Alessandra Piermattei, il mondo in una borsa

Alessandra Piermattei, il mondo in una borsa

La  ragione non sovrasta mai l’immaginazione, mentre l’ immaginazione spodesta frequentemente la ragione (B. Pascal).

Ci sono giorni nei quali il tempo sta ad osservarti perché da te vorrebbe che rispettassi quel programma, quella scaletta di incombenze da sbrigare e vorrebbe da te il massimo. Ma ci sono anche giorni nei quali il tempo non ti dice  niente di più ma sta semplicemente  a guardare le tue mosse senza importi molte regole. Sta a guadare il lento fluire delle cose, delle voci, della strada da percorrere senza l’ ansia di arrivare prima, di arrivare puntuali. Un po’ ti permette di improvvisare, ecco.  E forse questo è il tempo migliore, non perché non si vogliano rispettare doveri e impegni, ma perché, se pur rispettandoli, nella spontaneità e nella libertà, ci si accorge di riacquistare quella parte di noi, quella più vera perché più creativa. Solo distaccandoci dalla routine quotidiana, solo provando ad andare a piedi nudi nel parco, riusciremo  a liberarci di quei pensieri che ci assalgono impetuosi e di quell’ aria pesante che non ci permette di respirare come vogliamo. Noi donne, poi, siamo luci ed ombre. Aspettiamo quel tocco di magia che possa muovere i nostri giorni per dargli quell’ aspetto più lucente. Quel luccichio in più che meritiamo, perché non si vive di solo pane ma si ha bisogno di lanciare un messaggio al mondo a far capire che ci piacerebbe vivere anche di qualcos’altro, magari di un’emozione in più. Un colore, un profumo, una fantasia, un vestito, una borsa, un trucco, un viaggio, qualcosa che possa farci ritornare a brillare. E da qui parte la nostra ricerca incessante perché le donne sono così, non si fermano se sanno di voler dire la propria, se avvertono che quel lato del proprio carattere non può stare imprigionato a lungo.  Sono così, conoscono anche i loro limiti e questo è bello e lodevole. Conoscono fin dove possono spingersi come gli argini di un fiume che lo mantiene nella sua piena discesa e risalita.  Ma quando, scendendo e risalendo, si accorgono di portare con loro un mondo da voler mostrare, non le ferma più nessuno. Si interrogano, si mettono alla prova, vanno avanti e indietro nei loro vorticosi passaggi. Ed è qui che nasce qualcosa di buono. Quando una donna si analizza e comincia a credere in  ciò che di buono e bello  le mani possono creare, è veramente a metà dell’opera. Come è accaduto ad Alessandra Piermattei, una donna che ha saputo aspettare il suo momento positivo, il suo raggio di sole dopo la pioggia, ha saputo aspettarsi ed aspettare  quel sorriso che oggi la caratterizza sempre di più, grazie anche al suo sogno realizzato.   Ma  soprattutto grazie al suo istinto creativo, un istinto che è partito piano, dolcemente, e che poi si è imposto all’attenzione ed è diventato irrefrenabile. Alessandra ha origini marchigiane, la sua famiglia è originaria di San Severino Marche. Un angolo di mondo che si porta dietro e nel cuore, sempre e costantemente.  Perché sono e saranno le sue tracce. Ascoltando la sua storia, ciò che piace di Alessandra è  il non essersi tradita mai bensì l’ essersi venuta incontro, l’ essersi compresa sempre e comunque. E questo  è stato parte integrante della sua scelta di vita. Istinto femminile insieme a istinto creativo,  questa è la sua grande forza simbiotica, quella intesa che non può che indicarti il cammino da seguire.  Alessandra ha cinquantatrè anni, oggi vive a Monza.  Ha una figlia, Sara, che è  la ragione della sua vita. Oltre a renderla madre, sua figlia le ha dato quella forza e quel coraggio in più di andare avanti e di lottare per i suoi sogni.  Perché i sogni ci aspettano anche per anni ma poi vogliono essere celebrati come si deve.  Alessandra, dopo un divorzio alle spalle, ha avuto la forza di mettersi in discussione sia nel lavoro che in un nuovo amore.  E oggi ricorda ancora quel famoso pomeriggio nel quale ha conosciuto Manuele, il suo attuale compagno. E questa storia d’ amore sembra davvero tratta da una sequenza di un film perché Alessandra ci confida che il suo compagno era il suo corriere express che poi è diventato il suo maggiore fan incoraggiandola nel suo percorso creativo. Aperta, impulsiva, ironica, semplice e rispettosa,  Alessandra dopo aver avuto varie esperienze di lavoro, non ha resistito molto nel suo semplice ruolo di impiegata. Portando con sé il suo bagaglio a mano fatto di contraccolpi come di emozionanti colpi di scena, ha preferito scegliere se stessa ai ruoli precostituiti. Quando appunto l’istinto creativo chiama, bisogna seguirlo e portare tutto il proprio mondo in una borsa. Sì, perché oggi è questo il pezzo forte di Alessandra. Alpi bags è il suo marchio di borse fondato nel 2008, nome che racchiude le sue iniziali. Alessandra deve ringraziare solo ed esclusivamente se stessa e la sua capacità di cogliere al volo le occasioni. Alessandra è uno spirito libero, diretta e coraggiosa proprio perché si è fatta da sé, si è costruita da sé poco alla volta. Come i pezzi di stoffa che adesso assembla per le sue borse briose e romantiche con personalità sia nella forma che nel tessuto. Le sue collezioni sia invernali che estive dimostrano tutte la stessa ricerca del dettaglio, unicità, estro e fantasia.  Come ha iniziato? Tutto è derivato da una richiesta di suo fratello Gilberto che ha chiesto ad Alessandra di vedere se le andava bene un vecchio paio di jeans. Da qui le si è aperto un mondo e da qui ha iniziato a creare le sue prime borse. Borse originali e soprattutto fatte a mano con amore. Sono borse tratte da un mix di tendenze moda che Alessandra cerca sempre di seguire e la sua personale visione di originalità. Le spille, poi, sono quel tocco in più che apporta alle sue borse con estrema gratitudine, come per ringraziare le stesse borse di essere venute al mondo e omaggiarle per la sua unicità ed esemplarità.  Come una farfalla si posa su un fiore così la sua spilla di stoffa si posa sulla borsa arricchendola di un mood tutto al femminile. Perché Alessandra pensa davvero alle donne quando crea. Pensa alle donne che hanno bisogno di attimi di magia e di romanticismo, di far volare la loro immaginazione sempre più perché è quella che ci rende persone libere. Da qui e da altro ancora nasce il suo mondo in una borsa.

