Quelli che non sanno cambiare la propria mente non possono cambiare nient’ altro
(George Bernard Shaw).
Ruotiamo, ci immergiamo, rotoliamo in una assoluta mancanza di tempo. Un tempo che rincorriamo e che ci rincorre. Nel tempo lasciamo i nostri sospiri, i nostri sguardi più o meno attenti, la nostra impronta. Poi c’è il silenzio, poi il caos e di nuovo il silenzio in un alternarsi di corpi solidi, di materia e spirito, di sogni e privilegi. Ma privilegiato è davvero chi ha qualcosa da dire al mondo, non c’è privilegio più grande che raccontare la propria storia impregnata di inchiostro. Quell’ inchiostro che sembra fuggire in macchie di colore sbiadito ma che poi si rapprende sotto i tuoi occhi. Perché una storia è così, se sai raccontarla: ha bisogno del tuo aiuto, delle tue mani, dei tuoi occhi, del tuo continuo respiro e calore. Bisogna credere nelle proprie mani e nel proprio caos creativo perché se pur si avranno momenti di minore frequenza emozionale, niente andrà mai perduto. Soltanto il nostro istinto conosce il percorso e i capitoli delle nostre pagine d’ autore e della nostra storia e leggenda personale. Ed ecco che la materia si trasforma sotto il nostro sguardo curioso, vorticoso, sempre in cerca di qualcosa e sempre presente alle mutevoli fasi del nostro operare. Nel silenzio o nel caos, tutto verrà da sé quando la mente creativa apre il suo sipario sul mondo. Ed ecco che nascono storie da rappresentare insieme a scenografie, un palco da attraversare e un tripudio di emozioni da filtrare, sostenere e rendere poi materia tangibile. Perché l’immaginazione si può anche toccare con mano. L’ idea prende forma insieme ai sogni e agli stati d’ animo. Ed è qui che parte la vera scoperta di sé. Questo grazie al nostro coraggio, alla nostra voglia di avventura e alla nostra volontà di introspezione. E l’arte come la creatività sono la quintessenza del nostro percorso interiore. La bellezza non ci tradirà mai. Questo e altro ancora continua ad essere oggetto di continue esplorazioni da parte di Claudia Demartini, una singolare ed apprezzata designer di gioielli. Claudia ha cinquantacinque anni ma in quanto ad entusiasmo e fame di vita, ne dimostra molti di meno. Ha difatti l’ entusiasmo giovanile di una ragazza che vuole iniziare il suo viaggio nel mondo e, zaino in spalla, va dritta per la sua strada. Sa inventarsi e reinventarsi Claudia in un idillio tra sé e l’ atto creativo che ha maturato ed elaborato nel tempo. Un tempo che ama, che rincorre e che la gratifica. Un tempo che non le basta mai. Quando crea si sente avvolta in una nuvola rosa nella quale sosta placida e, nel distaccarsene, avverte un senso di freddo e solitudine estrema. Sta bene nel suo bozzolo pur consapevole che ha bisogno di volare, ma ha anche necessità di instaurare un rapporto viscerale con la materia, di sentirla propria fino poi a riplasmarla, scoprendola più audace , più bizzarra e ilare che mai. Intanto Claudia ha bisogno del contatto con la natura che solletica le sue idee e il suo modus operandi… Claudia è originaria della terra del Monferrato, una terra carica di energia, ridondante di storia tutta da raccontare. Vive in campagna a Lu, in provincia di Alessandria ed è sposata con Paolo, un uomo sempre con la valigia pronta perché lavora all’ estero. Ha studiato a Valenza presso l’ istituto d’ arte orafa, città storica per l’ oreficeria. Si è specializzata in design del gioiello fino poi a lavorare come freelance per aziende importanti. Poi, come spesso può accadere, si è sentita vittima dei programmi e della ripetitività. Originale, empatica ed eclettica qual è, questo disagio rischiava di cominciare ad appiattire la sua personalità tarpando la sua mente creativa. Ed è così che ha avuto il coraggio di mollare tutto e di andare per la sua strada, continuando un suo personale percorso, quello per il quale era chiamata un tempo. Ed è così che pian piano, scoprendo altri dettagli e fregi nel suo animo creativo, è nato appunto Orocreativo. Un marchio fondato nel 2011 e fortemente voluto come si vuole raccontare una storia che si ha dentro di sé da anni e che aspetta solo di essere scritta. Ed ecco che Claudia ha iniziato a scrivere la sua tant’ è che con i suoi bijoux racconta davvero altre storie attraverso le sue strabilianti scatole parlanti. All’ interno delle quali ci sono pezzi che compongono una fiaba o un percorso di vita. Crea insieme all’ oggetto a cui presta totale attenzione in un feeling che si instaura a doppio filo ed in ogni cosa traspare studio, ricerca, versatilità, scardinando le vecchie regole. Da un ditale da cucito come da tasti di pianoforte viene fuori un mondo da creare e ricreare. Claudia per prima assiste alle sue magiche trasformazioni arricchendo i suoi bijoux anche di significativi calembour, giochi per la mente e per il cuore. Definisce il suo gioiello sartoriale perché davvero cucito addosso alle persone che interroga, analizza per tirare fuori qualche dettaglio come dal cilindro di un mago. Claudia adora il materiale grezzo, quello da cui trarre ancora il meglio, quello che mostra patine antiche in tutto l’ afflato del tempo che l’ ha condotto fin lì. Come un tronco d’ albero che viaggia da anni in un lago fino ad arrivare a riva, intriso di tutta la storia e l’ esperienza che l’ ha alimentato. Difatti a Claudia piace quel dettaglio che sfugge, quel ricciolo che fuoriesce da un ramo, quella piuma che si posa sull’ erba bagnata… Ecco qualsiasi cosa purchè emani luce ed ispirazione, qualsiasi cosa che abbia una storia da raccontare e un vissuto di cui parlare. I suoi bijoux “cantastorie” nascono da dettagli, aneddoti, dalle note di una canzone, da un calembour vicino al suo modo di sentire come può essere quello che la caratterizza appieno: “il coraggio osa”. E Claudia ha proprio osato ed è stata premiata perché ha premiato la parte più pura di sé, quella che aveva tanto da dire e non poteva restare ingabbiata in sistemi e stereotipie. Riservata e socievole nello stesso tempo, di una sensibilità non comune, amante di quella solitudine e di quel silenzio che è oro e, nel suo caso, Orocreativo. Una storia che riflette uno stile autonomo, libero, coraggioso perché ha il coraggio del proprio sentire, delle proprie passioni ed emozioni.
