla, decidendo di licenziarsi dal lavoro. Ma se è vero come è vero che dalle crepe fuoriesce la luce, Sabrina ha intravisto la sua. Sensibile, riflessiva, scrupolosa ma anche tenace e determinata, si è sentita in dovere di continuare a creare e cucire la sua storia. Ma non una storia qualunque bensì una storia che potesse parlare a sé custodendo un valore universale. Una storia che potesse stringere a sé un messaggio intriso di forza, cura, rispetto, riconoscenza. Ed è così che Sabrina è riuscita a voltare pagina e ad abbracciare definitivamente la sua passione per il cucito e per le borse in tessuto. Ed ecco che sono nate le borse Le Mondella, un omaggio alla protagonista femminile Lucia Mondella che tanto ci ha emozionato nel celebre romanzo del Manzoni. La scelta non è stata casuale bensì ponderata e sentita profondamente perchè profondo è il legame con il suo territorio. La figura di Lucia Mondella è ben presente in provincia di Lecco e la trama del romanzo sembra aleggiare tra la villa del Manzoni nel bel centro di Lecco, il castello che ha ispirato il personaggio dell’ Innominato e i locali che prendono i nomi caratteristici rievocando altri personaggi ancora…Sabrina ha scelto perfino il logo rappresentante la barca del lago di Como stilizzata in oro, quella barca che oggi è dedicata a Lucia. Quando respiri così totalmente la tua terra, non puoi che omaggiarla in qualche modo. E Sabrina ha scelto un modus operandi che valorizza passato e presente creando un ponte che li unisce per sempre. Unire poi il contenuto alla materia vuol dire dare un nome, una precisa identità, qualcosa che possa rappresentare un vissuto lontano in un’ eco vicina. Questa volontà di voler dare vita talvolta ad uno stile vissuto e consumato dal tempo, non può che avere radici profonde, un desiderio inconscio di creare una relazione con il passato che ci ha nutriti ed allevati. Fino a farne una storia. Una storia d’ amore. Una storia che resta sospesa nel tempo e che si delinea con tutta la forza possibile e immaginabile sentendo tra le mani la potenza e il profumo di un libro che continua ad emozionarci ancora. E proprio dalla lettura nasce la scrittura che parla di sé, quella scrittura che si cerca addosso, nelle trame, nell’ingegno, nella pazienza. Ed è così che i colori e le forme si incuneano nelle pieghe e nelle cuciture di tessuti pregiati e naturali per celebrare davvero la natura che si presenta così, più bella e semplice che mai. Dalla terra nascono le idee, nasce quel fermento creativo che viene a caratterizzare le borse di Sabrina Fumagalli. Le borse Le Mondella non hanno solo una storia da raccontare, una storia che appartiene ad un patrimonio universale ma vogliono anche esprimere come la bellezza e l’ eternità possano racchiudersi in uno sguardo. Difatti è risaputo che la bellezza è sempre negli occhi di chi la guarda. E gli occhi chiari di Sabrina si abbinano bene all’ azzurro del lago dove le nuvole e gli alberi riflettono i loro contorni e dove tutto poi scompare all’ orizzonte. Il suo pensiero sembra calarsi tutto nelle sue borse, lì dove il tramonto cala sul lago. Così il pensiero della donna ama calarsi in un angolo, un rifugio e in uno spazio amico che sia proprio. Nelle borse delle donne c’ è una vita da portare dietro, ci sono progetti, sogni, ansie, paure e speranze. Ed ecco che le borse Le Mondella, appartenendo a tempi remoti vogliono come salvarci nel presente storico perché conoscono già il lieto fine. Un po’ come nella storia di Renzo e Lucia che riescono a rivedersi dopo varie disavventure. Una borsa è questa storia d’ amore da portare con sé e Sabrina Fumagalli è riuscita in pieno nell’ intento di trasmettere un sogno antico che possa addolcire il presente e renderlo più capiente di promesse di salvezza e amore per tutti. Questo perché sarà sempre e solo l’ arte a salvarci, a volerci persone libere ed in armonia con noi stessi e con gli altri. E la moda di Sabrina Fumagalli tende proprio a creare uno stile essenziale e leggero per premiarci della lunga attesa di quella storia d’ amore che poi ha visto la sua continuazione. Tutto nell’ intreccio di emozioni, ricerca, studio e dedizione che fanno di una donna la sua storia. Una storia voluta, sognata, amata… in nome de I promessi sposi.
Il tuo excursus di vita, lavoro e famiglia?
Ho studiato alle superiori come segretaria d’ azienda, poi mi sono iscritta al Niguarda di Milano e mi sono diplomata come infermiera. Sono stata due anni nelle scuole missionarie di San Francesco a Roma. Ho potuto così fare anche volontariato e vedere più da vicino la situazione di bambini disagiati nelle case famiglia a Napoli come l’ accoglienza di pellegrini ad Assisi. In seguito ho ripreso il mio lavoro in ospedale, mi sono sposata e mi sono dedicata alla famiglia e ai figli. Dopo il part time in ospedale perché mio marito era anche in giro all’ estero, ho continuato poi a fare l’ infermiera in libera professione chiedendo alle strutture private di lavorare a seconda anche delle mie necessità ed esigenze familiari. Poi una mia zia si è ammalata di Alzheimer e così ho deciso di starle accanto licenziandomi dal lavoro…ma poi la creatività mi è venuta in aiuto…
Che cosa ti sarebbe piaciuto fare da grande?
La designer di gioielli e borse.
Come nasce quindi il tuo marchio di borse Le Mondella?
Ho sempre fatto delle cose manuali e la mia passione era quella di imparare a cucire, poi dopo aver frequentato vari corsi, mi sono iscritta ad una scuola professionale di cucito. La mia passione è sempre stata quella delle borse in tessuto che ho iniziato a cucire nei primi corsi, intanto ho iniziato a fare dei mercatini… Il marchio nasce quest’ anno, intanto ad ottobre dello scorso anno mi sono iscritta all’ accademy di Luana Svaizer, una manager che attraverso i suoi corsi aiuta le donne a motivarsi e a realizzare i propri progetti. Questo mi ha dato l’ input a credere in ciò che facevo e a realizzare le mie borse… Intanto il logo è stato creato dai miei figli, entrambi grafici, e rappresenta la barca del lago di Como stilizzata in oro.
C’ è stato un passaggio letterario del Manzoni che ha ispirato particolarmente il logo?
Sì, direi di si… E trapuntando con l’ago finissimo dell’ingegno i fili di seta che formano un perpetuo ricamo…
Anche se può essere facilmente intuibile, perché il nome Le Mondella?
Il marchio è dedicato a Lucia Mondella perché tutto sembra parlare di lei, la casa di Lucia si trova a Lecco, la barca turistica sul lago è dedicata a lei… Un po’ tutto poi parla de I promessi sposi, il castello dell’ Innominato, al centro di Lecco c’è la villa del Manzoni, i locali hanno i nome dei bravi, di don Rodrigo…
Quale passaggio letterario del Manzoni ha catturato la tua attenzione?
L’ incipit del romanzo mi emoziona sempre e il momento in cui Renzo ritrova Lucia nel lazzaretto…
Che cosa hanno di particolare le tue borse?
Sono create con tessuti pregiati o naturali: cotone, lino, raso, seta. Sono tessuti molto diversi tra di loro e abbinati nelle stesse borse. Non utilizzo nessuna pelle o cuoio o derivato animale ma ecopelle o tessuto. Le mie borse fanno riferimento al territorio e ai Promessi sposi attraverso i colori, le forme, i fiori, il lago, la natura…
Che cosa è la moda per te?
La moda è un modo per esprimere le proprie emozioni e volerle comunicare al mondo… Per me è un sentirmi in armonia con quello che sto vivendo in quel momento.
Che cosa provi quando crei?
Felicità, ho ripiani pieni di stoffa e tessuto da cui veder nascere le mie creature. Mi cucio il mio mondo addosso, il mio angolo magico…
Prossimi progetti?
Mi piacerebbe coinvolgere altre donne creative che potrebbero dipingere su tessuto oltre che cucire…
Come ti definiresti come donna e come creativa?
Pratica, tenace, stacanovista, riservata, docile. Come creativa penso di essere una buona osservatrice, lungimirante con un occhio particolare alla natura.
I sentimenti che ti raccontano: che cosa ti intristisce e che cosa ti rasserena?
Mi intristiscono l’ aggressività, l’ ingiustizia, la prepotenza, invece mi rasserenano sentimenti come la condivisione, la generosità, la solidarietà, la bontà.
Un tuo motto di vita?
L’ esercizio crea una buona abitudine.
Per info: cell 338/ 2041064; pagina facebook Le Mondella
Ci somiglia o molto. Io creo cn i ferri e l’uncinetto ed ho la casa piena di filati perché quando li vedo non vedo una rocca, ma il prodotto finito.
Ti verrò a trovare
Maria Vittoria