Elisabetta Gabrielli, tutto quello che si riesce a dipingere

Elisabetta Gabrielli, tutto quello che si riesce a dipingere

“La moda è quel che uno porta: quello che portano gli altri è già passato di moda” (Oscar Wilde).

 

Fermarsi, poi tornare  a correre, riprendere fiato e fermarsi ancora.  Magari su quella famosa panchina, quella che ci piace tanto perché il sole cala a picco sul nostro viso illuminandolo di gioia. Quella panchina immersa tra mille margherite. Tanto da farti venire voglia di intrecciarle in una ghirlanda. Perché poi è bello vivere così, in maniera libera e soprattutto ascoltandoci. Ascoltando i nostri battiti, i nostri sospiri e respiri. Soltanto ascoltandoci veramente, saremo persone vere e libere e potremmo iniziare a dipingere le nostre emozioni. Così, una dietro l’altra, come si possono dipingere i petali di un fiore.  Possiamo scegliere muri e pareti per dipingere emozioni, come tele, come pezzi di legno e quant’ altro.  Possiamo fare tutto e il contrario di tutto, dipende sempre tutto  esclusivamente dal nostro modo di guardare il mondo. Ci troveremo a salire le scale, a scendere, a percorrere varie strade ma troveremo sempre quel segnale, quella stella che vorrà indicarci il cammino. Perché non sempre sarà facile sottrarci al nostro destino, pur essendone gli artefici, e veramente non c’è cosa più bella che fare ciò per cui siamo chiamati a fare. Anche se alle volte per motivi diversi si interrompe quel filo, non vuol dire che si spezza. C’è tempo per ogni cosa, per riflettere, per fermarsi, così da essere più sicuri di continuare il cammino in un certo modo. Il leit motiv magari sarà sempre lo stesso, vedremo ovunque la nostra immagine che si riflette in ciò che veramente ci sta a cuore, in ciò che siamo chiamati a fare. Dubbi, incertezze, incomprensioni, tutto scompare quando si incontra una passione perché questa ti porta per mano e ti fa crescere con lei, come se fosse un’ amica fidata.  Della passione per il disegno e la pittura si è fidata e continua a fidarsi Elisabetta Gabrielli.  Una donna che si è amalgamata insieme alle sue idee e ai suoi progetti. Una donna che ha saputo cogliere i segnali e ha saputo analizzare le sue tappe  una ad una.  O meglio Elisabetta dà la sensazione di aver costruito il suo mondo con serietà, delicatezza ed entusiasmo unici. Soprattutto colpisce di lei lo stupore con il quale guarda al suo mondo dipinto.  Con gli occhi sgranati come quelli di una bambina. E questo ci piace e tanto. Perché non c è niente di più esaltante  che lavorare con motivazione, professionalità e dedizione. Elisabetta ha quarant’ anni, è originaria di uno splendido posto chiamato Porto Santo Stefano, nell’ Argentario, in provincia di Grosseto.  Oggi vive ad Albinia  insieme alla sua famiglia, ai suoi bambini, Francesco di dieci anni e Alessandro di sette anni  e con suo  marito Enrico  che collabora con una struttura turistica. Per un periodo di tempo anche Elisabetta ha lavorato in un albergo dove gestiva la parte marketing, cercando di trovare la sua dimensione. Ma purtroppo o per fortuna la vera dimensione si trova dentro di noi, attraverso il nostro intimo sentire, dentro i nostri sogni e i solchi che tracciamo attraverso la nostra propria personalità. E non si resiste troppo a fare ciò per cui non siamo chiamati, è come respirare a metà, vedere a metà, sognare a metà. Ed ecco che Elisabetta ha avuto il coraggio di sentire tutti i passaggi della sua passione creativa, credendo fondamentalmente nel mondo della moda. Che cosa avrebbe voluto fare da grande? La stilista, senza ombra di dubbio. Difatti dopo il liceo artistico, ha studiato presso il Polimoda di Firenze in un corso triennale di fashion design uomo-donna. Diverse le sue esperienze di lavoro, esperienze costellate  da impegni diversi ma tutte convergenti nel settore della moda. Prima come designer dove ha espresso il massimo della predisposizione creativa fino alla soddisfazione intima di vedere il prodotto finito, per Elisabetta è stato tutto un susseguirsi di emozioni uniche. Emozioni che si alternano ad un benessere psicofisico di chi lavora divertendosi. Un percorso creativo questo che poi l’ ha condotta  ad aprire il suo ufficio stile Moda Lab, un nome che, a suo tempo, è stato un programma di ricerca e attenzione al settore moda nell’ alternanza delle tendenze e degli stili. Tutto dettato appunto dai mood, dai sentimenti e dalle ispirazioni che attraversano un mondo in continuo movimento e che segna i gusti, le esigenze e le aspettative del pubblico di estimatori. Elisabetta ha sentito sempre dentro questo forte richiamo per la moda che è per lei espressione artistica e della propria personalità. Ecco perchè non può stare troppo tempo ferma senza prendere in mano i suoi disegni e i suoi pennelli. Anche quando doveva occuparsi dei figli piccoli, non c’ era giorno in cui non pensava alle sue bozze, alle sue idee mentre i ricordi andavano al liceo, ai compagni, ai professori. A tutto ciò che è scuola e che le ha lasciato qualcosa dentro, quel germoglio buono del quale non sa fare più a meno perché nel tempo ha portato i suoi frutti. E tutto viene da sé quando i sentimenti per ciò che fai sono questi. Poi si è fermata solo apparentemente ma la sua mente continuava a sognare, a voler stringere tra le  mani un pezzo realizzato con le sue mani. Ciò che affascina della personalità di Elisabetta è proprio la sua forza emotiva, lo stupore e la tenerezza che nutre per la creatività in genere tanto da doverla poi celebrare in qualche modo. E poi un bel giorno, quel giorno che tutti vorrebbero che arrivasse perché un giorno  che potrebbe definirsi perfetto, spalanchi gli occhi e vai, anche se senti il cuore battere a mille. E così che Elisabetta decide di voler provare a realizzare qualcosa di proprio, qualcosa di unico. Come sono le sue borse, belle, morbide e dipinte con le sue mani e con la sua personale visione di vita. Le borse “Elabora”, nome dato al marchio, hanno uno stile tra il romantico e il country, il vintage e lo stile militare.  Tra originalità,  e cura dei dettagli, i colori insieme ai disegni  dipinti sembrano come tatuati su vera pelle di ottima qualità fiorentina mentre i colori brillanti entrano magnificamente all’interno della texture.  Fino ad arrivare in tutto quello che si riesce a dipingere.  Perché è proprio questo che esprimono le borse di  Elisabetta Gabrielli ossia la volontà di ospitare il colore che è quel tocco principale e finale che le rende uniche.  Le sue borse dipinte a mano sono ispirate agli anni ’70, hanno poi un quid di classico e pop art insieme. E i messaggi arrivano come quelli che Elisabetta inserisce in ogni borsa lanciandola poi nel mondo…

