Annalisa Milini, quando il racconto viene fuori da sé

Annalisa Milini, quando il racconto viene fuori da sé

Per essere creativi, è necessario lasciarsi disorientare, concentrarsi, accettare il fuori da sé, il conflitto e le tensioni, rinascere ogni giorno e sapersi ascoltare ( E. Fromm)

 

Ci sono giorni nei quali amiamo accartocciarci come foglie d’autunno, amiamo sentirci, ascoltarci e volerci più bene.  Sono quei giorni che nascono da soli e vengono fuori inaspettatamente mentre noi pensiamo a tesserne le trame.  Ma come nei migliori racconti  e romanzi viene tutto fuori all’ improvviso perché tutto dettato non solo dai personaggi o dall’ ambiente ma dal messaggio che poi si vorrà inoltrare. Basta fare una bella chiacchierata con noi stesse e così scopriremo cose nuove che prima non sapevamo, cose che magari ricordavamo appena ma che poi rifioriranno dentro di noi.  Come una bella primavera, come qualcosa di magico e fatato. Perché noi donne siamo un pozzo inesauribile di saggezza, laboriosità e abilità.  Andiamo oltre noi stesse perché il più delle volte non ci bastiamo. Ma solo perché vogliamo scoprire nuovi campi, nuovi orizzonti, nuove mete alle quali arrivare, nuovi cammini da intraprendere.  E anche se possiamo pensare di non riuscirci, anche se possiamo avere attimi di smarrimento, ci accorgeremo che c’è qualcosa più grande di noi a dirigere la nostra vita. Questo qualcosa è un misto tra forza della vita e creatività. E così arriveremo nel nostro mondo fatato in punta di piedi, senza accorgercene. E guarderemo anche  stupite il lavoro delle nostre mani fino a non credere ai nostri occhi.  Ma sarà stata proprio la voglia di raccontarci, di dire la nostra, di dare un senso alla nostra vita, sarà stata proprio la voglia di districare il nostro groviglio interiore a farci cambiare. E anche se può capitare che il mondo non ci incoraggia, poco importa, questa forza creatrice ci prenderà per mano e ci porterà lontano.  Come è successo ad Annalisa Milini, una donna di quarantatrè anni, originaria di Lodi e che oggi vive sul Lago d’ Orta. Sposata con Andrea, un libero professionista, ha una figlia di dieci anni, Maira, che è la sua fonte ispiratrice. Difatti i suoi disegni come la pittura su stoffa e su ceramica,  come anche il cucito creativo custodiscono un mondo fatto di tenerezza e note dettate dal mondo cartoon. Un mondo adatto ai bambini ma anche alle mamme quello creato da Annalisa, un mondo fatato che prende il nome di Lisa’s fairy. Ed Annalisa è proprio così, sembra avere lo sguardo sognante di una bambina con i suoi giochi, con le sue cose più belle da voler tenere con sé. Le creazioni di Annalisa hanno uno stile moderno e  un quid dal fascino antico, di cose belle di una volta, tutto questo nel gusto, raffinatezza e ricerca del materiale giusto.  Quel fascino di una volta che ci fa ricordare le nonne che ci preparavano le torte e le marmellate fatte in casa… Le creazioni di Annalisa ci riportano davvero ad un mondo fatato, un mondo da voler reinventare.  Intanto Annalisa ha sempre creduto in sé anche quando non ha sentito tutto quel supporto ed incoraggiamento necessario a proseguire. Ci confida di non aver trovato i professori giusti  a scuola per far uscire la sua parte migliore o le  sue vere vocazioni e potenzialità.  Ma Annalisa ha seguito il suo istinto creativo, difatti ha frequentato una scuola di grafica dopo le medie, poi anche il liceo scientifico perché una scuola di grafica non avrebbe avuto valore  senza un diploma.  E così spronata dalle sue stesse convinzioni, ha frequentato la scuola di moda a Budrio e ha lavorato come stilista a Milano. Ma poi arriva la famiglia, si mette su casa ed Annalisa si è dedicata a sua figlia Maira. Ma come spesso avviene, la creatività bussa alla porta insieme ai sogni e ti chiede di rimanere nel suo mondo fatato. Sulle prime, non sai cosa rispondere, non sai se rimanerci e abbracciare il tuo sogno. Intanto Annalisa ammette che le è sempre piaciuto disegnare, ci rivela che a tre anni copiava Topolino e che ha sempre avuto una predilezione per i cartoon. Ha fatto anche la barista, la cameriera, la commessa, la cartellonista ma non si è mai sentita al posto giusto nel momento giusto. Ha sempre amato cucire, disegnare insieme all’ accostamento dei tessuti. Le è sempre piaciuto creare armonia dentro e fuori di sé.  Annalisa ha iniziato a dipingere fate su borse in raso poi una di queste fatine è voluta volare da lei fino a darle l’input e l’ idea di creare Lisa’s fairy. E Annalisa  a quel punto si è fidata del suo istinto, della sua capacità di ascolto e si è profondamente messa in discussione. Fino  a cominciare  a fare uscire fuori le sue produzioni e a condividerle nel web per farsi conoscere. E il racconto viene fuori da sé. ..Annalisa è una donna dolce, allegra e testarda, un bel cocktail di emozioni che delineano una personalità in continua evoluzione. Annalisa con la sua Lisa’s fairy vuole dare un tocco di rosso, un tocco di allegria alle giornate grigie attraverso le sue tovagliette, astucci, bomboniere… Ma tutte prevalentemente in stile cartoon, uno stile che può assomigliare a chiunque perché alle volte può essere importante uscire da se stessi e diventare un personaggio dei cartoni animati. Questo perché è importante inserirsi in una sfera magica, in qualcosa che possa scacciare via pensieri e preoccupazioni. E perché no?  Diventare anche più piccoli della nostra reale età perché poi si sa, se non riesci a dare il tocco giusto alla vita, non sempre riesce a trasformarsi sotto i nostri occhi. Semplicemente perché  anche la vita ha bisogno del nostro coraggio e della nostra marcia in più. E soprattutto  la vita ha bisogno di essere raccontata come sa fare Annalisa che ama inserire i  racconti in Lisa’s fairy facendosi ispirare dagli oggetti stessi.

