“…Difficile definire l’ amore. Tutto ciò che se ne può dire è che nell’ anima è passione di prevalere, nella mente è simpatia e nel corpo non è altro che desiderio occulto e sottile di possedere, dopo tanti misteri, ciò che si ama”. (F. De La (Rochefoucauld).
Panta rei, tutto scorre diceva Eraclito. Questo per annunciare l’ eterno movimento della vita e l’evoluzione del nostro spirito insieme alle cose del mondo. Si vive in contatto con noi stessi, gli altri, la natura che ci circonda. Mentre l’aria, l’acqua, la terra si plasma insieme a noi e al lento e vorticoso divenire delle cose. Mentre la cascata delle emozioni ci avvolge fino a sera e fino all’ alba, fino a quando non ne possiamo più…In giro nelle nostre giornate a plasmare idee e a calmarci l’ anima, insieme alle parole che scorrono come acqua di un fiume… Giriamo intorno alle cose e a noi stessi per conoscerci meglio e per cercare di essere sereni e felici. In un turbinio di sensazioni ed emozioni, ci muoviamo pur sempre nel lento e vorticoso divenire delle cose. L’ importante è saper reggersi al timone e andare incontro al movimento del mare, delle sue onde, dei suoi colori. Sì, perché la vita è movimento, non si può star fermi ad aspettare, bisogna far parte del caos. Perché come diceva Nietzsche: “ Solo dal caos può nascere una stella danzante”. Ed è proprio il caos che insieme all’ amore muove i nostri corpi ed il nostro spirito ed in questo modo, si può arrivare a vette eccelse. Si può dire di essere arrivate su in alto, su quell’ altopiano a guardare la luna e le stelle. Soltanto unendoci alla natura e alla sua bellezza, riusciremo ad essere persone libere e sincere, prima di tutto con noi stesse. E noi donne queste cose le sappiamo, le percepiamo. E il nostro corpo si muoverà da solo come in una danza guidata da una musica lontana e tutto il nostro rumore tacerà all’ improvviso. Come quando saremo riusciti a sfamarci e dissetarci. Perché si avrà sempre fame e sete di bellezza. Anche se la luna scomparirà dietro il sipario viola della notte. Anche se il giorno faticherà a nascere, aspetteremo sempre il nostro pensiero o quell’attimo fuggente che verrà a sfiorarci il volto come ali di farfalla. Quando la vita si riesce ad apprezzare e racchiudere in sé come in un sogno non può che ripagarci con i suoi doni. Bellezza ed incanto sono le parole per descrivere Sandra Manus. Una donna di quarantaquattro anni, originaria di Alghero e che oggi vive a Ittiri con la sua bella famiglia. Suo marito Mirco lavora nell’ esercito, attualmente è in Libano e sta spesso lontano da casa, poi ci sono i suoi figli: Maria Vittoria di sedici anni, Gioele di otto e Omar di sette anni. Sandra è una donna che ispira davvero incanto e bellezza perché lei per prima guarda al mondo in maniera incantata. Aspettando il canto degli uccelli, la primavera che ritorna, i fiori, l’ aria, la musica nell’ aria. Sembra gioire con le bellezze della natura alle quali dà un’ importanza estrema. E proprio da questa è stata illuminata ed aiutata nel suo cammino artistico. Sandra ha sempre avvertito dentro di sé quel fuoco sacro, quei colori che le vibrano dentro, quella vena artistica che ti avvolge dalla testa ai piedi e alla quale non puoi più sottrarti. Perchè proprio nell’ arte si scorge l’ anima per le cose e viceversa. Dopo aver frequentato l’ istituto alberghiero e come la stessa ammette di aver quindi sbagliato scuola, ha poi ripreso in mano le redini della sua vita e della sua inclinazione artistica. E come si dice: non è mai troppo tardi per scoprirsi persone nuove! E Sandra Manus è davvero una donna che brilla di luce propria, al solo ascoltarla trasmette passione, dedizione, rispetto per le cose e per la vita. Ha scoperto la ceramica, non quella tradizionale, ci tiene a