Raccontati tra vita, lavoro, creatività…
Ho frequentato l’ istituto d’ arte orafa a Valenza in provincia di Alessandria, città storica per l’ oreficeria insieme a Vicenza. Dopo la maturità artistica, mi sono specializzata in design del gioiello, prima come freelance e poi per aziende importanti. Qui mi sono occupata della linea di gioielli, del rapporto con il cliente straniero, dell’ acquisto di diamanti, dello studio e delle tendenze moda, del visual attraverso la progettazione di vetrine e dei contatti con le pubbliche relazioni delle celebrity. Seguivo tutti gli eventi e le fiere di settore lì dove i gioiellieri esponevano i bijoux in vetrine eleganti e i grande fascino. Sono anche un perito gemmologo, diploma che ho conseguito presso la scuola d’ arte, conosco tanto le pietre…Poi che dire…ad un certo punto non mi è piaciuto più lavorare per aziende, non mi è piaciuto questo mondo luccicoso, sentivo tarpare la mia mente creativa. Per me è sempre valsa l’ idea più che il materiale pregiato e la serialità del prodotto.
Quando nasce dunque il tuo marchio Orocreativo?
Orocreativo nasce ne 2011 prima inseme ad un collaboratore, poi ho proseguito da sola… Ho sempre disegnato sin da piccola, sono stata sempre incoraggiata da miei genitori in questa scelta e oggi devo all’ istituto d’ arte questa mia attitudine al disegno e alla progettualità. Attraverso i miei bijoux racconto storie, sono bijoux ricchi di dettagli che abbino anche ad aneddoti; mi ispiro anche a canzoni o a film…Mi piace anche emozionami per emozionare, mi piace curare le scenografie per esporre meglio le mie creazioni, dalle piccole alle grandi. Indago sulla storia della persona per capire che cosa può piacere… Il mio è un gioiello sartoriale.
Che cosa realizzi?
Orecchini, collane, gli anelli, quelli modificabili…
Quali sono i materiali e le tecniche utilizzate?
I materiali che prediligo sono l’argento puro, l’ argento di recupero, il rame, l’ ottone, i materiali grezzi. Poi creo da zero, taglio il materiale, lo saldo, cambio lo stato del colore, unisco anche dei pezzi di ceramica raku o porcellana, lavoro anche il vetro…
Prossimi progetti?
Sto lavorando per trasformare dei materiali organici in metallo attraverso l’ elettroformatura. Trasformo foglie, favi di api, legni di mare…
Che cosa provi quando crei?
Non sento niente intorno a me, non sento fame, sonno, il telefono che squilla. Mi sento in una bolla nella quale sono a mio agio, è una sensazione avvolgente e permanente…
Come definiresti il tuo stile?
Non è certamente uno stile legato alla moda, bensì uno stile emozionale. Ricevo e rimetto in circolazione creatività.
Come ti definiresti come donna e come creativa?
Sociale e socievole ma anche riservata. Sicuramente eclettica, con una mia personalità, non seguo le tendenze che possono essere dettate da esigenze e schemi precostituiti da altri… Per il resto, sono una creativa in continuo divenire, mi piace sperimentare sentendomi comunque laterale alle cose…
Altre passioni di vita?
Viaggiare, la lettura, la musica, ho iniziato da pochi anni a imparare a suonare il pianoforte.
Che cosa ti intristisce e che cosa ti rasserena?
L’assoluta mancanza di empatia che vedo sorgere all’ interno della società, l’ egoismo, l’inasprimento nei contatti, il maltrattamento degli animali e della natura…Sono cresciuta con valori, d’ altro canto mi piace vedere che c’è gente che reagisce, giovani che si stanno sensibilizzando…
Un tuo motto di vita?
Non si è mai troppo vecchi per poter migliorare… Il tempo non esiste, se vuoi fare una cosa, puoi farla!
Per info: cell: 338- 2153374; pagina facebook Orocreativo
Grazie per l’attenzione e la cura con cui hai raccolto le mie parole e creato un arazzo narrativo.