Giulia Tortorici, scucire e …ricucire per volare

Giulia Tortorici, scucire e …ricucire per volare

Respiro, sento, guardo tutto quello che posso.  Ma poi approfondisco solo quello da cui misteriosamente mi sento chiamare per nome, come se potesse rivelare qualcosa che consente proprio a me di fare pace con l’ esistenza. ( Da Come il mare in un bicchiere di Chiara Gamberale)

 

Essere padroni, o perlomeno cercare di esserlo, essere padroni dello spazio e del tempo nel quale si vive,  significa avere la giusta forza e consapevolezza. Il giusto equilibrio nel fare rumore come nel fare silenzio, i giusti messaggi da elargire a se stessi e al mondo. Non si può vivere lasciandosi vivere ma la consapevolezza e la spinta al miglioramento consiste proprio nello scalare le montagne della conoscenza di sé. Perché diventa importante sapere chi si vuole essere e dove si vuole andare.  La vita si apre ai suoi aspetti multiformi, ci fa spaziare come cavalli liberi in aperta campagna, poi sta a noi  tornare a casa e trovare i nostri rifugi.  E oltre che posti sicuri nei quali sentirsi protetti, conviene anche trovare posti nei quali ci si sente liberi e vivificati, come purificati da una nostra stessa visione delle cose. Una visione nella quale ci si sente bene perché pensata con la nostra testa e creata con le nostre mani. Tutto può essere innocuo o pericoloso, dipende da noi rendere tali le cose, dipende dal nostro atteggiamento interiore che si spera positivo per poi colmare quelle crepe di luce. Questo perché le riteniamo importanti, perché pensiamo che le strettoie, gli ostacoli come le ferite possano anche essere occasione di cambiamento e miglioramento.  Quindi scegliere diventa una pensiero misto ad un atto di fondamentale importanza.  La scelta ci identifica e ci rende persone libere di volare dove si vuole. Come quel gabbiano libero sulla scogliera o come quel girasole che insegue la luce del giorno e si gira a suo piacimento. Siamo natura, non lo dimentichiamo e se riusciamo a scendere a patti con l’ ambiente  per salvaguardarlo e non per distruggerlo, tutto avrà su di noi un effetto benefico e ci sentiremo davvero parte di un tutto, un tutto creato poi anche da noi.  Perché il bello come la natura e  tutto ciò che ci circonda, aspetta solo di essere accolto da noi, dalla nostra testa e dalle nostre mani. Giulia Tortorici sembra subito accogliere questo messaggio e questa filosofia di vita. Dalle sfumature di parole, dalla sua profondità e dalla chiarezza delle sue idee, si espande la sua visione creativa ma la sua è una creatività quasi concettuale, impegnata, filosofica. Partendo prima dalla ricerca e dall’ approfondimento per poi arrivare all’ estro creativo che sembra catturato per un attimo nel suo volo attraverso scuciture e cuciture. Per poi essere libera di volare davvero. Non a caso il nome dato al suo brand è Scucivola, un brand che si occupa di riciclo tessile e recupero creativo. Giulia Tortorici ha trentotto anni, è nata  a Carini, in provincia di  Palermo, e vive in una vecchia casa ristrutturata nei dintorni di Carini insieme al suo compagno  Ezio e insieme ai suoi amici cani, galline, anatre e gatti.  Giulia ha studiato presso l’ Accademia di Belle Arti con indirizzo pittorico e ha dalla sua molta esperienza nel campo del sociale. Guardare un fiore che ci fa compagnia, guardarlo nella sua interezza, già questo  dà i brividi perché vive per noi per rendere migliore la nostra vita.  Ogni cosa nasce non a caso ma per un progetto, per una finalità, può  sembrare non evidente all’inizio ma poi si svela solo vivendola e partecipando alle sue molteplici sfumature e punti di vista. Ogni cosa non può essere solo guardata ma anche  protetta e tutelata, salvata, salvaguardata. Questo è il messaggio che vuole trasmettere Giulia nella sua arte di riciclo tessile e  recupero creativo.  Ponendo i riflettori più sul salvare che sul trasformare. Semplicemente perché l’opera di recupero merita maggiore attenzione.  Giulia mostra grande capacità di comunicazione, introspezione e adattamento. Se non c’ è un colore, non si arrende, ne trova subito un altro. La sua filosofia è molto semplice ma comporta anche delle regole precise.  Fondamentalmente vuole lanciare il messaggio che non bisogna eliminare le cose che sono arrivate alla fine dei loro giorni ma riutilizzarle per dare loro un’ altra vita, un’ altra possibilità di rimettersi in discussione. Ogni cosa può darle  l’ispirazione giusta se questa cosa si arrende per adagiarsi nelle sue mani. “ Quello che non si può nascondere si evidenzia” e questa espressione si commenta da sé. Un buco in un tessuto oppure una scalfittura, un graffio come una rottura più profonda sono per Giulia motivo di grande  elaborazione intima prima che  lavorativa. Perché quando, nel proprio operato, si dà vita ad un concept, non si può che essere completamente dediti non solo all’aspetto funzionale e pratico ma anche  a quello emozionale. Giulia appare decisa, a tratti spigolosa ma anche morbida ed è proprio questo contrasto a caratterizzarla.  La nostra creativa assorbe emozioni ed impressioni e profonda, ricettiva, intelligente e versatile qual è, ha i suoi credo come quello della salvaguardia ambientale, la cura e la passione per la natura e gli animali, tanto da dichiararsi vegana in tutto e per tutto.  Anche Scucivola ha la sua filosofia, difatti il suo riciclo tessile non prevede pelli e sete, lavorando il più possibile nell’ ambito dell’ ecosostenibilità ambientale. Ricicla intanto di tutto: dalle coperte agli arazzi creando delle stratificazioni di tessuto per un effetto cromatico di grande rilievo e suggestione.  Giulia Tortorici è una creativa a tutto tondo non solo perché crea ma perché per lei creare diventa un atto finale  tale e   tanto  è il rispetto per le cose da recuperare e salvaguardare prima ancora di trasformare e ricreare. In questo caso l’ atto creativo viene a compensare tutto il resto, non a caso il nome dato al suo marchio è Scucivola, un nome curioso quanto affascinante che sa di cambiamento e miglioramento.  Scucire e…ricucire per volare. Prima di cucire, si deve scucire, aprire e comprendere, arrivare nell’ intimo percorso delle cose,   curarle e lasciarle volare. Ed è il volo la fase principale e finale che comprende il vero aspetto creativo per arrivare all’ unicità del prodotto, la vera grande regola del fatto a mano.  Ma per volare bisogna scucirsi e ricucirsi. E questo Giulia l’ ha compreso e fatto suo, in una terra come quella siciliana che ha bisogno di essere  appunto compresa per essere amata…

