Silvia Puccica, come in un immagine allo specchio

Silvia Puccica, come in un immagine allo specchio

L’ uomo è nato per creare. La vocazione umana è quella di immaginare, inventare, osare nuove imprese ( M. Novak)

Siamo profumi, colori, fantasia, arcobaleni. Quando riusciamo ad inventarci, a capirci, ad assaporarci, riusciamo ad essere tante sfumature, tante cose insieme. Siamo un turbinio di emozioni perché non sappiamo soltanto vedere in una sola direzione ma abbiamo bisogno di voltare pagina e di andare a scrivere altre pagine della nostra vita. Questo perché ci piace vivere, ci piace osare, ci piace andare oltre. E anche un tocco, un tonfo, una pietra, una foglia che cade può farci ritornare quei brividi sulla pelle, quelle emozioni uniche. Sempre se sappiamo sognare, creare, vivere di bellezza e fantasia, di universi nuovi, di verità che sgorgano all’improvviso come acqua. E all’ improvviso ci accorgeremo di non saper stare senza quell’ oggetto tra le mani, di non saper stare senza accarezzare quella piuma o senza sporcarci di colori perché capiremo sempre e  semplicemente che i colori sono vita. L’ altra metà del cielo, essenza, linfa vitale. Crescendo ci innamoriamo, mettiamo su il nostro nido, arrivano i figli ma poi ci rendiamo conto che ci manca il nostro spazio, il nostro metterci costantemente in contatto con noi stesse per capirci di più. Noi donne siamo così, così forti, così delicate, così lungimiranti.  E ci basterà una foglia che cade dall’ albero e ci accarezzerà il viso per farci sorridere, un tramonto sul mare, la pioggia che bagna i vetri… Ci basta poco per acquistare una nuova forza, ci basta poco per amare di più la vita. Sempre se riusciamo a vederla da un’ altra angolazione, sempre se riusciamo ad essere sincere con noi stesse e a credere in  ciò che facciamo. Perchè i giorni non possono trascorrere così, senza una passione, un messaggio, senza quel quid, quel qualcosa in più che ci rende persone complete. Un po’ è questa la filosofia di Silvia Puccica, una donna di quarantaquattro anni, originaria di Roma dove vive con suo marito Paolo, sua figlia Flavia di tredici anni e sua figlia Claudia di undici anni. Silvia è un tecnico di laboratorio, lavora presso l’ istituto zooprofilattico della regione Lazio. Un lavoro che  ha scelto maturando oggi una nuova consapevolezza, un voler nutrirsi anche d’ altro insieme a colori e fantasia. Questo perché ci sono personalità come la sua che non riescono a stare in un solo ambiente, in una sola dimensione lavorativa e umana. Si ha bisogno di crescere e di conoscersi, di maturare, di arrivare, comunque sia, a quella vetta, in quella strada che comunque delinea il tuo percorso creativo. Perché la vita non può essere solo vissuta, va anche creata. Ed è un po’ questo il messaggio che vuole lanciare Silvia. Ed è così che ha avuto occhi di bambina per guardare il mondo, occhi che continua ad avere puntati sulla creatività, sulle mani che si muovono e prendono in mano un oggetto o l’ altro. Tutto è iniziato per Silvia come in una rimozione interiore, come quando da piccola prendeva in  mano forbicine, colla, perline, paillettes… Si è rivista come in una immagine allo specchio, perché la creatività vive  appunto di rimozioni, ricordi, emozioni, sensazioni uniche.   Silvia è felice con la sua famiglia e con suo marito Paolo che ha conosciuto sin dai tempi dell’ adolescenza crescendo insieme a lui che l’ha incoraggiata in qualsiasi modo tanto ad aiutarla ad allestire mercatini, sotto il sole e sotto la pioggia. Perché questo è amore, quando si dimostra di stare vicino aiutando a crescere una persona. E anche se oggi mercatini non se ne fanno più come prima, anche se gli scenari sono cambiati, esiste sempre quel filo che ti lega alle cose, agli oggetti. Ed è questo che sente Silvia, un richiamo, un feeling con le cose e i materiali che si prestano ad essere lavorati. E mentre suo marito guarda la partita della Roma, Silvia comincia a maneggiare i suoi attrezzi felice di entrare nel suo mondo tra cesoie, lime ed il suo prezioso dremel, un apparecchio che tiene gelosamente custodito. Di Silvia piace quel pizzico di ironia e autoironia tutta romana, quell’ ottimismo, quella voglia di colori e luminosità, quel voler conoscersi attraverso  cose che si prestano alla creatività e alla laboriosità. Perché il lavoro delle mani ripaga sempre e dà una soddisfazione infinita. Dice che con gli strumenti e i materiali ci deve familiarizzare Silvia, li compra e poi li guarda da lontano in attesa di nuove idee, di quell’ illuminazione che poi va a farle visita in ogni momento della giornata. Silvia ha scelto di vivere così, di vivere a colori perché non può bastare una vita, si ha bisogno dell’ altra faccia della medaglia e questo il lavoro creativo lo permette. Permette di sognare, di liberare la mente, di viaggiare con la fantasia. E quando si ingrana la marcia giusta, si corre e non ci si ferma più. Silvia dà questa sensazione insieme al messaggio di voler trasferire tutta la sua emotività nei suoi pezzi, nelle sue idee creative che prendono forma. La sua è una ricerca attenta dei materiali, in particolar modo dei metalli, del rame come dell’ ottone insieme a nuove tecniche che rapiscono la sua attenzione. Oggi le sue creazioni sono particolari bijoux dove ci mette tutta se stessa, tutto il suo imprinting creativo. “Dettagli creativi di Silvia Pu”, questo il nome dato alle sue creazioni, un modo per sognare e per regalare sogni agli altri, un modo per riflettere e per allargare i propri orizzonti.  Intanto Silvia ci confessa che al giro di boa dei quarant’ anni, ha raggiunto una nuova consapevolezza perché ha voluto semplicemente dare più ascolto al suo istinto.  Ed è bello che  una donna si dia altre opportunità. Perché noi donne siamo creature complesse, forti e fragili nello stesso tempo e abbiamo bisogno di cura e protezione. Ma come in un’ immagine allo specchio, ci scopriamo e ci scopriremo diverse, più consapevoli, più motivate. E riusciremo così anche a vedere quell’albero in autunno che abbraccia quell’albero in primavera. Perché la creatività può fare questo ed altro.