precisare ma la ceramica raku, un tipo di ceramica che emana grande fascino per chi la lavora e per chi ha modo di ammirarla e conoscerla. Il raku è una tecnica di origine giapponese, nata in sintonia con lo spirito zen, in grado di esaltare l’ armonia delle piccole cose e la bellezza nella semplicità. Come bella, semplice, garbata è Sandra. Insieme alla sua ceramica raffinata, suggestiva, elegante e che rimanda ad antiche favole e leggende. In un’ atmosfera che ha il sapore della natura che si crea e ricrea cercando il suo messaggio nella creta da fondere, da bruciare, da illuminare…Sandra sembra passare dalla terra al fuoco, attraversando l’aria e l’acqua, sembra bagnarsi di luce e colori, sembra portarli addosso fino a convertirli nelle sue meravigliose e magiche ceramiche. Sembra diventare tutt’ uno con la ceramica in un rapporto viscerale. Sembra seguirsi attraverso le stesse tappe della lavorazione del raku. Prima appare il fuoco, poi c’ è l’acqua e la sabbia che lo spengono, poi le tracce del fuoco vanno ad imprimersi alla creta che dal principio le ha generate. Sandra ha il suo laboratorio nel giardino di casa che cura con amore. Il leit motiv è proprio l’amore insieme alla cura e alla dedizione per questa forma d’ arte. Un’ arte che sente scorrere nelle vene come l’acqua della sorgente più pura perché quando viene da sé e dalla profondità dell’ io, è sempre combaciante con la verità. Come vero è il suo trasporto con l’ arte ceramica tant’ è che riesce a passare con facilità dalle faccende domestiche al suo laboratorio immerso nel verde. Ciò che piace di Sandra è il suo sguardo incantato sul mondo, i suoi bellissimi occhi chiari sgranati sulla sua arte ceramica, aspettando di assistere alla magia del pezzo finito. Ciò che affascina è proprio la fase finale di cui non si conosce l’epilogo se non assistendo allo spettacolo. E così il sogno parte dalla mente e va a finire nelle mani, come una corrente che percorre tutto il corpo lasciando brividi sulla pelle. La passione è questa, è proprio questa, questo continuo movimento, questo continuo fluire di pensieri e idee che si compongono nell’atto creativo. Una donna dinamica, ricettiva, versatile, fuori dal comune, trasparente. Sandra è tutto questo ma vuole anche diventare altro, ama le metamorfosi e il cambiamento. Ama stare insieme ai suoi oggetti di ceramica come creature da curare infinitamente per poi lanciare nel mondo. L’amore è movimento e questo Sandra l’ ha capito. Insieme al tripudio di colori e amore, Sandra sente il suo battito che arriva alla creta e che passa dalla terra al fuoco. Ed ecco che il miracolo delle mani si compie davanti al suo sguardo incantato.
Raccontati tra vita, studi e lavoro…
Da ragazza avrei voluto fare il liceo artistico, nelle vene mi scorrono l’ arte e i colori, però mi si vietò di andarci e quindi ho frequentato l’alberghiero in maniera infelice. Ho lavorato negli alberghi durante le stagioni estive ed invernali, poi mi sono sposata e ho messo su famiglia…
Come nasce la tua passione per la ceramica raku?
Nasce quattro anni fa, sono sempre stata attratta dalle ceramiche, non mi piacciono le cose tradizionali e classiche e quindi mi sono innamorata della ceramica raku. Ho voluto provare a farla anch’ io, mi sono confrontata con ceramisti raku e ho acquisito varie informazioni anche per realizzare il forno e i pezzi. Della ceramica raku mi è piaciuta questa forma di imperfezione, un po’ come me… difatti mi piace immergermi nel caos della vita di tutti i giorni e quindi vado spesso ad istinto. Ho un laboratorio nel giardino di casa, quindi passo da una lavatrice al forno -sorride-. Devo dire che ho sentito che il raku potesse rispecchiarmi in pieno. Il raku dà bellezza all’ imperfezione, mi restituisce luce, vita, armonia.