La cosa più bella che hai fatto nella tua vita?

Sara, ma figlia… Quando hai un figlio, è una magia.

Raccontati tra vita, lavoro, famiglia…

Sono stata un perito aziendale, ho trovato subito lavoro, mi sono sposata, poi è nata mia figlia, poi mi sono divorziata… In seguito sono andata in Valle d’ Aosta a gestire un hotel per sei anni e da qui sono arrivata a Milano per fare l’ impiegata, lavoro che ho fatto per tanti anni… Ne 2008 mi sono licenziata, perché il lavoro non mi dava gli stimoli giusti… Galeotto è stato un paio di jeans: mio fratello Gilberto  mi diede un paio di jeans che non gli andavano più e da qui l’idea di trasformarlo in una borsa…

Quando nasce la tua passione per il cucito fino a creare il marchio Alpi Bags?

Mi è sempre piaciuta la manualità, facevo bellissimi pacchetti regalo, dipingevo vetri, foderavo scatole, lavoravo a maglia, facevo  trompe l’ oeil, bambole di pezza… Devo la mia spiccata creatività a mia mamma Rosa che ha sempre cucito meravigliosi capi e creazioni a macchina come  a mano… Questo e altro ancora mi ha incoraggiato a lanciarmi nell’ avventura di realizzare  le mie borse fatte  a mano fino a creare  il marchio “Alpi Bags Borse fatte a mano e accessori moda”.  Il logo è la farfalla che si posa colorata sulle idee che poi prendono forma.

Che cosa stai realizzando?

Di recente ho realizzato molte mascherine, da poco sono tornata alle mie borse in versione estiva…

 Materiali utilizzati?

Cotone, misto seta, viscosa e altro per le borse estive, per le collezioni invernali utilizzo la lana, il velluto, l’ecopelliccia, il feltro, la lana cotta…Tutto sempre accompagnato dalle spille in stoffa che annodo fino a farne un fiore con perline e strass.

Colori preferiti?

Come colori vado in base alle tendenze: già a febbraio comincio a guardare le tendenze moda alle quali unisco lo spirito creativo e l’unicità di ogni pezzo. Intanto posso dire che elaboro le mie borse man mano che le creo, curando strada facendo i dettagli…

Prossimi progetti?

Non ho voluto mai pensare in grande, del resto mi piace avere un laboratorio in casa e non fuori perché mi piace l’ unicità e non lavorare in serie…

Perché piacciono le tue borse?

Sono particolari, penso che piaccia la fantasia del tessuto e la ricchezza dei dettagli insieme all’estro e all’originalità.

Che cosa è per te la creatività?

Un modo di esprimermi completamente, una terapia, di tutto di più.  Non mi basta la giornata, mi sveglio molto presto al mattino e ho già la testa alle mie creazioni…mi sento come chiusa in una bolla dove sono libera e felice.

Come definiresti il tuo stile?

Romantico perché utilizzo molti fiori, tutto il contrario di quella che sono io, perché ho l’anima rock.

Altre passioni di vita?

Cucinare soprattutto il salato come pizze e focacce, guardare film, e tornare nelle Marche dalla mia famiglia.

Come ti definiresti come donna e come creativa?

Stacanovista, estemporanea, libera dagli schemi, impulsiva, complicata anche se semplice, ottimista, aperta. Cerco sempre di trovare il lato positivo… Come creativa, sono un frullatore di idee, è una continua ricerca…

I sentimenti che ti raccontano: che cosa ti rattrista e che cosa ti rasserena?

La falsità, l’ipocrisia, la presa in giro non mi rattristano soltanto ma mi fanno davvero adirare, mi rasserena sapere che i miei familiari stiano bene, mi rasserena il valore dell’ amicizia vera. Mio papà era un poliziotto e mi ha insegnato il valore del rispetto, dell’ onestà e del non scendere mai a compromessi…

Un tuo motto di vita?

Essere liberi e avere il potere di scegliere sempre e comunque!

 

Per info: cell: 347-5562095; pagina facebook Alpi Bags Borse fatte a mano e accessori moda

 

Un pensiero riguardo “Alessandra Piermattei, il mondo in una borsa

  1. Grazie di cuore Rossella per avermi ascoltata e per essere stata capace di leggere tra le mille parole dette di pancia dettate dalla passione che mi investe ogni volta che mi devo raccontare.
    Grazie per l’attenzione che mi hai dedicato.
    Grazie davvero tanto.

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