La cosa più bella che hai fatto nella tua vita?

Dopo mia figlia Maira, l’ essere riuscita ad  andare all’ università quando tutti dicevano che non ce l’ avrei mai fatta ad andarci… Non ho trovato le persone giuste che mi incoraggiassero, nemmeno a scuola con i professori i quali non sono riusciti a tirare fuori le mie potenzialità. Dopo le scuole medie, ho frequentato una scuola di grafica per poi frequentare anche la scuola di moda a Budrio. Ho fatto la stilista a Milano, poi ho frequentato il liceo scientifico perché la scuola di grafica avrebbe avuto maggiore credito  con un diploma.  Intanto ho lavorato sia come cameriera che come barista, ho anche fatto la cartellonista e la commessa ma adesso mi dedico soprattutto al mio progetto Lisa’s fairy perché preferisco il mondo della moda più che la grafica.

Che cosa avresti voluto fare da grande?

La fumettista…

Quando  e come nasce Lisa’s fairy?

A tre anni copiavo benissimo Topolino, mi piaceva tanto disegnare e ricalcare le figure, fumetti o altro… Lisa’ s fairy nasce dall’ idea di creare personaggi ispirati ai cartoon, disegno persone comuni in stile cartoon con dettagli e particolari che identificano la loro personalità. Un paio di occhiali, un accessorio che portano mi aiutano a creare il loro profilo. Il nome Lisa’ fairy  nasce dal fatto che per un periodo ho dipinto fate e fatine su graziose borse in raso e da qui il nome…e il progetto ha preso piede.

Che cosa realizzi precisamente?

Astucci, bomboniere, tazze, portagende, scaldacollo e cappelli di cotone, bavagli, zaini, una linea di tovagliette americane e quant’ altro. Disegno e dipingo su tessuto, su ceramica e mi occupo anche di cucito creativo.

Altre passioni di vita?

Amo scrivere racconti, anche in Lisa’ s fairy inserisco racconti, mi lascio ispirare dagli oggetti o da quello che mi suggeriscono le persone…Poi mi piace tanto camminare, meditare nella natura per ascoltarmi di più…

Come ti definiresti come donna e come creativa?

Testarda ma anche comprensiva, allegra, espansiva, molto disponibile. Come creativa penso di essere molto cambiata e migliorata nello stile, nell’ attenzione ai particolari e nella manualità.

Che cosa ti ispira ed emoziona per realizzare poi le tue creazioni?

Mia figlia mi suggerisce e mi propone alcuni disegni per astucci e portagende, poi cerco di accontentare secondo il gusto personale di chi mi commissiona un determinato oggetto.

Che cosa ti fa star bene  e rasserena e che cosa ti intristisce?

Vedere mia figlia serena e felice mi  rasserena…Mi fanno star bene piccole cose come incontrarmi con le amiche anche per un caffè insieme nel tempo libero. Penso che la felicità vada costruita! Mia nonna diceva: “ Alzati la mattina e ringrazia il giorno solo per essere viva!” . Non sopporto poi la prepotenza, l’ arroganza, la mancanza di rispetto!

Prossimi progetti?

Mi piacerebbe creare racconti personalizzati, quadretti famiglia, pian piano svilupperò le idee…

Un tuo motto di vita?

La magia è ovunque! Basta volerla vedere!

 

Per info: 340/0538335 ; pagina facebook  Lisa’s fairy

 

 

Un pensiero riguardo “Annalisa Milini, quando il racconto viene fuori da sé

  1. Questo articolo ti descrive perfettamente, sei davvero una bella persona! Sono felicissima di averti come amica. Un abbraccio 💖

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