Raccontati tra vita, famiglia e lavoro…

Avevo otto anni ed ero già appassionata di moda. Da grande avrei voluto fare la stilista. Dal liceo classico sono passata al liceo artistico per poi frequentare il Polimoda a Firenze nel corso triennale fashion design uomo-donna. Una volta uscita da questa scuola, sono entrata in un’ azienda di abbigliamento a Carrara. Io facevo la stagista nell’ ufficio stile, ho seguito tutto il percorso accanto alla stilista e all’ aiuto stilista, sviluppando la produzione. Sono stata in Bulgaria dove avevano una fabbrica di proprietà e devo dire che questa è stata un’ esperienza altamente formativa. Non disegnavo soltanto i capi ma seguivo il prodotto finito, quindi c’era soddisfazione  e divertimento… Mi è sempre piaciuta la parte riguardante la ricerca, il mood di ispirazione che nella moda mi affascina tantissimo. Poi dopo i sette anni in azienda, ho aperto un ufficio stile, il  Mood Lab sempre a Carrara, ho viaggiato tanto, sono stata in America per fare ricerca, poi ho lavorato per un’ altra azienda sempre di sportswear uomo-donna. Poi…poi sono rimasta in attesa del primo figlio e mi sono fermata per una decina d’ anni, continuando a coltivare la mia passione… Ho continuato a creare accessori per bambini, anche insieme  a mia mamma che lavora a maglia e ha un grande senso creativo.

Quando nasce invece la tua passione per le tue borse dipinte a mano?

Inizio per caso a novembre scorso a fare delle prove con le borse che  ho notato che cominciavano a piacere… Ho iniziato a prendere contatti con i fornitori di borse in  vera pelle a Firenze,  borse di ottima qualità perlopiù borse vintage e in stile militare.  Ho iniziato a creare una collezione di borse personalizzate. Creo prima un bozzetto al pc, poi lo dipingo sulla borsa. La pittura è un tipo di pittura per pelle e tessuti. Le borse sono ispirate agli anni’ 70, alla carta da parati che hanno uno stile e un intreccio di colori molto particolare.

Che valore dai all’ handmade e in che cosa si caratterizza il tuo handmande?

Credo tanto nell’ handmade, io difficilmente compro nelle catene di marchi importanti, compro invece nelle botteghe artigiane. Dell’ handmade apprezzo l’unicità,  è un valore in più, sicuramente.  Per quanto mi riguarda, cerco di dare molta importanza al disegno e credo si percepisca, intanto mi piacciono i colori vivaci su borse con colori neutri, nero, marrone, petrolio, rosa antico…

Che cosa provi quando dai vita a una tua borsa?

Intanto ho un casa invasa dal profumo di pelle…guardo e riguardo la mia borsa, cerco di curarla in tutti i modi e cerco di essere attenta ai dettagli. Intanto mi piace inserire all’ interno della borsa un messaggio, una poesia…

Un tuo progetto-sogno?

Crearmi un laboratorio con vendita al dettaglio, mi piacerebbe molto confrontarmi direttamente con il pubblico.

Come ti definiresti come donna e come creativa?

Molto sensibile, empatica, determinata, impulsiva…

Di che cosa hanno bisogno oggi le donne?

Hanno bisogno di un po’ di  serenità in più,  tra casa, lavoro  e famiglia fanno e danno tanto. Le donne hanno bisogno di cose semplici, di rallentare i loro ritmi, di  un loro spazio e di una passione…

Il sentimento che più ti racconta?

La libertà…

Un tuo motto di vita?

Non potrebbe che essere… vivi e lascia vivere!

 

Per info: cell: 329-6339246;  macram.macram@gmail.com; pagina facebook : elabora 80; instagram: elaborabag

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