Raccontati liberamente…

Sono un tecnico di laboratorio… Mi sarebbe piaciuto frequentare il liceo artistico, ma l’ incertezza di uno sbocco lavorativo mi ha bloccata. Mia madre ha sempre disegnato, dipinto ma le sue sono sempre state passioni. C’ è da dire che sin da piccola mi circondavo di forbicine, colla, perline, paillettes. Intanto dopo vari concorsi sono entrata a lavorare  presso l’ istituto zooprofilattico della regione Lazio. In effetti faccio quello che ho sempre voluto in coerenza con i miei studi, però ho sentito sempre un richiamo verso il mondo creativo…

Come nasce quindi la tua passione creativa?

Ho cominciato con il creare alberelli di perline, poi ho creato un paio di orecchini, frequentando anche corsi di bijotteria. Sono stata attratta  dai bottoni bellissimi di una merceria, mi dava soddisfazioni fare queste cose, creare poco alla volta il mio mondo. Così sono passata dalle perline alle pietre dure alla ceramica ai metalli come l’ alluminio, il rame e l’ottone. Non mi piace lavorare in serie, mi piace cambiare  un po’ tutto e spesso, cambiare  colore come materiale. I miei sono tutti pezzi unici! Di solito mi dedico alle mie creazioni dopo cena fino a sera, nel tempo libero, mentre le mie figlie studiano e mio marito vede le sue partite- sorride-.

Che cosa realizzi?

Collane, bracciali, portachiavi…talvolta anche piccole bomboniere.

Quali sono le tecniche e i materiali che utilizzi?

Ho lavorato con ago e filo pur essendo mancina, poi mi sono convertita al metallo utilizzando  cesoie, lime, una serie di martelli per le rifiniture insieme alla tecnica dell’ embossatura che consiste nel creare rilievi e decori tridimensionali. Sto cercando di imparare anche la tecnica della rivettatura per poter unire due lamine diverse e mettere così in contrasto colori e metalli.

Un materiale scoperto da poco?

Il sughero, ho comparto qualcosa ma sto familiarizzando prima che arrivi la scintilla creativa e l’ ispirazione giusta!

Che cos’ è per te la creatività?

Per me creatività è dare spazio alla fantasia… Da ragazzina riuscivo a creare lanterne… Avevo dei libri con storie a tema e preferivo sempre il libro sulla creatività, poi creavo spesso con cartoncini e forbicine a punta arrotondata. Ho sempre avuto questa passione che mi fa sentire leggera oggi come allora… L’ ispirazione poi arriva all’ improvviso,  quando guardo un film mi appare l’ immagine di un bozzetto e mi capita di viaggiare con la mente. Mi rivedo e mi ispira lo stesso materiale. Con la creatività la vita è più ricca, più completa, si dà più colore alla vita stessa. Lavoro in silenzio, sto lì con me stessa, mi sgrido e mi faccio i complimenti da sola…

La tua fonte di ispirazione?

I ricordi, le immagini, i colori…Le foglia di ginkgo biloba che mi fa pensare a mia nonna che le adorava, poi il mare…con le conchiglie e le telline che mi fanno spaziare con la fantasia.

La  tua stagione preferita?

Mi piacciono le stagioni incerte, quindi l’ autunno e la primavera.

Altre passioni di vita?

Mi piace andare a teatro, ai concerti di musica classica o moderna, ai musei come alle pinacoteche, poi mi piace viaggiare…

Che cosa ti ha emozionato di più finora?

I Musei vaticani, la Cappella Sistina, qui ho la classica sindrome di Stendhal…

Prossimi progetti?

Fare qualcosa con il seghetto da traforo- sorride-.

Come ti definiresti come donna e come creativa?

Sono sensibile, tanto emotiva, determinata, simpatica, indecisa ma poi quando decido vado dritta alla meta! Come creativa sono in continua sperimentazione. Quando prendo dimestichezza con un materiale, ho voglia di sperimentarne un altro perché sostanzialmente ho voglia di cambiamento.

I sentimenti che ti raccontano: che cosa ti fa star bene e rasserena e che cosa ti intristisce?

Mi rasserenano i sentimenti d’ amore verso il prossimo, il rispetto, la cura, la dedizione per gli altri. Mi rattrista invece l’indifferenza, la violenza, l’ offesa gratuita.

Il tuo colore preferito?

Il giallo, decisamente, perché è luminosità, è fantasia, è possibilità di andare oltre.

Un tuo motto di vita?

Credere in se stessi, sempre!

 

Per info: cell: 347 – 9433094; pagina facebook  Dettagli creativi di Silvia Pu

 

 

 

 

2 pensieri riguardo “Silvia Puccica, come in un immagine allo specchio

  1. Siamo, profumi, colori ed arcobaleni. La sensazione del mare ti porta i tuoi ricordi. Dolcissima Silvia non sarai mai indecisa, io ti vedo come una donna forte, romantica e molto decisa. Bravissima complimenti. Il lavoro manuale, toglie tutte le tensioni del lavoro. Bravissima complimenti. Siamo donne, siamo fortissime. Sabina

  2. Magistrale sensibile attenta scrupolosa… grandissima capacità di ascoltare e trasformare i pensieri in materia…come a realizzare i sogni dandone forma e consistenza… indubbiamente grandissima sensibilità artistica e umana❤️

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