Quali sono le fasi della ceramica raku che più ti affascinano?
La fase finale quando estraggo l’ oggetto, non si sa mai cosa viene fuori. Mi munisco di maschera e guanti e inserisco i pezzi all’ interno del forno a novecento gradi, poi li estraggo e li copro con segatura o giornali, qualcosa che prende fuoco facilmente. Successivamente tappo il contenitore dove li ho collocati, così il fuoco si spegne e il pezzo si affumica. Saranno proprio gli sbalzi termici a delineare il pezzo, a me piace utilizzare lo smalto oro… alla fine estraggo il pezzo con l’ acqua che gli dà l’ ultimo sbalzo termico e così si ottiene l’effetto cracklè, per intenderci un effetto antichizzato…
La tua prima opera creata con le tue mani?
Angeli in creta per Natale…
Che cosa realizzi precisamente?
Dai gioielli alle lampade, specchi, oggetti di arredamento, quadri, centrotavola, i “portasogni”, contenitori di sogni con biglietti inseriti con frasi particolari.
Il miglior complimento ricevuto?
Mi dicono che non sono le solite ceramiche, mi dicono che sono ceramiche uniche e magiche!
I colori che ti rappresentano?
Il nero, il rosso e il bianco, mi piacciono i colori turchesi soprattutto in estate…
Le tue fonti di ispirazione?
Mi ispiro all’ amore, alla famiglia, alla vita quotidiana, provo una grade passione per la natura e per la mia terra sarda della quale amo i colori, il mare, la luce…
Prossimi progetti?
Ogni tanto organizzo piccoli corsi, organizzo mercatini un po’ ovunque, da Arzachena ad Alghero. Adesso espongo i miei pezzi nel laboratorio del mio amico stilista e designer Gian Giuseppe Pisuttu. Intanto sto realizzando il mio logo, mi piacerebbe crescere, ho partecipato a mostre importanti come la mostra dell’ artigianato sardo a Samugheo. Vedere una tua ceramica lì è una soddisfazione immensa! Poi vorrei frequentare un corso a Deruta nel prossimo anno…
Altre passioni di vita?
Il giardinaggio, ho un giardino grandissimo, qui curo le mie piante e faccio grigliate con gli amici…Sono innamorata anche dei miei amici a quattro zampe: il cocker Sasha e Agostino, un gatto incredibilmente nero.
Come ti definiresti come donna e poi come artigiana?
Sono una donna incasinata ma anche intraprendente, frenetica, non voglio perdere nemmeno un attimo della mia vita. Ho bisogno di andare avanti, la noia non mi appartiene! Mi piace molto casa mia ma adoro anche spostare i mobili, perché mi piace il movimento e il cambiamento! Mi piacciono le novità, conoscere nuove persone…Mi piacciono le persone stravaganti, sopra le righe e di tutte le età! Come creativa, mi piace cambiare, io non realizzo mai il solito oggetto e …la ceramica raku permette il cambiamento!
I sentimenti che ti raccontano: che cosa ti rasserena e che cosa ti intristisce?
Mi rasserena l’ amore in tutte le sue forme, la sincerità, condividere la mia passione con gli altri, l’ onestà, l’ altruismo! L’ invidia, la chiusura mentale, l’ egoismo mi fanno star male e mi rattristano non poco.
Un tuo motto di vita?
L’ imperfezione è fascino e bellezza!
Per info: cell: 388-7345259
Un intervista veramente bella..Brave entrambe ..
Grazieee😍💓💓💓💓
Sandra Manus, grande donna e grande artista. Le sue creazioni comunicano i sentimenti con cui sono state create: amore, passione e bellezza. Bravissima, avanti: la strada è questa!
Grazieeee😍😍💓💓💓💓💓💓💓
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💓💓💓💓💓Grazie💓