La cosa più bella che hai fatto nella tua vita finora?

La scelta di vivere in campagna, il lockdown per me è stata una vacanza forzata fatta di arte e di orto, poi la scelta di  diventare vegana che è sopraggiunta dopo la scelta di essere diventata vegetariana, scelta avvenuta nel ’99. Una scelta di vita che riverso nei miei lavori…

Quando e come nasce la tua passione per il riciclo tessile e il cucito creativo?

Spesso le persone credono che sia una sarta ma non è così, sono sì un’ autodidatta ma io cucio seguendo un’ operazione, come se dovessi dipingere. Mi sono  vestita presso i mercatini dell’ usato e da qui è venuta fuori questa passione per il riciclo tessile… C’ è chi vuole disfarsi degli abiti per vederli trasformati,  accetto però solo abiti irrecuperabili perché sono sicura di compiere un’ azione di vero riciclo.  Il mio è riciclo tessile di tessuti usati che  possono essere rovinati, macchiati, strappati, bucati. Oltre al riciclo tessile, intervengo  anche sui piatti, piatti antichi, sbeccati, rotti o semplicemente difettosi all’ origine. Sono “piatti pittati”, li ridipingo con acrilici perché è la tecnica che utilizzo più spesso. Quello che non si può nascondere, si evidenzia… Se c’ è un piatto che è scalfito in un certo punto, inserisco un dettaglio, qualcosa che guarda verso quel punto. Mi piacerebbe far capire che le cose non si devono eliminare ma riutilizzare. Intanto  mi lascio ispirare da qualsiasi cosa, da un bottone, un buco, una forma particolare… Ho sempre avuto la passione per la decorazione e la pittura, pittura su tessuto e piatti…Tempo fa poi ho recuperato anche dei mobili per trasformarli e la propensione alla tutela e salvaguardia più che alla trasformazione vera e propria mi accompagna da sempre.

Il tuo percorso di studi e lavoro?

Ho frequentato il liceo artistico e l’ Accademia di Belle Arti  ad indirizzo pittorico, poi ho cominciato a lavorare all’ interno di un’ associazione con ragazzi emarginati di quartieri disagiati, è qui che ho iniziato a far conoscere loro il riciclo creativo.

Quando è nato il brand Scucivola e perché questo nome?

Scucivola è nato cinque anni fa, è un nome che è un gioco di parole. In dialetto palermitano identifica il carattere delle persone un po’ schive e che non hanno un’ indole sociale molto acuta, persone però che si distinguono anche per il  loro  essere contro corrente. Prima di scucire, devo ricucire e poi volare, ecco perché Scucivola! Il logo infatti rappresenta un taglia asole con un’ ala per volare…

Che cosa realizzi precisamente?

Dalle coperte agli arazzi, cappucci, sciarpe, gonne, pantaloncini, spille, pochette, fasce per capelli. E poi attraverso la stratificazione dei tessuti, creo illustrazioni, arazzi che hanno un particolare effetto cromatico…

L’ opera alla quale resti più affezionata?

Difficile dirlo… forse l’ illustrazione del van Gogh, con questa opera ho dato il quadro completo di  ciò che so fare.

Prossimi progetti?

Ho in lavorazione un arazzo che produce un Picasso che andrà in Belgio. Intanto è sempre attivo il mio impegno presso LaboRiuso. Faccio parte di questo laboratorio insieme all’ Alab, un’ associazione di arte ed artigianato libero in cui la regola universale è l’ unicità del prodotto.

Come ti definiresti come donna e come creativa?

Libera, determinata, tenace, profonda; come creativa sono istintiva, l’ ispirazione arriva quando deve arrivare…

I tuoi colori preferiti?

Il verde e il viola.

I tuoi fiori e profumi preferiti?

Il glicine in pastella e la carota selvatica.

Che cosa ti emoziona?

La solidarietà e la presa di coscienza.

Un tuo motto di vita?

Se c’ è un difetto, evidenzialo!

 

Per info: cell: 329 /5406851; pagina facebook Scucivola

 

 

 

Un pensiero riguardo “Giulia Tortorici, scucire e …ricucire per volare

  1. Entrando nel mondo di Scucivola si resta sempre affascinati , non si sa dove guardate per la bellezza e l’originalità delle sue creazioni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *